Day Fifteen: Take a Cue from Your Reader – Plan B

Qualche giorno fa avevo fatto una domanda vi avevo chiesto di cosa voleste che io parlassi, purtroppo non mi ha risposto nessuno quindi devo arrangiarmi col piano B. So che la scarsità di commenti è un problema che affligge blog molto più grandi del mio quindi non avevo molte speranze, sarebbe stato carino ma ahimè ci arrangiamo col piano B offerto da WordPress e quindi vi parlerò di dove mi piace leggere.
Sì, per la serie argomenti interessantissimi.

Dove ti piace leggere?

A me piace leggere praticamente ovunque. Leggo a letto (e mi dimentico di andare a dormire perché sto leggendo), leggo in salotto con la tv accesa di sottofondo, leggo sui mezzi di trasporto perché, e ammetto di essere fortunata, non soffro di mal d’auto. Nel periodo in cui prendevo l’autobus tutti i giorni per andare a Sassari il kindle è stato praticamente il mio migliore amico e sapevo di avere sempre quelle due ore in cui avrei letto senza interruzioni. Adoro leggere le poche volte in cui vado al mare. Leggo anche quando sono in attesa (anche perché tendenzialmente a leggere il tempo passa più in fretta).
Sono in grado di leggere un po’ ovunque, l’unico problema è che mi dà proprio fastidio tenere i libri in mano e più sono spessi più ne sento il “peso”. Quindi preferisco leggere in luoghi in cui il libro può stare poggiato e io mi limito a girare le pagine. Ad esempio ho mollato il super tomo con i primi due volumi de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco perché era veramente troppo pesante per le mie braccia (che poi io abbia trovato progressivamente sempre più pesanti e incasinati i libri è un altro discorso per un altro giorno).

Alla fine, l’importante è leggere. Specie se si trovano bei libri come quelli che sto leggendo durante questo 2016.


 

Disclaimer: Continua la mia sfida con la #everyday inspiration di WordPress. In teoria dovrei scrivere per 20 giorni di fila… Giorno quindici. Il giorno del piano B. Il giorno in cui parlo di cose a cui non importa una mazza a nessuno.

 

Day Fourteen: Recreate a Single Day

Il giorno della mia laurea è stato il giorno più bello e al contempo più terrificante della mia vita. L’ansia, la fatica, gli ostacoli, gli errori, le cadute e le risalite, tutto mi aveva condotta a quel momento. Il risveglio con l’ansia, il prepararsi, il non voler neanche ripetere. La nausea, l’arrivo in facoltà con largo anticipo e l’attesa.
Poi il momento fatidico, i passi incerti, il microfono che non funziona, i tentativi per sistemarlo che fanno saltare l’impianto video. L’impianto video che torna e la tesi ripetuta urlando davanti a pochissime persone. Le domande.
Di nuovo l’attesa.
Infine la proclamazione e la firma, la fine di un percorso. Le congratulazioni e i fiori. Le lacrime di gioia e liberazione. La fine e l’inizio.
Il ritorno a casa e le telefonate per avvisare i parenti. Le persone care accanto.
Il cielo era ancora chiaro quando sono andata a dormire, consapevole che quella giornata sarebbe stata irripetibile. Magari ce ne saranno di migliori, ma mai come il giorno in cui ho vomitato l’anima però sono diventata Dottore Magistrale in Chimica.


 

Disclaimer: Continua la mia sfida con la #everyday inspiration di WordPress. In teoria dovrei scrivere per 20 giorni di fila… Giorno quattordici. Il ritorno dei temini stupidi. Ma apprezziamo lo sforzo.

 

Day Thirteen: Play with Word Count – Una storia in 50 parole

 

“Gli attimi prima di un concerto sono i peggiori, l’ansia ti assale, pensi che tutto possa andare a rotoli, ti sudano le mani e hai lo stomaco sottosopra. Mentre sei in balia di pensieri catastrofici il sipario si apre, prendi fiato e inizi a suonare. Addio ansia, benvenuta musica.”


Disclaimer: Continua la mia sfida con la #everyday inspiration di WordPress. In teoria dovrei scrivere per 20 giorni di fila… Giorno tredici. Meno sette.

 

Day Eleven: A Cup of Coffee

Teoricamente questo dovrebbe essere un post di aggiornamenti impostato come se io fossi al tavolo di un bar con chi mi legge a bere un caffè. Diciamo che ci sono un paio di problemi che precludono ciò:

  1. Sono appena rientrata a casa e sono stanca morta
  2. Non bevo il caffè

Il punto 2 è facilmente risolvibile, voi prendere un caffè io un tè e mi aspetterete perché a bere il tè io ci metto un po’ per il primo mi spiace ma non ho grandi aggiornamenti da farvi, né sulla mia vita “offline” anche perché non ne parlo praticamente mai, sia per progetti o avventure sul web. Continuo a scrivere di uscite e classifiche su mangabasealpha (mangabasealpha.wordpress.com in caso foste interessati) e poco più. Vorrei trarre qualche insegnamento da questa maratona di scrittura sul blog e cercare di essere più costante perché avrei tanto voluto parlarvi di alcuni dei libri che ho letto negli scorsi mesi ma devo vedere un po’ perché tutta la situazione (off e online) è in divenire e, soprattutto, devo assumere una maggiore consapevolezza in ciò che scrivo (non intendo convincermi che sia bello, solo che nel mio piccolo, senza alcuna pretesa e senza voler imporre la mia opinione posso anche io parlare di ciò che leggo. Il discorso della chimica  è un po’ più complesso, io all’inizio ci avevo puntato ma per scrivere di scienze non si possono mettere in fila le parole, non ci si può basare sulle emozioni, bisogna riportare riferimenti bibliografici corretti e possibilmente peer reviewed, è un processo molto più complesso, ma chissà che prima o poi non mi venga in mente qualcosa).

Niente, voi il caffè suppongo l’avrete già finito, io ora taccio e finisco il mio tè (virtuale, perché a quest’ora se voglio dormire non è proprio il caso di bere niente

 

 


Disclaimer: Continua la mia sfida con la #everyday inspiration di WordPress. In teoria dovrei scrivere per 20 giorni di fila… Giorno undici. Per un pelo, forse anche meno.

 

Day Ten: Let the Scene Write Itself

L’idea che molti hanno della mia isola è che sia totalmente dipendente dal mare, che i suoi abitanti vivano perennemente al mare e via dicendo. In realtà, come ogni isola, il mare è ciò che la delimita ma, è fatta di terra, alberi, animali, montagne, poca pianura e tanta colline.
La finestra della mia stanza dà a est e quindi, al mattino, è inondata di luce e d’estate è una vera rottura se scordo la persiana aperta perché dalle cinque (per qualche giorno pure qualche minuto prima) non si dorme.

Stamattina però il sole ha fatto fatica a fare capolino tra i monti del Gennargentu che delineano l’orizzonte. Tutto era coperto da una coltre di umidità che si è sollevata solo dopo diverse ore, lasciando spazio a una giornata calda e nuvolosa con un leggero venticello.

Ok, mi fermo. Oggi avrei dovuto osservare per un certo periodo di tempo una scena e descriverla. Purtroppo non ho avuto il tempo materiale e ho pensato, con scarso successo di descrivere cosa ci fosse fuori dalla mia finestra stamattina, ma parte il cielo nuvoloso e le solite (finte) montagne, non c’era niente di straordinario. Spero che, chi leggerà, potrà almeno apprezzare lo sforzo.

Sorry

 


Disclaimer: Continua la mia sfida con la #everyday inspiration di WordPress. In teoria dovrei scrivere per 20 giorni di fila… Giorno dieci. Oggi giorno molto faticoso, ci vediamo domani.

 

 

Day Nine: Writing and Not Writing

 

Non sono una scrittrice di professione e sul blog scrivo poco quindi oggi devo usare il piano B (regolarmente concesso da WordPress) ovvero “Se avessi una macchina del tempo che ti concedesse più tempo, come organizzeresti le tue giornate? Cosa faresti col tempo in più?”

Non so come dire, io non vorrei del tempo in più perché conoscendomi riuscirei a sprecarlo. Quindi meglio tenermi il poco che ho. Per quanto possa sembrare affascinante in linea teorica tutta questa faccenda dei viaggi temporali, a conti fatti a me fa un po’ paura, perché sono convinta che per ottenere qualcosa in più (in questo caso il tempo) si debba pagare un prezzo troppo alto.
Poi, se avessi del tempo in più, sono sicura farei quello che già faccio. Mi perderei in mille cose inutili, per arrivare a fare ciò che devo fare all’ultimo momento. Sono una procrastinatrice cronica e avere più tempo a mia disposizione renderebbe solo le cose peggiori. Certo avrei più tempo per leggere (giusto settimana scorsa ho perso la cognizione del tempo e sono rimasta sveglia fino alle tre a leggere) ma, a conti fatti, preferisco rimanere così come sono.

Mi spiace, rifiuto l’offerta della macchina del tempo e vado avanti, cercando di migliorare le mie abitudini e di non arrivare sempre all’ultimo momento.


Disclaimer: Continua la mia sfida con la #everyday inspiration di WordPress. In teoria dovrei scrivere per 20 giorni di fila… Giorno nove. Dal titolo pensavo fosse tipo un giorno di pausa e invece nulla. Peccato.

A domani.

 

 

Day Eight: Reinvent the Letter Format

Cara Maria Stefania di 8 giorni fa, ma chi te lo ha fatto fare a iniziare questa sfida?

Senti me, ascolta il consiglio di una che è stata nel futuro. Lascia perdere questo impegno e prova a scrivere qualcosa di più costruttivo, non avrai scadenze pressanti e non ti ridurrai a scrivere lettere stupide che tentano di essere ironiche ma non lo sono per niente.

Con affetto
Maria Stefania (sì, te stessa)

 


Disclaimer: Continua la mia sfida con la #everyday inspiration di WordPress. In teoria dovrei scrivere per 20 giorni di fila… Giorno otto. Oggi ho rischiato di mancare l’appuntamento, non per mancanza di voglia, bensì per mancanza di tempo. Sono riuscita a sedermi sul divano giusto qualche minuto fa.

A domani.

 

 

Day Seven: Let Social Media Inspire You

 

Oggi il “Signor WordPress” mi ha messo davanti 5 tweet e mi ha chiesto di lasciarmi ispirare da uno di loro per parlavi di qualcosa. Il tweet che ho scelto è questo:

Mi rispecchio in maniera totale in questo tweet perché di natura sono volubile. Timorosa ma volubile. Ho aspettato i primi capelli bianchi (giunti per carità in età precoce) per cambiare colore di capelli ogni volta che mi andava, esplorando svariate sfumature di rosso prima e castano poi (no, bionda non mi faccio, con le sopracciglia nere che mi ritrovo non è il caso, se non voglio spaventare i bimbi) giusto per fare un esempio. So, sin da piccola, che cambio idea facilmente, che mi “innamoro” di cose per poi disinnamorarmi facilmente. Non potrei mai fare un tatuaggio, mi stancherei in fretta e impazzirei per riuscire a toglierlo, ne sono certa.
Potrò sembrare superficiale, forse lo sono per quanto riguarda gli oggetti, ma faccio una profonda distinzione tra ciò che mi tocca e ciò che mi sfiora. Gli affetti, i rapporti, i traguardi, gli errori, le vittorie e le sconfitte, solo questi meritano di restare, di mettere radici il resto, per quanto mi riguarda, può volare via. I tweet si possono cancellare, i tatuaggi pure (anche se con più difficoltà) ma preferisco avere sulla pelle qualche segno o cicatrice rispetto a un disegno che sono sicura prima o poi inizierei ad odiare. Sia chiaro che questo non è un giudizio sui tatuaggi o tantomeno sui chi decide di tatuarsi, sono io che proprio non ce la faccio, cioè sono una che riesce a farsi richiudere i fori delle orecchie regolarmente, ma dove voglio andare XD


Disclaimer: Continua la mia sfida con la #everyday inspiration di WordPress. In teoria dovrei scrivere per 20 giorni di fila… Giorno sette. Detto con sincerità, oggi è uno di quei giorni in cui ho scritto con somma fatica.

A domani.