Hello October – Book tag

A questo punto tutti si aspetterebbero il wrap up del mese di settembre ma dovranno attendere un po’, non è un gran periodo ma non voglio tediarvi con racconti che francamente non interessano a nessuno. Non voglio però lasciare il blog più “abbandonato” di quanto non lo sia già quindi ho deciso di fare un book tag, anche se volevo ridurli sempre più. Comunque bando alle ciance e rispondiamo alle domande.

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Libri, libri e ancora libri.

Stamattina pensavo che post posso scrivere sul mio blog? E poi mi sono ricordata, come fulminata tra una telefonata e l’altra, che Serena Lavezzi del blog Penne d’Oriente mi aveva taggata per una super dettagliata “intervista librosa” ma allo stesso tempo breve e scattante. Quindi oggi leggete questo (con alla fine un piccolo aggiornamento per capire cosa succede da queste parti, perché fossi “scomparsa” e su come si evolveranno le cose).

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Quotes challenge: Part III of III

Incredibile ma vero riesco a portare a termine la Quotes Challange prima della fine del mese di settembre, è quasi commovente (cioè non lo è per nulla che ho impiegato 3 mesi per 3 post). In caso qualcuno lo avesse scordato ho ricevuto la nomination da Alessandra del blog Aliena come te e oggi completo la challenge (le prime due puntate le trovate rispettivamente qui e qui).

Non sto qui a ripetervi la pappardella delle semplici regole che ancora una volta io rigiro a mio piacimento (la trovate nel primo post a riguardo), vi dico solo che siete tutti taggati, se vi fa piacere andate pure sui vostri blog e riempite l’internet di citazioni, le vostre preferite!
Non mi resta quindi far in modo che siano le citazioni a parlare per me!

 

  1. Né la bigliettaia né i passeggeri furono colpiti dalla cosa principale: non dal fatto che un gatto salisse sul tram, questo poteva ancora passare, ma dal fatto che volesse pagare il biglietto!” Il Maestro e Margherita – M. Bulgakov. Di questo libro, che mi è piaciuto tantissimo, parleremo nel prossimo wrap up ma volevo lasciarvi questa assurda citazione a riprova che spesso le persone non si rendono conto di quale sia il vero problema e pensano che la cosa assurda ma spiegabile, sia la parte più incomprensibile di ciò che stanno vivendo.

  2. Hands are for other human hands to hold.” Helen Macdonald – H is for Hawk. ( più o meno Le mani sono fatte per essere strette da altre mani umane) La risposta alla fuga, al desiderio di isolamento. Siamo animali sociali, insieme cresciamo da soli ci avviamo all’estinzione.

  3. “Ho 16 anni, e indosso la 28 – Uoaaah.” Madre – Sensualità a Corte.Sì, la chiudiamo con la profondità di una pozzanghera asciutta, con una delle mie frasi preferite da quel delirio inventato da Marcello Cesena che risponde al nome di Sensualità a Corte. Nato come sfottò dell’allora famosissima fiction Elisa di Rivombrosa è diventata una creatura dalla vita propria e per certi versi molto moderna. Cavolo il bellissimo baronetto Jean Claude ha relazioni con Batman & co. fino ad arrivare a una meravigliosa Daiana (lo so che è Diana) baffuta. L’amore è amore non importa se entrambi portano le braghe (o i baffi XD)

Giunge così a termine questa lunga avventura nel mondo delle mie citazioni preferite, chissà quante sono rimaste fuori, spero però vi possano interessare e che magari, vi ispiri a leggere (o guardare) qualcosa tra quelle citate. Però dai, almeno Sensualità a Corte lo avete visto tutti, vero? Vero?

 

Quotes challenge: Part II of III

Per la serie meglio tardi che mai, arriva la seconda parte del Quotes Challange. In caso qualcuno lo avesse scordato ho ricevuto la nomination da Alessandra del blog Aliena come te.

Non sto qui a ripetervi la pappardella delle semplici regole che ancora una volta io rigiro a mio piacimento. Ciò che conta è che, anche in questo secondo appuntamento, nessuno verrà nominato.
Non mi resta che lasciarvi alle citazioni di oggi.

 

  1. I’m an archaeologist from the future. I dug you up. See you in 400 years.*” River Song – Doctor Who – The Husbands of River Song. Chi mi conosce sa che io adoro Doctor Who e amo River Song alla follia. Avrei potuto scegliere qualsiasi altra sua frase, dal famosissimo Hello Sweetie ma questa la trovo incredibilmente divertente pur essendo collegata a una puntata profondamente triste (specie dal punto di vista di noi spettatori e del Dottore perché con il personaggio di River Song, purtroppo, sappiamo come la storia andrà a finire dal primo incontro che facciamo con questa archeologa psicopatica che è molto più di ciò che sembra).

  2. Kell wore a very peculiar coat. It had neither one side, which would be conventional, nor two, which would be unexpected, but several, which was, of course, impossible*” A Darker Shade of Magic – V.E. Schwab. Un libro che inizia parlandoci di cappotti. Cappotti impossibili, che diventano per il lettore oggetto di culto (se non feticcio) e a cui ci si affeziona come fossero dei veri personaggi. Il cappotto di Kell non parla ma è un po’ come il/la Tardis: quando ne avrai bisogno spunterà fuori un nuovo verso, perfettamente adatto all’occasione.

  3. “Al cuore Ramon, al cuore, altrimenti non riuscirai a fermarmi. Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, quello con la pistola è un uomo morto. Avevi detto così. Vediamo se è vero. Raccogli il fucile, carica e spara.” Joe a Ramon – Per un Pugno di Dollari di Sergio Leone. La bellezza della trilogia del dollaro. La bellezza di un giovane Clint Eastwood. La poesia di un regista come Sergio Leone. Avrei potuto scegliere una frase de Il buono, il brutto e il cattivo che, secondo il mio umile parere, è un capolavoro (cioè incantarti a guardare un film dove per minuti e minuti nessuno parla, deve pur esserci qualcosa anche se non il dialogo) ma questa frase mi è rimasta impressa dal prima volta che ho visto il film e, ancora oggi, è quella che attendo con più ansia quando mi capita di rivedere Per un pugno di dollari.

 

Nonostante il mostruoso ritardo anche questo secondo appuntamento con le citazioni lo abbiamo portato a casa. Ci vediamo nei prossimi giorni, con il Best & Worst e col Wrap Up di agosto (argh blocco del lettore ad agosto, il numero dei libri letti è crollato).

*1 “Sono un’archeologa che proviene dal futuro. Ho fatto il tuo scavo (archeologico). Ci vediamo tra 400 anni.”

*2 “Kell indossava un cappotto veramente particolare. Non aveva né un solo verso, come sarebbe convenzionale, né due, sarebbe inaspettato, ma diversi e questo era, ovviamente, impossibile.”

Quotes challenge: Part I of III

Sono stata taggata in questa sorta di sfida da Alessandra del blog Aliena come te.
Le regole sono relativamente semplici ma, ancora una volta, io non sono in grado di rispettarle e sempre per lo stesso motivo (non mi va di taggare troppe persone perché penso che non ne siano contenti).
Le regole sono queste: bisogna postare per 3 volte (anche in giorni non consecutivi) 3 citazioni ogni volta e per ogni post invitare altri 3 blogger. Io farò così, taggerò i 3 blogger alla fine dell’ultimo post e senza alcun obbligo di rispondere.

Per il resto avevo deciso di dividere le citazioni a seconda dal mezzo in cui erano tratte ma poi è andato tutto a quel paese, quindi arrivano in ordine puramente casuale

Senza ulteriore indugio partiamo quindi con le prime tre citazioni di questa challenge:

  1. We are dead. Again.” Rory Williams – Doctor Who Season 6.  Come non adorare Rory the Roman e la sua totale rassegnazione nei confronti della morte che sembra colpirlo una puntata sì e l’altra pure (fino a quando… Spoilers XDD e sì questa sarebbe un’altra citazione ma non conta.
  2. C’è una cosa che mi sono sempre chiesta. Gli amori che non diventano realtà hanno un significato? Le cose che svaniscono sono uguali a quelle che non sono mai esistite?” Ayumi Yamada – Honey & Clover vol.10 di Chika Umino. Io ve lo dico, se non avete letto Honey & Clover avete fatto malissimo. Ora è praticamente irrecuperabile e vi siete persi un signor josei, uno slice of life pressoché perfetto, una storia di crescita, di sentimenti, di amicizia e di pazzia. Un manga che a distanza di anni continua a commuovermi (sì quel finale è straziante e non è un finale in tragedia).
  3. “Okay” Someone said, “but why are you crying? ” “I’d thought I was the only one,” he said.” Clark – Station Eleven (Stazione Undici) di Emily St.John Mandell (Ok – disse qualcuno- ma perché stai piangendo? – Pensavo di essere l’unico [sopravvissuto] – disse). Trovo che questo scambio di battute sia terrificante e, allo stesso tempo altamente significativo. Anche i più solitari tra noi hanno questa paura, a volte penso faccia parte della nostra stessa natura. Cosa c’è di più terrificante della morte? Della fine di tutto? Probabilmente il rimanere, senza più nessuno attorno. Stazione Undici è un libro BELLISSIMO e dovete leggerlo (ovviamente se volete). È stato il primo libro che ho letto in questo 2016 e, dopo quasi 7 mesi, si contende la palma di migliore lettura dell’anno con altri due titoli.

Direi che per questo primo appuntamento ho finito (e mi rendo conto solo ora che sono partita con una citazione abbastanza “scema” per finire con una abbastanza pesante, ma tant’è). A presto con la seconda parte!