Premio: My cup of tea 2018

Anno nuovo, tradizioni vecchie. Anche quest’anno, puntuale come sempre arriva il premio dedicato alle opere di qualsiasi natura che nello scorso anno ci hanno più sorpreso, creato vi ricordo da quel misterioso figuro che risponde al nome di Yue (che dovreste seguire tutti sul sul blog SayAdieutoYue). Oramai avete capito che oggi si assegnato tazzine o, per dirla in maniera corretta, oggi è il giorno del  My cup of tea.

Al solito riporto con precisione assoluta la definizione del premio direttamente dal blog del suo inventore:

Lo scopo del premio “My cup of Tea” è quello di celebrare non le opere più belle dell’anno di riferimento  (che siano fumetti, film, libri , serie tv o quant’altro) ma bensì quelle che più vi hanno sorpreso, contro ogni aspettativa e pregiudizio. 

my2bcup2bof2b2018

Continua a leggere…

Premio: My cup of tea 2017

Come da tradizione, puntuale ogni gennaio arriva il premio dedicato alle opere di qualsiasi natura che nello scorso anno ci hanno più sorpreso, creato vi ricordo da quel misterioso figuro che risponde al nome di Yue (che dovreste seguire tutti sul sul blog SayAdieutoYue). Mi sembra chiaro che oggi si assegna il premio My cup of tea.

Al solito riporto con precisione assoluta la definizione del premio direttamente dal blog del suo inventore:

Lo scopo del premio “My cup of Tea” è quello di celebrare non le opere più belle dell’anno di riferimento  (che siano fumetti, film, libri , serie tv o quant’altro) ma bensì quelle che più vi hanno sorpreso, contro ogni aspettativa e pregiudizio. 

cupoftea

Continua a leggere…

Premio: My cup of tea 2016

Continua la serie di post di inizio anno. No, non è ancora il post sui libri preferiti del 2016 ma è un appuntamento che dal 2014 non manco mai.
Anche in questo 2017 sono stata invitata dal mio compagno di malefatte (nei preferiti prima e nei Best & Worst adesso) ovvero Yue di SayAdieutoYue a condividere con lui e con voi la mia tazzina per il 2016 e io lo faccio con estremo piacere. Insomma l’avete capito oggi si parla del premio My cup of tea.

Al solito riporto con precisione assoluta la definizione del premio direttamente dal blog del suo inventore:

Lo scopo del premio “My cup of Tea” è quello di celebrare non le opere più belle dell’anno di riferimento  (che siano fumetti, film, libri , serie tv o quant’altro) ma bensì quelle che più vi hanno sorpreso, contro ogni aspettativa e pregiudizio. 

Continua a leggere…

Premio: My cup of tea 2015

Anno nuovo, tazza di tè nuova. Eccomi quindi qua scrivere il post sulpremio My cup of tea inventato da quel losco figuro di Yue di SayAdieutoYue (cit.)

Riporto con certosina precisione la definizione del premio direttamente dal blog del suo inventore:

Ed eccoci arrivati alla terza edizione del premio “My Cup of Tea“. Questo premio è nato due anni fa, con lo scopo di celebrare non l’opera più bella dell’anno di riferimento (troppo facile) ma piuttosto,quella che più vi ha sorpreso, contro ogni aspettativa.

Per opera intendo qualsiasi cosa: fumetto, serie tv, film, libro e quant’altro. E potete fare anche premiazioni multiple, per ogni tipologia (quindi un film, una serie tv e così via). Non ci sono scadenze, cari amici blogger, ma se partecipate fatemelo sapere!

Continua a leggere…

I propositi di lettura in inglese I: Annihilation di Jeff Vandermeer

In linea teorica questo post doveva essere pubblicato già da un mese fa, forse di più, ma per tutta una serie di circostanze mi ritrovo a scrivere oggi, incredibilmente parlando di nuovo di libri, per la precisione di Annihilation di Jeff Vandermeer.

2015-06-21 16.46.18
Sì, niente ebook questa volta, la differenza di prezzo era troppo poca e poi la copertina mi piaceva troppo per averla solo in versione in bianco e nero (persona profonda mode on)

Continua a leggere…

Il terzo proposito di lettura del 2015: Cortesie per gli ospiti di Ian McEwan

Lo scorso Natale ho ricevuto in regalo due libri da un certo losco figuro che viene nominato con costanza da queste parti, sì insomma Yue di SayAdieutoYue e oggi vi parlo di uno dei due, Cortesie per gli ospiti di Ian McEwan, libro che nulla ha a che vedere con il programma omonimo che andava in onda qualche tempo fa su Real Time* (e in cui compariva a intervalli regolari come regalo fatto fai padroni di casa, suppongo che i giudici avessero talmente tante copie del libro da poterci fare regali riciclati per anni e anni)

Libro cartaceo = no foto terrificante del mio lettore ebook
Libro cartaceo = no foto terrificante del mio lettore ebook

 

Continua a leggere…

Il secondo proposito di lettura del 2015: La Nemica di Irène Némirovsky

Nello scorso proposito di lettura (lo trovate qui) avevo accennato al fatto di aver trovato un paio di titoli interessanti grazie al periodo di prova di Kindle Unlimited il primo era Stoner, il secondo è questo. Attualmente i libri non si trovano più sul mio lettore, l’abbonamento è scaduto e non avendo io rinnovato i libri sono tornati nell’etere amazoniano senza particolari rimpianti.
Oggi vi parlo di un libro  il cui finale proprio non è piaciuto, o meglio ha scatenato in me una reazione descrivibile solo col contributo qui sotto:

e15960429e2ef92fcdbc2faa7352d5fa.jpg
Ma seriamente? Mi stai prendendo in giro? Hai veramente il coraggio di finire in questo modo? Are you kidding me? Diglielo Tennant / Ten diglielo!

Si tratta de La Nemica di Irène Némirovsky.

Continua a leggere…

Premio: My cup of tea 2014

Eccomi qua, ancora mezzo influenzata e con tra le mani l’ennesima tazza di tè degli ultimi 5 giorni, a scrivere un post che ho promesso da tempo e che, al solito, arriva in ritardo. Si tratta del premio My cup of tea inventato da quel losco figuro di Yue di SayAdieutoYue (cit.)

Riporto con certosina precisione la definizione premio direttamente dal blog del suo inventore:

Questo premio è nato un anno fa con lo scopo di celebrare non l’opera più bella del 2014 (troppo facile) ma piuttosto, quella che più vi ha sorpreso, contro ogni aspettativa.

Invito caldamente tutti i miei amici blogger a partecipare, assegnando i loro personali My Cup of Tea.  Basta riportare a inizio post il bannerino con la tazzina, e citare l’opera  vincitrice con un breve  (o lungo!) commento sul perché è stata scelta. Quest’anno non ci sono limitazioni : il premio può essere assegnato ad un fumetto, ad un libro, ad un film (o telefilm), sia editi/distribuiti che inediti in lingua italiana. Insomma, potete tranquillamente sbizzarrirvi!
Ora, visto che qui si parla di solito di libri tutti voi penserete che io assegnerò una bella tazzina a un libro e invece…

Continua a leggere…

Il primo buon proposito di lettura del 2015: Stoner di John Williams

Nello scorso mese di dicembre ho deciso di usufruire del periodo di prova gratuito offerto dal servizio di Amazon Kindle Unlimited, non sono stata convinta al punto di rinnovare l’abbonamento (non tanto per il costo di 9.99 euro, quanto per il fatto che molti dei libri che mi interessavano li avrei dovuti comprare comunque in quanto non facenti parte il catalogo) ma ho trovato due libri che mi hanno fatto tornare la voglia di parlare di libri da queste parti.
Il primo titolo è Stoner di John Edward Williams, altrimenti poi lo confondiamo con John Williams quello che ha scritto questo (tanto per fare un esempio).
A mia insaputa, perché anche quando la letteratura la studiavo delle vita degli autori mi importava sino a un certo punto, Williams è una sorta di fenomeno editorale tardivo. Io di tutto ciò me ne sono infischiata e ho letto Stoner senza conoscere nulla del suo autore. Devo dire che è stata la scelta migliore.

Ecco tutta per vuoi l'ultima immagine della mia collezione di foto brutte fatte ai libri dentro il Kindle.
Ecco tutta per vuoi l’ultima immagine della mia collezione di foto brutte fatte ai libri dentro il Kindle.

 

Stoner è il racconto della vita del professore universitario William Stoner, un uomo che proviene dalla campagna e che non si allonterà mai più di 150km dal suo paese natale, una vita priva di guizzi o di fatti che la rendano speciale o, a primo impatto, degna di essere raccontata in un libro e con un finale che conosciamo sin dalle prime pagine del romanzo (sono certa che non ci voglia molta fantasia per capire come andrà a finire la storia della vita di una persona ma visto che ci siamo SPOILER: alla fine del libro, ma se lo leggerete lo saprete sin dall’inizio, il povero William Stoner Muore).

Cos’ha quindi di bello, di notevole, questo libro che a raccontare la trama non presenta nulla di speciale? È molto semplice, è tutto frutto della bravura dell’autore, che ti fa appassionare alla vita di un professore di letteratura inglese, che fa passare gli anni in un secondo senza però dare la sensazione di buttar via il racconto.
A mio modesto parere la dimostrazione che la bravura dello scrittore possa rendere interessante anche la trama più abusata.
Non è questione di innovare, di superare i cliché a tutti i costi, ciò che conta è saper scrivere. La differenza tra uno scrittore e una persona che scrive sta tutta là. Io su questo blog scrivo, ma è evidente che non è il mio mestiere o il mio talento la scrittura e quando questa sensazione la dà un libro, personalmente, la vivo come una presa in giro. Per carità, è bellissimo che oggi esista la possibilità di farsi conoscere e autopubblicarsi, ma io sono convinta che non tutti nasciamo scrittori (o musicisti, o poeti etc.) nonostante le attuali proposte in libreria provino a smentirmi in tutti i modi.

In definitiva consiglio Stoner a tutti, una lettura breve ma significativa seppur nel racconto di una vita come tante.
In Italia Stoner è pubblicato da Fazi ed è in vendita al prezzo di 14.88 euro in formato cartaceo e 12.99 euro in formato ebook sul Kindle Store di Amazon (con l’opzione di lettura gratuita se abbonati a Kindle Unlimited)

 

I buoni propositi di lettura di MariaSte reloaded: Trent’anni e li dimostro di Amabile Giusti vs Trent’anni e li dimostro di Amabile Giusti

No, non mi sono bevuta il cervello. Non ho riletto Trent’anni e li dimostro e ne voglio parlare di nuovo. Quel libro non esiste più, cioè non è più in vendita. Esiste un altro Trent’anni e li dimostro con la stessa immagine di copertina e della stessa autrice, la calabrese Amabile Giusti.
Non cambia la sostanza, non cambia il genere (questo è un romance fatto e finito che ha avuto il dono della dignità di libro e non di Harmony) ma la storia è diversa. Uguale ma diversa.
La protagonista è sempre quella calamita per sfighe varie ed eventuali di nome Carlotta Lieti ma, come se fosse confermata la teoria degli universi paralleli anche se solo in ambiente letterario, che ha come coinquilino quel grandissimo stronzo di Luca Morli, una madre da plotone di esecuzione e una sorella presunta stronza.

Attenzione da qui in poi si parla come se chi legge avesse finito il libro quindi, se non volete spoiler fermatevi pure qua.

Continua a leggere…