Lo SpecialONE di fine anno 2.0: I preferiti di MariaSte del 2015

Il 2015 ci ha salutato da una decina di giorni scarsi e lascia come ultima vestigia (ma ne siamo proprio sicuri?) della sua presenza su questo blog, la versione 2015 dello SpecialONE, ovvero i preferiti tra i preferiti di 365 giorni. No quest’anno niente ridicolo post sulle mie letture che vi sono piaciute di più (vogliamo davvero farlo per 4 libri in croce? Il bilancio è presto fatto, tra Kindle e libri cartacei ho letto più di 50 libri e ho parlato solo di 4, che tristezza).

Come per lo scorso anno, a differenza dei soliti post mensili (o bimestrali) non ci saranno tutte le categorie classiche ma in più ci sarà un bonus. Quindi nessun indugio, ecco per voi lo SpecialONE reloaded. E sì, questa volta ve li sciroppate in solitaria V.v


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I preferiti di MariaSte V: novembre 2014

Incredibilmente è arrivato già dicembre e presa da una serie di impegni mi trovo sempre più spesso a trascurare il blog tanto che ne faccio un punto di orgoglio il non abbandonare anche questa rubrica leggera e priva di alcuna utilità pratica. Natale oramai incombe (o così ci vogliono far credere) ma prima arriva la mia solita accozzaglia di cose piaciuta a novembre

PS: La collaborazione con quell’oscuro individuo di nome Yue di SayAdieutoYue continua ma vi invito anche questa volta a unirvi a noi per invadere l’internet di cose inutilissime ma innocue.

E ora iniziamo:

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Pensieri in libertà IV: delle novità che porta con sé il mese di settembre.

Sin dall’infanzia per me è settembre il mese in cui inizia l’anno, probabilmente perché legato all’inizio della scuola; indubbiamente anche perché finisce l’estate e tutte le cose tendono a prendere una forma diversa, per certi versi più ordinata per altri più “noiosa” rispetto all’estate. Si fanno a volte dei buoni propositi (della serie dopo un estate di eccessi questo autunno mi do una calmata), per poi disattenderli in maniera sistematica.
Settembre sembra quasi essere per sua natura foriero di novità e io ne avevo un disperato bisogno e non mi ha delusa.
Settembre quest’anno segna per me l’inizio di un periodo nuovo, fortemente impegnato e che porterà a cambiare un po’ di cose. È la vita e andrà a riflettersi sul blog, ma non in maniera drastica. La mia lentezza (pigrizia) è, a chiunque legga questo piccolo spazio,  nota quindi non si noterà praticamente la differenza. Semplicemente ho deciso di darmi delle scadenze e programmare i post. Tutto qua. Chi lo sa, magari in questo modo potrei anche scrivere di più!
Uno è già pronto e lo potrete leggere in settimana riguarda una delle anticipazioni che avevo dato riguardo sempre nel famoso post dei preferiti!
A questo punto qualcuno potrebbe essere curioso e si aspetta che io racconti tutto ma, come del resto faccio sempre da queste parti, preferisco tenerle tutte per me, tranne una. Chi mi segue su instagram lo sa già, per tutti gli altri ho iniziato, lo scorso mercoledì,  un corso di russo.

 

Non c’è scritto niente di che, è solo un dialogo tra una ragazza italiana che va all’università a Mosca e si presenta in un ufficio e un’insegnante.

Sì russo. Mi ispirava, il corso era gratuito e mi sembrava un’opportunità da non perdere. Anche se poco, conoscere una lingua straniera in più non è mai un male (certo magari avrei dovuto fare tedesco prima, ma i corsi partivano dal livello B1 e io non vado oltre einz, zwei polizei) e poi è strana e a me piacciono le cose “strane” e, soprattutto, mi piace mettermi alla prova. Un modo come un altro per tenermi allenata, per impormi nuove sfide e nuovi stimoli. Per un periodo quindi mi troverò a viaggiare, molto di frequente. Questo potrebbe essere positivo per il blog, perché la lettura sarà la mia compagna durante gli spostamenti.
A voi settembre ha portato/porterà qualche novità? O è solo il ritorno alla quotidianità?

 

PS:

A proposito di sfide e stimoli, *momento autopromozione ON* se vi piacciono i manga seguite mangabasealpha (sempre qua su wordpress), un nuovo blog in cui potrete trovare le line up dei magazine giapponesi, la classifiche dei manga più venduti in Giappone e alcune news al quale collaboro, ne vale la pena! *momento autopromozione OFF*

 

I preferiti di MariaSte II: agosto 2014

Vi è piaciuto il primo appuntamento con questa rubrica vero?
Ragion per cui sono tornata con i preferiti di agosto e con me è tornato il mio compare di malefatte Yue sul su blog Say Adieu to Yue.
Quindi con una dose di motivazione e determinazione extra che non sia bene da dove arrivino, eccomi pronta ad ammorbarvi con l’accozzaglia di cose che mi sono piaciute di più durante il mese appena passato!


La serie TV: Outlander (StarZ) tratto dalla serie di romanzi di Diana Gabaldon (in italiano La Straniera). Su questa serie ho letto da una parte recensioni terrificanti e terribili, dall’altra persone che si lanciavano in lodi sperticate. Avendo io interrotto la serie di libri a metà del primo (perché ho avuto il buon senso di leggermi un riassunto generale della storia e ho strabuzzato gli occhi innumerevoli volte perché, secondo me alcune cose non avevano senso) non mi lancerò di certo in lodi sperticate sulla trama, la recitazione, la realizzazione tecnica. L’ho iniziato a guardare SOLO per due motivi:

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Pensieri in libertà I: 11.4 km

Magari non importa a nessuno ma io non guidavo la macchina da più di 5 anni e anche prima l’avevo guidata solo a intermittenza dopo che mi era venuto addosso un pullman mentre andavo nella cittadina vicino al mio paese poco tempo dopo aver preso la patente.

Lo scorso anno ho pure fatto il rinnovo ma non avevo alcuna intenzione di guidare perché il solo pensiero mi paralizzava.

Da pochi giorni ho provato a guidare di nuovo. Il primo giorno ho spostato l’auto da un lato all’altro della casa, il secondo giorno ho fatto un giro attorno al palazzo e oggi ho fatto 11.4km. Non mi sento ancora pronta per partire e guidare liberamente, specie dentro i centri abitati ma, per una volta, sono orgogliosa di me stessa.

Immagine random e totalmente scollegata: regali di compleanno graditissimi. Il tè di Kusmi Tea e i bigliettini adesivi a tema parigino... Giusto per informare la popolazione mondiale che ho cambiato decade!
Immagine random e totalmente scollegata: regali di compleanno graditissimi. Il tè di Kusmi Tea e i bigliettini adesivi a tema parigino…
Giusto per informare la popolazione mondiale che ho cambiato decade!

La Sardegna che non si affaccia sul mare I: Su stampu e su turrunu a Sadali (CA)

Quest’anno, interrompendo la tradizione dello stare in zona per Pasquetta ho deciso, con la complicità di un’amica, di fare un piccolo “colpo di testa” e fare circa 600km in auto per andare dal mio ridente paesello del nord ovest della Sardegna fino a Sadali, un piccolissimo paese di neanche mille abitanti che si trova in quella zona della Sardegna che fino a una decina di anni fa era in provincia di Nuoro, mentre ora si trova in provincia di Cagliari al confine tra la Barbagia e il Sarcidano in una zona dove scorre il fiume Flumendosa (il secondo fiume della Sardegna). Il paese si trova su un altopiano ma del paese in sé non ho niente da dire perché mi sono diretta direttamente verso la zona delle cascate nota come Su stampu e su turrunu.

Su stampu e su turrunu. Lo benissimo che esistono cascate molto più imponenti (vedi Le Marmore rimanendo in Italia) ma arrivarci non è così semplice.
Su stampu e su turrunu. Lo benissimo che esistono cascate molto più imponenti (vedi Le Marmore rimanendo in Italia) ma arrivarci non è così semplice.

Partendo dalla cima dell’altopiano c’è una strada per la maggior parte praticabile e da un certo punto in poi un po’ impervia che dà su uno strapiombo (e forse se uno soffre di vertigini non è proprio il massimo da percorrere), ma ciò che si trova una volta scesi è bellissimo. Si è circondati da una sorta di canyon (credo che il termine corretto per identificare tutto ciò sia che il territorio è carsico ma non sono un geologo non fidatevi di me V.v) con di fronte la cascata e alle spalle un corso d’acqua che va ad affluire nel Flumendosa e un sentiero che porta a una serie di percorsi per escursionisti (che ovviamente non ho affrontato perché no io non sono propriamente un’escursionista, anzi) che arrivano addirittura ai paesi vicini, ricordo che con circa 13km di camminata si può arrivare al vicino paese di Seui. Vi lascio alle foto, che sapranno sicuramente descrivere meglio di me la bellezza del luogo, posso dire solo che, secondo me, ne è valsa la pena dal primo all’ultimo chilometro percorso.

Un solo avvertimento: niente tacchi, scarpe fashion o vestiti eleganti (io per fortuna avevo delle pessime scarpe da ginnastica portate nel caso che con gli stivaletti fossi morta di mal di piedi a metà strada, per una volta sono stata previdente V.v), quel che vi serve veramente è un bel paio di scarpe da ginnastica (e una buona dose di fiato specie nella risalita).

La scalinata per arrivare alle cascate...
La scalinata per arrivare alle cascate…
La cascata vista dall'interno della grotta. Sì, come i bambini non ho saputo resistere e agile come uno stegosauro mi sono arrampicata sulle pietre per entrare dentro la grotta e non cadere nell'acqua fredda. Missione compiuta V.v
La cascata vista dall’interno della grotta. Sì, come i bambini non ho saputo resistere e agile come uno stegosauro mi sono arrampicata sulle pietre per entrare dentro la grotta e non cadere nell’acqua fredda. Missione compiuta V.v
Momento infanzia II: c'è uno specchio d'acqua ed è fredda? Devo toccarla.  Risultato, vi beccate una bellissima foto con un giubbotto di una sobrietà imbarazzante.
Momento infanzia II: c’è uno specchio d’acqua ed è fredda? Devo toccarla.
Risultato, vi beccate una bellissima foto con un giubbotto di una sobrietà imbarazzante.
Per finire, uno sguardo a ciò che io chiamo canyon (ma non credo che si chiami così) e alla vegetazione che a differenza di molti altri posti in Sardegna è rigogliosa...
Per finire, uno sguardo a ciò che io chiamo canyon (ma non credo che si chiami così) e alla vegetazione che a differenza di molti altri posti in Sardegna è rigogliosa…

Banana Yoshimoto e Yukio Mishima: due micro buoni propositi di lettura

Immagino (male) che qualcuno si sia chiesto che fine io abbia fatto, immagino (forse meglio) che qualcun altro abbia semplicemente pensato che, come molte volte lo scorso anno, io mi sia dimenticata del blog. In realtà non è proprio così, insomma…, ecco qualcuno può spiegarlo meglio di me.

Qualcuno mi rubò la macchina! Ci fu un terremoto! Una tremenda inondazione! Un'invasione di cavallette!  Insomma ci siamo capiti no? (Ringraziamo in coro Jake "Joliet" Blues per questo momento altissimo di cinema)
Qualcuno mi rubò la macchina! Ci fu un terremoto! Una tremenda inondazione! Un’invasione di cavallette!
Insomma ci siamo capiti no? (Ringraziamo in coro Jake “Joliet” Blues per questo momento altissimo di cinema)
Scherzi a parte, mi sono ammalata, due belle settimane in compagnia di una pregiata selezione dei più fastidiosi mali di (fine) stagione che mi hanno tenuta lontana dalla lettura di nuovi libri (e sì, poi c’erano le finali della Coppa del mondo di Sci e dovevo vederle era un dovere morale ma shhhh facciamo finta di nulla) tranne che per una serie di piccoli racconti disponibili solo in formato digitale di diversi autori a cura di Feltrinelli al prezzo di 99 centesimi l’uno.
Così ho pensato di parlarne un po’, dividendoli in maniera geografica e oggi quindi si parte per un piccolo viaggio in Giappone attraverso due racconti in un certo modo uniti dal tema e dai protagonisti  eppure lontani nel tempo.
Si tratta di La luce che c’è dentro le persone di Banana Yoshimoto e di Diario di Preghiere di Yukio Mishima.
Della Yoshimoto avevo letto, una quindicina di anni fa, Sly regalatomi nella convinzione (ora errata ai tempi non so quanto) che, visto che leggevo i manga, mi piacesse tutto ciò che fosse giapponese. A me il libro non era piaciuto un granché, l’avevo trovato veramente triste e privo di speranza e, se in tutto questo tempo  non avevo letto altro di suo, seppur ora non ricordi bene la trama, un motivo di sicuro c’era. Ammetto senza problemi che sia stato il prezzo ridotto, ma non troppo per un racconto di 14 pagine,  ad avermi convinta.
La luce che c'è dentro le persone - Banana Yoshimoto
La luce che c’è dentro le persone – Banana Yoshimoto                         Feltrinelli Zoom 0.99 euro

La luce che c’è dentro le persone è stato originariamente pubblicato all’interno della raccolta di racconti Ricordi di un vicolo cieco (edito anch’esso da Feltrinelli). Il racconto, scritto in prima persona, narra di una scrittrice amante della Francia e della letteratura francese e del ricordo che conserva del suo più caro amico d’infanzia. Di più non posso dire o racconterei tutto, dico solo che, nella sua brevità,  si va a inserire in maniera perfetta nei temi cari all’autrice, su tutti la famiglia, la sua resilienza e il suo essere una struttura che sopravvive ai singoli individui, sul fatto che ci sono cose che durano nel tempo e non sono quelle più solide e dure, quelle più legate alla terrà bensì sono  i fiumi che travolgono, trascinano, inghiottono e rimangono al loro posto.

Questo brevissimo racconto mi ha dato la stessa sensazione che può darti sentire un amico che decide di renderti partecipe di un suo ricordo particolarmente caro ma, un po’ per pudore, un po’ per il senso di possesso dato dal valore del ricordo stesso. Il racconto è stato troppo breve per poterlo fare mio, per immedesimarmi nella protagonista e, anche, per invogliarmi a leggere qualcosa di più lungo della Yoshimoto. Questa lettura, una decina di minuti scarsi, è stato un bel racconto che, dopo qualche giorno, si dimentica perché travolti da più pressanti e terrene faccende anche se, a livello inconscio, lascia la sua piccola traccia in chi lo ha letto.
Ah, ecco cosa significa durare nel tempo, pensai. Non è solo qualcosa di solido e sicuro. È come un fiume che è sempre lì, che inghiotte tutto, e che continua a scorrere come se niente fosse mai accaduto.
Diario di Preghiere - Yukio Mishima
Diario di Preghiere – Yukio Mishima Feltrinelli Zoom 0.99 euro

Diario di Preghiere è stato originariamente pubblicato all’interno della raccolta La foresta in fiore (edito in Italia  sempre da Feltrinelli) narra sempre di un’amicizia dei tempi dell’infanzia tra un bambino e una bambina che un giorno va a incrinarsi, per un motivo futile agli occhi di un lettore adulto ma fondamentale ai loro, ma che la vita continua a far incontrare senza che l’incomprensione riesca mai a risolversi. Yasuko e Yumio si conoscono grazie alla loro salute cagionevole e alla conoscenza tra le loro rispettive infermiere e diventano amici per la pelle, in un modo segreto e magico che riesce a tagliare fuori dai loro discorsi il resto del mondo. Yasuko e Yumio si appassionano ai pirati e costruiscono una mappa per ritrovare un tesoro che hanno nascosto in una casa abbandonata. Sarà proprio quel tesoro la causa della loro incomprensione, del silenzio che andrà a cadere e li porterà ad allontanarsi incontrandosi poi durante l’adolescenza per volontà altrui e mai la loro. Il lettore seguirà la vicenda dal punto di vista della giovane Yasuko e seguirà i suoi turbamenti interiori, la sua sofferenza e il rapporto con sua madre, fino alla naturale conclusione della vicenda.

Yukio Mishima non lo conoscevo, per nulla. O meglio avevo solo letto alcuni commenti comparsi sulla mia home page di facebook da parte di chi lo ha studiato all’Università. Sono andata quindi, a lettura del racconto conclusa, a informarmi su di lui e diciamo pure che ha avuto una vita “interessante” e una morte da suicida ancor più interessante, o meglio lucidamente studiata, programmata ed eseguita. (Se volete saperne qualcosa anche voi, con una breve ricerca su Wikipedia trovate la pagina dedicata a lui, io sono sempre stata un disastro a raccontare la vita degli autori anche a scuola o meglio lo evitavo ogni volta che si presentava l’occasione).

Diario di preghiere, a differenza de La luce che c’è dentro le persone  mi è piaciuto molto, sia come stile che come tema ma non so se riuscirò a leggere altro di Mishima visti i miei precedenti rapporti (quasi sempre fallimentari) con la letteratura giapponese. Forse è il caso di fermarsi qua e di godersi le belle sensazioni avute dalla lettura di queste 37 pagine, probabilmente non le più significative, più belle o importati scritte dall’autore ma che hanno saputo colpirmi, molto più di quelle della Yoshimoto.

La luce rotonda e leggera di quella lampada mi sembrava un piccolo anello magico, nel giardino le tenebre erano fitte e scure come l’interno di un vaso pieno di indaco.

I buoni propositi del 2014 II: Nemico, Amico, Amante… di Alice Munro

Le donne sanno scrivere. Non meglio degli uomini, non peggio. Semplicemente diversamente. A causa della loro sensibilità differente, a causa della biologia che fa circolare diversi ormoni in uomini e donne, le cause possono essere molteplici. Sia chiaro che non tutte le donne sanno scrivere, né tutti gli uomini e a volte, misteriosamente, alcuni di quelli che non sanno scrivere pubblicano libri e hanno successo. Tutto questo preambolo senza senso per dire che  Alice Munro, a mio modesto parere, sa scrivere e scrive di ciò che caratterizza la vita delle donne: l’amore. Non l’amore nel senso di romanzo in cui i protagonisti sono alla perenne ricerca dell’anima gemella,  ricerca che si dimostra spesso travagliata e perigliosa bensì nel delicato susseguirsi di racconti su come l’amore si possa manifestare nella quotidianità, come possa o non possa sconvolgere la vita delle persone, come sia uno dei più grandi tesori da conservare e riportare alla memoria nei momenti di difficoltà.

Quello che provava era una specie di leggerezza indulgente, quasi una voglia di ridere. Un fremito di affettuosa ilarità, che ebbe la meglio su tutto il dolore e il senso di vuoto, per il momento.

Finalmente un libro di racconti che mi ha convinta del tutto. O questo è uno spoiler? XD
Finalmente un libro di racconti che mi ha convinta del tutto. Ops questo è uno spoiler! XD

Alice Munro ha vinto il premio Nobel per la Letteratura lo scorso 10 ottobre 2013 e, secondo me, se lo è meritato. La motivazione “maestra del racconto breve contemporaneo” è quantomai corretta e posso dire, senza alcun dubbio che questo è il primo libro di racconti da me letto che mi ha convinta al 100%. Nel corso dei 9 racconti di Nemico, Amico, Amante… nulla è andato fuori posto. Le nove protagoniste, tutte donne, hanno raccontato la loro storia in un intreccio tra passato e presente che non risulta mai pesante o fuori posto ma che svela la natura, le paure e i sogni (spesso infranti una volta nel presente) di ognuna di esse.

C’è chi con uno scherzo non troppo innocente è convinta di aver rovinato più di una vita e  invece, inconsapevolmente, ne ha salvate due e contribuito alla nascita di un amore; c’è la scoperta della malattia e la paura che ogni cambiamento clinico porta sia in peggio sia in meglio,  sono presenti il lento declino fisico e mentale, la fuga da uomini incapaci di amare talmente sono rinchiusi in schemi mentali che non ammettono l’errore ma che, in compenso, li rendono ciechi e sordi a ciò che li circonda. C’è la “lotta” tra creazionismo e ateismo. C’è la vita sullo sfondo del Canada. C’è l’amore, quello vero.

C’è, soprattutto, un libro scritto bene. Una volta iniziato un racconto mi è stato impossibile riporre il libro prima della fine dello stesso anche se ho preferito far passare un po’ tra la lettura di un racconto e l’altro per consentire a ogni storia di “decantare” nella mia mente, di lasciare la propria opinione.

Nemico, Amico, Amante… è un libro che consiglierei a tutti, senza se e senza ma, una raccolta di racconti realistica e irreale, una prosa piena di poesia senza bisogno di versi.

– Portami da un’altra parte, – disse

Lui la guardò dritta negli occhi. Disse: – Sì.

PS: Spero di aver convinto qualcuno a provare la lettura di questo titolo. Non so se si sia capito, ma mi ha profondamente colpita e credo che, prima o poi, mi regalerò un nuovo viaggio nel mondo dei racconti della Munro che mi ha così bene accolta.  Per chi fosse curioso non so quale sarà la mia prossima lettura, ho quattro titoli che aspettano di essere letti vedrò cosa mi dirà l’ispirazione del momento al momento di accendere il Kindle.

Ah ovviamente dimenticavo: Nemico, Amico, Amante… è edito in Italia da Einaudi nella collana SuperET e disponibile al prezzo di 12 euro in formato cartaceo e a 6.99 euro sul Kindle Store di Amazon.

I buoni propositi in ebook: Trent’anni e li dimostro di Amabile Giusti

Ecco qua il famoso libro misterioso di cui avevo accennato nell’altro post. Si tratta di un’opera che esiste solo in versione digitale sullo store di Amazon è che ho preso un po’ a scatola a chiusa al prezzo di 1.99 per circa 188 pagine.

Ecco quindi senza ulteriore indugio, in diretta dal mio Kindle, la copertina di “Trent’anni e li dimostro” di Amabile Giusti.

Prendo una barretta di fondente dalla dispensa e mi chiudo nella stanza. Sgranocchio rabbiosamente la cioccolata, come se volessi punirla. La inghiotto con dispetto, sottoponendola al castigo della digestione.*

Ecco qua quella che dovrebbe essere la protagonista che sorride e sembra fiera della sua chioma leonina (beata lei che riesce a portare i capelli ricci corti così, io sembro il re della foresta)

Ecco qua quella che dovrebbe essere la protagonista che sorride e sembra fiera della sua chioma leonina (beata lei che riesce a portare i capelli ricci corti così, io sembro il re della foresta)

Non sapevo nulla dell’autrice, Amabile Giusti, e anche ora la mia conoscenza si limita alla lettura di questo libro e al fatto che gli altri suoi due libri che ho trovato su Amazon.it, “Cuore Nero” e “Odyssea. Oltre il varco incantato” si trovino solo in formato digitale e siano a tematica fantasy*². Semplicemente il giorno di Natale cercavo un libro a basso costo per inaugurare il Kindle e l’occhio è caduto su questo per due motivi: il prezzo e il titolo. Così, pochi secondi e ho iniziato la lettura.

In un pomeriggio sonnacchioso e noioso come quello di Natale, incastrato tra il pranzo e l’arrivo dei parenti Trent’anni e li dimostro si è rivelato un piacevole intrattenimento, in grado di mantenere alta l’attenzione e di farmi leggere tutto d’un fiato l’intero libro in un paio d’ore ma niente di più. In realtà ho storto il naso in un paio di occasioni e per motivi differenti. Più che altro il “problema” è l’uso di un linguaggio a volte fin troppo scurrile in situazioni in cui, a mio parere, non era strettamente necessario. Anche se ci si accoppia senza travolgente sentimento d’ammmmmore non è che in automatico si scopa o si fotte, cadere nel “Io non faccio l’amore, Anastasia, io fotto senza pietà” (cit. pessima da un libro pessimo) non mi sembra certo il massimo dell’originalità, parere personale sia chiaro eh. A parte questo a livello stilistico, grammaticale etc. il libro è ben scritto e la lettura è molto fluida.

Devo poi capire perché la protagonista, la classica “sfighella” (passatemi l’inesistente termine) che condivide la casa con il dio del sesso sceso sulla terra, pronto a copulare con chiunque tranne che con lei basta che respiri (amiche della protagonista comprese) debba avere come simbolo della sua sfiga contrapposta alla somma figaggine della sorella i capelli ricci e ribelli. Eh no, NON CI STO. Sì questo è lo sfogo, inutile, di una persona condannata dalla vita ad una chioma riccia e fluente abbiate pietà, ho talmente tanti capelli che più di una parrucchiera si è lamentata di dolori al polso dopo avermi lisciato i capelli.

Un ultimo appunto, un momento di ignoranza che non mi faccio problemi ad ammettere. Qualcuno mi sa spiegare la differenza tra un romanzo rosa e uno chick-lit? Perché, probabilmente per miei limiti, la differenza non la vedo.

In definitiva, Trent’anni e li dimostro” si è rivelato un piacevole passatempo, un libro che consiglierei più alle donne che cercano sempre il lieto fine (in cui mi includo nonostante la dura corazza) che al resto dei lettori e che regalerà il lieto finale che dalle prime pagine, in fondo, tutti coloro che hanno deciso di iniziare la lettura sanno che verrà loro donato.

* Situazione a caso che suppongo sia capitata a più di una donna nella vita, quella splendida relazione di odio e amore col cioccolato, palliativo di ogni delusione d’amore  carico di endorfine e secondo alcuni articoli scientifici neanche così portatore di ciccia e brufoli (cit.)

*² Mi informano (grazie Yue) che esiste anche un libro cartaceo Non c’è niente che fa male così del 2009 che su Amazon però non è disponibile e proprio per quello non mi mostrava a una prima ricerca.

PS: Foto bonus e random della custodia del mio Kindle. Una roba di una sobrietà e serietà assolute. E sì la lettura del libro della Munro procede ma è un libro di racconti quindi non disperate arriva, arriva.

Sobrietà a palate in questa foto, tra unghie e custodia non saprei che scegliere.
Sobrietà a palate in questa foto, tra unghie e custodia non saprei che scegliere.