I buoni propositi di lettura del 2014 VII: Shada l’avventura perduta di Douglas Adams di Gareth Roberts

Qualcuno potrebbe dire “Meno male che questi dovrebbero essere buoni propositi…” e ne avrebbe tutto il diritto. Non intendo né giustificarmi né stare là a inventare scuse, semplicemente nel tempo che avrei potuto dedicare alla scrittura ho fatto altro (tra cui iniziare svariate volte a parlare di questo libro per poi cancellare il tutto) mentre oggi mi sento ispirata a scrivere due frasi di senso compiuto.

Il verde che ispira l'anima, la scrittura, il riposino pomeridiano...
Il verde che ispira l’anima, la scrittura, il riposino pomeridiano…

Attenzione: questa “recensione” cercherà di essere spoiler free per quanto riguarda il libro in sé, ma se siete interessati a Doctor Who ma non lo avete mai seguito ci saranno dei lievi spoiler.

Ecco la cover italiana del libro, questa volta vi ho risparmiato una foto storta del Kindle
Ecco la cover italiana del libro, questa volta vi ho risparmiato una foto storta del Kindle

Il Dottore scosse la testa: “Professore, lei ha agito in modo tremendamente irresponsabile.
Credevo di essere io quello tremendamente irresponsabile, ma lei ha innalzato la nozione di tremenda irresponsabilità a livelli mai visti prima.

Shada, l’avventura perduta, l’episodio che doveva essere e non è stato, la storia mancante del quarto Dottore (il più amato dagli inglesi nonostante i sondaggi sparsi per il web, dove non votano di certo coloro che hanno avuto la fortuna di vedere le puntate in diretta negli anni’70) e che è arrivato a noi grazie a Gareth Roberts che ha trasformato una sceneggiatura del geniale Douglas Adams (sì ne ho già parlato qua con il bellissimo Guida Galattica per gli Autostoppisti) in un romanzo appassionante come una (quattro? cinque?) puntata dello show ma probabilmente non apprezzabile da chi è totalmente digiuno dal telefilm e assolutamente non interessato all’argomento; se invece siete interessati vi consiglio di informarvi su siti come Doctor-who.it o di seguire la programmazione di Rai4 che dà, più o meno a ciclo continuo, tutte le puntate della nuova serie (nuova serie iniziata nel 2005 dopo quasi 16 di assenza dagli schermi televisivi britannici).

Nel loro peregrinare attraverso lo spazio e il tempo il Dottore e i suoi companion (assistente? non esiste un termine corretto in italiano che renda l’idea) K-9, cane robot proveniente dal futuro, e Romana, una giovane (per il loro standard)  Signora del Tempo storica tornano sul nostro pianeta, la Terra per far visita a un vecchio amico del dottore in pensione, il Professor Chronotis, anche lui proveniente da Gallifrey e mascherato da anziano docente universitario di Cambridge. Peccato che, sulle tracce del Professore o meglio di un libro da lui sottratto ci sia anche Skagra: geniale, anaffettivo, praticamente incapace di provare sentimenti e totalmente concentrato sul suo obiettivo: trovare Shada il pianeta perduto e da lì estendere il suo dominio sull’intero universo.

Il quarto Dottore e Romana (II). Romana essendo Time Lady può rigenerare e durante la sua presenza nello show lo ha fatto in una maniera bizzarra
Il quarto Dottore e Romana (II). Romana essendo Time Lady può rigenerare e durante la sua presenza nello show lo ha fatto in una maniera bizzarra e un po’ anomala rispetto alle leggi che “dovrebbero” regolare il trucchetto preferito di ogni Time Lord che si rispetti.

Una storia del Dottore ambientata sul nostro pianeta non è tale se non vengono coinvolti gli esseri umani e facciamo quindi la conoscenza di Chris Parsons e Claire Keightley, due scienziati che studiano e lavorano a Cambridge, che hanno una relazione fatta solo di non detti e sentimenti taciuti coi quali dovranno fare i conti una volta venuti a contatto con le forme di vita aliene. (Venuti a contatto? Si potrebbe ben dire travolti e stravolti pur non perdendo la loro umanità)
I personaggi andranno a incontrarsi e scontrarsi, trovarsi e perdersi andando a creare ogni volta dei cliffhanger dal tipico sapore del telefilm spostandosi nello spazio dalla terra fino al tanto temuto pianeta Shada. La lettura è andata avanti a rilento, divisa in sei parti, un po’ come se avessi deciso di vedere una puntata alla volta, insomma al ritmo di una serie televisiva seguita religiosamente settimana per settimana. (NB: il libro è diviso di suo proprio in sei parti, non è stata una mia idea)

Di più non posso dire o farei spoiler, non scherzo ogni piccolo particolare della storia è incastrato all’interno del contesto generale e rimanda a eventi che accadranno nel corso delle pagine e porteranno al classico finale alla Doctor Who.
Il libro mi è piaciuto moltissimo, nonostante ci sia stata un po’ di difficoltà nella lettura, specie all’inizio perché la storia ci mette un attimo a ingranare e far capire da che parte si stia andando a parare. Mi sentirei di consigliarlo però solo ai fan della serie che potranno apprezzare in pieno e amare questa splendida avventura senza Dalek, Cybermen o i mostri più famosi senza doversi fermare ogni poche pagine a cercare di capire cosa sia questa o quella cosa (i concetti di base ribaditi svariate volte nel telefilm vengono spesso dati per scontati nel libro).

Shada – l’avventura perduta di Douglas Adams di Gareth Roberts è pubblicato in Italia da Mondandori nella collana Oscar Mondadori al prezzo di €14 (scontato su amazon.it a € 11.90) per il formato cartaceo e €6.99 in versione ebook.

A cinque anni Skagra stabilì categoricamente che Dio non esisteva. La maggior parte degli abitanti dell’universo, davanti a una simile rivelazione, reagisce in due modi: sospirando di sollievo o sprofondando nello sconforto. Solo Skagra se ne uscì con: “Ah, vuol dire che il posto è libero”.

Would you like a jelly baby? Una delle frasi storiche del quarto Dottore.
Would you like a jelly baby?
Una delle frasi storiche del quarto Dottore.

 

I buoni propositi di lettura del 2014 III: Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams

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era una volta, su un piccolo pianeta del sistema solare di nome Terra, un uomo di nome Arthur Dent che una mattina si trovò a combattere per salvare la sua casa, una casa priva di valore per chiunque tranne lui, dall’impresa che aveva il compito di abbatterla per farci passare la tangenziale. Sullo stesso pianeta viveva un alieno, proveniente da un pianeta vicino alla stella Betelgeuse, che si faceva chiamare Ford Prefect (sì come l’auto) perché, quando era giunto sulla Terra quindici anni prima, era convinto che fossero le auto le forme di vita dominanti e si era scelto un nome tra i più comuni.

Al contempo, seduta in un pub, c’era una ragazza che aveva scoperto la risposta alle più grandi domande sull’universo, il senso della vita, tutto insomma. E che non ebbe il tempo di rivelare la sua scoperta ad anima viva perché la Terra fu distrutta. Dopotutto era proprio dove sarebbe dovuta passare un’autostrada galattica e nessuno si era premurato di sporgere formale protesta in tempo.

E così la Terra fu distrutta. Fine della storia.

L'asciugamano lo abbiamo, la guida galattica la abbiamo, siamo pronti per viaggiare nell'universo spendendo meno di 30 dollari Altariani al giorno!
L’asciugamano lo abbiamo, la guida galattica la abbiamo, siamo pronti per viaggiare nell’universo spendendo meno di 30 dollari Altariani al giorno!

Fine?

Macché, la distruzione della Terra è solo l’inizio della storia di Arthur Dent.

Perché Ford Prefect era un autostoppista tra gli autori del libro più venduto dell’universo La Guida Galattica per gli autostoppisti e riuscì a farsi dare un passaggio poco prima che la Terra dicesse addio alla sua esistenza facendo così iniziare le avventure di Arthur Dent in viaggio per l’universo, tra incontri, scoperte, Improbabilità Infinita e la scoperta che sulla Terra c’era qualcuno più intelligente dell’uomo. Per esempio i delfini che, consci del pericolo, avevano salutato tutti con un doppio salto mortale e un Addio e grazie per tutto il pesce, ma non solo. Sulla Terra viveva, camuffato agli occhi dell’uomo qualcuno di più intelligente che si serviva dell’umanità e del pianeta stesso per un unico scopo: trovare la vera risposta alla domanda sulla vita, l’universo, tutto perché quella fornita da più grande computer mai costruito non era soddisfacente. Qual era la risposta? Ovviamente 42. I filosofi l’avevano sempre sostenuto che i computer fossero utili a contare, non a rispondere.

Guida Galattica per gli autostoppisti è il primo romanzo della trilogia in cinque parti nato dalla mente di Douglas Adams, dapprima come sceneggiato radiofonico trasmesso dalla BBC a fine anni ’70 e poi sotto forma di romanzo fino a prendere una vita propria e andare oltre i limiti dello sceneggiato stesso. Tra gli adattamenti, uno dei più noti e recenti è il film del 2005 con tra gli attori protagonisti, l’oramai popolarissimo Watson e Bilbo, Martin Freeman e la più amata dagli hipster di tutto il mondo Zooey Deschanel.

Douglas Adams è un autore spiritoso e brillante a volte sembra partire per la tangente  per poi riportare il lettore esattamente dove l’aveva lasciato. È capace di spiegare anche le cose più assurde (nell’universo le cose incomprensibili per noi terrestri sono tante) senza risultare pesante e si può dire che abbia inventato gli ebook ante litteram, alla fine la Guida Galattica è un libro all’interno di un piccolo computer.

Se proprio devo trovare un difetto al romanzo è il finale che, insomma… alla fine non c’è! Bisogna leggere il secondo romanzo della serie Ristorante al termine dell’Universo per sapere come continuano le avventure di Arthur Dent e della stramba compagnia che viaggia con lui.

Che dire quindi, amanti della fantascienza e non, amanti dell’umorismo, degli alieni e dei più strambi paesaggi, prendete la vostra copia della Guida Galattica, il vostro asciugamano, “Non fatevi prendere dal panico” e buona lettura!

Ve lo dice pure Marvin il robot depresso di non farvi prendere dal panico, seguite il suo consiglio!
Ve lo dice pure Marvin il robot depresso di non farvi prendere dal panico, seguite il suo consiglio!

Una delle cose che Ford Prefect aveva sempre trovato difficile comprendere a proposito degli esseri umani era che avevano il vizio di affermare e ripetere cose assolutamente ovvie […] Aveva pensato che se gli esseri  umani non si esercitavano in continuazione ad aprire e chiudere la bocca, correvano il rischio di cominciare a far lavorare il cervello. Dopo un po’ […] aveva diceso che gli esseri umani gli piacevano molto…

 

Guida Galattica per gli autostippisti è attualmente disponibile in Italia nella collana “Piccola libreria Oscar” di Mondadori al prezzo di 9.50 euro,  è inoltre reperibile sul Kindle store di Amazon.it e sullo store Kobo al prezzo di 4.99  euro.