Quotes challenge: Part II of III

Per la serie meglio tardi che mai, arriva la seconda parte del Quotes Challange. In caso qualcuno lo avesse scordato ho ricevuto la nomination da Alessandra del blog Aliena come te.

Non sto qui a ripetervi la pappardella delle semplici regole che ancora una volta io rigiro a mio piacimento. Ciò che conta è che, anche in questo secondo appuntamento, nessuno verrà nominato.
Non mi resta che lasciarvi alle citazioni di oggi.

 

  1. I’m an archaeologist from the future. I dug you up. See you in 400 years.*” River Song – Doctor Who – The Husbands of River Song. Chi mi conosce sa che io adoro Doctor Who e amo River Song alla follia. Avrei potuto scegliere qualsiasi altra sua frase, dal famosissimo Hello Sweetie ma questa la trovo incredibilmente divertente pur essendo collegata a una puntata profondamente triste (specie dal punto di vista di noi spettatori e del Dottore perché con il personaggio di River Song, purtroppo, sappiamo come la storia andrà a finire dal primo incontro che facciamo con questa archeologa psicopatica che è molto più di ciò che sembra).

  2. Kell wore a very peculiar coat. It had neither one side, which would be conventional, nor two, which would be unexpected, but several, which was, of course, impossible*” A Darker Shade of Magic – V.E. Schwab. Un libro che inizia parlandoci di cappotti. Cappotti impossibili, che diventano per il lettore oggetto di culto (se non feticcio) e a cui ci si affeziona come fossero dei veri personaggi. Il cappotto di Kell non parla ma è un po’ come il/la Tardis: quando ne avrai bisogno spunterà fuori un nuovo verso, perfettamente adatto all’occasione.

  3. “Al cuore Ramon, al cuore, altrimenti non riuscirai a fermarmi. Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, quello con la pistola è un uomo morto. Avevi detto così. Vediamo se è vero. Raccogli il fucile, carica e spara.” Joe a Ramon – Per un Pugno di Dollari di Sergio Leone. La bellezza della trilogia del dollaro. La bellezza di un giovane Clint Eastwood. La poesia di un regista come Sergio Leone. Avrei potuto scegliere una frase de Il buono, il brutto e il cattivo che, secondo il mio umile parere, è un capolavoro (cioè incantarti a guardare un film dove per minuti e minuti nessuno parla, deve pur esserci qualcosa anche se non il dialogo) ma questa frase mi è rimasta impressa dal prima volta che ho visto il film e, ancora oggi, è quella che attendo con più ansia quando mi capita di rivedere Per un pugno di dollari.

 

Nonostante il mostruoso ritardo anche questo secondo appuntamento con le citazioni lo abbiamo portato a casa. Ci vediamo nei prossimi giorni, con il Best & Worst e col Wrap Up di agosto (argh blocco del lettore ad agosto, il numero dei libri letti è crollato).

*1 “Sono un’archeologa che proviene dal futuro. Ho fatto il tuo scavo (archeologico). Ci vediamo tra 400 anni.”

*2 “Kell indossava un cappotto veramente particolare. Non aveva né un solo verso, come sarebbe convenzionale, né due, sarebbe inaspettato, ma diversi e questo era, ovviamente, impossibile.”

Quotes challenge: Part I of III

Sono stata taggata in questa sorta di sfida da Alessandra del blog Aliena come te.
Le regole sono relativamente semplici ma, ancora una volta, io non sono in grado di rispettarle e sempre per lo stesso motivo (non mi va di taggare troppe persone perché penso che non ne siano contenti).
Le regole sono queste: bisogna postare per 3 volte (anche in giorni non consecutivi) 3 citazioni ogni volta e per ogni post invitare altri 3 blogger. Io farò così, taggerò i 3 blogger alla fine dell’ultimo post e senza alcun obbligo di rispondere.

Per il resto avevo deciso di dividere le citazioni a seconda dal mezzo in cui erano tratte ma poi è andato tutto a quel paese, quindi arrivano in ordine puramente casuale

Senza ulteriore indugio partiamo quindi con le prime tre citazioni di questa challenge:

  1. We are dead. Again.” Rory Williams – Doctor Who Season 6.  Come non adorare Rory the Roman e la sua totale rassegnazione nei confronti della morte che sembra colpirlo una puntata sì e l’altra pure (fino a quando… Spoilers XDD e sì questa sarebbe un’altra citazione ma non conta.
  2. C’è una cosa che mi sono sempre chiesta. Gli amori che non diventano realtà hanno un significato? Le cose che svaniscono sono uguali a quelle che non sono mai esistite?” Ayumi Yamada – Honey & Clover vol.10 di Chika Umino. Io ve lo dico, se non avete letto Honey & Clover avete fatto malissimo. Ora è praticamente irrecuperabile e vi siete persi un signor josei, uno slice of life pressoché perfetto, una storia di crescita, di sentimenti, di amicizia e di pazzia. Un manga che a distanza di anni continua a commuovermi (sì quel finale è straziante e non è un finale in tragedia).
  3. “Okay” Someone said, “but why are you crying? ” “I’d thought I was the only one,” he said.” Clark – Station Eleven (Stazione Undici) di Emily St.John Mandell (Ok – disse qualcuno- ma perché stai piangendo? – Pensavo di essere l’unico [sopravvissuto] – disse). Trovo che questo scambio di battute sia terrificante e, allo stesso tempo altamente significativo. Anche i più solitari tra noi hanno questa paura, a volte penso faccia parte della nostra stessa natura. Cosa c’è di più terrificante della morte? Della fine di tutto? Probabilmente il rimanere, senza più nessuno attorno. Stazione Undici è un libro BELLISSIMO e dovete leggerlo (ovviamente se volete). È stato il primo libro che ho letto in questo 2016 e, dopo quasi 7 mesi, si contende la palma di migliore lettura dell’anno con altri due titoli.

Direi che per questo primo appuntamento ho finito (e mi rendo conto solo ora che sono partita con una citazione abbastanza “scema” per finire con una abbastanza pesante, ma tant’è). A presto con la seconda parte!

I preferiti di MariaSte XVI & XVII: Ottobre e Novembre 2015

Here I am, once again. Niente domande per favore, non saprei neanche come rispondere. Vi ricordo che questa rubrica è sempre in collaborazione con quel losco figuro di Yue che posta su SayAdieutoYue e vi delizia con i suoi preferiti con più frequenza di quanto non faccia io. Non perdiamoci in ulteriori chiacchiere ed ecco a voi i preferiti dell’ultimo periodo!

Buona lettura!

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I preferiti di MariaSte III: settembre 2014

Anche settembre è finito… è incredibile come vola via il tempo e a parte un post programmato sono stata fortemente latitante però i post promessi nei preferiti di agosto arriveranno, prima o poi, ma arriveranno.
Per rimediare, e farmi perdonare, ecco quindi a voi i miei preferiti di settembre. Vi ricordo che con me è tornato il mio compare di malefatte Yue sul suo blog Say Adieu to Yue e questo mese è stato anche più bravo di me! I suoi sono già on line! Inoltre se volete unirvi a noi in questo simpatico giochino siete i benvenuti, non dimenticatelo mai.
Ma bando alle ciance, che di tempo libero ne ho proprio poco e passiamo alla parte interessante…

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I buoni propositi di lettura del 2014 VII: Shada l’avventura perduta di Douglas Adams di Gareth Roberts

Qualcuno potrebbe dire “Meno male che questi dovrebbero essere buoni propositi…” e ne avrebbe tutto il diritto. Non intendo né giustificarmi né stare là a inventare scuse, semplicemente nel tempo che avrei potuto dedicare alla scrittura ho fatto altro (tra cui iniziare svariate volte a parlare di questo libro per poi cancellare il tutto) mentre oggi mi sento ispirata a scrivere due frasi di senso compiuto.

Il verde che ispira l'anima, la scrittura, il riposino pomeridiano...
Il verde che ispira l’anima, la scrittura, il riposino pomeridiano…

Attenzione: questa “recensione” cercherà di essere spoiler free per quanto riguarda il libro in sé, ma se siete interessati a Doctor Who ma non lo avete mai seguito ci saranno dei lievi spoiler.

Ecco la cover italiana del libro, questa volta vi ho risparmiato una foto storta del Kindle
Ecco la cover italiana del libro, questa volta vi ho risparmiato una foto storta del Kindle

Il Dottore scosse la testa: “Professore, lei ha agito in modo tremendamente irresponsabile.
Credevo di essere io quello tremendamente irresponsabile, ma lei ha innalzato la nozione di tremenda irresponsabilità a livelli mai visti prima.

Shada, l’avventura perduta, l’episodio che doveva essere e non è stato, la storia mancante del quarto Dottore (il più amato dagli inglesi nonostante i sondaggi sparsi per il web, dove non votano di certo coloro che hanno avuto la fortuna di vedere le puntate in diretta negli anni’70) e che è arrivato a noi grazie a Gareth Roberts che ha trasformato una sceneggiatura del geniale Douglas Adams (sì ne ho già parlato qua con il bellissimo Guida Galattica per gli Autostoppisti) in un romanzo appassionante come una (quattro? cinque?) puntata dello show ma probabilmente non apprezzabile da chi è totalmente digiuno dal telefilm e assolutamente non interessato all’argomento; se invece siete interessati vi consiglio di informarvi su siti come Doctor-who.it o di seguire la programmazione di Rai4 che dà, più o meno a ciclo continuo, tutte le puntate della nuova serie (nuova serie iniziata nel 2005 dopo quasi 16 di assenza dagli schermi televisivi britannici).

Nel loro peregrinare attraverso lo spazio e il tempo il Dottore e i suoi companion (assistente? non esiste un termine corretto in italiano che renda l’idea) K-9, cane robot proveniente dal futuro, e Romana, una giovane (per il loro standard)  Signora del Tempo storica tornano sul nostro pianeta, la Terra per far visita a un vecchio amico del dottore in pensione, il Professor Chronotis, anche lui proveniente da Gallifrey e mascherato da anziano docente universitario di Cambridge. Peccato che, sulle tracce del Professore o meglio di un libro da lui sottratto ci sia anche Skagra: geniale, anaffettivo, praticamente incapace di provare sentimenti e totalmente concentrato sul suo obiettivo: trovare Shada il pianeta perduto e da lì estendere il suo dominio sull’intero universo.

Il quarto Dottore e Romana (II). Romana essendo Time Lady può rigenerare e durante la sua presenza nello show lo ha fatto in una maniera bizzarra
Il quarto Dottore e Romana (II). Romana essendo Time Lady può rigenerare e durante la sua presenza nello show lo ha fatto in una maniera bizzarra e un po’ anomala rispetto alle leggi che “dovrebbero” regolare il trucchetto preferito di ogni Time Lord che si rispetti.

Una storia del Dottore ambientata sul nostro pianeta non è tale se non vengono coinvolti gli esseri umani e facciamo quindi la conoscenza di Chris Parsons e Claire Keightley, due scienziati che studiano e lavorano a Cambridge, che hanno una relazione fatta solo di non detti e sentimenti taciuti coi quali dovranno fare i conti una volta venuti a contatto con le forme di vita aliene. (Venuti a contatto? Si potrebbe ben dire travolti e stravolti pur non perdendo la loro umanità)
I personaggi andranno a incontrarsi e scontrarsi, trovarsi e perdersi andando a creare ogni volta dei cliffhanger dal tipico sapore del telefilm spostandosi nello spazio dalla terra fino al tanto temuto pianeta Shada. La lettura è andata avanti a rilento, divisa in sei parti, un po’ come se avessi deciso di vedere una puntata alla volta, insomma al ritmo di una serie televisiva seguita religiosamente settimana per settimana. (NB: il libro è diviso di suo proprio in sei parti, non è stata una mia idea)

Di più non posso dire o farei spoiler, non scherzo ogni piccolo particolare della storia è incastrato all’interno del contesto generale e rimanda a eventi che accadranno nel corso delle pagine e porteranno al classico finale alla Doctor Who.
Il libro mi è piaciuto moltissimo, nonostante ci sia stata un po’ di difficoltà nella lettura, specie all’inizio perché la storia ci mette un attimo a ingranare e far capire da che parte si stia andando a parare. Mi sentirei di consigliarlo però solo ai fan della serie che potranno apprezzare in pieno e amare questa splendida avventura senza Dalek, Cybermen o i mostri più famosi senza doversi fermare ogni poche pagine a cercare di capire cosa sia questa o quella cosa (i concetti di base ribaditi svariate volte nel telefilm vengono spesso dati per scontati nel libro).

Shada – l’avventura perduta di Douglas Adams di Gareth Roberts è pubblicato in Italia da Mondandori nella collana Oscar Mondadori al prezzo di €14 (scontato su amazon.it a € 11.90) per il formato cartaceo e €6.99 in versione ebook.

A cinque anni Skagra stabilì categoricamente che Dio non esisteva. La maggior parte degli abitanti dell’universo, davanti a una simile rivelazione, reagisce in due modi: sospirando di sollievo o sprofondando nello sconforto. Solo Skagra se ne uscì con: “Ah, vuol dire che il posto è libero”.

Would you like a jelly baby? Una delle frasi storiche del quarto Dottore.
Would you like a jelly baby?
Una delle frasi storiche del quarto Dottore.

 

I buoni propositi di lettura di MariaSte: Toccato da un angelo di Jonathan Morris

Lo scorso ponte dei Santi sono stata, come mio solito da qualche anno, al Lucca Comics & Games, la terza (seconda?) fiera al mondo del fumetto al mondo. Oltre a seguirla per motivi di “lavoro” per me andare là è sempre molto piacevole e sento pienamente soddisfatto il mio lato più nerd. Negli ultimi anni ho visto aumentare la concentrazione di fan e gadget dedicati a Doctor Who e quest’anno ho girato la fiera in cerca di due cose legate al Dottore: una l’ho trovata anche se all’ultimo secondo, l’altra per ora rimarrà un sogno.

Per chi non lo conoscesse, Doctor Who è il telefilm di fantascienza più longevo della storia televisiva mondiale e, giusto sabato scoro, il 23 novembre, ha festeggiato il suo 50esimo compleanno con un episodio e una serie di altre iniziative collaterali che sono state un vero e proprio atto d’amore per questa serie. In Italia è trasmesso su Rai4 dove vengono le 7 serie del “New Who” (ovvero da quando il telefilm è ripreso nel 2005 dopo essere stato sospeso dal 1989 tranne un film del 1996) vengono riproposte in orario pomeridiano a intervalli regolari di tempo (essendo io la regina del tempismo posso dirvi che hanno appena concluso la trasmissione delle repliche). Ma cosa c’entra tutto questo preambolo con il libro di cui voglio parlarvi oggi? Semplice! Il libro di cui vi parlo oggi è, a tutti gli effetti, un’avventura canonica dell’universo del Dottore, in modo particolare dell’undicesimo. Quindi, bando alle ciance “whovian”, che non interessano a nessuno specie se sono senza senzo come le mie e parliamo di Toccato da un angelo di Jonathan Morris a.k.a. ciò che cercavo di Doctor Who e che ho trovato l’ultimo giorno all’ultimo momento.

Il passato è come un paese straniero: bello da visitare, ma non da viverci.

Cercato per quattro giorni, acquistato a quattro minuti dalla fine della fiera.
Cercato per quattro giorni, acquistato a quattro minuti dalla fine della fiera.

Questo libro l’ho letto tutto d’un fiato sull’aereo che mi riportava a casa dopo la fiera. Un’ora di volo scarsa per divorare 218 pagine in pieno stile Whovian, per ritrovare gran parte delle emozioni che si provano a vedere una puntata stampate su carta, per godere un’altra avventura dell’undicesimo Dottore con i suoi companion più famosi, Amy e Rory Pond, e contro i nemici più spaventosi, nati dalla penna di Steven Moffat, ovvero i Weeping Angels (gli angeli piangenti).

I Weeping Angels sono statue, di quelle che si trovano nei cimiteri monumentali, fino a che qualcuno le guarda; quando nessuno posa gli occhi su di essi si sbloccano e si muovono in cerca di vittime da uccidere, solitamente toccandole e spendendole nel passato, nutrendosi dell’energia che un viaggio nel tempo di sola andata crea. La morte che un Weeping Angel riserva alle sue vittime è dolce e silenziosa: scomparsa nel presente, la vittima è costretta a vivere tutta la sua vita nel passato (tranne quando è molto affamato e allora ti spezza il collo senza troppi complimenti).

Mark Whitaker ha perso sua moglie nel 2003 e oramai si lascia vivere fino a che un giorno non riceve una busta in cui ci sono scritte le parole ” Puoi salvarla” e non diventa vittima di un Angelo Piangente. Spedito nel passato, ma non così lontano, cerca di incontrare se stesso e la sua famiglia mentre il Dottore, Amy e Rory fanno di tutto per evitare che ciò accada e insegnano a Mark come vivere condannato nel passato, crearsi una nuova identità e allo stesso tempo, seguire le istruzioni contenute nella lettera che si era spedito nel futuro. Come al solito, quando c’è di mezzo il Dottore, le cose non sono così semplici né la soluzione è così immediata. Non svelo come andrà a finire ma non si discosta da ciò che da anni viene detto nella serie: il tempo può essere riscritto, il tempo viene costantemente riscritto ma non tutti gli eventi seguono questa regola, ci sono dei punti fissi, eventi che non possono essere mutati se non a un costo troppo grande per l’universo.

Il lieto fine non è sempre quello delle storie classiche, il lieto fine può essere anche solo riuscire a vivere di nuovo perché non sempre il tocco di un angelo è mortale. Specie perché, fortunatamente, non esistono solo Weeping Angels nell’universo.

Toccato da un angelo è edito da Asengard al prezzo di 12.50 euro. Su Amazon.it lo potete trovare scontato del solito 15%. Personalmente consiglio a tutti i fan del Dottore di dargli una possibilità anche in italiano per promuovere una casa editrice coraggiosa che ha deciso di partire dall’undicesimo dottore solo perché quello attualmente in tv. Per chi il Dottore non lo conosce e si vuole avvicinare consiglio di guardare prima la serie o sembrerà di leggere di un pazzo in una cabina, anche se il Dottore ama definirsi “a mad man with a box”.