Day Twenty: Wrap It Up

Quasi tre settimane fa, quando ho iniziato questa sorta di sfida con me stessa, non ero assolutamente convinta che sarei riuscita a portare a termine questo “corso” (avevo pure capito male e mi ero autoconvinta che i giorni fossero 30, così per puro spirito di masochismo) e invece eccomi qua a fare un bilancio di questi giorni di scrittura quotidiana.
Non è stato facile, ho pensato di mollare tantissime volte anche perché non avevo mai (tranne il primo giorno) il post pronto e pensato dal giorno prima, diverse volte sono arrivata con l’acqua alla gola, ho postato poco prima di mezzanotte e soprattutto senza alcuna convinzione in ciò che avevo scritto.
Oggi però sono contenta. Ce l’ho fatta. Ho portato a termine qualcosa che avevo iniziato. Seppure non brillantemente questo progetto ha avuto un inizio e una fine. Ciò che mi lascia questo esercizio quotidiano è la consapevolezza che non si può tenere il blog come lo usavo io, con un solo post mensile che avulso dal resto è anche inutile, ma non si può neanche trovare il tempo per scrivere tutti i giorni. Sto iniziando a pensare che la programmazione dei post possa essere un grande aiuto, vediamo se riuscirò a portarla a termine.
Mi spiace che uno dei post che ho amato di più scrivere, sia tra quelli con meno visite (no, non vi rivelerò di quale si tratta) ed è strano vedere che alcuni dei post scritti con più difficoltà e fatica siano tra i più apprezzati. I misteri dell’internet (e dell’essere il peggior giudice di me stessa).
Wordpress mi ha mandato una mail proponendomi nuove sfide, come quella sulla poesia, ma le lascio ad altri blogger. Io ho dato.

A presto!


 

Disclaimer: Si conclude oggi la mia sfida con la #everyday inspiration di WordPress. In teoria dovrei scrivere per 20 giorni di fila… In pratica ho scritto per 20 giorni di fila (due giorni ci sono stati anche due post bonus). Complimenti a me!

I buoni propositi di lettura di MariaSte reloaded: Trent’anni e li dimostro di Amabile Giusti vs Trent’anni e li dimostro di Amabile Giusti

No, non mi sono bevuta il cervello. Non ho riletto Trent’anni e li dimostro e ne voglio parlare di nuovo. Quel libro non esiste più, cioè non è più in vendita. Esiste un altro Trent’anni e li dimostro con la stessa immagine di copertina e della stessa autrice, la calabrese Amabile Giusti.
Non cambia la sostanza, non cambia il genere (questo è un romance fatto e finito che ha avuto il dono della dignità di libro e non di Harmony) ma la storia è diversa. Uguale ma diversa.
La protagonista è sempre quella calamita per sfighe varie ed eventuali di nome Carlotta Lieti ma, come se fosse confermata la teoria degli universi paralleli anche se solo in ambiente letterario, che ha come coinquilino quel grandissimo stronzo di Luca Morli, una madre da plotone di esecuzione e una sorella presunta stronza.

Attenzione da qui in poi si parla come se chi legge avesse finito il libro quindi, se non volete spoiler fermatevi pure qua.

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