I buoni propositi di lettura di MariaSte reloaded: Trent’anni e li dimostro di Amabile Giusti vs Trent’anni e li dimostro di Amabile Giusti

No, non mi sono bevuta il cervello. Non ho riletto Trent’anni e li dimostro e ne voglio parlare di nuovo. Quel libro non esiste più, cioè non è più in vendita. Esiste un altro Trent’anni e li dimostro con la stessa immagine di copertina e della stessa autrice, la calabrese Amabile Giusti.
Non cambia la sostanza, non cambia il genere (questo è un romance fatto e finito che ha avuto il dono della dignità di libro e non di Harmony) ma la storia è diversa. Uguale ma diversa.
La protagonista è sempre quella calamita per sfighe varie ed eventuali di nome Carlotta Lieti ma, come se fosse confermata la teoria degli universi paralleli anche se solo in ambiente letterario, che ha come coinquilino quel grandissimo stronzo di Luca Morli, una madre da plotone di esecuzione e una sorella presunta stronza.

Attenzione da qui in poi si parla come se chi legge avesse finito il libro quindi, se non volete spoiler fermatevi pure qua.

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Pensieri in libertà II: cose che cambiano, ebook deludenti e altre amenità

Come potete ben vedere ho cambiato il tema del blog e quindi spero abbiate salutato Marie Curie perché non tornerà. Il titolo del blog rimane lo stesso non avrebbe senso modificarlo perché è scomparso l’header. Ho anche modificato la pagina dove parlo di me (conseguenza di un compleanno e della dipartita della di cui sopra scienziata) e ho aggiunto delle FAQ, pur sapendo che non interesseranno, ma non si sa mai.

Sono stata ispirata da queste belle giornate di fine luglio (oserei definirle paradisiache con tutta l’ironia di cui posso essere capace) ad apportare questi cambiamenti, un po’ meno a leggere!

Il bellissimo e super estivo clima di luglio direttamente dal Balaguer. Ispira proprio estate.
Il bellissimo e super estivo clima di luglio direttamente dal Balaguer. Ispira proprio estate.

Luglio è stato un mese per me molto pieno tra impegni di carattere musicale (e per la mia carriera di musicista e contemporaneamente presentatrice dei suddetti concerti) e trasferte dall’altro capo della Sardegna; di conseguenza il tempo per la lettura di svago si è ridotto notevolmente, impegnato da quella finalizzata a concorsi, concerti, presentazioni e chi più ne ha più ne metta.

Ieri sera però sono riuscita a leggere un ebook ovvero L’orgoglio dei Richmond di Amabile Giusti. Spinta dal fatto che 30 anni e li dimostro (ne avevo parlato abbondantemente qui) della stessa autrice mi era piaciuto, l’ho letto tutto in un paio d’ore ma il giudizio non è stato lo stesso. C’erano alcune cose che ricordavano un sacco il suo precedente libro (che tra l’altro è stato ritirato da amazon perché verrà pubblicato a settembre anche in versione cartacea da Mondadori, come ha annunciato l’autrice attraverso la sua pagina Facebook) ovvero madre e sorella minore stronze ma bellissime e protagonista mora e apparentemente abbastanza cessa. Mi è sembrato inoltre di trovare un paio di cose che non tornavano dal punto di vista storico, ovvero le parrucche usate abitualmente e i piroscafi, per il resto come dire è un romance. Un romance storico, quelli che in tono sprezzante vengono definiti Harmony, letteratura romantica di serie D.
Io qualche romance storico l’ho letto, principalmente in inglese e ce ne sono di migliori. Molto. Attenzione questa non è una critica all’autrice il cui stile mi piace e per essere la prima volta che si cimenta con questo genere se l’è cavata in maniera più che sufficiente, è rivolta più che altro a tutti quei lettori che disprezzano a priori un genere (in questo caso i romance) e poi li leggono, anche avidamente, se vengono camuffati. Perché diciamocelo i romance hanno delle cover ATROCI e dei titoli, specie in italiano, da brividi ma quando ne arriva qualcuno con la cover da narrativa e un titolo diverso allora è bellissimo. Le commedie romantiche al cinema fanno quasi sempre ottimi incassi eppure sono la versione cinematografica di questo tipo di libri. Ma va be’, credo che questo sia uno di quei misteri della vita per il quale non c’è spiegazione e neanche Giacobbo e Bossari uniti in team potrebbero risolverlo.

Comunque, per il prezzo che ha potreste pure dare uno sguardo a “L’orgoglio dei Richmond” però solo se non avete l’allergia ai romance, altrimenti statene alla larga e spendete quell’euro per un caffè (aggiungendo un centesimo) o per un libro che più si confà ai vostri gusti!

L’orgoglio dei Richmond si trova esclusivamente on line al costo di 99 centesimi sul Kindle Store di amazon.it.

I buoni propositi in ebook: Trent’anni e li dimostro di Amabile Giusti

Ecco qua il famoso libro misterioso di cui avevo accennato nell’altro post. Si tratta di un’opera che esiste solo in versione digitale sullo store di Amazon è che ho preso un po’ a scatola a chiusa al prezzo di 1.99 per circa 188 pagine.

Ecco quindi senza ulteriore indugio, in diretta dal mio Kindle, la copertina di “Trent’anni e li dimostro” di Amabile Giusti.

Prendo una barretta di fondente dalla dispensa e mi chiudo nella stanza. Sgranocchio rabbiosamente la cioccolata, come se volessi punirla. La inghiotto con dispetto, sottoponendola al castigo della digestione.*

Ecco qua quella che dovrebbe essere la protagonista che sorride e sembra fiera della sua chioma leonina (beata lei che riesce a portare i capelli ricci corti così, io sembro il re della foresta)

Ecco qua quella che dovrebbe essere la protagonista che sorride e sembra fiera della sua chioma leonina (beata lei che riesce a portare i capelli ricci corti così, io sembro il re della foresta)

Non sapevo nulla dell’autrice, Amabile Giusti, e anche ora la mia conoscenza si limita alla lettura di questo libro e al fatto che gli altri suoi due libri che ho trovato su Amazon.it, “Cuore Nero” e “Odyssea. Oltre il varco incantato” si trovino solo in formato digitale e siano a tematica fantasy*². Semplicemente il giorno di Natale cercavo un libro a basso costo per inaugurare il Kindle e l’occhio è caduto su questo per due motivi: il prezzo e il titolo. Così, pochi secondi e ho iniziato la lettura.

In un pomeriggio sonnacchioso e noioso come quello di Natale, incastrato tra il pranzo e l’arrivo dei parenti Trent’anni e li dimostro si è rivelato un piacevole intrattenimento, in grado di mantenere alta l’attenzione e di farmi leggere tutto d’un fiato l’intero libro in un paio d’ore ma niente di più. In realtà ho storto il naso in un paio di occasioni e per motivi differenti. Più che altro il “problema” è l’uso di un linguaggio a volte fin troppo scurrile in situazioni in cui, a mio parere, non era strettamente necessario. Anche se ci si accoppia senza travolgente sentimento d’ammmmmore non è che in automatico si scopa o si fotte, cadere nel “Io non faccio l’amore, Anastasia, io fotto senza pietà” (cit. pessima da un libro pessimo) non mi sembra certo il massimo dell’originalità, parere personale sia chiaro eh. A parte questo a livello stilistico, grammaticale etc. il libro è ben scritto e la lettura è molto fluida.

Devo poi capire perché la protagonista, la classica “sfighella” (passatemi l’inesistente termine) che condivide la casa con il dio del sesso sceso sulla terra, pronto a copulare con chiunque tranne che con lei basta che respiri (amiche della protagonista comprese) debba avere come simbolo della sua sfiga contrapposta alla somma figaggine della sorella i capelli ricci e ribelli. Eh no, NON CI STO. Sì questo è lo sfogo, inutile, di una persona condannata dalla vita ad una chioma riccia e fluente abbiate pietà, ho talmente tanti capelli che più di una parrucchiera si è lamentata di dolori al polso dopo avermi lisciato i capelli.

Un ultimo appunto, un momento di ignoranza che non mi faccio problemi ad ammettere. Qualcuno mi sa spiegare la differenza tra un romanzo rosa e uno chick-lit? Perché, probabilmente per miei limiti, la differenza non la vedo.

In definitiva, Trent’anni e li dimostro” si è rivelato un piacevole passatempo, un libro che consiglierei più alle donne che cercano sempre il lieto fine (in cui mi includo nonostante la dura corazza) che al resto dei lettori e che regalerà il lieto finale che dalle prime pagine, in fondo, tutti coloro che hanno deciso di iniziare la lettura sanno che verrà loro donato.

* Situazione a caso che suppongo sia capitata a più di una donna nella vita, quella splendida relazione di odio e amore col cioccolato, palliativo di ogni delusione d’amore  carico di endorfine e secondo alcuni articoli scientifici neanche così portatore di ciccia e brufoli (cit.)

*² Mi informano (grazie Yue) che esiste anche un libro cartaceo Non c’è niente che fa male così del 2009 che su Amazon però non è disponibile e proprio per quello non mi mostrava a una prima ricerca.

PS: Foto bonus e random della custodia del mio Kindle. Una roba di una sobrietà e serietà assolute. E sì la lettura del libro della Munro procede ma è un libro di racconti quindi non disperate arriva, arriva.

Sobrietà a palate in questa foto, tra unghie e custodia non saprei che scegliere.
Sobrietà a palate in questa foto, tra unghie e custodia non saprei che scegliere.