Pensieri in libertà II: cose che cambiano, ebook deludenti e altre amenità

Come potete ben vedere ho cambiato il tema del blog e quindi spero abbiate salutato Marie Curie perché non tornerà. Il titolo del blog rimane lo stesso non avrebbe senso modificarlo perché è scomparso l’header. Ho anche modificato la pagina dove parlo di me (conseguenza di un compleanno e della dipartita della di cui sopra scienziata) e ho aggiunto delle FAQ, pur sapendo che non interesseranno, ma non si sa mai.

Sono stata ispirata da queste belle giornate di fine luglio (oserei definirle paradisiache con tutta l’ironia di cui posso essere capace) ad apportare questi cambiamenti, un po’ meno a leggere!

Il bellissimo e super estivo clima di luglio direttamente dal Balaguer. Ispira proprio estate.
Il bellissimo e super estivo clima di luglio direttamente dal Balaguer. Ispira proprio estate.

Luglio è stato un mese per me molto pieno tra impegni di carattere musicale (e per la mia carriera di musicista e contemporaneamente presentatrice dei suddetti concerti) e trasferte dall’altro capo della Sardegna; di conseguenza il tempo per la lettura di svago si è ridotto notevolmente, impegnato da quella finalizzata a concorsi, concerti, presentazioni e chi più ne ha più ne metta.

Ieri sera però sono riuscita a leggere un ebook ovvero L’orgoglio dei Richmond di Amabile Giusti. Spinta dal fatto che 30 anni e li dimostro (ne avevo parlato abbondantemente qui) della stessa autrice mi era piaciuto, l’ho letto tutto in un paio d’ore ma il giudizio non è stato lo stesso. C’erano alcune cose che ricordavano un sacco il suo precedente libro (che tra l’altro è stato ritirato da amazon perché verrà pubblicato a settembre anche in versione cartacea da Mondadori, come ha annunciato l’autrice attraverso la sua pagina Facebook) ovvero madre e sorella minore stronze ma bellissime e protagonista mora e apparentemente abbastanza cessa. Mi è sembrato inoltre di trovare un paio di cose che non tornavano dal punto di vista storico, ovvero le parrucche usate abitualmente e i piroscafi, per il resto come dire è un romance. Un romance storico, quelli che in tono sprezzante vengono definiti Harmony, letteratura romantica di serie D.
Io qualche romance storico l’ho letto, principalmente in inglese e ce ne sono di migliori. Molto. Attenzione questa non è una critica all’autrice il cui stile mi piace e per essere la prima volta che si cimenta con questo genere se l’è cavata in maniera più che sufficiente, è rivolta più che altro a tutti quei lettori che disprezzano a priori un genere (in questo caso i romance) e poi li leggono, anche avidamente, se vengono camuffati. Perché diciamocelo i romance hanno delle cover ATROCI e dei titoli, specie in italiano, da brividi ma quando ne arriva qualcuno con la cover da narrativa e un titolo diverso allora è bellissimo. Le commedie romantiche al cinema fanno quasi sempre ottimi incassi eppure sono la versione cinematografica di questo tipo di libri. Ma va be’, credo che questo sia uno di quei misteri della vita per il quale non c’è spiegazione e neanche Giacobbo e Bossari uniti in team potrebbero risolverlo.

Comunque, per il prezzo che ha potreste pure dare uno sguardo a “L’orgoglio dei Richmond” però solo se non avete l’allergia ai romance, altrimenti statene alla larga e spendete quell’euro per un caffè (aggiungendo un centesimo) o per un libro che più si confà ai vostri gusti!

L’orgoglio dei Richmond si trova esclusivamente on line al costo di 99 centesimi sul Kindle Store di amazon.it.

La Sardegna che non si affaccia sul mare I: Su stampu e su turrunu a Sadali (CA)

Quest’anno, interrompendo la tradizione dello stare in zona per Pasquetta ho deciso, con la complicità di un’amica, di fare un piccolo “colpo di testa” e fare circa 600km in auto per andare dal mio ridente paesello del nord ovest della Sardegna fino a Sadali, un piccolissimo paese di neanche mille abitanti che si trova in quella zona della Sardegna che fino a una decina di anni fa era in provincia di Nuoro, mentre ora si trova in provincia di Cagliari al confine tra la Barbagia e il Sarcidano in una zona dove scorre il fiume Flumendosa (il secondo fiume della Sardegna). Il paese si trova su un altopiano ma del paese in sé non ho niente da dire perché mi sono diretta direttamente verso la zona delle cascate nota come Su stampu e su turrunu.

Su stampu e su turrunu. Lo benissimo che esistono cascate molto più imponenti (vedi Le Marmore rimanendo in Italia) ma arrivarci non è così semplice.
Su stampu e su turrunu. Lo benissimo che esistono cascate molto più imponenti (vedi Le Marmore rimanendo in Italia) ma arrivarci non è così semplice.

Partendo dalla cima dell’altopiano c’è una strada per la maggior parte praticabile e da un certo punto in poi un po’ impervia che dà su uno strapiombo (e forse se uno soffre di vertigini non è proprio il massimo da percorrere), ma ciò che si trova una volta scesi è bellissimo. Si è circondati da una sorta di canyon (credo che il termine corretto per identificare tutto ciò sia che il territorio è carsico ma non sono un geologo non fidatevi di me V.v) con di fronte la cascata e alle spalle un corso d’acqua che va ad affluire nel Flumendosa e un sentiero che porta a una serie di percorsi per escursionisti (che ovviamente non ho affrontato perché no io non sono propriamente un’escursionista, anzi) che arrivano addirittura ai paesi vicini, ricordo che con circa 13km di camminata si può arrivare al vicino paese di Seui. Vi lascio alle foto, che sapranno sicuramente descrivere meglio di me la bellezza del luogo, posso dire solo che, secondo me, ne è valsa la pena dal primo all’ultimo chilometro percorso.

Un solo avvertimento: niente tacchi, scarpe fashion o vestiti eleganti (io per fortuna avevo delle pessime scarpe da ginnastica portate nel caso che con gli stivaletti fossi morta di mal di piedi a metà strada, per una volta sono stata previdente V.v), quel che vi serve veramente è un bel paio di scarpe da ginnastica (e una buona dose di fiato specie nella risalita).

La scalinata per arrivare alle cascate...
La scalinata per arrivare alle cascate…
La cascata vista dall'interno della grotta. Sì, come i bambini non ho saputo resistere e agile come uno stegosauro mi sono arrampicata sulle pietre per entrare dentro la grotta e non cadere nell'acqua fredda. Missione compiuta V.v
La cascata vista dall’interno della grotta. Sì, come i bambini non ho saputo resistere e agile come uno stegosauro mi sono arrampicata sulle pietre per entrare dentro la grotta e non cadere nell’acqua fredda. Missione compiuta V.v
Momento infanzia II: c'è uno specchio d'acqua ed è fredda? Devo toccarla.  Risultato, vi beccate una bellissima foto con un giubbotto di una sobrietà imbarazzante.
Momento infanzia II: c’è uno specchio d’acqua ed è fredda? Devo toccarla.
Risultato, vi beccate una bellissima foto con un giubbotto di una sobrietà imbarazzante.
Per finire, uno sguardo a ciò che io chiamo canyon (ma non credo che si chiami così) e alla vegetazione che a differenza di molti altri posti in Sardegna è rigogliosa...
Per finire, uno sguardo a ciò che io chiamo canyon (ma non credo che si chiami così) e alla vegetazione che a differenza di molti altri posti in Sardegna è rigogliosa…