Girls Talk Comics: Land of the Lustrous di Haruko Ichikawa

Dopo lo stop del mese di maggio, dato dal fatto che l’intera industria editoriale italiana fosse ferma è tornato, nel mese di giugno, insieme alle nuove uscite in campo fumettistico il progetto Girls Talk Comics occupandosi di una nuova uscita molto particolare fonte di curiosità e, perché no, di spunti di riflessione
Oggi parliamo di Land of the Lustrous di Haruko Ichikawa.

 

Land of the Lustrous (宝石の国 letteralmente Il paese delle pietre prezione) di Haruko Ichikawa è una serie in corso in Giappone sulla rivista Afternoon dell’editore Kodansha che va avanti dal 2012 ed è attualmente composta da 10 volumi. La serie è balzata agli occhi del pubblico internazionale grazie alla sua trasposizione animata in 12 episodi, del 2017, trasmessa in streaming in Italia sottotitolata sulla piattaforma VVVVID.
A fine maggio 2020 la controparte cartacea è finalmente sbarcata in Italia grazie a J-Pop manga che ha presentato al pubblico del nostro paese un’edizione assolutamente pregevole chiamata Jewel Box Limited Edition al prezzo di 7.50€.
Oltre al manga, la cui qualità dell’edizione è in linea con gli standard a cui ci ha abituato l’editore milanese, all’interno del cofanetto era presente una variant cover sempre a opera dell’autrice e una serie di cartoline promozionali stampate su dell’ottimo cartoncino.

A sinistra la copertina standard del manga, a destra la variant. So che la variant ha riscosso molto successo, io devo ammettere che preferisco la standard, trovo la seconda troppo affollata e insomma, gli assembramenti sono ancora vietati XD

Questo primo volume, chiaramente introduttivo, offre spunti di riflessione molto interessanti e mostra l’attento lavoro di ricerca dell’autrice. 
L’intero cast di personaggi principali è dato da delle gemme antropomorfe e asessuate che vivono su quello che un tempo era il nostro pianeta e si trovano a combattere una guerra impari contro gli abitanti della luna, detti seleniti, che vogliono catturarli per i loro scopi.
Protagonista della vicenda è Phos o meglio Phosphophyllite dall’aspetto etereo i verdi capelli e la fragilità che contraddistingue il minerale a cui è ispirato ovvero la solitamente verde fosfofillite¹ minerale caratterizzato da un’elevata fragilità e incapace di scalfire il vetro) a differenza delle poche altre gemme rimaste sul pianeta Phos non ha un vero e proprio compito poiché incapace di svolgere in maniera adeguata qualsiasi mansione gli venga affidata.
Anche l’ultimo compito, affidato a Phos dal capo delle gemme Kongō³, di redigere un’enciclopedia di storia naturale del pianeta si rivela complicato perché la gemma ha un nuovo obiettivo: aiutare Cinnabar ad avere degli amici e a desistere dal desiderio di farsi catturare dai seleniti poiché, per sua stessa natura emana continuamente una sostanza velenosa². Nonostante ciò Phos sembra avere degli amici che lo aiutano a tirarsi fuori da ogni guaio in cui si caccia, e già in questo numero sono tanti.

Le cartoline promozionali contenute nella Jewel box sono molto belle e il cartoncino è veramente di buona fattura, spesso e rigido.

Detta così la trama sembra essere debole invece appassiona il lettore perché ogni personaggio, pur non essendo strettamente umano, possiede delle caratteristiche e dei sentimenti che lo definiscono e che derivano dal minerale a cui sono ispirati. È evidente, come dicevo prima, il grande lavoro di ricerca e adattamento che  Haruko Ichikawa ha fatto prima di scrivere la storia ed è ammirevole notare come caratteristiche appartenenti a minerali inanimati possano trasformarsi in emozioni così tipicamente umane, come la natura stessa di un minerale possa diventare un tormento per lo stesso in forma antropomorfa.
Non è chiaro dove la storia possa andare a parare dopo questo primo volume, una lotta ripetitiva tra gemme e seleniti correrebbe il rischio di diventare ripetitiva ma il finale del volume inserisce un punto di vista inaspettato, un innesto di cui anche le gemme e non solo il lettore non erano a conoscenza e quindi spinge a chiedersi come si svilupperà la vicenda.

Un altro aspetto che ho apprezzato, ma che a causa della lingua italiana è difficile rendere, è il fatto che le gemme non abbiano un genere, il loro aspetto è quello di eterni adolescenti androgini, dai tratti efebici e a volte femminei senza una precisa collocazione nello spettro del genere, non hanno sesso ed è un peccato che la lingua italiana non abbia la capacità di rendere al massimo questo aspetto (cosa che invece si presenta nella versione inglese mentre in giapponese invece vengono utilizzati pronomi tipicamente maschili, quindi quella della versione italiana potrebbe essere aderenza alla versione originale).

Parlando dei disegni li ho trovati flessuosi e perfettamente adatti al racconto di una storia così particolare con delle soluzioni grafiche molto interessanti e ispirate alle illustrazioni del weird a tinte orientali specie nella rappresentazione degli abitanti della luna. Pur essendo molto simili, e mancando il colore che farebbe distinguere i personaggi al primo colpo come accade nella trasposizione animata, i personaggi sono riconoscibili dai particolari e soprattutto da posture, azioni e parole. Davvero un ottimo lavoro di caratterizzazione.

 

In conclusione questo numero mi ha incuriosita al punto di voler continuare la lettura e vi consiglio di dare uno sguardo a Land of the Lustrous nonostante la sua estrema particolarità nel mare magnum delle opere pubblicate in Italia potrebbe essere la serie che fa per voi.


Anche questo appuntamento così particolare del Girls Talk Comics è giunto al termine, io e Aphrodite Urania aspettiamo di leggere i vostri pensieri su Land of the Lustrous qui nei commenti al post, sul nostro profilo Instagram, sotto il video di Elisa (che potete trovare sul suo canale) o anche nei vostri spazi e vi invitiamo a discuterne insieme nel gruppo Telegram. Più siamo più potremmo confrontare le nostre opinioni!
Girls Talk Comics torna a settembre con un nuovo appuntamento a fumetti!

A presto e buone letture!


PS: I link che trovate al fumetto sono i soliti link di affiliazione Amazon. Se vi fa piacere usateli, altrimenti fate finta di niente!

E ora le note di chimica che non fregano a nessuno ma che vi lascio lo stesso (e per cui ho consultato wikipedia e mindat.org.):

¹ la fosfofillite, formula chimica bruta Zn2(Fe,Mn)[PO4]2 • 4H2O è un fosfato di zinco, ferro e magnesio caratterizzato da un’elevata fragilità, tra 3 e 4 nella scala di durezza di Mohs e incapace persino di scalfire il vetro. Il verde è il suo colore classico, ma può essere anche blu o incolore a seconda delle quantità di metalli presenti all’interno. È un minerale molto apprezzato e raro ma a causa della sua fragilità viene tagliato raramente, quando si rompe si formano delle lamelle da qui il nome che deriva dal greco antico.

² il cinabro, formula chimica bruta HgS,  è un minerale di zolfo e mercurio dal colore rossiccio. Ancora più fragile della fosfofillite, la sua durezza è circa 2.5 nella scala di Mohs, veniva utilizzato come fonte di estrazione del mercurio. La sua tossicità è dovuta proprio a questo metallo che all’interno del corpo umano può causare seri problemi di intossicazione sia acuta che cronica, con danni che di solito affliggono i reni il sistema nervoso e il fegato.

³ Kongō è l’unico personaggio ad avere il nome in giapponese e non in inglese ma attraverso un minimo di ricerca scopriamo che il nome si rifà a una particolare configurazione del diamante che si forma quando i meteoriti che contengono la grafite impattano sul nostro pianeta. Il nome scientifico è lonsdaelite dalla mineralogista inglese Kathleen Lonsdale.
Da un punto di vista chimico il diamante e la grafite (sì la mina delle matite) sono la stessa cosa, sono entrambi formati esclusivamente da atomi di carbonio, ciò che cambia è solo la struttura spaziale: la grafite ha una struttura esagonale mentre il diamante ha una struttura a forma di tetraedro o ottaedro. La lonsdaelite è un diamante con la struttura della grafite e questo gli fornisce delle proprietà differenti dalle altre due forme del carbonio.

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