2019 – Un anno di letture: i libri top

Le tradizioni vanno rispettate e quindi anche nel 2020 ecco il post riguardante le migliori letture dell’anno appena passato. Come sempre il viaggio sarà cronologico e non una classifica (ma sarà molto facile capire quale sia il libro preferito, specie in questo caso). Al solito non si parla solo di libri pubblicati nel 2019 ma di quelli che io ho letto nel corso dello scorso anno e che questi sono solo i miei pareri personali e il fatto che mi siano piaciuti non implica che siano i più belli che potete trovare in giro.
Finito il solito elenco di preamboli inizio a parlare dei libri che è meglio.

  • The Winter of the Witch di Katherine Arden (gennaio 2019)Dopo che negli scorsi anni erano comparsi nelle top del 2017 e 2018 i primi due libri della Winternight Trilogy c’era da parte mia un certo livello di ansia per questo finale. Ansia assolutamente inutile. Questa conclusione è stata anche più di quanto avessi potuto immaginare. Più lacrime, più emozioni e azione e la solita dose di folklore russo che si insinua nelle pieghe della storia e si ritrae al momento opportuno. Sono anche molto contenta di non essere un’esperta di storia russa perché altrimenti avrei intuito tutta una parte della risoluzione finale e avrei letto il libro con occhi meno incantati. Il lavoro di ricerca dell’autrice è assolutamente ineccepibile e mostra un livello di conoscenza della storia, del folklore e delle usanze della Russia invidiabili (non sono a conoscenza del fatto sei sia una studiosa di antropologia o di storia russa).
    Ovviamente non posso dire nulla sulla trama di The Winter of the Witch perché se mai voleste leggere questa serie vi avrei rovinato la lettura quindi solo due parole sul primo libro ovvero L’orso e l’usignolo che è la storia di Vasya, figlia minore di un boiardo del nord della Russia che alla morte della moglie decide di risposarsi. La nuova moglie, estremamente devota alla fede ortodossa pressoché sconosciuta nelle zone rurali russe, decide di bandire le vecchie divinità dalla casa, da sempre servite e onorate e che la giovane Vasya può vedere. Allontanare i vecchi dei ha un prezzo e forse il villaggio di Vasya, disperso tra le foreste innevate del nord della Russia, non può difendersi contro leggende che forse non sono tali.
    Questa è una trilogia che consiglio di leggere in maniera spassionata e ora potete farlo anche se non conoscete l’inglese perché Fanucci ha portato in Italia i primi due volumi (qui il link al primo) e spero porti in tempi brevi questo volume finale. Assolutamente consigliato.

  • Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi (febbraio 2019)
    Lo scorso anno avevo letto Le cose che non ho detto della stessa autrice e non era entrato nella lista di migliori libri letti per un soffio.  Questo volume tratta gli stessi fatti storici cambiando completamente il punto di vista. Non si tratta più di un viaggio nella memoria della famiglia della Nafisi, ma in un viaggio nella letteratura occidentale insegnata da una donna all’interno di un regime che nulla vuole avere a che fare con qualsiasi aspetto del mondo occidentale se non per condannarlo e mostrarlo come esempio negativo e da non seguire. La conoscenza dei libri di cui si parla all’interno non è requisito fondamentale per la lettura ma è, a mio modesto parere, necessaria per comprendere a pieno l’opera dell’autrice (diciamo che se non avete mai sentito parlare di Henry James, Jane Austen, Vladimir Nabokov e Fitzgerald è il caso di non leggerlo) che sfrutta il tema letterario e la sua professione osteggiata dal regime per creare un club del libro clandestino all’interno del quale un gruppo di donne si spoglia letteralmente degli abiti di cui le costringe il regime, per mostrarsi per come sono in realtà ben oltre un paio di pantaloni o un rossetto acceso.
    Non il libro più semplice da leggere, è meglio approcciarsi all’autrice con il più intimo Le cose che non ho detto, ma a me è piaciuto tantissimo.


  • Luna Nuova /Luna Piena di Ian McDonald (luglio-agosto 2019)
    Lo so che questa è una trilogia e lo so che mi manca il terzo volume ma il secondo è finito in un modo così positivo per i miei personaggi preferiti che ho il terrore che nel terzo accadrà il patatrac e soffrirò tantissimo e quindi una parte di me non lo vuole leggere. D’altra parte sono anche molto curiosa quindi lo leggerò sicuramente nel 2020. Ma cos’è questa trilogia della Luna? Una saga di famiglie impegnate nello sfruttamento delle risorse di una luna oramai colonizzata che in realtà si fanno una guerra spietata più o meno palese tra loro. Protagonisti principali sono i Corta, famiglia a cui capo c’è Adriana Corta colei che ha costruito la sua fortuna sull’elio-3 causando l’inizio di una faida con i Mackenzie, famiglia per la quale la stessa Adriana lavorava al momento del suo arrivo sul nostro satellite. In questa saga ho trovato una scrittura coinvolgente e complessa, dei personaggi affascinanti caratterizzati spesso e volentieri da una moralità discutibile, una serie di temi morali sviluppati in maniera molto interessante che col progredire della storia diventano sempre più centrali senza per questo rendere meno interessante una trama colma di azione.
    So che è stata annunciata una serie tv tratta da questa trilogia fantascientifica, considerate le basi e il fatto che ha un finale potrebbe essere il Game of Thrones della fantascienza, però venuto bene (ovviamente stiamo parlando in maniera del tutto ipotetica perché potrebbe venir fuori una schifezza di alto livello ma almeno col suo finale originale).
    Se vi ho incuriosito e volete una recensione come si deve andate a cercare dalle parti di gerundiopresente che ve ne saprà parlare in maniera più coinvolgente (e con un filo più di competenza e conoscenza del genere)


  • This is how you lose the Time War di Amal el Mother e Max Gladstone (agosto 2019)Cosa posso direi di un libro a cui ho dedicato un post che sembra quasi una dichiarazione d’amore in un anno in cui non ho scritto praticamente niente sul blog?  Avrei potuto continuare in eterno a farneticare su questa novella scritta a quattro mani che sembrano due e usare più parole inutili e assolutamente non incisive di quante la vostra mente ne potrebbe immaginare. Se avete difficoltà con l’inglese e siete comunque interessati la vostra attesa sarà breve perché sarà proprio il 2020 l’anno in cui Mondadori, per gli amici Oscar Vault, lo porterà nel nostro paese. Regalatevelo, sono solo 200 pagine.
    Se non avete voglia di recuperare quel post vi riporto qui la trama che ho scritto con tanto amore:
    Red e Blue combattono una guerra sanguinaria ed eterna su due fronti opposti: la prima è un’agente dell’Agenzia, la seconda è agli ordini del Giardino. Da sempre le due fazioni si insinuano nella storia dell’universo per modificarla di modo da avere la meglio sull’altra parte e portare la Storia verso i binari da loro desiderati. La loro non è una guerra normale, è una guerra del tempo: si viaggia, ci si insinua tra pieghe e anfratti, si modifica il corso degli eventi, si crea un butterfly effect di dimensioni inimmaginabili.
    Le due si incontrano sul terreno di battaglia, riconoscono il loro modo di agire e quando Red pensa di aver vinto la battaglia trova una lettera da leggere solo dopo averla bruciata a sottolineare la sua sconfitta. È irridente, intrigante e assolutamente sbagliata. Eppure Red decide di rispondere a Blue, ovviamente a modo suo, e questo cambierà tutto.


  • Foundryside di Robert Jackson Bennett (settembre 2019)Questa è la sorpresa del 2019, questa è la mia cup of tea (e ne parleremo meglio) questo è il libro che ho iniziato con aspettative molto basse e che ho chiuso con un elevato senso di soddisfazione. Un fantasy con un sistema magico che di magico ha molto meno di quanto si possa pensare, una protagonista, Sancha, che in apparenza può sembrare una di quelle che ora vanno tanto di moda e che invece ti sorprende in più occasioni, è arrabbiata ed è una ladra, cerca pace e non vendetta. Poi un colpo va in maniera inaspettata, incontra Clef e la trama si mette in moto. Una scrittura caratterizzata da unn umorismo assolutamente nelle mie corde e due personaggi che dominano su tutti, il disincantato e attempato Orso e Clef (che sì in francese vuol dire chiave e no, non si chiama chiave è proprio una chiave e non è uno spoiler) sono, a mio parere, i due punti forti di Foundryside.
    L’ambientazione che è all’apparenza la classica pseudoveneziana con le famiglie rivali riserva poi diverse sorprese e trascina il lettore in un mondo a tratti delirante in cui alcuni esseri umani sono in grado di ingannare gli oggetti convincendoli, attraverso arcane combinazioni di simboli, di essere cose che non sono, in cui le persone possono volare non perché esistano gli aerei bensì perché qualcuno è in grado di convincere gli oggetti che la gravità non esiste in un crescendo di impossibilità rese possibili.
    Il seguito, Shorefall, dovrebbe uscire questa primavera ed è uno dei libri che attendo di più nella speranza che non mi deluda (e di cui sto cercando di recuperare un Advance reader copy perché la pazienza non è esattamente la caratteristica con cui amo descrivermi).


  • Il priorato dell’albero delle arance di Samantha Shannon (novembre 2019)Il priorato, concedetemi questa riduzione del titolo, era un libro che attendevo dalla fine del 2018, ero riuscita a leggere in anteprima i primi 7 capitoli e mi avevano convinta al punto da prendere il libro in inglese che ho recuperato munito di autografo personalizzato, eppure c’è voluta la pubblicazione italiana affinché io mi convincessi a leggerlo (e devo ringraziare anche in questa sede il social media manager della loro pagina Instagram perché mi hanno dato in anteprima il pdf della traduzione che ho comunque recuperato pochi giorni dopo l’uscita nelle librerie italiane). In un coro di pareri positivi ho visto anche qualche dura critica io, che di solito sono abbastanza rompiscatole nei confronti di questi fenomeni generati dal clamore pubblicitario invece mi unisco al coro.
    Il priorato dell’albero delle arance non è un libro perfetto eppure è un libro che a me è piaciuto tantissimo. Ricco di ambizioni e atmosfere che attingono a leggende e folklore di tutto il mondo, di voci narranti cariche di poteri e responsabilità che ho trovato però estremamente umane. Per certi versi una versione 2019 di un fantasy classico che segue schemi e topoi ma cerca comunque di ribaltarli. Del quartetto di narratori i miei preferiti sono senz’altro Ead e Loth, in modo particolare il secondo: non ha dei  poteri magici, non è il più abile spadaccino del regno,  durante il suo lungo cammino (fisico e metaforico) subisce delle perdite e sperimenta diversi livelli di sofferenza, arriva a mettere in discussione la fede che da sempre lo ha accompagnato eppure, ai miei occhi, è risultato sempre straordinariamente umano. In un romanzo di cui si esalta (o si critica) il cast di personaggi femminili è lui il personaggio che più mi ha colpito. Chi, invece, avrebbe potuto avere un approfondimento maggiore è sicuramente la regina Sabran IX che, secondo me, specie alla luce di una certa scoperta durante la vicenda aveva un grande potenziale a livello di tormento interiore che purtroppo non è mai il destino di chi voce narrante non è.
    Per il resto questo è stato uno di quei classici libri che piacciono a me, un libro con le mappe per dirla papale papale che,  per stessa ammissione dell’autrice su Twitter, ha subito sul finale una decisa sforbiciata per mano dell’editor che ha optato per una soluzione più snella in un libro di circa 800 pagine. Suvvia se siamo disposti a leggere 800 pagine, siamo disposti a leggerne anche 900 o mille, non ci saremmo di certo spaventati e sono convinta molti lettori non avrebbero provato quel senso di straniamento da accelerata troppo brusca nella risoluzione della vicenda.
    Lo stile dell’autrice mi è piaciuto molto ma non credo inizierò la sua serie distopica, perché la distopia di ambientazione contemporanea non rientra per ora nei miei programmi, ma se mai l’autrice vorrà tornare a visitare luoghi o personaggi del Priorato (si è parlato di racconti ambientati prima delle vicende narrate in questo libro, storie parallele ecc.) sarò ben lieta di leggere (e sì Samantha Shannon dimmi cosa accadrà tra  Loth e la Donmata Marosa, grazie).
    Avrei ancora tantissimo da dire sul libro e forse avrei dovuto scrivere un post dedicato, sarò forse fuori tempo massimo, lo avranno già letto tutti coloro che lo volevano leggere? Non lo scopriremo mai. Forse.


  • La Straniera di Chiara Durastanti (dicembre 2019)Per chiudere la lista torniamo ai memoir, se così si può definire questo libro che lo scorso anno è stato anche finalista del premio Strega, battuto da M Il figlio del secolo di Antonio Scurati (che non leggerò mai perché non ha suscitato in me il benché minimo interesse, giusto per dire cosa penso del libro di cui non ho la minima idea dello stile di scrittura, della presunta faziosità o imparzialità ecc.). Questo è stato un acquisto fatto di impulso di cui non mi sono minimamente pentita. Per me che non sono capace a scrivere è sempre affascinante leggere le storie delle famiglie raccontate da uno dei loro membri che osservano il proprio passato con occhio in parte romantico in parte estremamente critico i propri famigliari e loro stessi più giovani. Dal punto di vista umano ritengo poi che ci debba essere un grande coraggio e una grande forza a riuscire a mettere su carta ciò che da sempre mi è stato insegnato essere la cosa più intima e privata, ovvero la propria famiglia. Forse è quindi l’attrazione per qualcosa che il mio subconscio ritiene proibito e la capacità degli autori stessi che mi attira verso questo genere letterario. E dal punto di vista della scrittura devo direi che la Durastanti mi ha letteralmente ammaliata, ci sono alcune frasi che rimangono impresse, che mantengono praticamente inalterata la loro potenza anche estrapolate dal contesto narrativo all’interno del quale sono state pensate. Chi sia la straniera del titolo sta al lettore deciderlo, è forse la protagonista sballottata di paese in paese senza mai sentirti al suo posto? O è sua madre che è sorda in un mondo che non è certo modellato e pensato in base alle necessità di chi ha perso l’udito e che vive, così come suo padre anch’egli sordo, in modo sfrontato e in un certo modo incomprensibile per noi che siamo dotati di udito?
    Anche in questo caso mi sembra scontato dire che ve lo consiglio, sempre che apprezziate questo tipo di letture.


 

bestbooks2019
Eccoli qua, in tutto il loro splendore libresco, ritratti al massimo delle mie capacità da massima esperta nella realizzazione di #fotobrutte. Sono messi un po’ a caso e se siete arrivati fin qui un po’ vi meritate di saperlo, il libro preferito del 2019 è quello che ha tanti piccoli post it blu di lato e due strani uccelli in copertina e se ne frega dell’ordine con cui sono stati sistemati gli altri perché vola alto e dopotutto “this is how we win…”

Anche quest’anno siamo arrivati alla conclusione (sì dico siamo perché io ho scritto ma voi siete arrivati sino a qua e non è poco, quindi ci meritiamo tutti una bella pacca sulla spalla). Scrivere questo post ha richiesto diversi giorni e so di arrivare un po’ tardi rispetto alla media di queste liste che spesso affollano il web da metà dicembre ma come mia politica aspetto sempre che finisca l’anno prima di decidere di cosa parlare. La serie di post riepilogativi potrebbe non essere finita, impegni lavorativi e extralavorativi permettendo, quindi chi lo sa potrete comparire un post sui migliori fumetti che ho letto lo scorso anno o sui libri più belli letti negli ultimi cinque. Rimanete sintonizzati su questi schermi per scoprirlo (lo scoprirò anche io con voi).
Questo 2020 è iniziato con una bellissima lettura e spero possa proseguire su questa linea, diciamo che il proposito è quello di evitare ciò che mi puzza di grandissima fregatura. Se sarò in grado di rispettarlo lo potrò scoprire solo a fine anno. Per il resto non so bene cosa aspettarmi, dopotutto per me l’anno ricomincia il 7 e sarà la prossima settimana a darmi un’idea più chiara di come potrò giostrarmi dal punto di vista delle letture.
Spero che il vostro 2019 sia stato carico di bei libri e che possa esserlo anche il 2020, se avete qualche lettura da condividere con me sentitevi pure liberi di farlo.

A presto e buone letture!

 



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2 pensieri su “2019 – Un anno di letture: i libri top

  1. Mi attira soprattutto la Winternight Trilogy, forse anche perché sto leggendo ora un libro sulla conquista della Siberia (e ne ho parecchi altri a tema Russia in attesa). Quello che mi attira meno è Il priorato, perché ne hanno parlato in continuazione e se c’è troppo rumore intorno a qualcosa, la mia parte hipster mi fa allontanare. 😅

    • Se non ti attira fai benissimo a non leggere il priorato che è vero soffre di sovraesposizione da social!
      Il mondo pullula di libri che ci sanno parlare e sta solo a noi scoprirli!
      A mio parere la notte dell’inverno (credo Fanucci abbia tradotto così il no e della trilogia) merita veramente tanto e l’autrice quando vuole sa farti male. Tanto.

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