Girls Talk Comics: Il Cuore di Thomas di Moto Hagio

Negli anni ’70 del XX secolo un gruppo di donne tutte nate nello stesso anno, il 24esimo dell’era Shōwa, si apprestano a modificare per sempre lo shoujo manga.
I loro nomi sono stati a lungo ignorati nel panorama manga italiano, sussurrati tra le retrovie, nei thread meno frequentati di forum come lo Shoujo Manga Outline, ma attualmente stanno vivendo in Italia un’epoca d’oro grazie alla casa editrice J-Pop Manga che, a partire dallo scorso anno, si è lanciata nella coraggiosa opera di riproposizione di alcuni tra i gioielli del passato partendo dal padre di tutti i boy’s love ovvero Il Poema del Vento e degli Alberi di Keiko Takemiya.

Ehi sono il logo e sono tornato!

Oggi però l’attenzione è rivolta a Il cuore di Thomas (Tōma no Shinzō トーマの心臓) shoujo manga del 1974 pubblicato da J-Pop manga in un’edizione di pregevole fattura, con un grande formato, con pagine a colori e con un rapporto qualità prezzo ottimo (si parla di 15€ per circa 500 pagine di storia).

Ci troviamo in Germania a metà del XX secolo, a quanto ci fa sapere l’autrice, in un collegio maschile per ragazzi di buona famiglia. La storia si apre con la morte di Thomas che decide di porre fine alla sua esistenza alla fine dell’inverno gettandosi nel vuoto da un cavalcavia donando il suo cuore a Juli. MA chi è Juli?
È il vero protagonista della storia, erede del cuore e delle ali di Thomas che, innamorato di lui, ha deciso di donarli al suo amato perché a Juli sono stati strappati. E lo informa con una lettera che gli fa recapitare.
Juli aiutato dal suo compagno di stanza Oscar cerca di affrontare il senso di colpa per la morte di questo ragazzo che aveva rifiutato e sembra riuscirci fino a che non fa la sua comparsa al collegio Eric, il suo aspetto ricorda in maniera impressionante Thomas e innesca una storia tormentata e romantica, delicata e dura che porterà alla luce i segreti di ognuno dei nostri protagonisti.

Essendo un volume unico mi pare di aver detto fin troppo, sappiate che la Hagio, con uno stile completamente diverso dalla Takemiya va ad affrontare dell’amore tra adolescenti, dei sui tormenti e dei suoi risolti con un gusto per il dramma e il melodramma tipico degli anni ’70. La storia appassiona e incuriosisce e mette in mostra personaggi con caratteri completamente diversi tra loro. Salvo poche eccezioni, probabilmente dovute a correzioni in corso d’opera, ogni personaggio che si affaccia nella storia è ben caratterizzato, ha un suo ruolo e una sua profondità.
Julesmole è il protagonista assoluto della vicenda eppure ci si affeziona a chi lo circonda e si vuole scoprire che segreti e traumi nascondano (è una storia che pullula di circostanze nascoste) e se e in che modo potranno affrontarli ed eventualmente superarli.

I temi principali di quest’opera sono due: l’amore tra ragazzi presentato in maniera assolutamente candida e con uno spirito di accettazione a tratti anacronistico e irreale e il trauma. Ogni tanto a spezzare il ritmo e la drammaticità della storia compare qualche gag comica che non sempre è totalmente riuscita. La vita di ogni personaggio è costellata da sofferenze e traumi più o meno profondi che vanno a sovrapporsi uno sull’altro fino a creare dei personaggi complessi di cui a volte non capiamo le scelte. La risoluzione di un trauma è però talmente personale che non siamo in grado di giudicare chi ha compiuto tale scelta. Anche sul finale si può rimanere interdetti per la strada che alcuni dei personaggi prendono ma se per loro è la via per la salvezza, per la pace interiore non possiamo far altro che accettare il destino che la maestra Hagio ha donato a Julesmole, Oscar, Eric e tutti gli altri. Anche se avrei gestito il suo arco in maniera differente credo che sia Oscar il personaggio che esce meno a pezzi dalla storia, colui che guadagna invece di perdere, che non deve sacrificare per ottenere e forse è giusto che sia capitato a lui e non a Julesmole che porta con sé ferite più fresche e visibili e che, probabilmente è più solo di chi lo circonda.

A leggere con attenzione si potranno notare qua e là errori temporali, geografici o del latino a opera dell’autrice che l’editore ha deciso di mantenere inalterati per mostrare l’opera come era stata concepita dall’autrice e, a mio parere personale, questo è un grande pregio. Nella narrativa manga è pieno di imprecisioni frutto di una conoscenza solo parziale della nostra cultura e non so quanto sia giusto nasconderli.
Oltretutto l’incertezza dell’ambientazione della storia rende l’atmosfera molto più affascinante: se non si seguono le indicazioni sembra proprio di trovarsi a cavallo tra ottocento e novecento con le prime automobili, una moda maschile non certo degli anni ’50 del ventesimo secolo e mezzi di comunicazione ridotti. Eppure questo che oggettivamente può sembrare un errore, durante la lettura non crea alcun problema.

L’appuntamento con Girls Talk Comics è giunto al termine, io e Aphrodite Urania aspettiamo di leggere i vostri pensieri su Il cuore di Thomas qui nei commenti al post, su Instagram, sotto il video di Elisa (che potete trovare qui) o anche nei vostri spazi e sul nuovo nato ovvero il gruppo Telegram. Più siamo più potremmo confrontare le nostre opinioni!
Girls Talk Comics torna a gennaio con tantissime novità. Seguiteci su Instagram per decidere con noi la prossima lettura (e se volete avere ancora più voce in capitolo, il gruppo Telegram è ciò che fa per voi)

A presto e buone letture!

PS: Mi raccomando non perdete le stories di Aphrodite Urania per tutti gli aggiornamenti live su nuovi appuntamenti, fumetti da leggere ecc.


Al solito vi lascio il piccolo disclaimer: i link che trovate sui libri sono quelli del mio account di affiliazione ad Amazon. Se volete supportare il blog potete fare un click sui link e comprare attraverso gli stessi. Voi non pagherete un centesimo in più e aiuterete questo spazio ad andare avanti. Grazie! (anche se non li userete mai, ma siete solo passati da queste parti).

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