I bilanci di metà anno: sei mesi di letture libresche edizione 2019

Come da tradizione, sempre che su questo blog esista qualcosa che può essere definito tale, arriva il bilancio di metà anno delle letture. Questa volta non mi va di fare un confronto con gli anni passati, anche perché sta andando molto peggio (specie da punto di vista quantitativo). Dico solo che, per quanto riguarda la sfida di lettura di Goodreads sono a poco più di metà strada per raggiungere l’obiettivo.
Non ho una straordinaria voglia di leggere, o meglio non riesco a trovare la voglia di mettermi a leggere perché quando riesco leggo proprio tanto (anche un’intera serata). Forse ve ne ho già parlato, forse no ma ho deciso di prenderla con calma. Leggere non è un obbligo morale, non è un lavoro ma un piacere quindi lo faccio quando e come mi va.

Come gli scorsi anni però ho deciso di parlare del meglio e del “peggio”, dividendolo per categorie. L’ispirazione è chiaramente quella del Mid Year Freak Out Book Tag ma non avrei una risposta per tutte le domande e non ho più l’età per le book crush (bugiarda, lo sappiamo tutti che sei una fangirl all’ultimo stadio anche se da queste parti ti dai un tono) quindi ci teniamo la versione riveduta e corretta. Buona lettura!

bilanci

  • Miglior libro letto.
    Dall’inizio dell’anno ho dato 5 stelle a un solo libro, direi che è quello il mio preferito.  Si tratta del libro finale della Winternight Trilogy ovvero The Winter of the Witch di Katherine Arden.
    Non posso dirvi nulla su questo libro ma ho parlato a diverse riprese del primo libro della serie (ultimamente in questo post), che potete trovare edito in Italia da Fanucci con il titolo L’orso e l’usignolo. Si tratta di un fantasy ambientato nella Russia tardomedioevale in cui si scontrano il folklore e la religione ufficiale, in cui le leggende non sono solo tali e la protagonista, che come sarà chiaro a tutti possiede qualcosa di magico, non ha certo vita facile in una società che ha solo ruoli precostituiti per le donne.
    Una menzione va anche a Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi, che di stelline ne ha preso 4.5 perché è un libro che si può apprezzare a pieno solo se si sono lette tutte le opere nominate al suo interno.
    Uno spaccato della vita di una donna, docente universitaria di letteratura, in una Teheran in piena rivoluzione islamica iraniana, tra divieti e obblighi. Ancora una volta donne che cercano modi di sfidare un ordine precostituito che si ammanta di belle parole ma in realtà vuole solo inquadrare e limitare la libertà femminile.
    Non sempre però si vince, a volte si è costretti a fuggire nella speranza che le cose possano cambiare. Il racconto, la testimonianza, il ricordo sono però fondamentali per non nascondere nulla nel passato, per non permettere a nessuno di dimenticare (anche perché la situazione in Iran non è di certo rosea, sia in linea generale che per le donne, basta guardare anche solo le ultime notizie).

  • Peggior libro letto.
    Ci può essere qualcosa di peggio di un libro a cui ho dedicato un intero post su quanto mi fossi sentita ingannata dallo stesso? Evidentemente no.
    Ve lo posso assicurare, se ne avessi letto uno peggiore ne avreste sentito parlare da queste parti. Sto parlando ovviamente di My Plain Jane di Cynthia Hand, Brodi Ashton e Jodi Meadows venduto come un retelling ironico e in salsa sovrannaturale di Jane Eyre.
    No, a mio modesto e solo a mio modesto parere questo è un libro scritto con ben poco rispetto dell’opera originale e della sua autrice (non faccio ripartire il rant Charlotte Brontë vs Jane Austen perché sono sicura che conoscete già la storia). Se mi avessero detto, guarda è un’opera satirica in cui compaiono personaggi basati (lontanamente) su quelli di Jane Eyre avrei lasciato il libro al suo posto.
    Probabilmente la mia è un’opinione impopolare ma credo che per trasmettere un certo tipo di messaggi al proprio pubblico di riferimento non ci sia bisogno di snaturare i personaggi dei classici. Sarò un’ingenua ma non credo che ci sia nulla di romantico nella figura di Mr.Rochester e non credo che l’autrice abbia pensato che le sue lettrici se ne potessero innamorare (è descritto come brutto a più riprese e se avete letto il libro sapete benissimo come si evolve sia psicologicamente che fisicamente). È Jane la protagonista della storia, è Jane che lotta per affermare il suo posto nel mondo. Sta tutto nelle prime parole dell’ultimo capitolo del libro. Magari un giorno ne parleremo in maniera più approfondita, quando imparerò a scrivere in maniera accettabile.
    A parte tutto, del libro non mi è piaciuto nulla: né la trama, né i personaggi, né lo stile e ho sentito lo stacco nel passaggio da una scrittrice all’altra. Per quel che mi riguarda assolutamente e totalmente bocciato, ma è solo il mio parere personale.

  • Il libro più bello acquistato*
    Sicuramente The Priory of the Orange Tree di Samantha Shannon, che ho in un’edizione con autografo e dedica ma che non ho ancora letto e a questo punto non se se leggere questa estate o attendere la pubblicazione italiana a cura di Mondadori Oscar Vault, col titolo Il priorato dell’albero delle arance. Avevo avuto la fortuna di leggere prima dell’uscita i primi sette capitoli e mi stava piacendo veramente molto quindi c’è tanta curiosità ma il libro è un discreto mattone e io in questo periodo sto facendo avanti e indietro tra due città differenti ed è troppo pesante da trasportare.
    Tra i libri che ho letto invece vi nomino The Kingdom of Copper, seguito di The City of Brass, di S.A. Chakraborty. Indovinate un po’ anche questa serie uscirà, a partire dal prossimo anno, per Mondadori Oscar Vault. Oltre a essere un seguito molto valido del primo libro, che mi ha fatto cambiare idea su diverse cose e lasciato una discreta dose di ansia per il finale, ha una copertina che a me piace molto più che per l’illustrazione per l’effetto metallizzato che ha quando esposta alla luce. So che il trend estetico di Instagram preferisce di gran lunga le copertine inglesi, io mi tengo le mie americane (che sono quelle che verranno usate in Italia).

  • La sorpresa.
    La sorpresa è senza dubbio il primo libro che dopo anni mi ha ridotto a un ammasso singhiozzante di carne e ossa. Sto parlando di Voglio Mangiare il tuo Pancreas di Yoru Sumino.
    No, non è un libro horror splatter su un maniaco che mangia il pancreas delle sue vittime, è una storia delicata e straziante che sai finirà malissimo dalla prima pagina e che ti prenderà comunque in contropiede. Al solo pensiero mi viene nuovamente da piangere. Di questa opera esistono un adattamento manga e uno animato che non ho letto/visto. Ho pensato di farmi malissimo con l’opera originale e ora non ho molta voglia di piangere a dirotto a così breva distanza di tempo. Personalmente ve lo consiglio molto perché oltre la storia tragica trasmette proprio un bel messaggio. E poi quando capirete il significato del titolo diventerà bellissimo, come mai avreste potuto pensare potesse essere una frase in cui compaiono le parole pancreas e mangiare.

  • La Delusione.
    Non sono tante le delusioni di questa prima metà del 2019 però c’è un libro per cui avevo alte aspettative che si sono rivelate, a mio parere, del tutto infondate.
    Sto parlando di A Natural History of Dragons di Marie Brennan. In linea teorica questo libro aveva tutte le carte in regola per piacermi un sacco: un libro fantasy scritto sotto forma di memoir, con protagonista una naturalista specializzata in draghi.
    Invece sono rimasta molto distaccata dalla narrazione, non mi sono mai sentita coinvolta. Appena mi sono resa conto di un particolare, ho capito dove la storia sarebbe andata a parare ben oltre il primo libro e ho perso qualsiasi interesse. Che peccato, probabilmente non era il libro per me e, dato che il mondo è pieno di libri da leggere, non continuerò di certo la serie.

 

Anche per quest’anno direi che ho finito, questo è il mio bilancio delle letture della prima metà del 2019. Per la seconda metà spero di leggere dei bei libri, anche se mi trovo nella stessa situazione che vi descrivevo a inizio post.
A voi come è andata? Avete letto qualcosa di bello che volete consigliarmi? Fatemelo sapere nei commenti!
A presto e buone letture!



PS: Al solito vi lascio il piccolo disclaimer: i link che trovate sui libri sono quelli del mio account di affiliazione ad Amazon. Se volete supportare il blog potete fare un click sui link e comprare attraverso gli stessi. Voi non pagherete un centesimo in più e aiuterete questo spazio ad andare avanti. Grazie! (anche se non li userete mai, ma siete solo passati da queste parti).
E sì anche questa volta non c’è il link a My Plain Jane perché voglio essere coerente e non voglio guadagnare neanche un centesimo da un libro che non posso fare altro che sconsigliare.

*ovviamente se in questo blog non c’è un attimo di profondità intellettuale pari a quello di una pozzanghera, non sono contenta. Questa cosa ovviamente non cambia di anno in anno.

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