Inutili riflessioni: sincerità, frustrazione, libri, sogni stupidi

Come si torna a scrivere su un blog che non viene aggiornato con costanza da circa sei mesi? Si fa finta di niente? Ci si prodiga in scuse francamente poco credibili?
Non ho una risposta, so solo che è difficile e che il tasto delete è molto più di una tentazione.

riflessioni

In questi mesi ho fatto qualche sporadica apparizione e ho postato qualche volta su Instagram mostrando qualche lettura ma sono stata per lo più inattiva. Barricata dietro la scusa del lavoro, usato a mo’ di scusa universale, ho letto veramente poco e postato ancora meno, coccolata dalla falsa convinzione che più di così non avrei potuto dare.

La realtà era un po’ diversa: la realtà era che non ne avevo voglia perché mi sentivo demoralizzata.

Non ho la pretesa di essere in grado di scrivere una recensione, di avere una voce autorevole, di voler fare di questa mia passione una professione però mi sento demotivata. Vedo che gli editori premiano solo i numeri e inviano copie recensione sparando nel mucchio, facendo gridare al capolavoro del fantasy o della fantascienza a chi solitamente non legge questi generi. Non me la prendo con chi riceve, non schiferei mai se mi arrivasse qualcosa, però mi sembra inutile “impegnarmi” perché l’impegno non ottiene alcuna gratificazione. E questa gratificazione non deve per forza tradursi in un omaggio cartaceo o in formato pdf, basterebbe quell’attenzione in più, quel like, quella condivisione.
Solo a scriverlo e vederlo nero su bianco mi rendo conto che questo è un discorso per certi aspetti infantile ed egoista: questo spazio è il mio e la sua ragione di essere dipende da me e non da eventuali gratificazioni esterne. Sono diventata vittima del meccanismo becero dei social e, tristemente, devo dire che non me ne stupisco: non è mai stato facile per me reggermi sulle mie gambe, mantenere alta la motivazione senza un riscontro. È un cane che si morde la coda, una situazione da cui non riesco a uscire. Vorrei avere qualche riscontro, i riscontri non arrivano e mi impegno di meno. Nonostante l’impegno diminuito rimango lì speranzosa di poter ottenere un qualche riscontro esterno.

                                      Visto dall’esterno era tutto molto, molto stupido. 

Per questo dopo il post dello scorso maggio mi sono fermata.

Il blog ha arrancato sulle sue gambe, trascinato stancamente dal mio post su Circe ma anche nei giorni più bui ho fatto finta di niente (o almeno ci ho provato). Ho cercato di capire cosa volessi, ho cercato di rimettere a fuoco la situazione, di venire a patti con la realtà.
È vero, l’impegno non sempre viene ripagato ma se non ci si mette d’impegno non ci si può aspettare nulla. Se voglio avere qualche soddisfazione da questo blog, devo sudarmela, deve venire dal mio impegno.
Ho ripreso a leggere, non perché devo bensì perché me ne è venuta voglia. Vorrei parlarvi di ciò che ho letto, devo solo ricordarmi come fare. Non è importante seguire schemi che sembrano di sicuro successo, ciò che conta è rimettere in ordine le idee e trasformale nelle sgangherate parole che da quasi sei anni vanno e vengono su questo blog.
Ho letto un libro in francese, per intero, con tanta fatica all’inizio che pian piano è andata via come la ruggine sui tanti anni di studio. La curiosità ha battuto l’ostacolo linguistico.
So cosa posso fare e cosa non posso fare (il più delle volte perché me lo impedisco da sola), devo metterci il mio e smetterla di provare frustrazione per cose che non posso controllare. Ci sto male io e nessun altro e direi che non è il caso.

Forse questa non è un’inutile riflessione. Sembra più un post di giustificazioni scritto di getto e poco coerente ma non voglio rifletterci troppo. Ciò che contava era tornare a scrivere, riprendere confidenza con l’idea di condividere ciò che leggo (dal prossimo post mi pare chiaro).
Quindi che dire, sono tornata per l’ennesima volta. Spero continuerete a leggermi.

A presto e buone letture.

19 pensieri su “Inutili riflessioni: sincerità, frustrazione, libri, sogni stupidi

  1. Un po’ capisco cosa provi, nel senso che anche io a volte cerco gratificazioni, tipo un follower o un like. Però la soddisfazione o meno dipende da ciò che si desidera dal proprio blog. Io, personalmente, non ho ambizioni economiche (neanche libri gratis da recensire, che tanto alle case editrici basta vedere di che libri parlo per non inviarmene). Vedo però che molti blogger sembrano quasi voler fare di questo hobby un business, cercando like ovunque e studiando in maniera seria le tecniche per aumentare la visibilità.
    Tu cosa vorresti/vuoi? È questa, credo, la domanda fondamentale e a cui non ho trovato risposta nel tuo post, forse per distrazione mia.
    Un’altra questione è che tipo di “seguito” si può avere. Ci sono follower e follower: anche quelli che likano a caso senza neanche leggere per avere il like di ricambio.
    P.S. Una cosa che mi infastidisce, parlando di ego, è quando seguo un blog con assiduità e quello non ricambia: almeno dammi una chance! 🤣
    Per il resto non ho particolari pretese, né potrei averle, data l’impostazione del mio blog.
    A presto.

    • Non che io abbia grandi aspirazioni. Mi rendo conto che non ho niente di nuovo da dare o dire, però mi dà fastidio vedere libri dati via per niente. Come si fa a inviare il terzo libro di una serie a una persona che non ha mai letto né la serie né altro di quell’autore? Forse sarebbe meglio farli promuovere da chi ha meno follower ma sa di ciò che parla.
      Per il mio blog vorrei un po’ di stabilità e un piccolo senso di comunità, tutte cose che devono partire da me.
      Scuse a parte l’anno scolastico appena concluso mi ha completamente svuotata, l’ultimo mese per problemi alla viabilità il viaggio mi alzavo alle cinque e mezza e la sera crollavo spesso prima delle nove. È tutta una questione di trovare gli equilibri, e non è proprio la mia specialità 🤣

      • A me stupisce anche quando blogger che stuprano l’italiano ricevono libri dalle case editrici. Non è pubblicità negativa?
        Senza contare che in generale non mi fido di una recensione scritta su impulso di un regalo, di solito sono elogiative e basta o, se proprio si vuole strafare, è citato un piccolo difettuccio minore che sembra voler dare l’idea di una recensione imparziale.
        Poi magari tutti quei libri sono belli veramente, ma con la merda (scusa la volgarità) e la banalità che vedo nelle librerie, un po’ ne dubito.

      • Credo che spesso non vadano neanche a verificare cosa succede a ciò che inviano.
        Io ho trovato anche recensioni ben ponderate anche di regali, ma ammetto che non siano la maggioranza. Il problema è l’abuso del superlativo, che invece di esaltare appiattisce il tutto e lo rende meno credibile.

      • Già…
        Comunque questa discussione è molto interessante, perché di queste cose ho ragionato anche tra me e me. Volevo perfino farci un post, ma poi mi sono detto che non era il caso.
        Se devo essere sincero un simile comportamento da parte delle case editrici mi pare molto poco professionale. E mi sorgono due domande:
        1) Quanti libri possono permettersi di regalare che ne inviano anche a blog tutto sommato non certo influencer?
        2) Qualcuno ha mai COMPRATO un libro per una recensione letta su blog? Ok, probabilmente sì… Io però no, un libro deve interessarmi di suo, non è un parere su blog che mi influenza (c’è da dire però che sono molto refrattario alla pubblicità in generale). Tu, invece?
        Detto ciò, non c’è niente di male a sponsorizzarsi sul web – soprattutto in periodo di scarsità di lettori come oggi – e non schiferei delle copie omaggio… però il tutto preferirei fosse ponderato.
        Scusa per questo lungo dialogo, mi accorgo di averti tediata… mi sono fatto prendere.

      • Non mi tedi affatto, questa è una delle cose che vorrei sempre sul mio blog. Una sana discussione.
        Anche io mi chiedo quante copie gli editori possano mandare in giro e la risposta credo dipenda dalla sua disponibilità economica e da tanti altri fattori che sfuggono in generale al controllo di chi non ci lavora. Però avere come unico criterio il seguito a me pare non correttissimo. È un po’ come sparare sul mucchio e sperare di centrare qualcuno realmente interessato.
        Per la seconda domanda la risposta è sì. Ovvio che siamo tutti diversi e quindi dipende però capita più spesso di quanto pensiamo.
        Per esempio io sono molto vittima del marketing per quanto riguarda la confezione. Se due trame mi interessano in modo uguale, il libro con la copertina che più mi piace sarà quello che comprerò. Ognuno ha i suoi punti deboli e i reparti marketing sanno come sfruttarli.
        Le recensioni le uso personalmente per vedere pareri su libri a cui sono già interessata, anche qui ognuno si approccia come vuole.
        La sponsorizzazione sul web degli editori è un’ottima cosa, a mio parere però dovrebbero studiare strategie per attrarre nuovi lettori o avvicinare comunque le persone alla lettura che dall’esterno è visto come un qualcosa tra il noioso, lo snob e per cui molti lettori sentono una superiorità morale francamente discutibile.

      • Anch’io penso che un invio più ragionato dei libri sarebbe più utile. Se, per esempio, un blogger ha già parlato di vari noir o fantasy o romance, è probabile 1) che un po’ se ne intenda, 2) che tra chi lo segue ci sia chi è amante del genere.
        Temo però che le case editrici non abbiano il tempo (e forse lo sbatto, ma credo incida di più il tempo, unito alla presenza di personale dedito a queste ricerche) per analizzare bene i blog. Da qui, lo sparare nel mucchio.

      • Sulle strategie per attrarre nuovi lettori non mi esprimo perché non ho le competenze e poi si aprirebbe un mondo.
        Ah, e io sono uno snob convinto della superiorità di chi legge. 😁

      • Io non sono convinta che chi legge sia superiore, penso che abbia più mezzi a sua disposizione per poter vedere il mondo in maniera critica e ragionata. Ci sono lettori in grado di farlo e altri che non lo fanno così come ci sono non lettori perfettamente in grado di sostenere conversazioni anche molto impegnative.
        Punti di vista.😊

      • Mai toglierei a un altro essere umano un suo piacere. Un po’ come se qualcuno minacciasse di togliermi il sarcasmo e l’auto derisione come meccanismo difensivo.

      • Sicuramente manca il tempo e capisco che per loro sia complesso, questo non cambia però il risultato. Sembra sempre una cosa fatta con poco criterio e poco impegno.

  2. Okay prima di tutto una premessa: credo che dovremmo avere uno spazio “stile chat” su Wp perché la tua conversazione con Aussie è decisamente interessante e mi dà l’idea che, talvolta, un “gruppo di sostegno” per blogger sarebbe utilissimo XD.
    Non ho massime o perle di saggezza da regalare: per me la passione per la scrittura è una fonte continua di frustrazioni e di delusioni, compensate dai brividi di piacere che provo quando metto giù una frase ben scritta (o che almeno mi sembra tale) o quando ricevo un complimento sentito, sincero.
    Credo che (lo ha già detto Aussie mi sa…) tu debba capire cosa vuoi davvero dal tuo blog: fregatene dei social, non guardare gli altri (se non per imparare qualcosa di buono e parlare con chi ti fa stare bene) e domandati “Perché scrivo?”
    Prenditi i tuoi tempi, posta quando e cosa vuoi, ma se ti accorgi che scrivere ti aiuta a stare meglio, che è “il tuo mestiere di vivere” (anche se non ti darà da vivere) continua a farlo. Un abbraccio.

    • La mancanza di una chat è una pecca molto triste di WP ma, dall’altro lato, temo che finirebbe con il renderlo troppo simile ad altri social, sminuendone i contenuti pubblici. Già così noto una brutta tendenza alla facebookizzazione o alla instagrammizzazione, con post che sono composti di una foto o di due frasi in croce.
      Ovviamente la chat sarebbe un’altra cosa, ma la percepirei come un avvicinamento ad altri modelli non auspicabili. Però a volte mi manca… 😅

      • Ah, una perfetta contraddizione da “lettore aristocratico” XD. Allora diciamo che in caso di emergenze di scrittura ed emotive si possono usare le mail (la versione 2.0 delle missive da disperati poeti/scrittori/blogger maledetti) 😉 ?

      • A me piacerebbe molto una chat per segnalare gli errori ortografici! 😂 Me ne scappano spesso e ne vedo anche sugli altri blog, ma farlo notare sotto all’articolo non mi entusiasma (anche se il mio messaggio può poi essere cancellato), mentre una mail mi sembra troppo invadente/eccessiva. Però se qualcuno la usasse con me apprezzerei molto!
        Ok, vada per la mail.

    • Per me scrivere è spesso una frustrazione. Non sono mai soddisfatta mi sembra di oscillare tra il troppo pomposo e il fin troppo colloquiale senza riuscire a trovare un equilibrio per me soddisfacente. Questa sensazione mi accompagnava anche a scuola quando scrivevo i temi o i saggi e rimanevo sempre colpita dai voti molto alti della mia professoressa del triennio.
      Diciamo che su di me fanno più presa le critiche che i complimenti quindi è una cosa che va un po’ oltre la scrittura, proprio una mancanza di autostima.
      Per la chat/mail di sostegno io ci sto. Il mio indirizzo è sul blog e mi farebbe piacere.

  3. Ciao Maria Stefania, condivido ogni singola parola. Comprendo in pieno quel senso di frustrazione quando vedi soprattutto su instagram persone con tanti followers, collaborazioni e foto non proprio bellissime e descrizioni di un rigo. Non che il mio profilo sia bello o il mio blog sia perfetto, anzi, ma ormai sono tanti anni che sono qui, che metto impegno in quello che faccio e che scrivo ma come dici tu non ho un riscontro in like o followers. Così come mi accorgo che tanta gente guarda e copia; nella quotidianità amici e parenti che fanno finta di non vedere e sapere poi mi chiedono consigli di lettura “perché tu leggi tanto, cosa mi consigli”? Alla fine ho imparato una cosa: continuo quest’avventura perché piace a me; perché mi fa stare bene scrivere e leggere; perché anche solo un commento positivo all’anno mi ripagano di tutto l’impegno che metto in quello che faccio. Lo farò bene, lo farò male? Non lo so ma è quello che so fare, e ci sarà sempre qualcuno che apprezza. Per cui 💪🏽 anche perché io ti leggo con piacere 😊

    • Ti ringrazio tantissimo sia per i complimenti che per il commento. Hai descritto molto meglio di me ciò che mi capita di provare. La consapevolezza di avere dei limiti eppure vedere persone che vanno molto più avanti pur avendo i tuoi stessi limiti (se non di più), bisognerebbe imparare a usare dei paraocchi selettivi.

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