Cinque libri che mi sono entrati nel cuore #5coseche

Buon venerdì. Dopo tantissimo tempo torna l’appuntamento con il #5coseche*, questa volta sarà molto facile rispondere perché si parla di libri che mi sono entrati nel cuore.
Magari cerco di non nominarvi i miei preferiti che, se siete passati almeno un paio di volte da queste parti, sapete benissimo quali siano.

  1. All the Birds in the Sky di Charlie Jane Anders, inedito in Italia. Il romanzo vincitore del Locus e del Nebula Award del 2017 è un libro strano, che inizialmente ti spiazza. Inizia con la storia di due bambini amici al di là delle loro differenze che la vita separa e conduce verso i loro rispettivi destini: una strega e uno scienziato (pazzo). Cosa potrà mai accadere quando si rincontreranno in un mondo che si avvia alla rovina? E soprattutto perché il libro si intitola proprio così?
    Dovrete leggerlo per scoprirlo e, oltre l’iniziale senso di smarrimento, rimarrà una bellissima storia, un ibrido tra fantasy e fantascienza (tanto che viene definito science fantasy in inglese) a cui vi ritroverete a pensare ben oltre l’ultima pagina del libro.

  • Alias Grace o meglio L’altra Grace di Margaret Atwood, edito in Italia da Ponte alle Grazie. Come può rimanere nel cuore un romanzo che dovrebbe ricostruire la vita di una donna che ha passato gran parte della sua vita in carcere poiché condannata per duplice omicidio nel Canada del XIX secolo?
    Semplice, grazie alla penna di Margaret Atwood che riscrive questa storia dando voce a Grace Marks, decidendo di spostare l’attenzione dal crimine in sé (se iniziate a leggere il libro per scoprire se Grace sia colpevole o innocente credo che rimarrete molto delusi) alla condizione femminile. Un romanzo storico, una riflessione che va oltre il tempo sfortunatamente ancora oggi molto attuale.


  • Station Eleven  o meglio Stazione Undici di Emily St.John Mandel edito in Italia da Bompiani. Quando un libro ti convince quasi** a lasciare un segno perenne sulla tua pelle della sua lettura è evidente che ti entrato nel cuore. Nonostante sia classificato come romanzo post apocalittico non è questo il punto, questa è una storia di sopravvivenza, di rapporti umani, di forza, delle cose veramente importanti. In un mondo che non esiste più, collassato su se stesso a causa di un virus che non lascia scampo, qualcuno potrebbe chiedersi a cosa possa servire continuare a recitare le opere di Shakespeare, a cantare a suonare. La risposta è semplice: “sopravvivere non è sufficiente”.
    Cosa avrei voluto tatuarmi (ma poi non ho fatto perché ho una soglia del dolore bassissima?) dal libro? Una frase a scelta tra “Survival is insufficient” e “Hell is the absence of people you long for”. Le ho tatuate nella mia mente e dovrà bastare così.


  • The Goblin Emperor di Katherine Addison, inedito in Italia. Una storia con un protagonista dal cuore buono, ma non da libro cuore. I personaggi buoni spesso sembrano essere totalmente definiti da questa caratteristica e perdono appeal agli occhi di un lettore che si appassiona di più a personaggi con caratteri più sfumati, con grandi problemi e una scala di valori leggermente alterata.
    Maia, il figlio per metà gobelin dell’Imperatore che finisce sul trono non certo per sua volontà, è buono ma ha grandi problemi, non è infallibile, non ha la minima idea di come si debba comportare un capo di stato, sbaglia e viene anche sbeffeggiato. Eppure è buono, non è stucchevole e ci si appassiona alla sua storia e si fa il “tifo” per il giovane imperatore senza amici.
    Un vero peccato che nessuno lo abbia tradotto in italiano. Un grosso peccato.


  • Circe di Madeline Miller edito in Italia da Sonzogno. Probabilmente il miglior libro letto nel 2018; uno di quei libri che, se letti al momento giusto, entrano nel cuore e non ne escono più. Se nella vostra vita avete mai vissuto anche una sola esperienza simile a quelle della figlia del titano Elio, capirete cosa prova. Serve un certo bagaglio di esperienze per affrontare la lettura di questo romanzo, esperienze che non dipendono certo dalla vostra età. Ho parlato a più riprese di Circe, non saprei cosa altro dirvi se non di dargli una possibilità (anche se a me la copertina italiana proprio non piace e l’ho vista dal vivo, cioè è proprio in libreria a casa dei miei, l’ho comprata nonostante tutto).

Siamo giunti alla fine di questo appuntamento. Sono abbastanza contenta dei libri che ho scelto perché sarebbe stato inutile parlarvi di quanto io abbia nel cuore Il Maestro e Margherita, Jane Eyre, la serie dello Stormlight Archive o quella Shades of Magic, ve ne parlo sempre, ho pensato di cambiare (Circe a parte, mi sa). La palla ora passa a voi, quali sono i libri che vi sono entrati nel cuore? A quali continuate a pensare anche a distanza di mesi, se non anni. Discutiamone insieme.
A presto e buone letture!



* #5coseche nasce da un’idea delle creatrici del blog Twins books lovers che propone per ogni venerdì un post tematico, deciso tra tutti i partecipanti all’iniziativa, su 5 cose che siano libri, serie TV o affini. Girando per il blog troverete altri post, ultimamente la mia partecipazione è sporadica ma se girate per i blog partecipanti troverete spesso e volentieri ottimi consigli di lettura o di visione.
** oltre a una soglia del dolore imbarazzante, io sono una persona che si scoccia facilmente e quindi se anche mi fossi tatuata sono sicura che avrei avuto il pensiero fisso di toglierlo. Forse, quindi, è meglio così.

PS: Al solito vi lascio il piccolo disclaimer: i link che trovate sui libri sono quelli del mio account di affiliazione ad Amazon. Se volete supportare il blog potete fare un click sui link e comprare attraverso gli stessi. Voi non pagherete un centesimo in più e aiuterete questo spazio ad andare avanti. Grazie! (anche se non li userete mai, ma siete solo passati da queste parti).

SalvaSalvaSalvaSalvaSalvaSalva

8 pensieri su “Cinque libri che mi sono entrati nel cuore #5coseche

  1. Ciao cara ammetto di non conoscere nessuno dei libri sopra citati l’ultimo però mi ispira tantissimo chissà se faranno la versione in italiano

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