Inutili riflessioni: perché ho voluto leggere questo libro?

Buon fine settimana!
Il rientro al lavoro è stato un po’ traumatico ma eccomi qua nuovamente con una di quelle riflessioni a tema libresco assolutamente inutili ma che voglio condividere con voi. Il mio 2019 di letture è iniziato con una delusione pazzesca che mi ha portato a non finire il libro in questione (eh sì, basta con i libri portati a termine a tutti i costi) e a pensare a questo post. Mentre leggevo (e scuotevo la testa) mi sono chiesta più volte quali motivi mi avessero spinto a iniziare la lettura e se non mi fossi lasciata troppo influenzare mettendo da parte il mio istinto. Quindi oggi parliamo di questo, di quanto ci lasciamo influenzare nello scegliere le nostre letture e di quanto ci facciamo “fregare”.

riflessioni

Facciamo nomi e cognomi. Il libro di cui vi voglio parlare è My Plain Jane di Cynthia Hand, Brodi Ashton e Jodi Meadows che si presenta come un retelling con twist sovrannaturale e una buona dose di ironia di Jane Eyre.
Jane Eyre è uno dei miei libri preferiti di sempre (per anni è stato addirittura il mio libro del cuore) quindi, razionalmente, mi sarei dovuta tenere lontana da questi esperimenti che, almeno 9 volte su 10 si rivelano fallimentari (per non dire molto peggio). Invece, un paio di recensioni positive, una copertina fatta apposta per accalappiare lettori mi hanno fatto cascare come una pera cotta e, dopo mesi di indecisione (complice un prezzo veramente stracciato su Amazon, poco più di 5 euro), l’ho comprato. Mai lo avessi fatto. Le autrici ci tengono a farci sapere che non sono molto felici del finale del libro e ci rendono edotte della loro opinione, non proprio lusinghiera, del protagonista maschile (che io sapessi non esistono grandi fan club per Mr. Moglienell’armadio Rochester) e su queste basi costruiscono una storia confusa e, a mio parere, assolutamente poco divertente in cui Jane e la sua autrice, la povera Charlotte Brontë, sono amiche e Jane vede i fantasmi.
Ciò che però mi ha fatto desistere del tutto è stata la fascinazione totale della Charlotte letteraria per Mr.Darcy e Jane Austen in generale. Ora, io al liceo ho studiato un po’ letteratura inglese e lo sapevo, quindi mi stupisco che tre autrici di madrelingua inglese non sappiano che Charlotte Brontë aveva una pessima opinione della produzione letteraria della Austen e, dopo aver letto Orgoglio e Pregiudizio lo aveva trovato senza “cuore” (se siete interessati all’argomento vi lascio qui un link a riguardo, con un commento che sa di smacco alla Austen del film del 2005 tratto da Orgoglio e Pregiudizio).

Il punto comunque è questo, ma tu, anzi ma voi visto che siete in tre, un minimo di ricerca lo avete fatto? Le possibilità sono due e sono una peggio dell’altra perché scrivere un romanzo senza fare ricerche almeno sui personaggi storici che si presentano è terribile, ma modificare un’opinione nota di questi personaggi per piegarla a esigenze di trama è forse anche peggio.
Quindi, che dire, ho preso proprio un enorme cantonata e ho passato un paio d’ore a chiedermi come avessi fatto a farmi fregare e sono giunta alla conclusione che, purtroppo, sono anche io una vittima del marketing e delle influenze esterne.
Dovremmo tutti fermarci a riflettere, dare il giusto peso alle opinioni degli altri lettori e degli editori, ascoltare il nostro sesto senso (e il portafoglio in caso fossimo orientati all’acquisto) e poi decidere.
Questo è il mio proposito principale di lettura del 2019, se prenderò delle cantonate voglio che sia solo colpa mia! Voglio fidarmi di più del mio istinto e meno delle fascette pubblicitarie (quella con le copertine belle è invece una partita persa in partenza purtroppo).
La palla passa a voi, avete mai preso delle cantonate enormi? Non mi riferisco a letture deludenti ma proprio assurde? Fatemelo sapere!

A presto e buone letture!

PS: Al solito vi lascio il piccolo disclaimer: i link che trovate sui libri sono quelli del mio account di affiliazione ad Amazon. Se volete supportare il blog potete fare un click sui link e comprare attraverso gli stessi. Voi non pagherete un centesimo in più e aiuterete questo spazio ad andare avanti. Grazie! (anche se non li userete mai, ma siete solo passati da queste parti).
E sì, non c’è il link a My Plain Jane ma dato che il libro ve lo sconsiglio caldamente non mi sembra affatto giusto lasciarvi il link.

4 pensieri su “Inutili riflessioni: perché ho voluto leggere questo libro?

  1. Un post molto interessante e completo.
    Sì, se il romanzo è uno storico penso anch’io che bisogna fare delle ricerche sui personaggi, poi certo qualche modifica per adattare alla trama è concessa (a parere mio), ma non che travolgi il tutto.

    • Il punto è quello. A mio parere la bravura dell’autore deve stare nell’intrufolarsi nelle pieghe della storia e modificarla. In questo caso, ovviamente a mio modesto parere, hanno tappato in pieno. Charlotte Brontë è troppo famose, e le sue opinioni sulla Austen pure. Capisco che non tutti lo studino a scuola ma basta fare un piccola ricerca sul web per trovarlo.

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