2018 – Un anno di letture: i libri top

Iniziamo l’anno con i libri migliori da me letti nel 2018; ancora una volta questa non sarà una classifica perché non saprei scegliere (specie tra due titoli) bensì un elenco in ordine cronologico. Come al solito non si parla solo di libri pubblicati nel 2018 ma che io ho letto nel corso dello scorso anno e che questi sono solo i miei pareri personali inoltre, per questa volta, non leggerete una top 10 perché lo scorso anno i libri preferiti sono stati solo sette.
Dopo questa serie infinita di premesse direi che possiamo iniziare.

  • The Girl in the Tower di Katherine Arden (gennaio 2018)
    Secondo libro della Winternight Trilogy, al momento odierno inedita in Italia, ambientato in una Russia tardo medioevale ricostruita in maniera precisa dal punto di vista storico in cui però tutto il folklore e la mitologia di origine pagana è reale e si trova a influenzare le vite dei personaggi.
    Non posso dire molto di un secondo libro di una trilogia, se non che mi è piaciuto anche più del primo e che si fa fatica a pensare che questo sia solo il secondo romanzo dell’autrice che è in grado di descrivere in maniera vivida sia la campagna russa che la Mosca medioevale, quando ancora la grande Russia era solo un sogno nascoso al dominio dei tartari. I personaggi sono ben caratterizzati, nessuno è perfetto, e proprio questa mancanza di perfezione li rende ancora più reali.
    Attendo con ansia l’uscita di The Winter of the Witch, volume conclusivo della serie che sarà pubblicato proprio la prossima settimana. Ho elevate speranze per questo finale, spero non vengano deluse.


  • Fame. Storia del mio Corpo di Roxane Gay (aprile 2018)
    Anche a distanza di mesi, mi trovo a riflettere su questo memoir, su questa storia vera e dolorosa. Pur avendo un vissuto completamente diverso da quello dell’autrice (io, fortunatamente, ho continuato la mia vita di dodicenne senza il trauma che le ha sconvolto la vita) ho empatizzato fortemente con i suoi sentimenti, col suo senso di disorientamento, con quella che può sembrare una mancanza di coerenza. I meccanismi di difesa che la mente costruisce sono diversi da persona a persona ma ci sono dei tratti comuni che contraddistinguono chi ha subito in trauma, per quanto piccolo e insignificante possa essere per gli altri.
    Roxane Gay ha subito una delle violenze più vigliacche che una donna possa subire e ancora oggi a distanza di trent’anni combatte contro i demoni che questa esperienza le ha lasciato. Ha trasformato il suo corpo, lo ha reso uno scudo sempre più grande e ingombrante e ora si trova a lottare con le conseguenze di questa trasformazione. La lettura non è qui per darvi una soluzione, non giustificherà i vostri meccanismi di reazione per quanto sappiate a livello cosciente che sono sbagliati. Il libro vi rivolterà come un calzino e starà solo a voi decidere cosa fare di questo peso sul cuore che la lettura di Fame vi porterà in dono. Non è compito di Roxane Gay, né tantomeno il mio, dirvi se e come reagire.
    Solo una cosa, vogliatevi bene e, se non vi sentite pronti, aspettate il momento giusto per affrontare questo memoir.
    Se volete saperne di più ho dedicato un intero post al libro che potete trovare qui.


  • Circe di Madeline Miller (maggio 2018)
    Anche se non è propriamente vero ho messo su Instagram la foto di questo libro per indicare la mia lettura preferita. La verità è che se la gioca con almeno altri due libri di cui vi parlo in questo post ma non posso negare che io trovi Circe un libro bellissimo e che sia felicissima per la sua pubblicazione italiana. Madeline Miller prende una figura mitologica nota ai più per un solo episodio, anche chi non ha mai letto o studiato l’Odissea conosce la maga Circe incantatrice di uomini che poi trasformava in porci, e la rende un personaggio tridimensionale e al quale ci si affeziona.
    Circe è una figlia non amata, una sorella maltrattata, una donna illusa e abbandonata. Non è una vera dea e neppure è umana. Fa errori enormi e ne paga le conseguenze, sprofonda nella sua miseria eppure trova la forza per reagire e asserire la sua presenza. Lei che per secoli e millenni sembra un essere passivo, in balia del giudizio e delle decisioni altrui, trova il suo posto nel mondo e ribalta tutto ciò che conosciamo su di lei.
    Nonostante qualcuno possa pensare che la prima parte del libro sia lenta, io non sono d’accordo. Il lento e soffocante dispiegarsi del tempo, la vita nel palazzo, la passività di Circe sono funzionali al racconto: la vita non è fatta solo di improvvise illuminazioni, spesso è la via più lenta e tortuosa a portarci a cambiare la nostra situazione.
    A tutto ciò va aggiunta una prosa che a tratti si fa anche struggente, che fa immedesimare il lettore con le sofferenze di questa donna, dea e strega. Assolutamente meraviglioso.
    Anche in questo caso, se volete saperne di più vi lascio il link al post che ho dedicato al libro appena completata la lettura.


  • Doctor Who The Day of the Doctor di Steven Moffat (giugno 2018)
    Mai e poi mai avrei pensato di mettere un libro che nasce come accompagnamento a una serie televisiva tra i preferiti di un intero anno eppure è così. Capisco che molti non amino Moffat, io non faccio parte di quella schiera. E questo libro è perfetto, rende ancor più giustizia all’episodio speciale del cinquantesimo anniversario e lo riporta alla sua forma originale.
    Se a voi le avventure del Dottore che viene da Gallifrey non interessano o provocano ribrezzo questo libro per voi può benissimo non esistere, se siete dei fan questo è il libro che fa per voi. Rendendo giustizia a un personaggio meraviglioso come Petronella Osgood, spiegando (senza gli odiati spiegoni) passaggi che potevano risultare complessi durante la visione, il tutto con lo stile ironico e un po’ trollone di quella vecchia volpe che è Moffat.
    Poi è pur sempre un libro sul dottore, forse qualche (diverse) spanna al di sopra della media. Per i fan, però, è una lettura imprescindibile.


  • Spinning Silver di Naomi Novik (luglio 2018)
    Avete presente l’inquietante e a tratti deforme figura di Tremotino che popola le fiabe e che trasforma in oro ciò che tocca? Ecco lasciate solo l’ultimo particolare e poi scordate tutto il resto, perché il libro della Novik è molto ma molto di più. Non il classico retelling ma una storia di emancipazione femminile, una storia di tre giovani donne ai margini della società perché non sono giuste: una è ebrea, una non è abbastanza bella, la terza, più semplicemente, non è sua madre e non può mandare avanti una famiglia che ha perso l’equilibrio. In un modo o nell’altro queste tre donne, in una Russia immersa in un inverno sempre più lungo che minaccia di cancellare per sempre l’estate, lotteranno per modificare la loro condizione di emarginate, mettendo in gioco un posta forse fin troppo alta.
    Al di là della trama, delle atmosfere fiabesche ed estremamente suggestive e dei paesaggi russi che mi attirano come la luce attira le falene, questo è un fantasy che mi ha assolutamente convinta. Una fiaba corale per adulti, dark quanto basta e con molti messaggi assolutamente moderni.
    In un anno in cui la maggior parte dei fantasy che ho letto non mi hanno convinto, Spinning Silver spicca assolutamente come un gioiello brillante (insieme al già citato The Girl in the Tower).


    Il mio amore sconfinato per sistemare le cose in ordine di altezza decrescente un giorno conquisterà il mondo, chiaramente non è questo il giorno, né temo lo sarà domani.

  • L’educazione di Tara Westover (agosto 2018)
    Un libro imperfetto ma al contempo bellissimo. Questo, per me, è stato senza dubbio l’anno dei memoir dolorosi quindi non potevo non mettere questa lettura così dura e shoccante. Tara Westover ha pochi anni in meno di me e non ha un certificato di nascita, non conosce la data del suo compleanno, non è mai andata a scuola fino a che non è riuscita a sfuggire all’influenza di una famiglia oscurantista segnata dall’integralismo religioso e, probabilmente, dalla malattia mentale.
    Questo è un libro scritto più col cuore che con la testa, è quasi un percorso catartico necessario non tanto alla scrittrice quando alla donna per affrancarsi da un passato pesante. Io non sarei sopravvissuta, lei ce l’ha fatta anche se ha pagato il prezzo grandissimo della perdita di parte dei suoi affetti.
    Tutto questo porta a riflettere sui propri rapporti coi parenti, che non possiamo certo scegliere, e che a volte dobbiamo sacrificare per sopravvivere. Ci porteremo dietro la ferita di aver perso parte del nostro passato ma, come si fa con le piante malate, bisogna tagliare via i rami secchi per poter consentire alla pianta di continuare a vivere e crescere.
    Se siete interessati a un parere più completo, trovate il post dedicato a L’educazione qua.


  • The Weird and the Eerie di Mark Fisher (dicembre 2018)
    Non è la prima volta che l’ultimo libro letto durante un anno entra nei miei preferiti e, in un anno in cui ho letto tante cose non entusiasmanti, ha anche avuto gioco facile. Questo saggio parla di due fenomeni che hanno caratterizzato la letteratura e il cinema del secolo scorso (e di questo) ovvero il weird, che sarebbe ciò che noi definiamo strano, e l’eeire ovvero l’inquietante e lo fa con pochi ma chiarissimi esempi. Io non sono un’esperta ma la prosa di Fisher mi ha catturato dal primo momento e mi ha aperto gli occhi su questi due fenomeni molto più diffusi di quanto si possa pensare e che sono estremamente affascinanti senza dover usare per forza un linguaggio troppo complesso per chi, come me, è una profana (e l’ultima volta che ha aperto un libro di filosofia di anni ne aveva 19 e preparava l’esame di maturità) ma si rende conto di quella inquietante sensazione di qualcosa fuori posto in un contesto prettamente normale (ma cosa si può definire veramente normale?) che colpisce tutti almeno una volta nella vita.
    Unico avviso, le opere usate come esempio vengono trattate nella loro completezza quindi gli spoiler sono un po’ ovunque però forse dovremmo riflettere su questa paura delle anticipazioni che sembra averci colpiti tutti come un virus negli ultimi anni (ma questo è più argomento da inutile riflessione che da libri preferiti dell’anno). Comunque un raccolta di mini saggi assolutamente consigliata.

Eccoli qua, sparsi un po’ a caso, i libri che più mi sono piaciuti nel 2018 in una pseudo foto artistica negli intenti ma brutta nel risultato

Anche per quest’anno sono arrivata alla fine e, se siete arrivati anche voi, complimenti.
Per il 2019 mi aspetto di leggere ancora più libri belli e spero possiate farlo anche voi. Come dicevo nei commenti al  post generale sulle letture del 2018 (che potete trovare qua) non imponetevi nulla, io ho messo 50 libri come obiettivo su Goodreads ma nel conto entreranno anche i fumetti perché il mio buon proposito è non impormi nulla, c’è solo la speranza di leggere cose che mi possono piacere.
La parola ora passa a voi: quali sono state le vostre letture preferite del 2018? Avete letto qualche libro di cui vi ho parlato? Avete dei buoni propositi di lettura per questo nuovo anno?

 

A presto e buone letture!

 



Al solito vi lascio il piccolo disclaimer: i link che trovate sui libri sono quelli del mio account di affiliazione ad Amazon. Se volete supportare il blog potete fare un click sui link e comprare attraverso gli stessi. Voi non pagherete un centesimo in più e aiuterete questo spazio ad andare avanti. Grazie! (anche se non li userete mai, ma siete solo passati da queste parti).

Un pensiero su “2018 – Un anno di letture: i libri top

  1. […] Bad Feminist di Roxane Gay, inedito in Italia. Dopo aver letto Fame. Storia del mio corpo l’entusiasmo per leggere altro della Gay era altissimo. Il momento adatto per leggere Bad Feminist non è ancora arrivato perché so che mi arrabbierò tantissimo a leggerlo, a vedere descritte nero su bianco tutta una serie di situazioni che spesso diamo per scontate e che invece sono profondamente sbagliate e accettate solo per consuetudine. Mi aspetto anche di trovarci parte della sofferenza e dei dubbi che dilaniano l’autrice, la sua lotta tra le sue idee e la sensazione di inadeguatezza che prova a confronto con gli altri. Forse tra i cinque questo è quello con la priorità più alta (sempre che io abbia voglia di arrabbiarmi) anche perché Fame è finito tra i miei libri preferiti del 2018 (che potete scoprire tutti qua). […]

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