Inutili riflessioni: qual è il posto dei fumetti?

Qualche ora fa vagavo per le vie del centro in cerca di idee su come incartare i regali di Natale di quest’anno quando ho deciso di entrare in una delle librerie di qua che più frequento. Non è enorme, ma è abbastanza fornita e ha una sezione fumetti con addirittura qualche serie manga. L’argomento di riflessione è proprio questo.

riflessioni

Mentre ero impalata dinanzi allo scaffale dei classici, più che altro intenta ad ammirare l’edizione Bur Deluxe di Jane Eyre (e mi stupivo del prezzo perché pensavo costasse molto di più) quando ho intercettato una conversazione tra i librai e una cliente che voleva prendere dei volumi di una serie manga per un regalo di Natale (credo a qualche nipote). La cliente chiede ai librai se possono procurarle i volumi mancanti di due serie* e un consiglio su quale delle due prendere, perché vorrebbe regalare una delle due serie completa. Uno dei due risponde che sarà difficile per Natale e che lui non capisce niente di queste cose che, a suo parere, non dovrebbero neanche stare in libreria e che vengono comprati dai ragazzini che li usano a mo’ di edicola.

Io ho sbarrato gli occhi e, dopo aver riposto il Jane Eyre di cui sopra sono uscita con passo abbastanza deciso.
Senza girarci troppo attorno, trovo l’atteggiamento del libraio in questione assolutamente sbagliato. Puoi non apprezzare un certo tipo di letture ma non mi pare carino parlarne in maniera aperta con clienti che vogliono affidarsi a te invece che a un’altra libreria o addirittura al mercato online.
Un lettore di manga, o di fumetti di tipo seriale, è un lettore che se si trova bene viene fidelizzato invece, con questo atteggiamento, i clienti si perdono. Non capisco proprio perché considerare il lettore di fumetti come un lettore di serie b, perché in un momento storico in cui i lettori sono pochi (e ogni anno diminuiscono) si debbano allontanare le persone invece che avvicinarle alla lettura.
Anche se non sono esattamente la stesso mezzo espressivo libri e fumetti, a mio modesto parere, hanno la stessa dignità; ho letto fumetti che nulla hanno da invidiare a libri osannati a destra e manca e ne ho letti altri veramente brutti. E la stessa cosa mi è capitata con i libri.
Ancora una volta si perdono occasioni di arricchimento culturale per snobismi che non hanno alcun senso di esistere, si preferisce far parlare l’ignoranza e non cercare di capire come funzionano gli impossibili manga. Sarebbe bastato dire “Signora non so se riusciranno ad arrivare in tempo per Natale, purtroppo non posso darle un consiglio perché non li conosco”, evidentemente tenersi per sé i propri pareri (specie quelli svantaggiosi per la propria attività commerciale, dato che una libreria non è un ente benefico) non va più di moda.
Sia chiaro, non discuto il fatto che non possa piacere un fumetto o un libro, discuto il fatto che si denigri un intero genere davanti a un cliente perché non si è in grado di dare un consiglio a riguardo (ma si continui a venderlo perché evidentemente qualche euro lo porta in cassa).

Voi cosa ne pensate? Vi è mai capitato sentire librai lanciarsi in infelici uscite su opere che avevano in vendita nel loro negozio?
Discutiamone insieme!

A presto e buone letture!


*oltretutto le due serie per il mio gusto personale non sono niente di che, anche se sono di assoluto successo sia in Giappone che nel nostro paese, per la cronaca L’attacco dei giganti e Tokyo Ghoul.
Lasciamo perdere poi il fatto che la signora ha fatto notare ai librai che un volume era rovinato e loro la guardavano come se non fosse niente di grave (certo perché tutti amiamo regalare libri o fumetti con copertine strappate, non rimandiamo indietro i pacchi dai negozi online se sono rovinati).

12 pensieri su “Inutili riflessioni: qual è il posto dei fumetti?

  1. Ho sempre amato i fumetti, anche se non particolarmente i manga (devilman però è una delle serie capolavoro che consigliere i a tutti). Stimolano la fantasia i fumetti e sono tutt’altro che “passivi” come mezzi espressivi di trasmissione ludico culturale. Ricordo un libro di psicologia che studiava le tecniche comunicative messe in gioco dai fumetti: intervistate diverse persone dopo aver letto una pagina di fumetto, tutte in una scena vedevano l’assassino pugnalare la malcapitata vittima quando in realtà da sequenza in questione era inesistente. C’era solo la vignetta con il pugnale alzato e quella con la vittima stesa a terra, in realtà il cervelli umano durante la lettura costruiva lui la scena mancante perché gli spazi bianchi fra le vignette fanno parte della storia a tutti gli effetti. Per dire quanto sia stimolante l’arte visivo-comunicativa, per niente si serie b, direi invece alternativa o meglio complementare al libro. In passato ho realizzato due brevi storie a fumetti, una rappresenta una mia poesia, l’altra si svolge a Venezia e magari un giorno le pubblichero’ sul mio blog.

    • Guarda, io posso capire che non piacciano i manga, (io stessa li leggo ma sono estremamente selettiva nelle mie letture) ma così un libraio si sabota da solo. Non ho dubbi che la cliente si sia rivolta altrove.
      Spero di vedere i tuoi fumetti sul tuo blog presto!

  2. Interessante riflessione :). Grazie al cielo nessuno dei librai che conosco o che ho visto anche solo di sfuggita ha mai fatto simili uscite infelici. Ti direi anche che in quasi tutte le librerie in cui bazzico i fumetti si sono guadagnati i loro sacrosanti scaffali (magari un po’ ristretti, eh). Nella mia “biblioteca” personale hanno il loro posto in bella vista con tanto di Batman – statuetta come guardiano custode XD.

    • Per me non c’è differenza tra libri e fumetti, tra le cose più belle lette in questo 2018 ci sono certamente dei fumetti. Alla fine si fanno post separati per avere un post in più.

  3. Mi stupisce soprattutto l’indifferenza verso una potenziale vendita. Il libraio ha 1. Mostrato ignoranza sull’argomento. 2. Mostrato disprezzo per le scelte della cliente. 3. Mostrato menefreghismo sulla qualità dei prodotti esposti.
    O la libreria non è sua e non ha pensato che se non vende ci rimette il posto, oppure non ha bisogno di soldi.
    Al di là di ciò, al giorno d’oggi non è strano trovare fumetti in libreria, anzi, è indice di completezza. Forse all’estero è più normale, ma in ogni caso è un mezzo narrativo da non disprezzare.

  4. Sarei curiosa di sapere se in quella stessa libreria trovano posto biografie di calciatori, cuochi televisivi, youtuber e affini, o 50 sfumature e simili… Sempre di più le librerie appaiono dei semplici supermercati dei libri che vanno incontro ai gusti dei clienti (e volutamente li definisco “clienti” piuttosto che “lettori”), e non mi sembra che siano troppo selettivo. Non penso proprio che siano dei fumetti ad “abbassare” il livello qualitativo.
    P. S. A me L’attacco dei giganti e Tokyo Ghoul piacciono (anche se sono un po’ indietro nella lettura) 🤣

    • Beh a moltissimi piacciono sia Shingeki no Kyojin che Tokyo Ghoul, sono io quella “strana” 🤣.
      Comunque tutti le tipologie da te citate erano presenti. Insomma non lamentiamoci troppo dei fumetti, visto che dici pure che vengono i ragazzini a comprare da te…

  5. Un bel post, brava e condivido pienamente il tuo pensiero. Io non sono una grande lettrice di fumetti e manga, anzi ne ho letti proprio pochi, però non vuol mica dire che siano delle letture poco interessanti.
    Mah, le persone mi stupiscono sempre di più (peccato che la maggior parte in negativo).

    • Grazie mille per i complimenti.
      Le persone purtroppo non capiscono che, seppure abbiano diritto alla propria opinione, non è necessario che la esternino in contesti poco opportuni.

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