Ti consiglio tre… Memoir che ho letto nel 2018

In questo ultimo scampolo di ottobre tornano i consigli di lettura. Dopotutto è appena tornata l’ora solare, le giornate sono improvvisamente diventate più brevi, le temperature scenderanno (almeno si spera) e leggere accanto al fuoco (o alla più prosaica ma al contempo più efficiente stufa) con una bevanda calda accanto diventerà, per gran parte dei lettori, più attraente.
Oggi vi consiglio tre memoir, che ho letto durante i primi dieci mesi di questo 2018. Cosa è un memoir mi chiedete? Semplice è una autobiografia, un genere letterario che a me piace molto soprattutto quando chi scrive non narra della sua vita in tono apologetico ma mostra senza vergogna i suoi errori e le sue contraddizioni. Quest’anno sono stata fortunata da leggerne diversi che mi sono piaciuti quindi ho pensato di consigliarveli.

Natura morta autunnale con libri autobiografici

Prima di iniziare sempre il solito disclaimer: nonostante io non voglia assolutamente svelare passaggi chiave delle letture che consiglio da queste parti, attenzione agli spoiler. Ognuno ha una sua personale percezione di cosa sia spoiler per voi, solo per me quindi meglio mettere le mani avanti. Con libri come questi, poi, è ancora più labile il confine di cosa sia o non sia spoiler (specie se avete sentito parlare di questi personaggi).
Attenzione, questa non sarà una classifica di gradimento, semplicemente vi nominerò i libri da quello che ho letto a inizio anno a quello più vicino a me cronologicamente parlando.
Ok, ora possiamo iniziare con i consigli.

  1. Le cose che non ho detto di Azar Nafisi. (Adelphi)
    La Nafisi, professoressa di letteratura di origine iraniana, racconta la sua vita e della sua famiglia e allo stesso tempo narra la storia del suo paese principalmente pre rivoluzione islamica con suo padre sindaco di Teheran e sua madre tra le prime donne nel parlamento. Ci sono i silenzi, i tradimenti, le sofferenze, gli atti di ribellione dell’autrice visto ad anni di distanza, con più maturità e meno illusioni. C’è la consapevolezza di non poter tornare indietro unita al rimpianto di non poter più sistemare le incomprensioni createsi nel corso degli anni coi suoi genitori. Soprattutto c’è il racconto sincero di una vita tra cadute e risalite, trionfi e insuccessi, lotte e fughe. Assolutamente consigliato e, devo dire, anche istruttivo su un periodo storico che difficilmente viene studiato a scuola. Vi ho parlato di Le cose che non ho detto in questo post.

  • Fame di Roxane Gay. (Einaudi)
    Se seguite il blog da un po’ di tempo sapete che ho dedicato a questo libro un intero post che non posso certo definire recensione bensì un disordinato e molto a caldo parere molto entusiasta. Fame è la storia del rapporto conflittuale (per usare un eufemismo) tra Roxane Gay e il suo corpo in seguito a un evento estremamente traumatico. Non è un libro motivazionale in cui l’autrice ti dice “guarda come ho sconfitto i miei problemi di obesità, guarda come ho imparato ad amarmi” o no, è un raccolto brutale e onesto dei problemi della Gay col suo corpo, della spirale di problemi che derivano dal suo peso e dalla sua incapacità di accettarsi  e, al contempo di trovare la forza per migliorarsi. Non c’è soluzione e non c’è assoluzione, solo la sua verità. A qualcuno potrà sembrare vittimismo, per me non lo è: quando la mente non funziona, si infila in circoli viziosi di facile soluzione per chi si trova all’esterno, non certo per chi lo vive, specie se decide di non comunicare e non farsi aiutare. Oltretutto l’autrice non si giustifica e, a posteriori rispetto alla pubblicazione di questo memoir, ha fatto qualcosa di concreto per la sua situazione, che non vuol dire per forza dimagrire bensì imparare ad amarsi nonostante tutto. Uno dei miei libri preferiti di questo 2018, di cui sentirete di nuovo parlare da queste parti.


  • L’educazione di Tara Westover. (Feltrinelli)
    Anche se non è ineccepibile da un punto di vista formale, ed è un’opera prima, questo libro è un pugno nello stomaco. Durante la lettura sarà difficile venire a patti col fatto che Tara Westover sia nata nel 1986, non certo cento anni fa. Io sono inorridita, mi sono spaventata, ho provato una forte rabbia per questa storia mia coetanea. La conclusione poi è di una tristezza disarmante ma si fa portatrice di un messaggio importante: bisogna essere forse un po’ egoisti ma per la propria sopravvivenza e per la propria salute (fisica e mentale) a volte si è costretti a sacrificare anche i legami più stretti. Oltre i rapporti famigliari questa è poi la storia dell’educazione di Tara Westover che passa non solo per l’istruzione, gli studi e i libri, ma anche per discariche, gli incidenti, i rapporti malati, la lotta per affermare la propria esistenza a livello legale.
    Consiglio tantissimo questa lettura, specie alle persone più giovani per capire come, in realtà neanche troppo lontane dalla nostra, si viva in modi e con credenze per noi sconcertanti.
    Se volete un parere più completo, trovate qua il post in cui ho parlato di questo memoir.


Voi leggete i memoir oppure preferite altro? Avete qualche lettura da consigliarmi a riguardo? O più in generale qualche biografia o saggio? Fatemelo sapere con un commento!
A presto e buone letture.

PS: Ho sistemato la situazione immagini per i post relativi al 2018, per quelli del 2017 sto riflettendo sul da farsi, è un lavoro lunghissimo e sinceramente la tentazione di lasciare solo il testo è forte perché molte di quelle immagini non ho modo di recuperarle (causa di una combo letale chiamata pc formattato e cellulare deceduto).
PS2: Mercoledì parto per andare al Lucca Comics and Games, sto “lavorando” per avere dei post programmati nel corso della settimana ma vi avviso che non sarò tanto presente sulla piattaforma. Seguitemi su Instagram, sicuramente pubblicherò qualcosa là.

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6 pensieri su “Ti consiglio tre… Memoir che ho letto nel 2018

  1. Sono tornato convintissimo che uno dei libri fosse Parlarne tra amici di Sally Rooney e invece… fusissimo! comunque te lo consiglio!

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