Letture di settembre 2018.

Con colpevole ritardo arriva il post delle mie letture settembrine. Continua il trend per cui leggo poco  e sto cercando di non farmene una colpa, sono convinta che forzarmi a leggere potrebbe solo peggiorare la situazione quindi, buona lettura!

Il primo libro che ho portato a termine il mese scorso è City of Ghosts di Victoria Schwab. Sì l’autrice di A Darker Shade of Magic, Vicious ecc., che questa volta si cimenta in una storia per ragazzi (quelli che vengono definiti middle grade dagli anglofoni) che ha per protagonista una ragazzina in grado di vedere in fantasmi che viene portata dai suoi genitori, che fantasmi non ne vedono, in una città come Edinburgo che pare pullulare di spettri e affini.
Per capire quanto io sia fuori dal target per cui il libro è stato scritto basterebbe fare il conto di quanti anni sono passati da quando ho finito le scuole medie. Eppure, pur con i suoi difetti e con la distanza che sento con la protagonista, questo libro mi è piaciuto. Principalmente ciò che mi convince è lo stile di scrittura della Schwab, che è ciò che mi fa continuare a leggere la sua produzione letteraria. La storia non è estremamente complessa e pare calibrata per il pubblico di riferimento ma conoscendo l’autrice, credo che le cose potranno complicarsi col procedere della serie (e non credo ci verranno risparmiati momenti di sofferenza). Un punto in più alle descrizioni di Edinburgo, città che non ho mai visitato ma che mi ha sempre affascinato e che viene tratteggiata come carica di atmosfera (e luogo in cui le esecuzioni e le morti più o meno violente in generale non venivano certo risparmiate).
Comunque spero in una traduzione in italiano perché sembra una buona serie per un pubblico più giovane anche se continuo a preferire la Schwab quando scrive per un pubblico adulto (attualmente ho in lettura Vengeful di suo e dopo 17 pagine ho già avuto un momento di shock assoluto, tipo Victoria non puoi farmi questo, ti prego, non a lui).


Il secondo libro che ho portato a termine non uscirà prima del 5 novembre prossimo e io ho avuto l’opportunità di leggerlo in anteprima grazie a NetGalley*, non so neanche quanto ne possa parlare liberamente quindi vi accennerò soltanto un parere abbastanza generico su How to Fracture a Fairytale di Jane Yolen. Questa è una raccolta di fiabe attinte da diverse tradizioni (non solamente quelle a noi più vicine come Cenerentola o Biancaneve) modificate, frammentate e poi ricostruite dall’autrice nel corso di circa quaranta anni. Come in ogni raccolta, il livello di esecuzione non è mai sempre lo stesso e qui si passa da alcune estremamente riuscite ad altre un po’ farraginose e leggermente noiose. Non conoscevo tutte le fiabe, ma ho apprezzato particolarmente quella che prende a piene mani dal folklore giapponese dal titolo The Foxwife. Credo che questa raccolta possa essere apprezzata dagli amanti delle fiabe, anche se credo sia un libro in cui va gustato un racconto alla volta perché a leggerli uno dietro l’altro si vede l’evidente differenza esecutiva, stilistica e di maturità di scrittura (è facile capire quali fiabe siano scritte negli anni ’80 e quali negli ultimi anni, non è una critica ma non essendo ordinate cronologicamente la sensazione è un po’ quella delle montagne russe).


Ho letto poi Il cosmonauta di Jaroslav Kaflař, opera prima a tema fantascientifico dell’autore ceco trapiantato negli Stati Uniti. Il libro narra l’incredibile vicenda del primo cosmonauta boemo, Jakub Procházka, spedito nello spazio per indagare l’incredibile nebulosa Chopra che ha modificato la percezione del cielo notturno e che staziona immobile tra la Terra e Venere. In realtà dietro a questa trama si nasconde molto di più, una lettera d’amore alla propria patria lontana, l’inquietudine di un uomo la cui vita è stata costretta su binari completamente diversi da azioni imputabili solo a suo padre (uomo amico del regime comunista morto poco dopo la caduta della cortina di ferro lasciando la sua famiglia a subire le conseguenze della sua vita), un rapporto matrimoniale sottoposto alla prova della distanza più grande che si possa avere.
La storia è divisa in due parti: la prima dal titolo ascesa, che narra la prima parte dell’avventura nello spazio di Jakub con diversi flashback sulla vita del protagonista, e la seconda dal titolo che caduta che affronta le conseguenze del climax della prima parte.
Per essere un libro d’esordio è un ottimo libro ma, a mio parere, c’è un abisso tra la riuscita della prima parte rispetto alla seconda. Probabilmente mi interessava più il viaggio che il “rientro” e ho trovato che si perdesse in riflessioni filosofiche un po’ troppo contorte per rendere più lungo il “viaggio” verso l’unica conclusione possibile.
Facendo quindi una media tra le due parti il voto totale è 3.5 su 5. Bellissima l’ascesa un po’ meno la caduta. Comunque consigliato.


Infine ho letto, finendolo proprio in corner il 30 sera, Breve Storia dell’ubriachezza di Mark Forsyth. Chissà di cosa parlerà questo saggio a cura di un linguista britannico con un senso dell’umorismo spiccato e travolgente? Ovviamente di come ci si ubriacava nel corso della storie e delle diverse civiltà, di quale fosse il rapporto delle diverse popolazioni con l’alcol, della differenza tra culture bagnate e asciutte, di come i regnanti abbiano cercato di controllare le popolazioni attraverso l’alcol e di come l’etanolo sia stata la causa dell’ascesa e della caduta di intere civiltà o imperi.
Ho adorato questo libro in modo principale il tono ironico, l’ammissione di ignoranza di fronte agli accenni scientifici (non che li schivi, semplicemente non si lancia in spiegazioni astruse di argomenti in cui non si sente particolarmente ferrato), la capacità di trasmettere informazioni in maniera spigliata e assolutamente naturale. Il tono è confidenziale anche se il registro linguistico è alto, sembra di trovarsi più in una conversazione tra amici che a sentire una “lezione” sull’antropologia della sbronza nella storia della civiltà.
Una lettura breve e divertente che consiglio assolutamente.


Letture cartacee di settembre, passano i mesi ma rimango sempre la solita pessima fotografa. Però il tavolo della sala da pranzo è uno sfondo che mi piace e le lucine prese a 1 euro da wish a qualcosa servono. A camuffare la mia inettitudine.

Per il mese di settembre è tutto, voi cosa avete letto lo scorso mese? Avete letto qualcuno dei libri di cui vi ho parlato? Vi ho incuriosito? Fatemelo sapere con un commento?

A presto e buone letture!

 

*Netgalley è un sito che offre delle copie non editate di libri di prossima pubblicazione. Mi ero iscritta già un paio di anni fa ma non avevo ben capito il funzionamento e mi ero cancellata dopo un paio di giorni. Ci ho riprovato il mese scorso ed è andata molto meglio, ho ricevuto alcuni ARC (advanced reader copy) e do uno sguardo in cerca di titoli, di prossima pubblicazione nel mercato anglofono, che possono interessarmi. Se qualcuno è interessato potrei dedicare un post a questa mia avventura, comunque per chiarezza ribadisco che ho ricevuto gratuitamente una copia di How to Fracture a Fairytale da Netgalley in cambio di una mia recensione onesta, che potete trovare in questo post e sul mio profilo Goodreads.

PS: I link che trovate sui libri sono quelli di affiliazione ad Amazon. Se volete supportare il blog potete fare un click sui link e comprare attraverso gli stessi. Voi non pagherete un centesimo in più e aiuterete questo spazio ad andare avanti. Grazie! (anche se non li userete mai, ma siete solo passati da queste parti).

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7 pensieri su “Letture di settembre 2018.

    • Mai parole furono più sagge, alcune di queste cose purtroppo mi mancano in questo periodo. Spero però di poter risolvere al più presto e godermi nuovamente a pieno il piacere della lettura.

  1. Da amante delle fiabe mi hai incuriosito con How to fracture a Fairyrtale! 😉 Guardando su internet mi pare di capire che uscirà solo in inglese, giusto? Perché il mio inglese è pessimo (ho in mente di iniziare a leggere qualche libro in inglese abbastanza comprensibile per chi ha un basso livello come me, ma la strada sarà lunghissima!)

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