Me vs Handlettering: episodio zero.

Questa estate, incuriosita dalla nuova funzione, ho chiesto sul mio profilo Instagram se qualcuno volesse farmi delle domande.
Tra le poche arrivate una chiedeva di progetti futuri per il blog: questo post è una delle risposte.
Circa un anno fa ho iniziato ad appassionarmi all’handlettering e, ogni tanto, vorrei condividere con voi le mie disavventure perché no, non è per niente un hobby facile.

mevshandlettering
In effetti parlando di handlettering e calligrafia avrei dovuto scriverlo io a mano, ma diciamoci la verità, non sono ancora in grado.

Prima di tutto una doverosa premessa: se state cercando un corso di calligrafia o di handlettering siete nel posto sbagliato, non sono in grado di insegnare nulla in questo campo, ma basterà un giro neanche troppo approfondito sul web (o meglio ancora su Instagram) per trovare tantissime persone che molto brave che mettono a disposizione diversi corsi e fogli per esercitarsi (sia gratis che a pagamento).
Detto ciò partiamo dalle basi e diciamo qualcosa di fondamentale: calligrafia e handlettering non sono la stessa cosa; la prima, lo dice la parola, stessa indica l’arte della bella scrittura. Una persona può avere naturalmente una bella grafia (chiara, a suo modo elegante eccetera…) ma dovrà comunque impegnarsi per riuscire nell’handlettering che è invece l’arte di disegnare le lettere, ognuno potrà quindi personalizzarle secondo il suo gusto e lo stile che svilupperà.


Mi è stato detto sin dalle scuole elementari che la mia calligrafia era buona ma, posso assicurarvi, che non aiuta tantissimo per imparare a fare lettering, soprattutto perché devo “combattere” contro la mia totale negazione per il disegno a mano libera (e no, non sto scherzando, né mi sto abbattendo, il fatto che io non sappia disegnare è conclamato, a ognuno i suoi talenti) e il mio pochissimo amore per quello tecnico. Comunque sia, a inizio estate 2017 ho acquistato il mio primo libro, le mie prime penne e ho iniziato a esercitarmi e, tra alti e bassi, continuo anche oggi a ritmo quasi quotidiano. In questo anno ho scritto partecipazioni per due matrimoni, preparato un cartello di notevoli dimensioni e  fatto tantissimi tentativi su un quaderno pieno più di fallimenti che di risultati soddisfacenti.
Se andate sul mio profilo Instagram tra le Storie in evidenza trovate un circoletto intitolato Scarabocchi dove troverete circa un mese di tentativi dai risultati estremamente altalenanti. Attualmente sono ferma perché sono in preda a un atroce raffreddore ma conto di riprendere domani o giovedì. Se vi va, fateci un salto e poi venite qua a dirmi quanto ho da migliorare.


Per oggi ci fermiamo qui, questa voleva essere solo un’introduzione a una nuova serie di post su questa mia passione, ci vedremo presto col primo appuntamento ufficiale in cui parlerò dei materiali che uso per riempire il mondo con i miei scarabocchi.

A presto e buone letture (o dovrei dire buon lettering?)

2 pensieri su “Me vs Handlettering: episodio zero.

    • La costanza è uno dei requisiti fondamentali. Bisogna ritagliarsi un po’ di tempo tutti i giorni (o quasi) a qualsiasi livello si trovi. Come si dice la “perfezione” si raggiunge con l’esercizio.

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