I cinque libri più belli letti finora quest’anno #5coseche

Buon venerdì, vi sarete ormai accorti che la mia partecipazione non è più regolare come un tempo ma questo venerdì il tema mi interessava particolarmente quindi è con grande piacere che scrivo questo post tematico del #5coseche*. Siamo a luglio , e la prima metà di questo 2018 è andata via senza che neanche me ne accorgessi. Quindi è arrivato il momento di fare una sorta di bilancio delle letture dei sei mesi appena trascorsi. In questo post potete trovare un bilancio più generale, oggi invece parliamo solo dei cinque libri che mi sono piaciuti di più tra tutti quelli letti.

5coseche

Andando a spulciare sul reading journal e su Goodreads mi sono resa conto che ho dato 5 stelle solo a tre libri in questi sei mesi, ma sono riuscita a trovarne altri due che, pur non arrivando alla valutazione massima, hanno lasciato un’impressione particolarmente positiva. Quella che vedrete non sarà una classifica di gradimento perché non riesco proprio a scegliere (soprattutto tra due titoli) quindi li metto in ordine alfabetico e facciamo prima.

Chiamami col tuo nome di André Aciman. Letto a febbraio, sarebbe stato cinque stelle e non quattro e mezzo se non fosse stato per le ultime quaranta pagine per me del tutto superflue. Una storia d’amore universale, di accettazione a tratti utopistica e che può aiutare ad aprire i propri confini mentali. Se volete leggere le mie opinioni a caldo, potete trovarle qua.


Circe di Madeline Miller. Se frequentate assiduamente il blog sapevate già che questo titolo sarebbe comparso. L’ho letto a maggio e l’ho adorato al punto da dedicargli una sconclusionata recensione singola. Una riflessione matura e profonda sulla condizione femminile, una rivisitazione di una figura mitologica nota ai più per l’episodio dell’Odissea che viene dotata dall’autrice di tridimensionalità e di una personalità estremamente sfaccettata. Bellissimo e a tratti struggente ha un finale perfetto per il tipo di storia raccontata. Al solito, qui trovate le parole a caso subito dopo la lettura.


Fame. Storia del mio Corpo di Roxane Gay. È questo memoir crudo e brutale a contendersi la palma del miglior libro letto con Circe. Due storie all’apparenza senza alcun punto in comune che hanno saputo fra breccia nella mia mente e nel mio cuore. Pur non avendo (fortunatamente) vissuto le esperienze della Gay, ho provato empatia per la sua sofferenza e, molto in piccolo, ho ripensato ad alcuni meccanismi di difesa messi in atto durante la mia adolescenza e ho capito quanto somigliassero ai suoi. Non possiamo trovare risposte o assoluzioni in questo libro (e penso che non dovremmo andare a cercarle in toto all’interno dei libri) ma di sicuro tantissimi spunti di riflessione. Anche in questo caso ho dedicato a Fame un’intera recensione che potete trovare qui.


Le cose che non ho detto di Azar Nafisi. Questo è il secondo memoir di cui vi parlo e ha un tono completamente diverso da Fame. In questo caso ho avuto modo di leggere, attraverso gli occhi e i ricordi dell’autrice della vita in Iran prima della Rivoluzione Islamica, di come le donne di quel paese nel corso di un secolo abbiano conquistato la libertà, l’abbiano assaporata e poi persa, il tutto infarcito dalla sua storia personale, dal suo rapporto burrascoso con la madre e dalla delusione enorme che le ha dato la caduta del mito genitoriale del padre. Mi è piaciuto così tanto che ho preso, sempre della stessa autrice, Leggere Lolita a Teheran ma ancora non ho avuto modo di leggerlo. Ve ne ho parlato meglio in questo wrap up.


Infine ultimo ma solo in ordine alfabetico, The Girl in The Tower di Katherine Arden. Poteva mancare un libro fantasy tra i miei preferiti? Dai non scherziamo. Questa serie, nota col nome Winternight Trilogy, è ambientata nella Russia a cavallo tra l’epoca medioevale e l’indipendenza della nazione ai danni dell’impero mongolo e mescola sapientemente elementi di folklore con la magia e con la lotta tra la religione tradizionale e quella cristiana che andava imponendosi nel paese, purtroppo non è edita nel nostro paese (anche se spero verrà pubblicata presto) quindi ho letto questo secondo volume (così come il primo The Bear and the Nightingale) in inglese. Non posso dirvi molto a riguardo (perché sarebbe tutto uno spoiler), ma se volete saperne di più, nel post sulle mie letture dello scorso mese di gennaio mi sono sbottonata più di quanto non abbia fatto in questo post riassuntivo.


Il mio elenco termina qua. Se avete letto qualcuno di questi libri, avete qualche titolo da consigliarmi che pensate possa piacermi o volete dirmi quali sono le vostre letture preferite dei primi sei mesi del 2018 i commenti sono proprio qui sotto.

A presto e buone letture!

* #5coseche nasce da un’idea delle creatrici del blog Twins books lovers che propone per ogni venerdì un post tematico, deciso tra tutti i partecipanti all’iniziativa, su 5 cose che siano libri, serie TV o affini.

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16 pensieri su “I cinque libri più belli letti finora quest’anno #5coseche

  1. Fame voglio leggerlo, ma in biblioteca lo trovo sempre già prenotato. Mi sa che finisco col comprarmelo 🙂 Mi ispira molto anche Le cose che non ho detto. Ero giusto in cerca di un libro che avesse come tema le donne in medio oriente. Grazie per le dritte 🙂

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