I bilanci di metà anno: sei mesi di letture libresche edizione 2018

Incredibilmente abbiamo appena passato la prima metà del 2018 e quindi, come lo scorso anno, è tempo di fare una sorta di bilancio di metà anno delle letture. Facendo il confronto con lo scorso anno ho letto leggermente di meno, 31 libri quest’anno contro i 34 dell’anno scorso ma ho letto più fumetti (che non sono argomento di questo post) ma, a parziale e assolutamente non richiesta giustificazione ci sono stati interi periodi (come per esempio i primi 15 giorni di giugno) in cui non ho letto assolutamente nulla perché molto impegnata o troppo stanca, sono comunque in perfetta media per superare agevolmente quota 60 libri a fine anno (quota più o meno raggiunta negli scorsi anni).
Riguardo la sfida di lettura di Goodreads mi mancano 10 letture per raggiungere il mio obiettivo di 50, ma lì conto anche alcuni dei fumetti che leggo.

Come lo scorso anno ho deciso quindi ho deciso di parlare del meglio e del “peggio”, dividendo per categorie. L’ispirazione è chiaramente quella del Mid Year Freak Out Book Tag ma non avrei una risposta per tutte le domande e non ho più l’età per le book crush, quindi ci teniamo la versione riveduta e corretta. Buona lettura!

bilanci

  1. Miglior libro letto.
    L’impossibilità di scegliere si è impossessata di me a dimostrazione del fatto che sono una persona risoluta e decisa. I migliori due libri letti in questa prima metà del 2018 sono Fame – Storia del mio corpo di Roxane Gay e Circe di Madeline Miller. Se siete dei lettori regolari del blog penso avreste potuto capirlo facilmente perché sono gli unici due libri a cui ho dedicato un post singolo (non me la sento di chiamarle recensioni perché non mi sento in grado) che potete trovare rispettivamente qui Fame e qui Circe. Due storie all’apparenza completamente diverse, un memoir e un retelling che hanno invece un sottile filo che li unisce, la presenza di figure (una realmente esistente e una mitologica) femminili forti e complesse, contraddittorie e proprio per questo motivo ancora più vivide e chemi hanno fatto riflettere a lungo. Due libri che vi consiglio assolutamente e senza riserve.

  • Peggior libro letto.
    Qui sono più decisa e dico The Cruel Prince di Holly Black. So che di questo libro si è parlato molto e in termini spesso e volentieri lusinghieri io, che mai prima d’ora avevo letto qualcosa dell’autrice, l’ho trovato a tratti agghiacciante.
    Non sono riuscita a immergermi nel mondo creato dall’autrice neanche per un secondo, neanche per un attimo sono riuscita a entrare nel reame della sospensione dell’incredulità. L’ho trovato pieno di difetti stilistici, con una gestione del ritmo fuori controllo e un uso dei colpi di scena al limite (o forse oltre) l’abuso. Soprattutto però l’ho trovato diseducativo, la descrizione del bullismo superficiale e delle giustificazioni che trovo inaccettabili anche per i bambini dell’asilo. Per fortuna che l’ho preso in ebook e quindi non ho speso tantissimo né mi ritrovo il libro per casa. Sia chiaro che questo è solo il mio parere personale e può darsi che sia io a sbagliare ma mi pare chiaro che io e i libri di Holly Black non riusciremo a trovare un punto di incontro, quindi mi fermo qua.
    PS: Se invece siete fan dell’autrice ma leggete solo in italiano il libro è di prossima pubblicazione per Mondadori col titolo Il Principe Crudele.


  • Il libro più bello acquistato*
    Per non nominare nuovamente Circe (che è un libro con un livello di instagrammabilità assolutamente fuori scala) e volendo premiare il lavoro di una casa editrice italiana dico Borne di Jeff Vandermeer. L’illustrazione di copertina è a mio parere superiore a quella dell’originale e l’edizione è assolutamente curata con la sopraccoperta fatta in materiale plastico trasparente.
    Se volete sapere cosa ne ho pensato del contenuto trovate qui il wrap up dove ne parlo; in breve il libro mi è piaciuto molto e si dimostra essere qualcosa in più di quello che la lettura della trama può far sembrare.


  • La sorpresa.
    La sorpresa è senza alcun dubbio The City of Brass di S.A. Chakraborty. A parte il fatto che anche questo libro è un discreto bookporn, sono rimasta assolutamente colpita dal livello di questo libro, dalla trama e ambientazione originale. Ma ciò che veramente mi ha lasciato veramente a bocca aperta è il fatto che questo libro sia l’opera d’esordio dell’autrice. Mi chiedo quanto le sue successive opere saranno belle se all’opera prima è riuscita a scrivere un libro che è entrato nelle classifiche dei migliori fantasy degli ultimi anni.
    Al solito se volete un parere più completo sul libro trovate il wrap up del mese di maggio proprio qua, in cui vi parlo anche del perché ho impiegato due mesi esatti a leggerlo.


  • Le Delusioni.
    Anche quest’anno la palma della delusione più cocente se la giocano candidati diversi per motivi diversi. Aspettative troppo alte, errori grossolani, atteggiamenti palesemente diffidenti della scienza e della medicina ufficiale sono tra le motivazioni che mi portano a pensare che il libro sia una delusione. Se l’aspettativa è bassa e il libro non mi piace non posso certo considerarlo tale e quindi in questo elenco di A Court of Frost and Starlight non parlerò, perché se non ti aspetti nulla e ti ritrovi a scavare non puoi dirti delusa, al massimo shoccata per la mancanza di coerenza rispetto ai libri precedenti e per i “fantasiosi” metodi di accoppiamento in esso descritti. Ho capito che è un libro fantasy, ma c’è un limite (almeno credo).
    Una vera delusione è stato Questo è il mio sangue di Élise Thiébaut.Una parte antropologica estremamente interessante, curata e scritta in maniera estremamente piacevole che va a morire quando si parla di scienza e medicina, lì traspare evidente il pregiudizio dell’autrice che preferisce cadere nel luogo comune di Big Pharma, degli scienziati brutti e cattivi, invece che portare dati più oggettivi. Ogni volta che ripenso a questo saggio il mio giudizio peggiora, tanto che sono seriamente tentata di modificarne la mia valutazione su Goodreads. Qui invece trovate i miei pensieri a caldo.
    Altra delusione è Il Cucchiaino Scomparso di Sam Kean. Se c’è qualcosa che non sopporto nei saggi è il pressappochismo o l’errore grossolano. Già il libro è un po’ pesante per i miei gusti (e un filo troppo propenso a cadere nel becero pettegolezzo per il tono che si dà) quando poi (non so se l’autore o il traduttore) si confonde il mentolo col metanolo per me è finita.


Direi che ho finito, questo è il mio bilancio momentaneo spero di leggere altri libri bellissimi nei restanti mesi del 2018. Voi cosa avete letto di bello (o anche di brutto) in questi mesi? Fatemelo sapere in un commento!

A presto e buone letture!

 

*ovviamente se in questo blog non c’è un attimo di profondità intellettuale pari a quello di una pozzanghera, non sono contenta. Questa cosa ovviamente non cambia di anno in anno.

SalvaSalva

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10 pensieri su “I bilanci di metà anno: sei mesi di letture libresche edizione 2018

  1. Di brutto sicuramente La Vegetariana. Di bello un infinità: orgoglio e pregiudizio, il mio paese inventato, Cecità, Follia, La passione di Artemisia. Ma ho ancora sei mesi per incappare in libri brutti e scoprirne altri belli

    • Ho letto La Vegetariana lo scorso anno, non l’ho trovato brutto ma fortemente disturbante. Cecità idem, non lo rileggerò mai più, ma l’ho trovato bellissimo.

  2. Ciao! Ti posso confermare che l’errore mentolo-metanolo in “Il cucchiaino scomparso” è merito del traduttore. Leggo molti saggi e purtroppo i refusi tecnici sono quasi immancabili in ogni testo. Peccato non ti sia piaciuto il lbro di Kean, io ho letto anche il successivo, sulla storia del DNA che è corredato da un easter egg: se lo risolvi l’autore ti risponde personalmente!

    • Grazie della conferma, leggo i saggi solitamente in lingua originale (mi è rimasta l’abitudine da quando leggevo letteratura scientifica per studio prima e lavoro poi) quindi sono rimasta perplessa. Magari proverò a dare una chance al libro sulla storia del DNA, fosse solo per l’easter egg

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