Fame. Storia del suo corpo, ma non solo…

Raramente da queste parti compare un post dedicato a un libro. Ci sono post riassuntivi delle letture ma le cosiddette “recensioni” qui scarseggiano, più che altro per mia manifesta incapacità nella scrittura.
In questo caso, invece, mi trovo davanti allo schermo a scrivere perché sento il bisogno di parlarne.
Oggi parliamo di Fame. Storia del mio corpo di Roxane Gay, edito in Italia da Einaudi.

fame

Avevo parlato di questo libro come uno di quelli più attesi del 2018 in un vecchio 5coseche e devo dire che non sono rimasta delusa ma sono uscita ammaccata dalla lettura. Questa non è la storia di una persona che aveva un problema e che lo ha risolto e ci racconta come si possano magicamente perdere 200kg e tornare a essere una persona felice. Non sarebbe un memoir, sarebbe  oltre la fantascienza. Fame è il racconto senza filtri e senza ipocrisie della vita di una donna, una vita spezzata da uno stupro di gruppo subito a soli 12 anni, della vergogna e della paura che ne sono seguite, dell’incapacità di confidarsi con la sua famiglia e del conforto malato che le ha dato il cibo.

I meccanismi che si innestano nella mente dei giovani quando vengono feriti sono a volte incomprensibili e razionalmente assurdi per chi non ha vissuto di queste esperienze eppure un animo ferito reagisce in modi che poco hanno di razionale. L’abilità della Gay di trasmettere il vuoto che ha vissuto, l’annullamento della sua stessa esistenza è enorme, a volte pare di soffrire con lei. Si viene travolti dal suo racconto spietato, analitico, in cui l’autrice non esita a porre in risalto le sue stesse contraddizioni. Non ci sono risposte in questo libro, non ci sono soluzioni né assoluzioni, solo i suoi pensieri, il duro cammino per ritrovare i suoi punti di forza senza nascondere le sue debolezze.
Come fa a conciliare una persona che pesa più di 200kg il suo spirito femminista, il suo portare un messaggio positivo sulla fisicità umana con la sofferenza che prova ogni volta che un estraneo su un aereo schifa il solo fatto di averla accanto? Come può fare di tutto per dire agli altri, e in modo particolare alla sua famiglia, che la devono accettare così come è, se non riesce per prima ad accettarsi?
Roxane Gay ci mostra tutta l’ipocrisia delle trasmissioni che vanno tanto di moda (come Vite al limite) eppure ci rivela anche che, nonostante si senta presa in giro in maniera costante e in alcuni casi offesa, non riesce a smettere di guardarli.
Roxane Gay però ha anche il coraggio di descrivere come ha sistematicamente deciso di ingrassare, di rendersi ripugnante allo sguardo degli uomini, della sua scelta cosciente di diventare invisibile iniziando a occupare sempre più spazio e delle conseguenze che sono derivate da questa sua scelta con la quale ancora convive. Riesce a descrivere in maniera semplice e incisiva e a farti empatizzare con i suoi processi mentali attuali per i quali prova a dimagrire e poi quando inizia a ottenere risultati si boicotta da sola perché sta perdendo le barriere fisiche che si è costruita nel tempo.
A fine lettura non c’è una via d’uscita, questo non è un manuale motivazionale, non è il Graal, non dà risposte.
Ha però un pregio enorme: vi dà un fortissimo pugno nello stomaco, vi fa guardare allo specchio e riflettere su quali strutture vi siate cuciti addosso, siano esse visibili o solo mentali. Di cosa abbiamo fame tutti? Roxane Gay non ha fame solo di cibo, se darete una possibilità a questo memoir scoprirete di cosa altro ha una fame continua e di cosa avete fame voi.


Direi che può bastare così, scusatemi per questo post totalmente sconclusionato, se su questo blog le recensioni scarseggiano il motivo è davanti ai vostri occhi. Spero di avervi solo trasmesso almeno parte delle sensazioni che mi ha dato questa lettura.
Voi leggete nonfiction? Avete dei temi preferiti? Avete letto questo libro? Fatemelo sapere con un commento. A presto e buone letture!

14 pensieri su “Fame. Storia del suo corpo, ma non solo…

  1. Di non-fiction leggo poco; di sicuro meno di quanto vorrei – e dovrei, a meno di non isolarmi nella mia bolla crepuscolare e intimistica.

    Le (auto)biografie mi piacciono, alcune sono più appassionanti dei romanzi (del resto, le opere di narrativa migliori non sono quelle in cui ci si può immergere, al punto di crederle vere?)… e spesso molto dure; ma a volte si avverte il bisogno di farsi del male, di affrontare temi difficili che già sappiamo ci scaglieranno di prepotenza fuori dalla nostra comfort zone.

    Soprattutto, come hai notato, non offrono soluzioni, né consolazione, perché la vita non ne dà: semplicemente è, e sta a noi decidere cosa farne e quali insegnamenti trarne.

    Due libri che mi hanno lasciato un distinto senso di colpa (per non aver subito le stesse angherie? O piuttosto, il dubbio che non sarei stato altrettanto tosto, nel bene e nel male, in situazioni simili?) sono “Padre padrone” di Gavino Ledda (un romanzo, ma autobiografico) e “Grida dal silenzio” di Gitta Sereny – cronaca di un terribile caso giudiziario e biografia di una giovanissima assassina.

  2. Non l’ho mai letto, ma mi hai fatto venire voglia di leggerlo. Si dice spesso che la lettura sia un piacere che permette di staccare dal quotidiano, ma il troppo staccare rischia di far perdere di vista la realtà. Ogni tanto è bene tornare con i piedi per terra e leggere storie vere, vissute in prima persona.
    Questo libro sembra l’ideale, visto che quello dell’obesità e dei disordini alimentari sono problemi sempre più diffusi nella società. Lo leggerò, grazie.
    P.S. Non essere troppo dura con te stessa; la recensione è scritta molto bene e permette di capire cosa hai provato leggendo il libro. Che è poi quello a cui servono le recensioni. 😉

    • Io sono del parere che la lettura non debba essere solo una forma di evasione e si possa alternare con le giuste dosi di realtà. A volte offerte sotto forma di carezza, altre come cazzotti fortissimi. Questo libro è un cazzotto e mi ha fatto rendere conto che alcuni meccanismi che l’autrice dice si siano innescati dopo lo stupro li conosco. Lo dice anche lei che non sono suoi personali, ma si riscontrano in diverse persone e dinanzi a traumi di natura diversa.
      Ti ringrazio per l’incoraggiamento, purtroppo ho perso la mia autostima su quella strada scoscesa che è l’adolescenza e fatico a ritrovarla.

      • Concordo con quello che dici. Per quanto riguarda l’insicurezza, capisco cosa intendi; ci sono passata anch’io (e ci passo ancora), ma col tempo ho capito che l’unico modo per superarla, almeno in parte, è buttarsi e mettersi in gioco. Alla faccia di chi ci ha voluto male.
        Detto così in breve appare superficiale, ma il succo è quello.

  3. Ciao!
    Ho adocchiato questo titolo già da un po’, data la tematica che mi sta molto a cuore, ma alla fine, la mia scarsa propensione per la non-fiction e il fatto di avere taaanto da leggere, mi hanno fatto desistere dall’acquisto. In positivo, però, è stata un’occasione per informarmi su Roxane Gay…
    Se ti interessa, proprio oggi ho trovato questo su articolo su Medium….
    Visualizza questa raccolta su Medium.com
    Grazie per la recensione e a presto!

    • Grazie per la segnalazione, ho letto l’articolo tutto d’un fiato. Alla fine ha deciso di operarsi, eppure ha il coraggio di ammettere che non sarà la strada verso la sua felicità. Questo è l’aspetto che mi ha colpito di più: l’estrema lucidità delle sue analisi e la capacità di riconoscere il fatto che, nonostante tutto, non riesca ad applicarla alle sue azioni. È così brutalmente onesta che si percepisce ciò he provava nel momento in cui ha scritto.

      • Pur riconoscendo l’importanza della chirurgia bariatrica in diverse situazioni in cui il peso eccessivo diventa un serio problema, credo sia necessario sfatare il mito che con il bisturi si possa diventare “una persona migliore” e, soprattutto, più felice; fortunatamente (per noi, ma un po’ meno per se stessa) Roxane Gay è troppo intelligente per cadere in un simile trabocchetto.

  4. […] La lettura: Con i libri è andata decisamente meglio. Ho trovato una lettura che finisce dritta dritta tra i preferiti di questo 2018  ovvero Fame. Storia del mio corpo di Roxane Gay (ed è la prima volta che ho dato la 5 stelline su Goodreads senza pensarci un attimo, l’altro libro che le ha ricevute è più un 4.75). Questo libro che si dimostra duro, crudo e meravigliosamente irrisolto mi è piaciuto così tanto che potete leggere una confusionaria recensione (e sapete quanto raramente ne compaiano da queste parti) proprio qua. […]

  5. […] Fame. Storia del mio Corpo di Roxane Gay. È questo memoir crudo e brutale a contendersi la palma del miglior libro letto con Circe. Due storie all’apparenza senza alcun punto in comune che hanno saputo fra breccia nella mia mente e nel mio cuore. Pur non avendo (fortunatamente) vissuto le esperienze della Gay, ho provato empatia per la sua sofferenza e, molto in piccolo, ho ripensato ad alcuni meccanismi di difesa messi in atto durante la mia adolescenza e ho capito quanto somigliassero ai suoi. Non possiamo trovare risposte o assoluzioni in questo libro (e penso che non dovremmo andare a cercarle in toto all’interno dei libri) ma di sicuro tantissimi spunti di riflessione. Anche in questo caso ho dedicato a Fame un’intera recensione che potete trovare qui. […]

  6. […] Fame. Storia del mio Corpo di Roxane Gay (aprile 2018) Anche a distanza di mesi, mi trovo a riflettere su questo memoir, su questa storia vera e dolorosa. Pur avendo un vissuto completamente diverso da quello dell’autrice (io, fortunatamente, ho continuato la mia vita di dodicenne senza il trauma che le ha sconvolto la vita) ho empatizzato fortemente con i suoi sentimenti, col suo senso di disorientamento, con quella che può sembrare una mancanza di coerenza. I meccanismi di difesa che la mente costruisce sono diversi da persona a persona ma ci sono dei tratti comuni che contraddistinguono chi ha subito in trauma, per quanto piccolo e insignificante possa essere per gli altri. Roxane Gay ha subito una delle violenze più vigliacche che una donna possa subire e ancora oggi a distanza di trent’anni combatte contro i demoni che questa esperienza le ha lasciato. Ha trasformato il suo corpo, lo ha reso uno scudo sempre più grande e ingombrante e ora si trova a lottare con le conseguenze di questa trasformazione. La lettura non è qui per darvi una soluzione, non giustificherà i vostri meccanismi di reazione per quanto sappiate a livello cosciente che sono sbagliati. Il libro vi rivolterà come un calzino e starà solo a voi decidere cosa fare di questo peso sul cuore che la lettura di Fame vi porterà in dono. Non è compito di Roxane Gay, né tantomeno il mio, dirvi se e come reagire. Solo una cosa, vogliatevi bene e, se non vi sentite pronti, aspettate il momento giusto per affrontare questo memoir. Se volete saperne di più ho dedicato un intero post al libro che potete trovare qui. […]

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