I preferiti di Maria Ste: febbraio 2018

Come un evento astronomico estremamente raro, questo mese i preferiti arrivano il primo giorno di marzo. Febbraio è stato un mese che è corso via veloce, ma che non ha portato nulla di nuovo rispetto al mood dei mesi precedenti (se non altro non è stato un mese duro come gennaio e già per questo non dovrei lamentarmi).

preferiti

Buona lettura!

La serie: Anche questo mese ho incredibilmente visto una serie completa. Questo la mette di diritto tra i preferiti a prescindere dal suo valore. Sto parlando di Altered Carbon, che ho visto su Netflix ed è tratta dall’omonimo libro di Richard K. Morgan. Mettiamo le mani avanti, non avendo letto la fonte originale non so quanto la storia possa essere fedele so che almeno un personaggio nella serie nel libro non è presente. So inoltre che nel libro non c’è il bellissimo zainetto rosa con unicorno del protagonista Takeshi Kovacs. Per i miei standard aver portato a termine la serie in un lasso di tempo breve è sintomo del fatto che mi sia piaciuta anche se ammetto di averci trovato dei problemi. Senza addentrarmi in problematiche relative all’esposizione abbondante e più o meno varia di corpi nudi, il problema più grande è stato quello del ritmo distribuito in maniera strana nel corso della serie, alcune puntate scorrevano rapide e con finali che ti portavano a vedere subito dopo la puntata successiva, altre erano lentissime e mi sono trovata più di una volta a controllare quanto mancasse alla fine della puntata. Inoltre nella puntata finale c’è un qualcosa di totalmente “anticlimatico” a livello di ritmo che mi ha lasciata un po’ perplessa (per non parlare del finale che io mi ero immaginata diverso con morte e distruzione e invece.. no aspettate c’è stata morte e distruzione e violenza lungo le puntate, diciamo che mi aspettavo una morte in particolare e invece…). Alla fine dei conti, facendo un leggero bilancio dei pro e dei contro, mi sento di inserire la serie tra i preferiti perché Altered Carbon ha avuto la capacità che un sacco di altre serie non hanno, quella di tenermi incollata dalla prima all’ultima puntata e non farmi passare la voglia di sapere come finisce la storia dopo una puntata o due.

La lettura: Questo mese sono molto combattuta sulla lettura top del mese. Vi avviso che il wrap up arriverà con un attimo di ritardo perché passerò l’intero fine settimana fuori casa e non avrò possibilità di scrivere nulla. Fatta questa dovuta premessa, nonostante mi sia presa un’intera giornata per rifletterci su non so decidere tra Le cose che non ho detto di Azar Nafisi e Borne di Jeff Vandermeer. Due libri diversi, un memoir e un libro di fantascienza, con due messaggi diversi che però mi hanno portato a riflettere tanto. Alla fine de Le cose che non ho detto ho riflettuto su quanto i meccanismi e le dinamiche familiari si ripetano uguali  anche in culture completamente diverse dalla nostra e nelle  più disparate condizioni sociali, mentre una volta chiuso Borne per diversi minuti sono stata in una sorta di shock emozionale per la profondità di ciò che è riuscito a trasmettermi e per quanto mi abbia scossa. Sì mi sono ripresa nel frattempo ma, nel profondo ci sto ancora rimuginando su tanto che chissà forse arriverà dopo mesi e mesi una recensione singola.

L’evento: avrei voluto dire la neve, ma dove vivo io non ne è caduto neanche un fiocco, eppure solitamente almeno una volta l’anno mi sveglio con tutto attorno bianco. Sarà per l’anno prossimo, godetevi voi la neve (il bello e il brutto) anche per me. Per il resto il mese è stato caratterizzato da tanti giri per cercare di smuovere la situazione, con scarsi risultati, e dal ritorno dell’ansia da esame universitario e da risultato dell’esame. Ho sostenuto Antropologia Culturale ed è andato molto bene e ora sono in attesa di sapere come sia andato Psicologia dello Sviluppo. A Marzo ho il primo dei due esami di pedagogia, speriamo di finire questo percorso il più presto possibile e che possa veramente aprirmi le porte a un lavoro stabile.

L’oggetto: ci sono mesi in cui è difficile identificare un oggetto che possa caratterizzare un intero mese, per la sua natura febbraio non è legato nei miei ricordi a un qualcosa di fisico che ho portato sempre con me, però è stato il mese in cui ho ripreso in mano gli strumenti per l’handlettering ed è stato piacevole. Frustrante perché non sono mai contenta del risultato e ci vedo solo i difetti, ma pur sempre piacevole. Purtroppo non ho ancora imparato a gestire bene i brushpen Tombow, ma non mi arrendo, prima o poi ce la farò. Credo. Spero.
Fatto secondario, ma non così tanto ho ripreso a fare parole crociate con continuità, può sembrare stupido ma quel gioco così banale per alcuni e complesso per altri mi aiuta tantissimo a tenere la mente allenata e quando smetto di giocarci per un periodo quando riprendo mi accorgo di quanto io sia arrugginita.

Il cibo/bevanda: Febbraio mese del carnevale, febbraio mese dei fatti fritti e delle tippulas, le frittelle lunghe tipiche di queste parti. Niente di particolare rispetto al resto del mondo, e le ho mangiate solo due volte ma non riuscivo a pensare proprio ad altro! Avevo una gran voglia di sushi ma non sono riuscita a mangiarlo. Spero di farcela a marzo, ma non sono troppo positiva a riguardo.

 

Anche questo mese sono riuscita a portare a casa il post dei preferiti. Riuscire a mantenere un appuntamento fisso sul blog mi dà tantissima soddisfazione e anche un bel senso di controllo su come vanno le cose da queste parti. Anzi colgo l’occasione di ringraziarvi per la vostra risposta e presenza, le vostre visite fanno crescere questo piccolo spazio e io non posso fare altro che esservene grata.
Voi cosa avete amato a febbraio tra letture, serie tv e affini? Fatemelo sapere in un commento! Ci vediamo il mese prossimo coi preferiti di marzo!

12 pensieri su “I preferiti di Maria Ste: febbraio 2018

  1. Anch’io ho comprato Borne! Da quanto hai scritto, pare che meriti l’acquisto. Lo leggerò al più presto e lo recensirò, come con la Trilogia dell’Area X. Tra l’altro, in questi giorni mi arriveranno anche Veniss Underground e La città dei santi e dei folli, sempre di VanderMeer.

    • Che dire. A me è piaciuto molto. Conta che avevo amato Annientamento ma non il resto della trilogia. È comunque un mondo diverso, forse più accessibile quello di Borne rispetto a quello della Southern Reach

  2. Ti capisco per quanto riguarda gli esami universitari, sto facendo il tuo stesso percorso, se ho capito bene! Solo che non hanno ancora fissato le date degli appelli. Tu in che città studi?

    • Studio a Sassari e ho già sostenuto Antropologia Culturale e Psicologia dello Sviluppo. Del primo ho anche il risultato, attendo il secondo. Tra poco ho teorie e metodi della didattica.

  3. Concordo con quanto dici sul ritmo di Altered Carbon (io però non ho ancora finito di vedere la serie tv): è una bella pecca! Ho i libri da cui è tratta la serie in coda di lettura, forse il mese prossimo riesco a iniziare il primo!

    • Io ho una coda di lettura lunghissma, mi sono resa conto con estrema vergogna di avere libri da quasi due anni che non ho ancora letto e sto pensando infatti di fare un po’ di “pulizia”. A questo punto i libri di Altered Carbon dovranno attendere che io, tra letture e sistemazione della libreria, abbia smaltito in gran parte la pila.

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