The New York Times “by the book” Book Tag

Buona settima! Dopo un periodo di relativa assenza torno con un book tag, che senza volerlo sono diventati una sorta di rubrica mensile senza che io lo abbia mai programmato. Oggi affrontiamo il “The New York Times “by the book” Book Tag, che credo si sia visto e letto ovunque e che, da quanto ho letto cercando nei meandri del web, è stato creato su Youtube da Marie Berg. Basta con le introduzioni e rispondiamo alle domande, che non sono poche.

nytbooktag

  1. Quale libro hai sul comodino ora?
    Tecnicamente non poggio i libri sul comodino (solo perché ho una bellissima testiera letto con tanto di ripiano e scaffali laterali). Comunque ora ho in lettura Borne di Jeff Vandermeer (che conto di concludere prima della fine imminente del mese) e La mano sinistra delle Tenebre di Ursula K. Le Guin, ma sto trovando tante difficoltà con l’inglese, cosa che no mi capitava da tempo e in italiano il libro non si trova (e no, non lo hanno in biblioteca in paese). Invece sul Kindle, giace ferma alla fine del primo libro la trilogia di Queste Oscure Materie di Philip Pullman, ne parlerò nel wrap up di febbraio ma mi sono bloccata perché non mi è piaciuto quanto potessi aspettarmi.


  2. Qual è stato l’ultimo gran bel libro che hai letto?
    Probabilmente Alias Grace di Margaret Atwood (che mi scordo sempre di chiamare col titolo italiano ovvero L’Altra Grace). In questo 2018 ho letto dei libri che mi sono piaciuti molto e uno che mi sta facendo riflettere moltissimo ma ancora non ho trovato un incastro perfetto come quello del romanzo della Atwood sulla vita di Grace Marks. Se siete curiosi vi ho parlato di Alias Grace in abbondanza trovate qualche esempio qui e qui.


  3. Se potessi incontrare uno scrittore – vivo o morto- chi sarebbe? E cosa ti piacerebbe sapere?
    Se devo dare una risposta scema dico che vorrei incontrare Torquato Tasso, solo per spiarlo mentre andava dalla sorella camuffato a dirle che era morto per vedere la sua reazione. Ma questa è veramente una risposta scema.
    Una risposta seria non la ho, per gli scrittori in vita la speranza di incontrarli un giorno o l’altro c’è sempre. Per chi non c’è più l’occasione è passata e non c’è modo di rimediare. Poi seriamente, avendo già incontrato Brandon Sanderson e avendo vissuto una regressione mentale a paramecio qualsiasi domanda io possa pensare non riuscirei a porla.


  4. Quali libri ci sorprenderemmo di vedere sui tuoi scaffali?
    Nei miei scaffali non troverete nulla di strano. Avete capito che sono carichi di fantasy, un po’ di fantascienza, saggi di argomenti ben precisi, qualche libri sull’handlettering, insomma abbiamo parlato di tutto. Al massimo qualcuno potrebbe sorprendersi che non ho Funko Pop in libreria ma Nendoroid. Ma non sono libri quindi non rispondono alla domanda.


  5. Come organizzi la tua libreria personale?
    In questo momento l’aggettivo per definire la mia libreria è caotica. Nel senso che i libri sono disposti  senza alcun ordine, devo trovare il tempo di togliere tutti i libri e riorganizzare ex novo. Fondamentalmente però i miei libri sono divisi per lingua ed editore, cercando di mettere i libri dello stesso autore vicini. Magari separando anche i romanzi dai saggi. Ma non ora. Ora è una sorta di scenario post apocalittico che urla vendetta contro il mio disordine.


  6. Quale libro hai sempre voluto leggere ma non ci sei mai riuscito?
    Un libro che sono anni che mi riprometto di leggere, che è conservato nella libreria di famiglia è Jonathan Strange e il Signor Norrell di Susanna Clarke. Dico che lo voglio leggere da quanto? 5 o 6 anni come minimo e ancora giace là. Lasciamo perdere poi gli enormi tomoni russi che voglio leggere da quando sono adolescente e ancora non ho letto (perché più il tempo passa più divento frivola e profonda).


  7. Deludente, sopravvalutato, proprio brutto: quale libro ti sarebbe dovuto piacere ma non è stato così?
    Il Circo della Notte di Erin Morgerstern. Ne ho parlato, per esempio, qui. Lo so che lo amate tutti, lo so mi sarebbe dovuto piacere perché mi piacciono praticamente tutti i libri che vengono consigliati se piace questo ma, per me, è no.


  8. Quali storie ti attirano? E quali ti repellono?
    Storie ambientate nella Russia medioevale/zarista, storie ambientate in mondi fantastici e fantascientifici. Tutti questi sono gli ingredienti necessari affinché io sia attratta da una storia. Quando invece ci sono rapporti descritti in maniera malata e vengono fatti passare come romantici, io inizio a correre via urlando. Per il resto, più che repulsione, per ciò che non leggo provo disinteresse: la vita è troppo breve per sprecare il tempo della lettura con libri dei quali nulla mi importa.


  9. Se tu potessi far leggere un libro al Presidente degli Stati Uniti cosa gli consiglieresti?
    Per fortuna non posso. Mettiamola così.


  10. Quale sarà la tua prossima lettura?
    Probabilmente leggerò Questo è il mio sangue. Manifesto contro il tabù delle mestruazioni di Élise Thiébaut. In realtà potrei cambiare benissimo idea tra dieci minuti, lo scopriremo solo leggendo.


Se non lo avete fatto. Consideratevi tutti taggati, sono curiosa di leggere le vostre risposte! A presto e buone letture!

4 pensieri su “The New York Times “by the book” Book Tag

  1. Sbirciare tra gli scaffali di un’altra lettrice è sempre interessante. Jonathan Strange sembra essere un libro sfuggente: lo avevo adocchiato su una bancarella, senza decidermi a comprarlo e lo ho dimenticato per almeno un anno. Però, quando l’ho finalmente letto mi sono resa conto che valeva davvero la pena di leggerlo ;). Buone letture :).

    • Io ne sono entrata in possesso in una maniera che meriterebbe un post a parte, poi l’ho sistemato nella libreria del salotto e ogni tanto lo guardo afflitta dai “sensi di colpa”. Sono convinta però che arriverà il suo momento.

    • Fai benissimo, in fondo ho taggato tutti. Non faccio spesso booktag ma trovo siano un modo per parlare di più titoli e farsi conoscere un po’ dai lettori!

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