Cinque libri che mi hanno insegnato qualcosa #5coseche

Buongiorno e buon venerdì! Come oramai da un po’ di mesi l’appuntamento fisso su questo blog il venerdì è diventato il #5cose che l’ iniziativa del blog Twins books lovers che propone per ogni venerdì un post tematico, deciso tra tutti i partecipanti all’iniziativa, su 5 cose che siano libri, serie TV o affini. In questo ultimo appuntamento del mese di febbraio torniamo a parlare di libri, precisamente di libri che ci hanno insegnato qualcosa.

5coseche

Partiamo dal presupposto che ogni lettura, per quanto possa sembrare frivola o leggera, ci lascerà qualcosa una volta terminata, sia essa una sensazione volatile o un pensiero che dura pochi secondi. Ci sono altre letture però che si insinuano e ti spingono a riflettere per giorni e giorni e, anche a distanza di mesi o anni, irrompono improvvisamente nei nostri pensieri nei contesti più impensati perché la lezione che ci hanno trasmesso oramai fa parte di noi. Fatta questa dovuta (?) premessa, scopriamo quali sono alcuni dei libri che mi hanno insegnato qualcosa.

  1. Io e Mabel. Ovvero l’arte della falconeria di Helen MacDonald (edito da Einaudi). Cosa potrà mai avermi insegnato un libro che parla di falchi direte voi? Tantissimo, rispondo io. Questo è un libro sul lutto, sulla personale elaborazione delle stesso da parte dell’autrice, un doloroso percorso di isolamento e autodistruzione in risposta alla morte del padre, con unico appiglio un falco astore da addestrare che nel suo essere animale così distaccato dal mondo “umano” la riporterà lentamente allo stesso. Inoltre tra le pagine c’è nascosta una sorta di biografia di T.H. White, autore dalla vita tormentata con tendenze sadistiche represse, che ha saputo produrre il libro da cui è stato tratto il film Disney La Spada della roccia.

  2. I Miserabili di Victor Hugo. Questo enorme libro di circa 1400 pagine mi ha insegnato che la vita vera non è una fiaba, il lieto fine non esiste, ci sono gioie e dolori e spesso sono questi ultimi ad avere il sopravvento. Non per questo dobbiamo smettere di lottare per i nostri sogni o chiuderci nel cinismo. Attenzione SPOILER: Ricordo come se lo avessi finito ieri la rabbia nel leggere il finale della storia, il fastidio per l’ingratitudine dimostrata da Cosette nei confronti del miglior padre che potesse mai avere, anche se non condividevano una sola goccia di sangue. A distanza di tempo capisco che non ci sono eroi in questo libro, solo esseri umani che lottano per la vita con le loro convinzioni, giuste o sbagliate che siano, e con il loro essere personaggi a 360°, non mere rappresentazioni di un’aspetto della natura umana, non bianchi o neri ma grigi come tutti noi.

  3. The Geek Feminist Revolution di Kameron Hurley (purtroppo non è disponibile in italiano). Questa raccolta di saggi mi ha letteralmente aperto gli occhi sulla situazione del sistema sanitario statunitense. Noi ci lamentiamo di attese, ticket e di dover andare ogni tanto da uno specialista privato che chiede qualche centinaio di euro. Immaginate però cosa possa voler dire non avere accesso a cure gratuite (o quasi) per malattie come il diabete, immaginate cosa vuol dire iniettarvi insulina scaduta perché non avete un’assicurazione sanitaria, né i soldi per potervi permettere una dose del vostro farmaco salvavita. A prescindere dalle battaglie femministe e dalla rabbia dell’autrice per tante cose che dominano il mondo “nerd” o “geek” (condivisibili o meno), ciò che mi ha insegnato questo libro è che sono fortunata ad essere nata e vivere qui, dove nessuno verrà mai a chiedermi decine di migliaia di euro se mi sento male e l’ambulanza viene in mio soccorso.

  4. Il Signore delle Mosche di William Golding (Mondadori). Questo classico moderno mi ha insegnato che l’idea dei bambini naturalmente buoni è un favola che ci raccontiamo da generazioni e generazioni. La psiche dei bambini non è ancora formata e si sviluppa in risposta agli stimoli che provengono dal mondo esterno che si vanno a identificare con le figure degli adulti. Questo libro mostra invece cosa accade quando mancano queste figure di riferimento e i ragazzini sono lasciati in balia di se stessi e dei loro istinti. La cattiveria, la crudeltà, tutto il corredo di emozioni classificate come negative fanno parte di noi da sempre, solo quando sviluppiamo un termometro morale riusciamo a placare i nostri istinti. Abbiamo bisogno però di un aiuto esterno e questo libro ne è la dimostrazione.

  5. Le Cose che non ho detto di Azar Nafisi (Adelphi) mi ha insegnato che nonostante le differenze culturali, sociali, religiose i meccanismi familiari si muovono su binari consolidati. Non esiste la famiglia perfetta, non esiste il tanto decantato obbligo d’amore e, a prescindere dalla volontarietà, esistono anche tra i familiari le preferenze. Lo sfondo di questo libro è quello di un paese che tende alla modernità ignorando ciò che cova sotto la superficie e che lo porterà in una situazione che ben conosciamo ai giorni nostri e ci rende difficile credere che negli anni ’50 si girasse coi capelli al vento per le strade di Teheran. Il racconto, autobiografico, della Nafisi è quello di una famiglia importante, con agganci in politica. Si può però ignorare tutto il resto e riscoprire a migliaia di chilometri di distanza, situazioni a noi ben note. I legami familiari non possono essere scelti, bisogna lottare però per non distruggerli in virtù delle nostre istanze personali. Ve ne parlerò meglio però nel wrap up di febbraio, visto che ho finito questo libro proprio nei giorni scorsi.

 

Ecco i libri di questa settimana! Spero di avervi incuriosito a leggerne almeno uno.

Eccoci qua. Sono questi i primi cinque libri che mi sono venuti in mente e che mi hanno insegnato qualcosa. Consigliatemi voi qualche libro che potrebbe insegnarmi qualcosa, io sono sempre in prima fila per imparare (o meglio la mia sfrenata curiosità lo è, ma deve combattere contro la pigrizia a la tendenza a procrastinare).
A presto e buone letture!

23 pensieri su “Cinque libri che mi hanno insegnato qualcosa #5coseche

  1. Purtroppo non ho avuto l’occasione di leggere i libri che hai nominato, e devo ammettere che alcuni proprio non li conoscevo. Sembrano però molto profondi e interessanti; sicuramente gli darò un’occhiata!
    Se ti va di passare a guardare i libri che ho scelto io puoi trovarli qui!☺️

  2. Ma quanto adoro il tuo blog? Soprattutto nelle grigie giornate della sessione invernale *–*

    I miei sono questi:
    -Anna Karenina: per avermi fatto percepire con tutta l’intensità e crudeltà possibile il significato di nascere donna, non più tardi di un paio di secoli fa, anche in un paese come la Russia

    – La Casa degli Spiriti di Isabel Allende: ignoravo praticamente tutto della storia cilena prima di questo libro, incluso il famoso e sanguinoso golpe militare

    – I sommersi e i salvati di Primo Levi: un’analisi scientifica e certosina del nazismo e di tutte le ragioni dietro l’antisemitismo. Infinitamente più esplicativo dei testi storici scolastici

    – The Fault in our stars: per avermi fatto capire quanto sia privo di senso affannarsi e angosciarsi per lasciare un segno a tutti i costi, visto che prima o poi ci estingueremo e del nostro passaggio su questo pianeta non rimarrà traccia alcuna o quasi

    – Momo di Michael Ende: mi ha insegnato come ascoltare davvero e come riuscire a impiegare al meglio il tempo per fare tutto ciò che voglio fare

  3. Purtroppo non ne ho letto nessuno, vado a scoprire qualcosa di più su questi titoli e magari ad aggiungerli in TBR 🙂

    Se ti va, qui ci sono le nostre risposte ❤
    Kia

  4. È da tantissimo che mi riprometto di leggere “Il signore delle Mosche”, mio marito lo adora e sono molto curiosa. “Io e Mabel” ce l’ho in WL, spero di recuperarlo prima o poi. Se ti va qui trovi la mia puntata: 5 libri che mi hanno insegnato qualcosa 🙂

  5. Ciao!! Come sempre, nei tuoi post riesco sempre a conoscere qualche nuovo libro super interessante! Tra quelli che hai citato ho letto Il signore delle mosche, letto durante gli anni del liceo, una lettura che, secondo me, letta soprattutto durante quell’età rimane ben impressa nella mente. I miserabili è una di quelle letture che vorrei affrontare, prima o poi. Io e Mabel e Le cose che non ho detto me li sono segnati!

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