Inutili riflessioni: il peso del consigliare un libro

Vi è mai capitato che vi chiedessero “mi consigli dei libri da leggere” al di fuori del contesto dei vostri blog? A me sì e questo post ne è la conseguenza (ben poco ) ragionata.

riflessioni

Qualcuno potrebbe pensare che una persona che ha un blog dove sproloquia sui libri ed elargisce consigli che nessuno ha mai richiesto possa essere solo felice di trovarsi in questa situazione nella vita reale.
Invece, quando un’amica di famiglia mi ha chiesto questo consiglio sono andata in crisi e per diversi motivi. Innanzitutto c’è stata per un attimo la fase di shock, dovuta all’unico pensiero che mi rimbombava per la testa e che faceva più o meno “ma veramente la signora X vuole consigli da me?” unito al fatto che la suddetta persona non ha idea che io tenga un blog sui libri (cioè, almeno credo, non è mia abitudine andare in giro a dire che scrivo un blog).
Poi, a mente fredda, mi sono resa conto che non avevo la minima idea di cosa consigliare perché non conoscevo i suoi gusti. Alla fine ho chiesto alla signora X cosa leggesse e, dopo aver visto le svariate foto del suo lettore ebook, mi sono comportata di conseguenza, mantenendomi sul neutrale e sacrificando magari libri che ho amato particolarmente ma, tra le letture della signora, non trovavano neanche un lontano parente.
Proprio questa esperienza mi ha fatto venire l’idea per il post perché mi sono resa conto che tra il consigliare online e farlo offline c’è un’enorme differenza. Quando scrivo un post e consiglio dei libri a chi passerà per questo blog, lo faccio pensando a ciò che piace a me, cerco di mostrare quanto un libro mi sia piaciuto nella speranza che lettori con gusti affini ai miei possano scoprire nuovi titoli e magari ricavarne le stessa esperienza positiva.
Quando mi è stato chiesto online il mio gusto personale è dovuto andare per forza in secondo piano e ho dovuto cercare tra ciò che ho letto, quello che poteva andare a incontrare il gusto di chi voleva ricevere il consiglio. Il fatto che ci fosse una persona e non un ipotetico lettore ha reso il tutto molto più complicato.
Ovviamente anche quando scrivo consigli qui sul blog ho sempre il terrore che qualcuno li legga, prenda i libri di cui parlo e li trovi orrendi, d’altro canto ora che mi è capitato dal vivo mi sono fatta molti più problemi e ho dovuto riflettere molto di più.
Mi rendo conto che sia un po’ un post senza senso e qualcuno potrebbe pensare che mi pongo problemi assurdi e dovrei essere contenta che qualcuno mi abbia chiesto un consiglio. Forse lo scopo di questa riflessione inutile è proprio quello di sentire le vostre esperienze, se mai vi fosse capitato di vivere questa situazione.
Pensavo anche di far diventare queste riflessioni assolutamente casuali, ma in qualche modo sempre collegate ai libri, una sorta di nuova rubrica per il blog (anche se senza una periodicità fissata). Quindi se avete argomenti da suggerirmi, se voleste conoscere la mia opinione fatemelo sapere con un commento.
A presto e buone letture!

PS: Se pensavate che io oggi potessi produrre qualcosa di legato a San Valentino, mi spiace ma credo di essere una delle persone meno adatte a parlare di libri che hanno come tema centrale le storie d’amore. Non sono una persona molto romantica, molto emotiva questo sì, ma romantica non è proprio un aggettivo adatto a descrivermi. E no, tranquilli, non arriverà neanche il post dell’orgoglio single per San Faustino. Leggete i libri che volete quando volete. Se volete leggere Canto di Natale a Ferragosto fatelo pure, se avete 15 anni e volete leggere Il Conte di Montecristo fatelo, se ne avete 60 e volete leggere uno Young Adult fatelo senza alcun timore, il calendario detta lo scorrere del tempo, non le letture che volete fare.

 

11 pensieri su “Inutili riflessioni: il peso del consigliare un libro

    • Io mi sono presa un paio di giorni per rispondere, ma ammetto di essere stata molto vaga nei consigli. Poi ho visto che la collezione di questa persona era di narrativa nel senso più classico del termine, quindi molto di ciò che ho apprezzato in questi ultimi anni lo ho dovuto escludere…

  1. Anche io sono un po’ in difficoltà a consigliare un libro in modalità offline, un po’ perché è una cosa seria e non si può rispondere senza pensarci su. Lì per lì probabilmente mi passerebbero di mente i titoli più azzeccati! Anche a me dispiacerebbe che qualcuno trovasse orrendo un libro che ho consigliato, ma alla fine, come hai detto te, ognuno ha le sue opinioni personali. Mi piace questa tipologia e spero di leggere presto altre “inutili riflessioni”! Ciao! 🙂

  2. Ti capisco! In effetti è una bella responsabilità e un impegno non da poco. Nel tempo ho imparato a consigliare sempre e solo due saghe perché credo che incontrino un pò i gusti di tutti,ovvero Zafòn con il Cimitero dei Libri Dimenticati e la Ferrante con l’amica geniale. È chiaro che vadano bene per lettori che vogliono svagarsi con la lettura, purtroppo non mi sono mai capitati (di persona) lettori più accaniti ed esigenti con cui scambiare chicche letterarie e libri più “impegnativi”.

    • Io fatico un po’ a consigliare la Ferrante perché sono ferma con la saga visto che credo di essere l’unica al mondo che non è impazzita d’amore per L’amica geniale. Non l’ho trovato brutto, assolutamente, ma non ho provato alcuna empatia per i personaggi.

  3. È una domanda difficilissima, anche perché ho la sensazione che chi ami leggere abbia sempre qualche libro ancora nella wishlist e che quindi non ponga questa domanda; a meno che proprio non decida di provare qualcosa di totalmente nuovo affidandosi a chi ne sa. Articolo molto interessante.

    • Grazie mille per questo contributo, in effetti è vero che spesso chi ama leggere ha sempre qualche libro in wishlist. In questo caso però la persona che mi ha chiesto un consiglio ha una certa età e non è a contatto con ambienti dove si discute di libri e ha quindi meno occasioni di conoscere nuovi titoli.

  4. A me fa sempre piacere quando qualcuno chiede un consiglio, soprattutto perchè mi piacciono le persone che amano leggere e, soprattutto, adoro parlare di libri. Da un consiglio chiesto da un’amica, all’inizio dell’esperienza con il mio blog, mi è venuta l’idea di fare la classifica dei migliori libri letti durante l’anno (lo so, non è un’idea originalissima ma aiuta a ricordarsi delle letture top!).

  5. Non mi è mai capitato di dare consigli di lettura offline.

    Penso che il modo migliore per allentare la pressione sia non sentirsi investiti di una missione, ma vedere la “caccia al libro” come un percorso da creare insieme: quali argomenti preferisci? Macini pagine su pagine o ti vanno solo letture brevi? Così che la persona stessa si chiarisca le idee e si orienti almeno un po’… perché non si deve dare per scontato che sappia davvero cosa le piace, soprattutto nel caso in cui non sia un lettore appassionato e scaltrito.

    E se il consiglio dato fosse proprio spregevole, beh… almeno non ci scocceranno più 🙂

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