Letture di gennaio. 2018 edition

Benvenuti nel primo post riassuntivo delle mie letture del 2018. Abbiamo già parlato di come sia stato in via generale il mese di gennaio nel post precedente (lo avete letto? Lo trovate qua, è un bellissimo post dei preferiti), quindi ora ci dedichiamo alle letture. Ho letto cinque libri, avrei potuto fare molto meglio ma ho dovuto studiare (e sto studiando ancora) e soprattutto mi sono imbarcata in un’impresa che pensavo di portare a termine in pochi giorni e invece giace ancora a meno di un terzo letto (ovvero la trilogia di Queste Oscure Materie di Philip Pullman, presa in offerta in formato ebook un giorno che si trovava tutta quanta per solo 3.99€). Bando alle ciance e parliamo invece di ciò che ho portato a termine, tra libri belli e mezze delusioni che mi hanno accompagnata lo scorso mese.

gennaio

Primo libro letto nel 2018 è Ragazze Elettriche di Naomi Alderman. Graditissimo regalo natalizio di quel losco figuro che potete trovare sul web qui, era nella mia wishlist e Yue è stato gentilissimo a regalarmelo. A fine lettura posso dire bene ma non benissimo. L’idea di base della trama, le donne che improvvisamente acquisiscono la capacità di lanciare scariche elettriche attraverso le mani e la descrizione delle conseguenze di questo cambiamento, è ottima e il paragone con Il racconto dell’Ancella, ovviamente solo per alcuni aspetti, (ve ne ho parlato qui) di Margaret Atwood è pertinente. Ciò che non mi ha convinta del tutto si trova nello sviluppo della trama, l’autrice in alcuni punti chiede uno sforzo troppo alto nella sospensione dell’incredulità e rende alcune cose veramente complesse nel mondo reale, troppo facili. Quando si costruisce un mondo e gli si danno, a meno di una variabile, le stesse caratteristiche del nostro è difficile credere che alcune situazioni si possano risolvere così semplicemente (non posso dirvi in maniera specifica a cosa mi riferisco perché non voglio fare spoiler). Parlo ovviamente a titolo personale, un’altra persona potrebbe benissimo ignorare questo piccolo difetto. Ciò che invece mi è piaciuto molto è il finale, un vero colpo da maestro che la Alderman serve con una leggerezza che potrebbe far passare inosservata l’importanza del messaggio che veicola e invece è rimasta con me per molto tempo, per quanto sia un qualcosa di ancora attuale seppure a ruoli invertiti.
Alla fine gli ho dato 4 stelle su 5 e vi consiglio di leggerlo perché è uno di quei libri che può spingervi a riflettere e una buona idea potrebbe essere quella di leggerla proprio insieme col libro della Atwood per affrontare la lettura di due facce della stessa medaglia.


Secondo libro letto nel 2018 è stato The Girl in the Tower di Katherine Arden, secondo libro nella Winternight trilogy, attualmente inedito in Italia (non chiedetemi se ho notizie perché io non so come facciano gli altri blogger a sapere delle pubblicazioni italiane dei libri, illuminatemi vi prego). Secondo libro in una serie, cosa posso dire?
Iniziamo col dire che mi è piaciuto anche più del primo, che era finito nella lista dei libri top del 2017, e questo direi che è abbastanza significativo di per sé. Lo stile di scrittura è sempre avvincente, l’atmosfera della Russia medioevale, specie la città di Mosca non ancora capitale di un impero ma che cerca di conquistare un’agognata indipendenza. Vasya è sempre lei, con più esperienze e con più consapevolezze, e in questo libro dovrà imparare a fare i conti con le conseguenze delle sue azioni e scelte. Di più non posso dire, tranne che aspetto con ansia che arrivi agosto per poter leggere la conclusione di questa sorprendente trilogia fantasy. Ah sì 5 stelle su 5 (sull’ondata del fangirlismo più spinto).


Ho letto poi un libro piccolo piccolo, edito dalla Penguin, che raccoglie testi e resoconti dell’Inghilterra ai tempi delle suffragette. Il titolo è appunto The Suffragettes e, diviso in sezioni, mostra argomentazioni a favore e contro il movimento delle suffragette e alcune testimonianze relative all’approvazione del suffragio per le donne, e di come questo sia cambiato nel corso degli anni fino a giungere al suffragio universale. Il libro è estremamente breve ma mostra in maniera chiara entrambe le posizioni e, oltre a fornire informazioni a riguardo il movimento che ha caratterizzato l’inizio del XX secolo, mostra come le tecniche di argomentazione usate da entrambe le parti siano le stesse usate ancora oggi. Si fa leva sempre sulle stesse paure ancestrali, su ciò che non si conosce per cercare di convincere le persone a schierarsi con la propria corrente di pensiero e, chi può far leva sulla paura, ha il tutto abbastanza facilitato. Vi ricorda per caso qualche dibattito politico o sociale attuale? Anche a me.
3.5 stelline su 5, avrei forse preferito una raccolta più corposa e credo che, in un secondo momento, approfondirò volentieri l’argomento.


È stata poi la volta di un libro che avevo in TBR da due anni esatti. Avrei voluto tanto che questo libro mi piacesse tantissimo, prima di iniziare a leggerlo avevo addirittura pensato di usarlo come punto di partenza di una rubrica che parlasse sia di libri che di chimica, e invece durante la lettura sono inorridita. Sto parlando de Il cucchiaino scomparso e altre storie della tavola periodica di Sam Kean.
Innanzitutto non mi è piaciuto lo stile dell’autore né il tipo di trattazione che fa della chimica (che denota chiaramente la sua origine come fisico e non come chimico) né la sua tendenza al pettegolezzo che si nota in maniera particolare quando deve parlare di scienziate, detto proprio in maniera terra-terra dell’amante di Marie Curie poco mi importa se non mi parli anche delle amanti o degli amanti di Seaborg (sempre che ne abbia avuto). Inoltre a un certo punto all’interno del libro c’è un errore che definirlo madornale è fargli un complimento. Un errore del genere ti farebbe cacciare dall’esame di chimica organica e giustamente. Non so se sia colpa dell’autore o del traduttore, in ogni caso metteteci un po’ di cura quando scrivete/correggete/traducete un libro: è il mentolo a dare la sensazione di fresco in bocca quando si mangia una caramella alla menta, non certo il metanolo che molti si ricorderanno come causa di cecità nello scandalo del vino adulterato col metanolo stesso.
3 stelle in un atto di estrema generosità e nella speranza che l’orrore sia solo di traduzione. Se volete avere un approccio alla chimica in ambiente extra scolastico non è certo questo il libro che vi consiglio. Magari prima o poi lo farò un post sui libri di chimica che mi sono piaciuti, fatemi sapere se potrebbe interessarvi.


Infine, complice la promozione dedicata agli Adelphi al 25% di sconto (a oggi ancora valida, e credo lo rimanga fino a metà febbraio circa) ho finalmente comprato e letto Flatlandia – racconto fantastico a più dimensioni di Edwin Abbot. Anche qui, grandissime aspettative non totalmente rispettate. Già il fatto che ci debba essere un’introduzione in cui si debba sottolineare l’umorismo dell’autore e che se lo si va ad accusare di maschilismo per il ritratto che fa delle donne è perché non lo si capisce un po’ (forse anche più di un po) mi infastidisce. Lasciando però perdere questo aspetto devo ammettere che ciò che non è scattata è la molla che mi fa apprezzare spesso e volentieri libri di narrativa basati su solide basi scientifiche. Ciò che mi ha trasmesso è stata tanta tristezza per la condizione di molti dei personaggi descritti, chiusi nelle gabbie dei loro mondi, convinti di conoscere la verità e di avere il diritto di applicare la loro legge a chiunque. Sicuramente una metafora per descrivere la società dell’epoca e un abbozzo di quello che poi sarebbe diventata la fantascienza, peccato che non mi abbia entusiasmata. Alla fine ho pensato solo povero quadrato protagonista e soprattutto povere linee rette…
3.5 stelle su 5.


A grande richiesta (come no) tornano le foto brutte. Qualcuno, in una lingua a me sconosciuta si è lamentato del fatto che il mio blog sia molto disadorno. Magari era solo spam (anzi lo era sicuramente, visto il link leggermente ambiguo a conclusione del poema) ma tenevo a dire a questo eroe del web che se il mio blog è così è dovuto SOLO al fatto che io sono una frana in queste cose. Grazie e arrivederci (Sì fate finta che i libri Adelphi non siano a testa in giù, ma non è colpa mia se alcuni scrivono i titoli in un verso e altri nell’altro…) <– sì, qui c’era una foto che è stata inghiottita dal web e non so se riuscirò a recuperare. Per ora rimane così, scusate.

Siamo giunti alla fine del riassunto delle letture del mese scorso, mi sono portata dietro a febbraio La Bussola d’oro di Pullman che spero di concludere nei prossimi giorni per poi parlarvene a marzo (nel frattempo però ho già concluso un libro e sono sulla buona strada con un secondo, ma lasciamo intatto un po’ di mistero).
Voi cosa avete letto a gennaio? Avete letto i libri di cui ho parlato? Cosa ne pensate? Fatemelo sapere in un commento!
A presto e buone letture

PS: I link che trovate sui libri sono quelli di affiliazione ad Amazon. Se volete supportare il blog potete fare un click sui link e comprare attraverso gli stessi. Voi non pagherete un centesimo in più e aiuterete questo spazio ad andare avanti. Grazie! (anche se non li userete mai, ma siete solo passati da queste parti).

5 pensieri su “Letture di gennaio. 2018 edition

  1. Mi hai incuriosito su Ragazze Elettriche e, dato che vorrei leggere Il Racconto dell’Ancella, credo che seguirò il consiglio di affiancare le letture! Anche io ho visto il 25% e penso mi farò presto tentare… Attendo di sapere cosa ne pensi sui libri di Pullman, li ho in lista da una vita 😂

  2. Tutte letture molto interessanti! 😉 Ti prego, cerca di terminare la saga “Queste Oscure Materie”! Io l’ho amata, credo lasci il segno. Forse il modo in cui è scritto è un po’ un ostacolo (molti si sono lamentati della traduzione e per questo motivo vorrei ri-leggerlo in inglese), però credo che il messaggio di Pullman arrivi lo stesso 🙂

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