Letture di dicembre.

A dicembre era colpa del Lucca Comics, a gennaio colpa di tutti i post riassuntivi del 2017 e chi ne paga le spese sono i post con le letture mensili. Con colpevole ritardo ecco quindi le letture del mese di dicembre, che sono state molte più di novembre e mediamente più belle rispetto a quelle del mese precedente. Bando alle ciance e due paroline per ognuno, di uno forse anche meno.

letturedicembre

Del primo libro letto dicembre ne ho già parlato nei libri top del 2017 quindi non so quanto dilungarmi. Si tratta di Alias Grace di Margaret Atwood. Prendendo spunto da una vicenda che aveva dominato dapprima la cronaca nera e poi i salotti dell’alta società, quella di Grace Marks, la Atwood ci regala uno spaccato della società dell’epoca e della condizione della donna ancora oggi, a quasi due secoli di distanza, di straordinaria contemporaneità e altissimo interesse.
Nonostante l’inizio difficile (avevo iniziato a leggere questo libro ad aprile e lo avevo messo da parte dopo neanche 30 pagine poiché improvvisamente le mie giornate erano diventate troppo prese dal lavoro per leggere qualcosa che non fosse estremamente leggero), quando l’ho ripreso in mano a fine novembre ho letteralmente “volato” nella lettura e alla fine l’ho preferito, seppur di poco, a Il Racconto dell’Ancella (che avevo letto ad ottobre).
Assolutamente consigliato 5 stelle su 5. Il libro è disponibile in italiano per Ponte alle Grazie e su Netflix trovare la mini serie che traspone il romanzo in maniera molto fedele.


Ho letto poi Edgedancer di Brandon Sanderson. Una novella, che possiamo definire come il libro 2.5 della serie The Stormlight Archive, che io possiedo all’interno della raccolta Arcanum Unbounded ma che si trova anche da sola e uscirà propri nei prossimi mesi in Italia per Fanucci (si devono essere resi conto che se non leggi Edgedancer non capisci più nulla della serie). Non posso dirvi nulla sulla trame, tranne che seguiamo Lift, un personaggio che ci è stato presentato durante Words of Radiance in una particolare avventura, che la porterà a un incontro fondamentale per i destini di tutto Roashar.
Anche qui 5 su 5 e confermato il mio imperituro amore per gli spren, personaggi non umani che popolano il mondo creato da Sanderson, compagni di alcuni dei protagonisti e portatori di più di un mistero.


Mi sono poi dedicata a rimediare, almeno parzialmente, a una mia mancanza letteraria al di là degli studi scolastici. Ho affrontato il mio primo libro di Italo Calvino e la scelta è ricaduta su Se una notte d’inverno un viaggiatore. Non so, forse avrei dovuto leggere Il barone rampante come primo approccio. Sia chiaro, questo libro mi è piaciuto tantissimo ma è stato per certi versi shoccante, in primo luogo perché è costruito come un sistema di strani ingranaggi che vanno a incastrarsi nei modi più impensati e poi perché io non pensavo che potesse essere così esplicito. Io non ho alcun problema con i libri espliciti, però mi ero fatta un’idea completamente diversa.
Aggiungiamo pure il fatto che è uno di quei libri che vanno letti con estrema attenzione e credo di aver vinto il premio come peggior scelta per il primo approccio all’autore. D’altra parte c’è da dire che è un libro  che emana tutto l’amore di Calvino per libri e lettura e me lo ha trasmesso.
4 stelle su 5, in attesa di leggere altro dell’autore ma fatevi un favore se volete leggere Calvino iniziate da altro.


Se vi ricordate a novembre avevo letto La Tempesta di William Shakespeare in previsione della lettura di Seme di Strega di Margaret Atwood. Il libro l’ho letto, mi è piaciuto ma seppure la Atwood sia lei e la sua scrittura sia magistrale, l’ho apprezzato meno degli altri suoi libri letti. Non so se sia dovuto al fatto che fosse la prima volta che la leggevo in italiano, forse sarà un particolare passaggio del libro che sembra troppo facile (ma è strettamente legato allo svolgimento dell’opera teatrale). Sia chiaro, l’idea che c’è dietro è geniale. Non ci ritroviamo davanti a una riscrittura dell’opera originale ma davanti a un uomo che ha perso tutto e si sente tradito proprio come il Prospero shakespeariano e che utilizza La Tempesta stessa, e la vita che si è ricreato all’interno di un carcere, come vendetta nei confronti di chi lo ha defraudato. La parte più bella riguarda sicuramente il personaggio di Miranda, la figlioletta del protagonista morta in tenera età e che continua ad accompagnarlo durante il suo esilio lontano dal mondo del teatro.
4 su 5, considerato che questo sembra essere il libro migliore di tutto il progetto di riscrittura delle opere di Shakespeare da parte di autori contemporanei direi che non mi imbarcherò oltre nella lettura.


Ho letto poi uno dei libri di cui avevo parlato nel book tag sulla fine dell’anno (lo trovate qua) ovvero The History of Bees di Maja Lunde (edito in Italia da Marsilio con il titolo La storia delle api). Qui entriamo nel territorio della mezza delusione o meglio del libro che io mi aspettavo fosse qualcosa di completamente diverso. Se inizio a leggere un libro che viene paragonato a Stazione Undici di Emily St.John Mandell mi aspetto un certo livello di liricità, un racconto corale, una certa tensione. L’unico elemento d’incontro tra i due libri è stato il fatto che un oggetto sia riuscito a passare indenne le tre epoche storiche in cui si trovano i tre protagonisti. Dei tre punti di vista presentati uno, quello ambientato in quello che sarebbe il nostro presente, l’ho trovato assolutamente insopportabile, con dei personaggi assolutamente privi di empatia e delle motivazioni sconosciute. Anche il punto di vista di Tao, quello ambientato nella Cina del futuro, sembra mancare di qualcosa. Non è un brutto libro per carità, probabilmente sono proprio io che mi aspettavo molto di più.
Alla fine le tre storie si incastrano senza fatica o forzature una con l’altra e c’è un personaggio femminile, presente nel punto di vista del XIX secolo, che ne esce fuori vincente in tutta la sua bellezza e forza ma è uno dei pochi.
3 stelle su 5. La copertina dell’edizione inglese rimane comunque una delle più belle che io abbia mai visto.


Infine, ultimo libro del 2017 è stato un contemporaneo Young Adult di cui avevo letto faville ovvero Moxie di Jennifer Mathieu, libro che mi è arrivato in una copia in cui si sono completamente scordati che il titolo è scritto in nero (in realtà manca qualsiasi dettaglio della cover che doveva essere nero). Ottime idee, ottimo obiettivo (quello di presentare il femminismo alle nuove generazioni anche in maniera inclusiva vista la piena adesione di uno dei personaggi maschili al movimento) però, mio parere personale, ci ho riscontrato un po’ di sindrome da film di Natale, in cui tutto è volutamente esagerato e si intravede la finzione di queste città perfette con la nevicata strategica e tutto il corollario. Ciò che accade nella scuola è da far indignare ma, forse è leggermente iperbolico. Non è un brutto libro, ma è chiaramente un libro YA con tutti i pregi e i difetti che il genere si porta dietro. Per informarmi su questi argomenti preferisco però un altro tipo di letture, non riesco più a immedesimarmi nei protagonisti dei libri ad ambientazione scolastica (forse perché sono passata dall’altra parte della barricata).
3.5 su 5. Consigliato soprattutto a un pubblico più giovane o totalmente digiuno dal tema femminismo, come introduzione romanzata e non troppo tecnica.


Siamo giunto alla fine, non riesco a credere che vi ho parlato di tutti i libri che ho letto nel 2017 (a parte forse qualcosa di inizio 2017 quando non seguivo il blog con troppa costanza, ma ne ho sicuramente parlato in booktag vari ed eventuali), anche perché ho già letto 4 libri a gennaio e non volevo che si accumulassero le pile di libri di cui parlare, anche se le mia stanza è sommersa di pile di libri che non so dove sistemare.
Voi cosa avete letto a dicembre? Avete per caso letto qualcuno dei libri di cui ho parlato? Fatemelo sapere in un commento.

A presto e buone letture a tutti!

 

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4 pensieri su “Letture di dicembre.

  1. Ciao! Mi interessano molto i libri della Atwood. Avevo intenzione di leggere Il racconto dell’ancella, non conoscevo invece Alias Grace, bel resoconto! Anche io ho iniziato da poco a leggere Calvino e come te, oltre a qualche fiaba, ho cominciato con un libro molto complesso: Palomar. Infatti sono molto curiosa di leggere Il barone rampante perché la sua scrittura è formidabile! 🙂

  2. […] Qual è stato l’ultimo gran bel libro che hai letto? Probabilmente Alias Grace di Margaret Atwood (che mi scordo sempre di chiamare col titolo italiano ovvero L’Altra Grace). In questo 2018 ho letto dei libri che mi sono piaciuti molto e uno che mi sta facendo riflettere moltissimo ma ancora non ho trovato un incastro perfetto come quello del romanzo della Atwood sulla vita di Grace Marks. Se siete curiosi vi ho parlato di Alias Grace in abbondanza trovate qualche esempio qui e qui. […]

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