Premio: My cup of tea 2017

Come da tradizione, puntuale ogni gennaio arriva il premio dedicato alle opere di qualsiasi natura che nello scorso anno ci hanno più sorpreso, creato vi ricordo da quel misterioso figuro che risponde al nome di Yue (che dovreste seguire tutti sul sul blog SayAdieutoYue). Mi sembra chiaro che oggi si assegna il premio My cup of tea.

Al solito riporto con precisione assoluta la definizione del premio direttamente dal blog del suo inventore:

Lo scopo del premio “My cup of Tea” è quello di celebrare non le opere più belle dell’anno di riferimento  (che siano fumetti, film, libri , serie tv o quant’altro) ma bensì quelle che più vi hanno sorpreso, contro ogni aspettativa e pregiudizio. 

cupoftea

Trovare un’opera sorprendente è un’impresa, specie quando si parte con aspettative elevate e spesso il rischio più alto è quello di rimanere delusi (il post sui libri meh è una sorta di inno a queste delusioni da aspettative troppo alte) e nel 2017 praticamente tutto ciò che ho amato sapevo che lo avrei amato. C’è però una cosa che mi ha stupita e non si tratta di un libro bensì di un manga ovvero Amami lo stesso di Aya Nakahara, serie josei completa in 10 volumi edita da Planet Manga.
Questo è il classico manga in cui non è importante la storia, che è scontatissima, quando il modo in cui viene raccontata. Michiko ha quasi 30 anni, ha appena perso il lavoro e la sua specialità è farsi abbindolare da uomini più giovani che la sfruttano biecamente. Quando si trova oramai senza il becco di un quattrino, incontra quello che era stato il suo odiato capo che la assume come cameriera part time nel piccolo locale che sta aprendo.
Credo che tutti sappiate come andrà a finire, non ci saranno certo incredibili colpi di scena a livello di trama. Quello che mi ha colpito però è la vena critica nei confronti della società giapponese che l’autrice nasconde benissimo in un’opera che fa veramente ridere tantissimo.
Michiko è un vero disastro e potrebbe risultare a tratti un personaggio sgradevole eppure è palese che sia vittima di una serie di aspettative create non tanto dalla famiglia, bensì dall’intera società giapponese. Una donna di 30 anni che non è sposata? Non va bene, non dovrebbe lavorare bensì stare a casa ed avere già un paio di figli. Eppure non si arrende, sbatte la testa al muro e cerca in ogni modo di ottenere ciò che vuole, puntando sui suoi punti forti, per quanto possano sembrare inutili agli occhi degli altri.
Anche Kurosawa,  l’ex capo di Michiko è un personaggio combattuto e dietro un apparenza burbera e dei modi che spesso lasciano a desiderare, nasconde una persona bloccata emotivamente e con un gran cuore. Un tipico tsundere, per chi è più avvezzo al mondo dei manga.
Comunque se cercate un’opera leggera ma con del significato e che vi strapperà più di una risata sicuramente Amami lo stesso è quello che fa per voi! In Giappone è attualmente in corso di pubblicazione il seguito di questo manga,  Amami lo Stesso R, che nei prossimi mesi arriverà anche in Italia e che sono curiosissima di leggere.

Quest’anno questa è l’unica tazzina che voglio assegnare. Va benissimo così. Spero che il 2018 mi darà molte più soddisfazioni e sorprese!
Vi ricordo che, se voleste assegnare delle tazzine siete liberi di farlo,più siamo meglio è: l’unica regola è quella di riportare il banner sul vostro post e informare in qualche modo quel losco figuro di nome Yue che, come tutti i padri, è super orgoglioso della sua creatura.
A presto e buone letture!

2 pensieri su “Premio: My cup of tea 2017

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