2017 Un anno di letture: I libri meh

Il mese di dicembre sta per volgere al termine e con con lui l’anno. Incredibile come il tempo passi in fretta. Ho deciso quindi di iniziare a fare alcuni bilanci sulle letture di questo 2017 iniziando da quello che probabilmente sarà il post più controverso: ovvero i libri meh.
Cos’è esattamente un libro meh? In parole povere è un libro che per i motivi più svariati non mi è piaciuto. Si passa dal libro che proprio non mi ha trasmesso nulla di positivo a quello su cui avevo riposto aspettative altissime e che le ha deluse.
Sia chiaro che il fatto che a me questi libri non siano piaciuti non è indice di altro che del mio personalissimo gusto e se a voi invece sono piaciuti sono contentissima per voi. Cerchiamo di non prendercela per i gusti letterari e anzi, se i libri vi sono piaciuti fatemi sapere il perché, magari riuscirò a capire qualcosa che mi è sfuggito durante la lettura.
E ora, reading journal alla mano, vediamo un po’ di vedere quali sono le mie letture “peggiori” dell’anno che sta per finire.

Iniziamo benissimo con un libro che piace a tantissime persone e che, per me, potrebbe vincere benissimo la palma di lettura peggiore dell’anno. Parlo de Il circo della Notte di Erin Morgenstern (Bur – 12 € copertina flessibile). Sarà il fatto che non sono un amante del circo in nessuna forma (mi ha annoiato perfino il lodatissimo Cirque du Soleil quando l’ho visto a Expo nel 2015) che non mi ha fatto apprezzare l’ambientazione ma io non sono riuscita a trovare il senso del libro. La sfida tra i maghi è ridicola, il modo in cui si sviluppa lo è ancora di più. La storia d’amore è uno di quei casi di noti con il nome di Instalove (che sembra un hashtag brutto di Instagram, ma facciamo finta di niente). Inoltre il libro è lentissimo, la trama più che andare avanti ruota su se stessa e gli unici personaggi con un minimo di spessore e interesse sono i gemelli e la sfida di cui tanto si parla è qualcosa che mi ha lasciata interdetta. Capisco che molti possano amarlo ma chiaramente non il libro per me. Sto anche pensando di darlo via, anche se la mia copia si è rovinata solo a leggerla e io non sono una persona che tendenzialmente maltratta i libri che legge.


Continuiamo con i libri super popolari e parliamo di Sopravvissuto – The Martian di Andy Weir (Newton Compton – 4.90€ copertina flessibile). La mia intenzione iniziale era leggere il libro per poi vedere il film. Il risultato è stato che non ho visto il film. Di questo libro ho letteralmente odiato lo stile, ho pensato che potesse essere un caso di traduzione alla buona e invece è così anche in lingua originale. Il diario di questo sopravvissuto è a paradossale, il linguaggio è a tratti scurrile, le reazioni esagerate e in alcuni momenti ho sperato che non ce la facesse (sì, sono una persona veramente cattiva e poi ho rischiato seriamente io di non finire il libro e io raramente non porto a conclusione una lettura). Non si può dire che la ricerca scientifica che c’è dietro sia insufficiente, anzi da quel punto di vista il libro è pressoché inattaccabile però lo stile per me è un no enorme. Infatti quando ho visto la nuova uscita dello stesso autore (Artemis – la prima città sulla luna) ho deciso a cuore leggero che l’avrei lasciata sugli scaffali perché un’esperienza con Andy Weir per me è stata più che sufficiente.


Passiamo poi al “seguito” di un libro che ho amato tantissimo, che è stato però scritto anni prima, ovvero Va’, metti una sentinella di Harper Lee (Feltrinelli – 9.50€ copertina flessibile). Durante la lettura la domanda che mi perseguitava era “Ma siamo sicuri che questo libro sia scritto dalla stessa autrice de Il buio oltre la siepe? Ne siamo certi? ”
E la domanda non nasce tanto in funzione della “distruzione”del mito di Atticus Finch (è anche normale che nel processo di crescita i figli vedano crollare il mito, creato durante l’infanzia, della figura genitoriale), bensì dallo stile e dalla gestione dei tempi letterari. Il tutto è talmente diverso da non sembrare neanche un prodotto più grezzo della stessa autrice, c’è proprio una distanza quasi incolmabile.
Se la Lee lo aveva messo in un cassetto, forse un motivo c’era. Invece è stato deciso di tirarlo fuori e di farci dei soldi. Stupida io che ci sono cascata, questo non è neanche un vero libro ed è presente anche un’incongruenza abbastanza grossa con Il buio oltre la siepe. Una di quelle letture che avrei potuto benissimo evitare. Assolutamente sconsigliato anche se non ha minimamente scalfito il mio amore per il romanzo più famoso della Lee.


Veniamo poi all’unico libro di poesia letto nel 2017, sull’onda dell’entusiasmo e da una sfilza di recensioni positive che mi hanno fregata come un’allocca. Sto parlando di Milk & Honey di Rupi Kaur. In questo caso non posso assolutamente dire che si tratti di un libro brutto, però di una grande delusione. I temi trattati sono importanti, c’è delicatezza di fondo ma il libro spesso difetta in incisività. Ho faticato a trovare la poesia all’interno dei testi, la sensazione era quella di frasi spezzate ad arte e la composizione spesso e volentieri mi ricordava quelle frasi accompagnate a immagini di montagne che si stagliano su un cielo stellato (e palesemente vittima di Photoshop) tipiche di Tumblr e che sono fonte assicurata di tantissimi like. Tra le tantissime poesie presenti nelle quattro parti che compongono la raccolta ce ne sono sicuramente alcune che mi hanno colpita, ma sono piccoli bagliori di luce in una serie di parole superficialmente di forte impatto ma che, a una riflessione più approfondita, si rivelavano più vuote di molte cose accusate di superficialità.


Infine La casa delle belle addormentate di Yasunari Kawabata. Questo libro mi ha letteralmente fatto venire i brividi e non di certo perché un thriller. Durante la lettura ho strabuzzato gli occhi diverse volte e ho scosso la testa a leggere di questo anziano che andava in una casa a dormire  di volta in volta con diverse ragazze, pressoché adolescenti drogate per dormire con i vecchi e impossibili da toccare. Sicuramente c’è dietro qualche profondo significato tipico della cultura orientale che a me sfugge a causa della mia quasi totale ignoranza sull’argomento. Però a me il trattamento riservato a queste ragazze tramutate in veri e propri oggetti del piacere proibito di persone oramai sul viale del tramonto proprio non sono piaciuti. Ho idea che, per la letteratura orientale, io vada a cercarmi col lanternino le cose più incomprensibili, strane e lontane dalla mentalità di una profana come me.


Siamo giunti alla fine di questo viaggio nei miei libri meh del 2017, non che non abbia letto altri libri che mi sono piaciuti poco ma ho pensato che questi cinque potessero meglio identificare i diversi tipi di delusione che può darmi un libro. Inoltre parlarvi di quanto sia andata alla deriva una serie YA che ho sempre letto solo come gulty pleasure, non è esattamente il tema di questo post.
Quali sono stati i libri più deludenti che avete letto durante questo 2017? Fatemelo sapere nei commenti, discutiamo insieme del perché non vi sono piaciuti o del perché vi sono piaciuti i libri che ho nominato. A presto!

8 pensieri su “2017 Un anno di letture: I libri meh

  1. Bel post! Tra l’altro meglio partire coi libri meh, per chiudere poi in bellezza con i migliori :p
    Ah, Milk & Honey! A me è piaciuto tanto invece, complice anche la mia disastrosa situazione sentimentale e il suo potere di affondare la lama in tutti i miei punti deboli caratteriali e nelle mie fragilità.
    Questo libro è stato come bere una tazza di latte caldo con miele, letteralmente.
    Mi ha colpita in profondità ma con molta dolcezza.
    Però ecco, non è la prima cosa che consiglierei se me lo chiedessero.
    Mi sembra il tipo di lettura che o si ama o lascia completamente indifferenti & delusi.
    Per me è meglio odiare, anche visceralmente un libro, piuttosto che non provare assolutamente nulla o quasi dopo averlo chiuso

    Comunque, questo 2017 non ha avuto mezza misure per me: o opere che ho amato o altre che, a caldo o anche a freddo, non mi hanno lasciato moltissimo (non tanti, eh ma comunque capitati sempre nel momento sbagliato).
    Senza contare poi invece tutti i libri che non ho neppure avuto il tempo di aprire e che so già adorerò all’istante appena li leggerò(vedi i due di Saramago che ho preso o Uprooted. Se te lo stai chiedendo, comunque, sì, sto praticamente ordinando da Amazon, pian piano, moltissime delle tue letture ahahahah 7 minuti dopo la mezzanotte è stata in assoluto una delle mie letture migliori dell’anno btw)

    • Spero vivamente tu non abbia preso Uprooted in italiano perché ho avuto da poco la conferma che traduzione e adattamento hanno fatto un disastro.
      Invece per me è stato un anno con punte altissime, libri ma chi me lo ha fatto fare e purtroppo aspettative troppo alte seriali.

      • Nono, versione originale 😉
        Per amore di copertina ahahahahahah (motivo profondissimo, lo so)

        Guarda, quando posso, i libri inglesi li recupero in originale…
        Un altro Game of Thrones 2.0 non lo voglio assolutamente i.i
        Comunque, anche opere tradotte bene, come i libri di Green, imho perdono molto in italiano (parliamone… lo slang tradotto per me è un no grande quanto una casa. Nella nostra lingua è involontariamente ridicolo, purtroppo)

        Ma che hanno combinato con Uprooted? Perché gli hanno riservato un trattamento del genere? :/

      • Lo hanno trasformato in uno Young Adult, hanno accorciato le frasi, abbassato il registro linguistico, semplificato il tutto. La trama è la stessa ma lo stile della Novik è assolutamente non pervenuto.

  2. […] Il 2017 volge finalmente al termine e in questo ultimo giorno dell’anno vi lascio il mio consueto bilancio generale delle letture. Se siete curiosi potete trovare quello relativo al 2016 in questo post. Lo scorso anno avevo iniziato questa serie proprio col riassunto generale, quest’anno invece ho iniziato subito dopo Natale col post dedicato ai libri più deludenti del 2017 (lo potete leggere cliccando qui). […]

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