Ti consiglio tre… libri che ho atteso con ansia

Siamo giunti al quarto appuntamento della rubrica in cui la qui presente elargisce consigli di lettura che nessuno ha chiesto. Come dicevo dal mese scorso le difficoltà nel trovare un tema sono sempre crescenti ma anche questa volta sono riuscita a trovare un’idea. Si torna a parlare di libri dopo la parentesi sui manga che potete trovare qua e, per la precisione, di libri che ho atteso con ansia (e che, logicamente, mi sono piaciuti).


Prima di cominciare ancora una volta vi ricordo che trovate le regole di questa rubrica proprio qui e che la regola n°2 non varrà sempre (questo l’ho deciso oggi). Inoltre nonostante io non voglia assolutamente svelare passaggi chiave dei libri che consiglio, attenzione agli spoiler. Io non so cosa per voi possa essere spoiler quindi metto le mani avanti.
Ora possiamo iniziare con i consigli.

Il primo libro che ho atteso con ansia è Exit West di Moshin Hamid (Einaudi). Avevo puntato questo libro da diverso tempo e, nonostante la trama fornita dall’editore americano sia leggermente fuorviante il libro l’ho adorato (e posso anticiparvi che si troverà tra i libri preferiti di questo 2017, e lo avevo detto sin dal wrap up in cui ne avevo parlato ad aprile). Stavo per comprarlo in inglese quando ho scoperto che verso fine aprile sarebbe stato pubblicato e ho resistito ed atteso un paio di mesi in più. L’attesa è stata assolutamente ripagata. Il libro è straordinariamente contemporaneo, ricco di spunti di riflessione e tramite un espediente assolutamente classificabile come fantastico descrive la difficilissima condizione dei migranti di guerra. La sofferenza nel lasciare il proprio paese, la speranza di trovare un mondo pronto ad accoglierli, la delusione di fronte al rifiuto e alla paura. Come si dice nelle pagine del libro “Siamo tutti migranti nel tempo” e questo libro cerca di insegnare qualcosa al lettore. Se non l’accoglienza, almeno un minimo di empatia nei confronti del prossimo.
Certo c’è da chiedersi quanto questo libro, estremamente immerso nel presente, possa reggere alla prova del tempo. Forse per questo il mio consiglio è di leggerlo appena potete.


Il secondo libro che vi consiglio e che ho atteso tantissimo (va be’ un paio di mesi, ma per me che vivo in uno stato d’ansia pressoché costante anche per le cose più stupide) è Cara Ijeawele: Quindici consigli per crescere una bambina femminista di Chimamanda Ngozi Adichie (edito anche questo da Einaudi). Avevo già letto un romanzo (Americanah) e un altro saggio (Dovremmo essere tutti femministi) e quindi attendevo con ansia questo brevissimo saggio sul femminismo della Adichie. Nonostante la brevità, sono solo 88 pagine, e il prezzo a mio parere troppo elevato rispetto al numero di pagine del libro (tant’è che io l’ho preso in formato elettronico e lo consiglio in questo formato) ho trovato che, pur non fornendo un punto di vista rivoluzionario o un approccio mai visto su un tema, quello del femminismo che può risultare spinoso e polarizzante, sia stata come sempre chiara ed efficace.In risposta a una lettera di una sua amica appena diventata madre di una bambina, la Adichie risponde in quindici punti, alcuni di assoluta condivisione universale, altri di più difficile accettazione da parte di una società che da sempre ha conferito potere agli uomini, relegando le donne a ruoli secondari. Ovviamente la realtà a cui si riferisce la Adichie è quella nigeriana e in modo particolare quella della sua etnia (ibgo per la precisione), ma quasi tutti i punti si possono applicare a una qualsiasi società. Sono consapevole che questo non sia un consiglio per tutti, ma se siete interessati all’argomento femminismo e volete leggere qualcosa di semplice, breve e molto chiaro, i testi della Adichie sono assolutamente consigliati.


Terzo e ultimo (per questo appuntamento mica in generale) libro che ho atteso con ansia è La vita sessuale dei nostri antenati di Bianca Pitzorno (no, non ho voglia di riportare quell’infinito sottotitolo che il libro di porta dietro). L’ansia qui è stata per due motivi diversi: il primo è che ho scoperto dell’esistenza del libro nel momento in cui la prima edizione non si trovava in commercio e ancora non era uscita l’edizione “economica”,  il secondo è che questo è stato il mio primo libro per adulti di Bianca Pitzorno, fino a quel momento creatrice delle eroine della mia infanzia di lettrice (ancora oggi ho un ricordo bellissimo di Ascolta il mio cuore e lo considero tra i miei libri preferiti di sempre). Quindi ero in ansia sia perché non potevo mettere le mani sul libro, sia perché non sapevo come una delle mie scrittrici preferite avrebbe gestito un target di pubblico completamente diverso dal suo solito.
Devo dire che non ne sono rimasta delusa: dopo un attimo di smarrimento iniziale (perché un autore per bambini che affronta di petto temi che non si trovano praticamente mai nei libri per l’infanzia lascia un po’ basiti) è stato come tornare a casa, come se l’autrice avesse voluto scrivere per chi l’ha letta anni fa e ora non è più un bambino. Si trovano tanti temi a lei cari come la Sardegna, le protagoniste orfane e le ricche famiglie che non riescono ad fare i conti col tempo che passa. Ovviamente vengono presentati tutta una serie di temi più adulti e il libro non è esente da difetti, specie nella parte finale. La risoluzione dell’intreccio non è lineare ma il senso di familiarità che si prova specie se si è stati fan della Pitzorno da ragazzini, è quasi impagabile.


Questo appuntamento finisce qua. Ho cercato di limitarmi a libri editi in Italia e che non facessero parte di saghe anche se devo ammettere che sono proprio i libri successivi di una serie quelli che mi danno più ansia perché, solitamente, il libro precedente si conclude con un cliffhanger pazzesco o con una situazione di calma assolutamente finta che fa presagire ben poco di buono. In realtà anche in questo momento attendo con ansia due libri e sono proprio due libri successivi di due serie e sono entrambi in inglese. Si tratta del già nominato innumerevoli volte Oathbringer di Brandon Sanderson, ovvero il terzo volume della saga The Stormlight Archive pubblicato la scorsa settimana e che penso recupererò a per Natale (sì i piani per la Tome Topple sono saltati per aria ma ne parliamo a fine mese) e di The Girl in the Tower di Katherine Arden, secondo libro della Winternight Series, serie fantasy per adulti ambientata nella Russia medioevale.
Voi attendete le nuove uscite con ansia? Oppure non seguite le uscite del mercato editoriale? Pre-ordinate mai i libri che volete leggere? Fatemelo sapere con un commento.
Buone letture a tutti e a domani con il #5coseche.

PS:A dicembre invece preparatevi a più appuntamenti con il ti consiglio 3, magari lo sfrutto per consigliarvi regali di Natale!

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