Memoirs of a Lucca Comics

Qualcuno direbbe meglio tardi che mai, ma ogni anno vi prometto un post sulla mia esperienza al Lucca Comics & Games  e ogni anno non mantengo la parola data. Quest’anno poniamo rimedio alla situazione e diciamo due cose sulla fiera del fumetto (e di tutto il resto) più grande d’Italia e d’Europa o meglio, su quello che ho visto io di questa enorme manifestazione.


Inutile girarci attorno o indorare la pillola: Lucca Comics ha un sacco di difetti e non brilla per organizzazione. Ci si lamenta e poi ci si torna perché diventa qualcosa di più: non è solo più una fiera del fumetto (e del gioco, videogioco, cinema di animazione ecc. ecc.) ma è il luogo in cui si incontrano persone che, anno dopo anno, diventano importanti e quasi impossibili da incontrare all’infuori delle mura della città toscana. Quindi da queste parti non troverete critiche contro standisti, organizzatori o simili (a parte una, en passant).
Sono arrivata il pomeriggio del primo giorno e sono rimasta fino alla fine. Nonostante ciò, non sono riuscita a vedere tutto; per esempio del padiglione Netflixe dell’installazione dedicata a Stringer Thingsio ho visto solo la fila, a volte più corta, a volte più lunga, sotto il sole e la pioggia, da diverse prospettive ma sempre e solo la fila (idem per il padiglione Nintendo, o quello Warnero l’area movie in generale. Del castello-ponteggio di Harry Potter neanche ne parliamo che è meglio).
Ho seguito le conferenze degli editori manga (complimenti alla Planet Manga per una conferenza tra le più scarse che io abbia in memoria e le seguo dal 2008), ho visitato gli altri padiglioni, sono salita sulla Torre Guinigi (che vergogna non lo avevo mai fatto in tanti anni), ho rivisto gli amici e camminato.
Poi ho fatto acquisti. E qui viene il bello. Allego prove fotografiche.

Iniziamo dai fumetti. I primi due numeri di Children of the Whales di Abi Umeda, nuova serie shoujo fantasy edita da Star Comics. Il secondo volume era in anteprima in fiera e uscirà il prossimo mese di dicembre, ve ne parlerò quando uscirà perché ora rischio di farvi troppo spoiler.
Sempre per Star Comics ho preso il numero 7 di Our Little Sister di Akimi Yoshida, con questa lettura sono leggermente indietro ma apprezzo in maniera particolare questo josei manga sulla vita quotidiana di tre (più una) sorelle.
Allo stand Flashbook ho recuperato il numero 6 di Orange di Ichigo Takano e allo stand della Planet Manga ho recuperato il numero 3 di Urakata!! (il nuovo manga della mia adorata Bisco Hatori, autrice di uno dei miei manga preferiti di sempre ovvero Host Club) e i primi numeri di Amami lo stesso di Aya Nakahara (autrice del famosissimo Lovely Complex che io però non ho letto) che ho già letto e letteralmente adorato.
Un mio caro amico mi ha regalato Luce Nera di Barbara Baldi, edito da Oblomov edizioni, nuova creatura editoriale di Igort. Una storia ambientata nell’Inghilterra vittoriana dai toni molto cupi, una storia che sembra avere tutti gli ingredienti per farmelo amare alla follia. Allo stand Hazard ho preso La Musa Dimenticata di Emilia Cinzia Perri e Deda Daniels, conosco entrambe dai tempi della frequentazione dello SMO (il forum dello Shoujo Manga Outline) e sono molto curiosa di leggere questa storia che omaggia, almeno nel tratto, il maestro Osamu Tezuka. Allo stand Mondadori ho preso il primo volume di Monstressdi Sana Takeda e Marjorie Liu, in realtà l’ho letto lo scorso anno e lo possedevo già in inglese ma alla fine le autrici erano in fiera e ho preso il volume e me lo sono fatta autografare. In realtà (anche se non leggeranno mai questo post) dovrei ringraziarle perché sono state gentilissime ad autografare il mio volume quando la sessione di autografi si era appena conclusa. Non avrei mai voluto disturbarle, non è nella mia natura, ma è stato lo standista a dirmi che la sessione era in pieno svolgimento e che avrei fatto in tempo. A saperlo mi sarei avvicinata in un altro momento, quindi le ringrazio ancora per la loro disponibilità e gentilezza.
Infine, praticamente all’ultimo minuto disponibile della domenica sera, ho preso dallo stand Tunué il fumetto che ha vinto il Gran Guinigi nel 2013, ovvero La Memoria dell’acqua di Mathièu Reynes e Valérie Vernay. Sono molto curiosa di leggerlo e spero di farlo al più presto.
I più attenti di voi avranno notato che ho saltato un volume. C’è un motivo. Quel volume mi ha fatto vincere un autografo. Si tratta del 4 di Tsubaki Cho Lonely Planetdi Mika Yamamori, pubblicato da Star Comics e l’autografo lo potete vedere qui sotto. Per chi conosce il sistema di vincita degli autografi degli autori in casa Star di quest’anno, sì lo devo ammettere ho avuto una fortuna sfacciata. Non posso negarlo.

Sì la “mattonella”(lo Shikishi) è enorme, sì c’è scritto in grade To Star Comics per obblighi con i licensor giapponesi ma non mi importa. È troppo carino, il manga si sta rivelando un classico shoujo di quelli che non amo sopra ogni cosa, ma trovo il tratto della Yamamori veramente stupendo e sono felicissima di aver vinto. L’avrei voluto mettere vicino a quello di Mari Yamazaki (Thermae Romae) e Kazuhiro Fujita (Ushio & Tora) ma è troppo grande e li copre, dovrò trovargli una sistemazione consona in camera.

Passando ad altro, o meglio al “tasto dolente”. Ho preso due Nendoroid: (cioè due e mezzo ma uno è un investimento quindi neanche ne parlo, è un segreto, un mistero misterioso, neanche Roberto Giacobbo potrebbe farmi parlare) uno è tornato a casa con me e lo vedete in foto è la bellissima Saber/Altria Pendragon dalla saga di Fate, pagato pochissimo (praticamente a prezzo di vendita giapponese) se si considera che era un’esclusiva del Wonder Festival del 2016 e si trova solo su internet (quindi usato) a prezzi assolutamente proibitivi. L’altro è Ushio da Ushio e Tora (avevo già Tora e non poteva rimanere da solo, senza Ushio che lo minaccia rischio seriamente di essere mangiata V.v) che però avendo una scatola enorme non poteva stare in valigia e chi quindi rivedrò solo a dicembre (se però volete vederlo cliccate qua). Se per caso volete saperne di più del mio amore per i Nendoroid fatemelo sapere magari un giorno ve ne parlo in maniera più approfondita (e voi chiamate la neuropsichiatria per portarmi via).

Sì la signorina Saber / Altria ha un sacco di facce intercambiabili e un sacco di spade. È proprio ben fatta e, incredibile ma vero, è un Nendoroid che regge senza bisogno della base.

Sempre in foto potete vedere i due Blu ray dello studio Ghibli che ho recuperato a un prezzo assolutamente conveniente, se non ricordo male meno di 8 euro l’uno. Sì tratta di Kiki consegne a domicilio e Nausicaa della valle del vento. Affronterò stoicamente l’adattamento by Cannarsi, ce la posso fare.
Infine ho preso una cosa che ha più a che fare con la fiera stessa che con il fumetto. Avevo visto che era stato un omaggio per la stampa alla presentazione della fiera a Milano e devo ammettere che avevo rosicato un po’, quando ho saputo che lo avrebbero venduto durante la fiera non ho potuto fare a meno di prenderlo. Si tratta di una VHS con su il manifesto del Lucca Comics del 2017 ma che all’interno non contiene una vera VHS bensì un quadernino tanto bello quanto scomodo che graficamente ricorda proprio le videocassette della nostra infanzia. Sarà una scemenza però mi piaceva troppo.

Quello sotto è un passaporto per l’isola che c’è. Ma mica ne ho capito l’utilità, ma poco importa.

Infine ho preso una busta a sorpresa di snack giapponesi in condivisione con i miei amici. Ma a parte i Pocky, l’ovetto al cioccolato di Super Mario e i Mochi è stata un’esperienza ai limiti dell’allucinante che ora come ora non riesco a riportare alla memoria senza un crescente dolore di stomaco, molto simile alla gastrite. Ho ancora in mente una specie di rotolo di mais al curry che mi ha anestetizzato la bocca per almeno tre ore.
Snack inquietanti a parte, il bilancio di questa edizione della fiera è assolutamente positivo e non vedo l’ora che sia il 31 ottobre 2018 per essere nuovamente là.

Voi siete mai stati al Lucca Comics o a qualche altra fiera del fumetto? Fatemelo sapere in un commento.
A presto e buone letture (fumettose o libresche che siano) a tutti!

4 pensieri su “Memoirs of a Lucca Comics

  1. Io voglio il post sui Nendoroid!
    Quell’Ushio è stupendo *-* non riesco nemmeno a immaginarmelo in combo con Tora *—–*
    Anche il quaderno è meraviglioso *-* e lo shikishi! E i tuoi acquisti *-*

    Spero di esserci l’anno prossimo 😥 e di godermi l’intera fiera e i vari eventi tutti i giorni…

    Stessa lunghezza d’onda per quanto riguarda Tsubaki Chou, comunque 😛
    (mi unisco anche all’adorazione dei disegni della Yamamori)

    • Se scorri nelle immagini al link, l’ultima immagine è quella dei due Nendo uniti. Comunque il post arriverà con Ushio, non prima.
      Spero anche io tu ci possa essere il prossimo anno, è sempre bello incontrarsi in fiera.
      Gli acquisti sono tipo la morte del mio portafogli, ma Lucca è solo una volta l’anno, per sua fortuna!

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