The Opposite Book Tag

Oggi Book Tag perché il mese non è ancora finito e non voglio fare il post delle mie letture di ottobre in anticipo perché ho speranze (non so quanto reali) di concludere il libro che ho attualmente in lettura prima di domani notte. Quindi oggi parliamo di opposti libreschi, prendendo spunto dal post in inglese che ho trovato qua. Il post è un po’ vecchiotto, ma le domande mi sono parse interessanti quindi ho pensato di riproporvelo. Buona lettura!

  1. Il primo libro della tua collezione / L’ultimo libro che hai comprato
    Se parliamo del primo libro che ho posseduto, escludendo i Topolino che mi compravano ogni settimana, direi uno dei libri con cui ho imparato a leggere. Se invece il primo libro che ho comprato io forse è I pilastri della Terra di Ken Follett, poco meno di venti anni fa.
    L’ultimo libro che ho comprato sono in realtà due: Magic di V.E. Schwab e 4321 di Paul Auster.

  2. Un libro economico / Un libro caro
    Il libro più economico che possiedo è Stancliffe’s Hotel di Charlotte Brontë, pagato poco meno di 2 euro in una libreria inglese a Bratislava. Al contrario il libro più caro che possiedo è I principi di biochimica di Lehinger di Nelson & Cox; se restringiamo il campo alle letture extra-studio invece suppongo che il libro più caro che possiedo sia l’edizione extra lusso in inglese de I pilastri della Terra di Ken Follett (che attualmente è tipo introvabile e si trova a prezzi vergognosamente alti).
  3. Un libro con protagonista maschile / Un libro con protagonista femminile
    Cerchiamo di non essere banali. Libro con protagonista maschile è senza dubbio The Lies of Locke Lamora di Scott Lynch (libro oramai introvabile in italiano col titolo Gli inganni di Locke Lamora). Mentre come libro con una protagonista femminile cito L’amica geniale di Elena Ferrante che di protagoniste femminili ne ha ben due (Elena e Lila).
  4. Un libro che hai letto velocemente / Un libro che hai impiegato un sacco di tempo a concludere
    Credo che leggere più di 600 pagine in meno di 24 ore sia leggere velocemente (tecnicamente direi che è proprio divorare) e quindi direi A Conjuring of Light di V.E. Schwab (volume conclusivo della trilogia iniziata col famoso Magic di cui parlavo qualche domanda più su, ancora inedito in Italia).
    Al contrario per leggere Il Pazzo dello Zar di Jan Kroos ci ho impiegato due mesi e mezzo, più che una lettura, un lento e doloroso stillicidio che mi ha fatto apprezzare il libro molto meno di quanto penso possa meritare. Purtroppo il protagonista mi era talmente indigesto che non riuscivo a leggere più di un tre o quattro pagine alla volte (anche perché essendo il libro sotto forma di diario i “capitoli” avevano più o meno quella lunghezza).
  5. Un libro con copertina bellissima / Un libro con la copertina bruttissima
    Una copertina stupenda è quella dell’edizione per il cinquantennale de Il Maestro e Margherita nella collana Penguin Deluxe. Se non ce l’avete presente potete vederla qua. In realtà, tra gli ultimi acquisti potrei citare Il Serpente dell’Essex di Sarah Perry, copertina italiana pressoché identica a quella originale inglese (la potete vedere qua) e del tipo che ti convince a comprare il libro se soffrite, come me, di feticismo delle copertine dei libri
    Una copertina, o meglio quattro copertine, che a me non piacciono per niente e che trovo proprio brutte sono quelle della tetralogia dell‘Amica Geniale di Elena Ferrante. Mi danno la sensazione di raffazzonato, di posticcio e non credo proprio ispirino l’acquisto. Capisco che un libro sia fondamentalmente contenuto ma sono convinta che “l’abito” con cui lo si presenta faccia la sua parte e possa aiutare nelle vendite.
  6. Un libro del tuo paese / Un libro internazionale
    Un libro di un autore italiano, anzi andiamo ancora più sul geograficamente vicino e diciamo sardo che voglio citare è Stirpe di Marcello Fois, primo volume della saga dei Chironi, libro ad altissimo tasso di dramma, sfighe e lutti. Il libro idea da leggere nei momenti più tristi della propria vita.
    Come libro internazionale mi fa piacere citare invece Exit West di Moshin Hamid, libro letto lo scorso aprile e che mi è piaciuto tantissimo, un’attualissima riflessione romanzata sull’attuale situazione mondiale e sui fenomeni migratori. No, non è una storia d’amore anche se all’inizio può sembrare così.
  7. Un libro sottile / Un libro spesso
    Libro sottile anzi sottilissimo è Dovremmo essere tutti femministi di Chiamamanda Ngozi Adichie, libbriccino di sole 44 pagine, trascrizione e rielaborazione di un discorso in cui la Adichie spiega semplicemente cose che dovrebbero essere le basi della società civile e invece… Libro spesso, anzi un vero e proprio mattone è I Romanov 1613 – 1918 di Simon Sebag Montefiore che nell’edizione italiana conta ben 966 pagine. Quest’ultimo lo devo ancora leggere ma penso che visto l’argomento la lettura sarà molto lunga, magari diluita nel tempo per poter soddisfare la mia enorme curiosità sulla Russia zarista e sulla famiglia che l’ha dominata per poco più di tre secoli.
  8. Un romanzo / Un saggio
    Un romanzo che voglio citare è Cecità di Josè Saramago. Potentissima e disturbante storia di un’epidemia collettiva di cecità e dell’unica donna che ne sembra essere immune. Pesante, forse non per tutti ma uno dei migliori ritratti di personaggi femminili da me mai letti.
    Per quanto riguarda i saggi invece non posso non citare Sette brevi lezioni di fisica del professor Franco Rovelli. Fisica quantistica accessibile a tutti, praticamente senza formule e con riflessioni che sfociano nel filosofico. Un modo per avvicinare un po’ tutti alla materia ostica per eccellenza.
  9. Un libro (troppo) romantico / Un libro d’azione
    Qui ho pochi dubbi. Un libro fin troppo romantico per quanto possa essere carino è Geekerella di Ashley Poston, un libro d’azione è Dark Matter di Blake Crouch. o meglio credo che quest’ultimo sia il mio massimo come libro d’azione. Oramai lo saprete tutti che io non sono una grande fan di gialli e thriller quindi la scelta si riduce tantissimo.
  10. Un libro che ti ha reso felice / Un libro che ti ha reso triste
    Un libro che mi ha reso felice o che, più che altro ho trovato adorabile è The Long Way to a Small Angry Planet di Becky Chambers in uscita a gennaio 2018 per Fanucci col titolo The Long Way. Il lungo viaggio (l’ho appena scoperto pure io e ho gli occhi sbarrati, ho già il radar copertine oscene che manda segnali fortissimi).
    Un libro che invece mi ha reso triste è Chesil Beach di Ian McEwen. Una storia di incomunicabilità, di segreti inconfessabili e di risoluzioni estremamente tristi. La sensazione che rimane alla fine è quella che si prova quando tutto ti crolla addosso o ti scorre via come la sabbia tra le dita e tu non puoi fare nulla per fermare gli eventi.

Siamo giunti alla fine. Spero questo post vi sia piaciuto e consideratevi tutti taggati, sarei curiosissima di leggere le vostre risposte, magari possiamo scambiarci dei consigli di lettura.
A presto!

3 pensieri su “The Opposite Book Tag

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