Tea Book Tag

Torna l’appuntamento con i book tag, questa volta per celebrare l’autunno (va be’ il teorico autunno che qui sembra tornata l’estate, tranne la sera che la temperatura scende sotto i 10 gradi senza farsi troppi problemi) abbiniamo i tè ai libri.
Nel caso non lo sapeste io sono una patita di tè, bevo quasi esclusivamente le miscele in foglie da preparare con l’infusore, posseggo un numero imbarazzante di tazze da tè e ho un’adorazione smisurata per il tè verde (se è aromatizzato alla menta ancora meglio). Quindi, quando ho letto il post di Hana, non ho potuto fare a meno di riproporlo sul mio blog. Finita questa doverosa introduzione, iniziamo con le domande

  1. Earl Grey al doppio bergamotto: un libro profondo, intellettuale.
    Non so quanto sia intellettuale ma è sicuramente profondo e mi ci sento legata profondamente: mi riferisco a Passavamo sulla terra leggeri di Sergio Atzeni, autore mio conterraneo prematuramente scomparso. Un racconto della Sardegna tra il mitologico e il realistico, tra la favola e il tanto caro alla mia terra racconto della tradizione orale. Mi pento di non averne mai parlato da queste parti, sia perché l’ho letto ben prima che questo blog nascesse, sia perché uno dei post che a distanza di anni è ancora più visitato riguarda proprio Atzeni e il suo Apologo del giudice bandito. (Nota a margine a me il tè Earl Grey proprio non piace)


  2. Tè ricco: un libro su cui ritorni spesso
    Il tempo per rileggere il libri è sempre quello che è, ultimamente però ho praticamente riletto Uprooted di Naomi Novik, Cuore Oscuro nella sua traduzione italiana (qui https://iononsonoquellaragazza.wordpress.com/2017/10/06/cuore-oscuro-di-naomi-novik-due-o-piu-parole-sulledizione-italiana/cosa ne penso), più che per diletto è stato per il blog. Ma rileggere Uprooted (almeno in inglese) è sempre un piacere e quindi non mi è pesato particolarmente. Invece se il tornare a un libro lo intendiamo come il dare uno sguardo a una citazione o a un passaggio specifico allora l’elenco diventa molto più lungo; rileggere i capitoli che più mi sono piaciuti dei miei libri preferiti è un metodo per farmi entrare nel mood giusto per leggere anche quando sembra che non ne abbia troppa voglia.


  3. Tè al limone: un libro talmente veloce che è finito prima di aver assaporato le pagine
    Non sono la più grande fan dei libri estremamente brevi, anche se spesso si trovano delle autentiche perle tra queste storie dalla durata limitata. In una storia di poche pagine, l’abilità dell’autore è messa seriamente alla prova e il gioco delle sottrazioni deve essere giocato in maniera millimetrica o il lettore proverà la sensazione di mancanza. Un libro che, per quanto scritto bene e con una trama che affronta temi che per certi versi vengono ancora considerati tabù, mi ha lasciato questa sensazione è Chesil Beach di Ian McEwan. Il libro è arrivato alla fine e sentivo mancasse qualcosa, come se il ritmo fosse stato gestito in maniera scorretta e piuttosto che uno sguardo assolutamente insoddisfacente sul futuro avrei preferito che il libro si fosse interrotto prima. La vicenda scorre via veloce e il libro giunge alla conclusione prima che si possa entrare nell’atmosfera creata dall’autore. Per chi fosse curioso, ne ho parlato anche nel wrap up di marzo.


  4. Camomilla: una lettura della buonanotte, rilassante e calmante
    Tra le letture più rilassanti che io ricordi c’è sicuramente Le notti Bianche di Fëdor Dostoevskij. Un’atmosfera sognante e fantastica, lo sfondo di San Pietroburgo che durante le famosi notti bianche non va praticamente mai a dormire. Un racconto fantasioso e pieno di magia. Poi è Dostoevskij, quindi non aspettatevi esattamente il “e vissero per sempre felici e contenti”, però è veramente una lettura rilassante ed estremamente fiabesca, quel tipo di lettura che ti fa andare a dormire più sereno.


  5. Lady Grey: un classico perfetto per una mattina invernale
    Una mattina invernale in cui si sta a casa è di solito collegata alle vacanze natalizie, a paesaggi innevati e un mondo immerso in una sorta di forzata immobilità. A parte le vacanze natalizie direi che il resto è assolutamente irreale e non si vede la neve a Natale da anni e anni. In realtà credo di non aver mai visto la neve a Natale dalle mie parti. Comunque, anche in questo caso, mi aspetto di leggere un libro che mandi messaggi positivi, che riscaldi il cuore e l’anima e quindi in maniera assolutamente banale dico Canto di Natale di Charles Dickens. Non credo ci sia bisogno di raccontare la trama vero? In un modo o nell’altro la storia la conoscono tutti, anche perché ce la fanno “sorbire” in tutte le salse sin dall’infanzia (lo fanno ancora, vero?). Due parole su quello che ne penso le potete trovare qua.


  6. Tè all’arancia: un libro molto popolare che hanno letto quasi tutti
    Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry: credo che non abbia bisogno di alcun tipo di presentazione anche se ultimamente lo vedo acceso oggetto di discussione sul suo reale valore letterario, tra chi lo osanna a capolavoro per adulti con profondi messaggi nascosti e chi lo ritiene un libro estremamente paravento che di profondo non ha proprio nulla. Io mi metto nel mezzo, ho apprezzato la lettura però non ho mai urlato al capolavoro. Forse sono incapace di vedere l’essenziale. Non per niente sono una talpa, potrei essere miope anche nel cuore.


  7. English Breakfast: un classico in lingua inglese
    Senza alcuna presentazione e visto che nomino sempre l’altro questa volta dico Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Perché insomma, Mr. Darcy ha rovinato intere generazioni di donne e si attirato l’odio di intere generazioni di uomini, anche se il libro è molto più di una storia d’amore e la sagace e divertente critica alla società del periodo che fa la Austen è forse impareggiabile.


  8. Canadian Breakfast: un libro anglofono ma non britannico
    Per questo scelto il libro che ho attualmente in lettura, ovvero Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood. Per ora ho letto un centinaio di pagine ma mi sta già prendendo un sacco questo inquietante racconto distopico sul controllo della società tramite il controllo del corpo delle donne. Per ora mi sento di consigliarlo, ne riparliamo a novembre nel post delle letture.


  9. Tè verde: un libro sano per la mente
    In un periodo in cui si vede tanta ignoranza, in cui si torna a dare valore a cose che erano oramai disperse nel tempo, credo che un libro sano per la mente sia un libro divulgativo, con argomentazioni  valide e che spieghino in maniera semplice e comprensibile la scienza a chi non è avvezzo. Mi sento quindi di scegliere senza alcuna remora Sette brevi lezioni di fisica del professor Carlo Rovelli. Scritto in un linguaggio accessibile, senza un uso pesante delle formule è una perfetta introduzione al mondo criptico e spesso ostile della fisica quantistica.

Siamo giunti alla fine di questo tag, spero che vi sia piaciuto e consideratevi tutti taggati se volete rispondere con un vostro post o qui nei commenti.

A presto e buone letture!

5 pensieri su “Tea Book Tag

  1. Sono contenta che abbia anche tu partecipato a questo book tag ^_^.
    Scelte sicuramente interessanti, e ammetto che fino all’ultimo sono stata indecisa tra Austen e Dickens per il classico in lingua inglese.
    Un abbraccio e a presto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.