Letture di settembre

Settembre è stato un mese migliore di agosto dal punto di vista delle letture. Non sono ancora del tutto fuori questa specie di blocco del lettore, che non so se sia un blocco con tutti i crismi o piuttosto un qualcosa che non mi fa apprezzare a pieno i libri che leggo, ma passare da tre a sei libri letti in un mese lo definirei come un miglioramento sostanziale.
Senza ulteriori indugi passiamo quindi alle letture.

Iniziamo proprio da dove ci eravamo lasciati ad agosto, ovvero alle avventure del mago Howl, della strega Sophie e tutto il coloratissimo cast di personaggi creati da Diana Wynne Jones. A inizio settembre ho letto in rapida successione Castle in the Air e House of Many Ways (editi in Italia rispettivamente coi titoli Il castello in Aria e La casa per Ogni Dove editi da KappaLab sia in volumi singoli che un unico volume che raccoglie tutta la trilogia al prezzo di 29€). Devo ammettere che per quanto siano due libri per l’infanzia estremamente gradevoli, a mio parere non sono all’altezza del primo libro. Le storie decollano realmente sono quando si riaffacciano i personaggi che abbiamo imparato a conoscere all’interno del Castello Errante e i protagonisti, in modo particolare Abdhullah, soffrono di poca personalità. Charmain, la protagonista di House of Many Ways, possiede un carattere più definito e deciso ma ricade in alcuni stereotipi che i bambini faticano a riconoscere mentre agli occhi degli adulti fanno storcere un attimo in più il naso. Le storie sono comunque divertenti e avventurose, con richiami a culture diverse dalla nostra e misteri di non semplicissima risoluzione per i bimbi. Da parte mia di dove si vadano a “nascondere” i protagonisti specie in Castle in the Air era risultato palese sin dall’inizio. Però, come capirete, io sono estremamente fuori target.
Nonostante tutto li reputo degli ottimi libri da leggere per i bambini un po’ più grandicelli, anche se Il Castello Errante di Howl rimane a mio parere il miglior libro della trilogia. Alla fine ho dato ad entrambi i libri 3.75 stelline su 5 su Goodreads, anche se la mia preferenza tra i due ricade su House of Many Ways.


Ho letto poi in ebook Geekerella di Ashley Poston, retelling in chiave moderna, geek e assolutamente inclusiva di Cenerentola. Una lettura velocissima, un paio d’ore ed era già tutto finito. Un mix geniale di ingredienti fatto appositamente per creare il sentimento di empatia nel lettore. Prendere una fiaba come Cenerentola che, al giorno d’oggi non è particolarmente amata perché l’eroina non è esattamente la rappresentazione migliore della donna forte che prende in mano il suo destino, e renderla apprezzabile non è da tutti (che poi io abbia un’idea completamente diversa di Cenerentola e della sua forza non è tema di questo post quindi lo lasciamo cadere qua). Il libro soffre però di un’eccessiva sindrome da romanzo rosa e riesce addirittura nell’incredibile impresa di diventare ancora più smielato della fiaba da cui trae l’ispirazione. Scusate ma non c’è scritto da nessuna parte che ci deve essere un lieto fine obbligatorio per tutti o che la “punizione” dei cattivi debba essere solo di facciata. Inoltre uno degli aspetti che nella fiaba è più fumoso (o comunque si regge su basi estremamente flebili) qui poteva essere sviluppato molto meglio; invece dopo un inizio promettente, viene lasciato cadere nel nulla. L’aspetto geek della vicenda è forse la parte più divertente, chi abbia mai amato veramente un’opera (sia essa letteraria, audiovisiva o videoludica) riesce a ritrovarsi nella protagonista Elle e nel suo amore quasi ossessivo per il suo fandom. Questo lato è particolarmente riuscito, così come la dinamica alla C’è posta per te (il film con Meg Ryan e Tom Hanks, non il programma tv sia chiaro) che riesce a integrarsi in maniera quasi perfetta con la storia. Per il resto una lettura carina e leggera, non indimenticabile che forse sarebbe più adatta all’estate per la sua leggerezza. A questo libro ho dato 3 stelle su 5 su Goodreads.


Veniamo poi a lui, il libro che mi portavo dietro da luglio, il romanzo storico di Jan Kroos che ha attentato alla mia voglia di leggere e ha fatto crollare il mio ambizioso progetto di letture russe che si doveva concludere con il monumentale (per ora solo in senso di dimensioni fisiche) tomo sulla storia della dinastia dei Romanov (ovviamente il tomo lo leggerò, ma con tutto un altro ritmo e spirito). Sto parlando de Il Pazzo dello Zar edito in Italia da Iperborea al prezzo di 19€.
Appena finita la lettura il primo pensiero è stato “che tortura”. Questa è chiaramente un’ingiustizia nei confronti di un libro estremamente valido, scritto molto bene e con un autore capace di tratteggiare dei personaggi in grado di risvegliare emozioni forti nel lettore. Proprio in questa sua abilità sta il mio “problema” col libro. Il ritratto che Jan Kroos che fa Jakob Mattik, voce narrante del romanzo, è molto vivido e mi ha fatto odiare con tutta me stessa questo uomo che vive ai margini della storia, che non risparmia giudizi anche crudeli su chi lo circonda e che si troverà beffato dal destino in una maniera assolutamente geniale. L’autore del diario ci racconta la storia del barone Timo van Book e della sua folle lettera allo zar Alessandro I che gli è costata anni e anni di prigionia e una libertà subordinata alla sua pazzia (o presunta tale) ed è ispirata a un episodio realmente accaduto nella storia della Russia zarista. Kroos la usa come metafora per criticare il regime comunista che ai tempi governava l’attuale Estonia e questo ha avuto conseguenze anche sulla sua vita.
Ho dato 3.5 stelline su 5 ma prima o poi gli darò un’altra possibilità perché sono certa sia una storia che abbia molto di più da offrire di quanto io abbia raccolto in questi quasi 3 mesi.


Ho letto poi il libro che durante la lettura faceva nascere nella mia mente sempre le solite tre domande: ovvero “Perché? É proprio necessario? Siamo sicuri che non se ne potesse fare a meno?”. Grandi interrogativi che, come potrete intuire denotano un giudizio non proprio positivo. Il libro in questione è Uno Zero di Hanif Kureishi edito in Italia da Bompiani al prezzo di 16€ (in ebook a 9.99€, io però ho approfittato di una offerta del giorno e, se non ricordo male, l’ho pagato meno di 2euro).
Uno Zero è la storia di un famoso regista da tempo malato e a un passo dalla morte e del suo ultimo folle progetto che coinvolge sua moglie e un particolare personaggio che frequenta la casa della coppia. Fino a qui niente di strano. La trama è interessante, si fa un ritratto spietato del mondo del cinema e di tutto ciò che lo circonda, da attori a registi, da critici a parassiti a vario titolo che vivono di luce riflessa. Il mio problema con questo titolo è il registro linguistico. Io non mi faccio troppi problemi di fronte a un certo tipo di linguaggio, ma qui la scurrilità è la norma e questo non mi è andato giù perché spesso l’ho trovata assolutamente gratuita ed esagerata. Non è una questione di stile, è proprio una questione della sequela di espressioni volgari e scurrili che si susseguono e vengono usate come se fossero l’unica via possibile. Capisco che l’autore volesse dare un certo tipo di immagine di Waldo, ma il ritratto che ne fa a volte risulta essere poco credibile nel contesto della sua malattia. 2.5 stelline estremamente stiracchiate per uno dei libri che meno mi ha convinta in questo 2017. Per fortuna che l’ho preso in offerta perché a mio parere la resa non vale assolutamente la spesa. Poi è il libro del millennio e io non capisco nulla, ai posteri l’ardua sentenza.


Infine ho letto L’albero delle Bugie di Frances Hardinge edito in Italia da Mondadori al prezzo di 11.50€. Senza dubbio la migliore lettura del mese scorso seppure non esente da difetti come ad esempio un’eccessiva complicazione degli eventi nella parte finale. Faith è la tipica figlia dell’Inghilterra vittoriana: muta e composta, deve stare al suo posto nonostante dentro bruci di curiosità e senta moti di ribellione crescenti. Un’ombra sulla reputazione del padre, pastore e stimato esperto di fossili, conduce la famiglia di Faith su un’isola più strana di quanto sembri e un evento tragico consente alla ragazzina di rompere la sua gabbia. L’albero delle Bugie è un romanzo storico di formazione, è una storia di emancipazione femminile, di donne che lottano per emergere in una società totalmente maschilista e cercano di imporre la loro presenza nel mondo ognuna a modo suo. La potenza del messaggio è tanta e una ragazzina pre adolescente può trovare tanta forza e speranza in una storia di questo tipo. I miei dubbi nascono dal registro linguistico utilizzato specie nella prima parte del romanzo: alto e pomposo, sicuramente ricalca il linguaggio dell’epoca ma soffre, a mio parere, del problema opposto rispetto a quello di cui vi parlavo nel mio ultimo post (se vi interessa, potete leggerlo qua). Dovrei leggere la versione originale del libro per capire se in questo caso si tratta di un problema di traduzione o di una scelta stilistica, in ogni caso forse un lettore dodicenne potrebbe scoraggiarsi un po’ durante le prime pagine del libro. Detto ciò però ho trovato la lettura estremamente godibile e gli ho dato 4 stelline su 5 su Goodreads.


Anche per questo mese siamo arrivati alla fine. Un ultimo appunto, nel post delle letture di agosto dicevo che avevo iniziato un libro di Brandon Sanderson e qui non compare. L’ho iniziato e ne ho letto un centinaio di pagine, poi mi sono fermata un attimo e ho pensato che più che usarlo per scacciare le poca voglia di leggere, un libro di dei miei autori preferiti lo leggo quando ho voglia di leggerlo. Probabilmente comparirà presto da queste parti ma non come chiodo schiaccia chiodo (in realtà so che nessuno si stava chiedendo questa cosa, ma ci tenevo comunque a farvelo sapere).

Voi cosa avete letto il mese scorso? Avete per caso letto uno dei libri di cui ho parlato? Fatemelo sapere.

A presto e buone letture!

7 pensieri su “Letture di settembre

  1. Dovrò porvi rimedio e recuperare questa trilogia di cui ho visto il film d’animazione. Credevo che fosse solo un volume unico “Il Castello Errante di Howl”, appunto, ma a quanto pare mi sbagliavo. Bene così. (Saluto tutti i risparmi) Appena posso lo recupero, dato che il film del Miyazaki è uno dei miei preferiti. Se non erro però ogni libro racconta una storia diversa, giusto? Ovvero nel primo troviamo Sophie e Howl come protagonisti, nel secondo altri.

      • Ah, ho capito. Perfetto allora! Appena posso lo recupero. Questo mese mi son dedicata a quello che potevo in quanto “letture”, ad esempio Musica di Mishima (che STRAconsiglio) e Lo squalificato di Dazai.

      • Io attualmente ho in letture il racconto dell’ancella. Senza volerlo questo ottobre è diventato un mese tutto di letture al femminile.

      • Dipende dai tuoi gusti ma qualcosa scritto da donne che consiglio sicuramente è Stazione Undici di Emily St.John Mandell, Magic di V.E. Schwab (ne parlerò presto sul blog)e il libri di Tove Jansson. Sono tre autrici completamente diverse tra loro, il libro libro è una storia post apocalittica, il secondo è un Fantasy e la terza autrice scriveva literary fiction (ed è la mamma dei Moomin)

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