I preferiti di Maria Ste: settembre 2017 a.k.a. Il grande ritorno

Dalle nebbie del tempo riemerge la rubrica che ha tirato la carretta del blog per qualche tempo e poi era morta per mancanza di idee. Torna così, in maniera improvvisa e nella stessa maniera potrebbe andar via e questa volta senza losco figuro al mio fianco (ma il suo blog dovete comunque visitarlo ok? Preferiti o non preferiti, SayAdieutoYue è sempre al suo posto con dei bellissimi post).
Bando alle ciance e andiamo a parlare delle cose più belle del mese appena passato.

Buona lettura!

La serie: Don’t judge me, lo so che sono una donna adulta e dovrei guardare serie impegnate, mostrare interesse per argomenti profondi ma niente da fare, la mia serie preferita del mese è il reboot/remake di Ducktales. Sì, ho sentito milioni di critiche della serie è disegnato male, le voci dei nipotini sono bruttissime perché sembrano adulti e io me ne frego. Sento la sigla e inizio a gasarmi come quando, nei primi anni ’90 li guardavo in tv. Questa volta poi c’è Paperino e un progetto assolutamente ambizioso su una sorta di segreto che aleggia sulla famiglia più famosa di Paperopoli. Non ho idea di come stia andando a livello di ascolti ma so che era stata già rinnovata per una seconda stagione ancor prima della messa in onda quindi avrò di che guardare per almeno due stagioni.
Ci fanno pure una serie a fumetti in uscita a novembre, chi lo sa magari Panini ce la porta pure in Italia!

Il libro: L’albero delle bugie di Frances Hardinge. Ve ne parlerò meglio nel post dedicato alle letture del mese di settembre che arriverà nei prossimi giorni, comunque sia il libro spicca tra le letture (assolutamente più corpose rispetto al mese precedente) di settembre, nonostante ci siano state un paio di cose che mi hanno fatto storcere il naso (più che altro a livello stilistico che di storia o personaggi). Una storia di formazione con un forte messaggio per le ragazze in un’epoca in cui alle donne ben poco era concesso.

L’evento:  Settembre è stato un mese per certi versi ricchissimo di eventi e per altri che è scivolato via senza lasciar traccia. La seconda interpretazione si può applicare a cose che possono avere un diretto riflesso sulla mia vita, la prima invece si applica ai miei rapporti più stretti. E tra tutto spicca una celebrazione di un certo livello per una persona a me molto cara. La famiglia si è riunita per il novantesimo compleanno di mia nonna ed è stato bellissimo. Di più non voglio dire, è una cosa così bella anche perché è rimasta privata. Però casa è ancora invasa di piante e mazzi di fiori che le sono stati regalati. Ah sì, poi l’ultimo giorno del mese ho presentato (e suonato) a un concerto: però non so se può proprio rientrare nella categoria dei preferiti dato che il pubblico era pressoché assente (sì c’erano più musicisti che spettatori) e che, nonostante mi si continui a far presentare, mettermi così in mostra non è certo la mia attività preferita e non penso neanche di essere particolarmente brava.

La musica: Non so se ho mai parlato da queste parti del mio nuovo amore musicale ovvero una sorta di band, in cui cambiano sempre cantanti e musicisti, ovvero i PostModern Jukebox di Scott Bradlee (vi lascio qui il suo canale Youtube). Difficilmente trovo insoddisfacenti le loro versioni, quasi sempre jazz, swing o più semplicemente retrò, di canzoni molto famose. Tra le mie preferite, e che sulla mia playlist di Spotify passano più volte in una giornata, spiccano sicuramente Careless Whisperer e Seven Nation Army. Non conosco i cantanti che si alternano come vocalist (a parte il tizio vestito da Clown che è canta una versione di All the Small Things assolutamente spettacolare, non sembra neanche la canzone dei Blink 182) ma sono tutte molto brave. E ho scoperto che il 4 dicembre saranno in concerto a Milano. Saluti a un altro concerto che non riuscirò a vedere.

L’oggetto: il mese appena trascorso non ho comprato molte cose, però ho soddisfatto il mio amore per le cover bellissime dei libri con due chicche. Una è un libro che ho letto ed è da più di 15 anni tra i miei preferiti di sempre, ovvero un’edizione cartonata in lingua originale de I Pilastri della Terra di Ken Follett, l’altra è l’edizione inglese de La Storia delle Api; questo l’ho preso in inglese non solo per la cover ma anche perché ero convintissima fosse inedito in Italia. Invece mi sbagliavo. Però la cover inglese è infinitamente più bella di quella italiana quindi non me ne pento. Attualmente non sono propriamente nel mood delle letture in lingua originale, ma sarà sicuramente tra le mie prossime letture (appena tornano le energie mentali per leggere in una lingua che non sia l’italiano). Se frugate sul mio profilo Instagram potrete trovare foto dei libri in questione.
In realtà, a pensarci bene, l’oggetto del mese che potrebbe addirittura rivelarsi l’oggetto della vita (come no) è sicuramente il mio Jazzlab saxholder, una cosa che a prima vista sembra un incrocio malefico tra uno stetoscopio e uno strumento di tortura e invece è una geniale tracolla per sax che non fa pesare lo strumento sul collo, bensì distribuisce il peso sulle spalle e sul davanti. Ho avuto modo di provarlo sia al concerto di cui parlavo sopra, sia in processione (e vi assicuro è stata una processione di due ore quindi non una breve passeggiata) e mi sono sentita benissimo, dopo mesi e mesi per la prima volta quando ho posato lo strumento non mi sentivo dolorante e irrigidita a causa del peso dello strumento. Ero arrivata a essere insofferente alla classica tracolla da collo anche durante le prove, in cui sto seduta e non cammino, e sono felicissima di aver trovato questa soluzione anche perché la terza alternativa (le classiche bretelle) non faceva proprio per me. In realtà il mio collo è ancora abbastanza indolenzito ma almeno il sax non peggiorerà più la situazione.

Il cibo: Settembre. Finisce l’estate, inizia l’autunno. Arriva il momento in cui posso apprezzare l’arancione o meglio i cibi arancioni. Ancora non ho mangiato il mio grande amore invernale, ovvero la zucca ma sono riuscita a mangiare le clementine che adoro. Lo so che i mandarini hanno più profumo, più sapore (e soprattutto più semi) ma ancora non si trovano e a me piacciono più le clementine (proprio perché non hanno i semi, mica per altro).

Siamo giunti a fine post. Questo mese niente film, linciatemi ma non ho visto alcun film per intero lo scorso mese, non ho avuto tempo o voglia. E poi lo avrete capito tutti a questo punto che tra un film e un libro io preferisco sempre il secondo.
Ci vediamo a inizio novembre (sicuramente dopo il 6 perché prima non sarò in casa) con il nuovo appuntamento dei preferiti (forse) e presto con altri post sul blog per parlare di libri. E di edizioni italiane. E di cose che mi fanno imbestialire al punto che a volte spero che certi libri non vengano mai tradotti.
Voi cosa avete amato a settembre? Volete farmi compagnia in questo nuovo appuntamento con i preferiti? Fatemelo sapere nei commenti!

A presto!

PS: Lo ripeto anche questa volta, ho aderito al programma di affiliazione Amazon. Se cliccate sui link dei libri vi porta ad Amazon e se fate degli acquisti attraverso quei link va a me una piccola percentuale che mi aiuterà a mandare avanti il blog comprando altri libri. A voi non verrà caricato neanche un centesimo in più. Ovviamente se non vi interessa, fate pure senza, ma ci tenevo ad essere trasparente con voi. E credo lo ripeterò a ogni post.

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