Le letture della giovane MariaSte

Nel corso dell’estate appena passata ho visto in giro per i blog, in particolare in quelli di Caroline e Yue post in cui parlavano delle loro letture (e visioni e altre amenità) della loro infanzia. Con il cronico ritardo che mi caratterizza tra avere l’idea di fare un post e metterla in pratica mi ritrovo solo ora a scrivere questo post in cui però mi dedicherò principalmente alle mie letture d’infanzia.

Non ho un ricordo preciso di me che imparo a leggere ma ho diversi ricordi di me piccola con un libro in mano. Narra la leggenda (cioè i miei) che un giorno, avevo circa 5 anni, io avessi tra le mani un libro e sembrassi proprio intenta a leggerlo; mia mamma convinta che io lo conoscessi a memoria prese il libro e girò le pagine in maniera disordinata per poi ridarmelo: era convinta che continuassi da dove mi ero fermata e invece ripresi dal punto descritto. Quindi sono andata alle elementari sapendo leggere ma non sapendo scrivere perché all’asilo ai tempi non lo insegnavano per nulla. Ho ancora conservati in casa i libri di me bimba di 6 o 7 anni e ricordo ancora con tantissimo affetto La Ballata di Cenerentola di Roberto Piumini, un libro di neanche 50 pagine che in rima raccontava la storia di Cenerentola, c’erano addirittura le note per cantarla tutta ma io e il canto non siamo mai andati d’accordo, quindi l’ho sempre e solo letto. Avevo diversi libri della stessa casa editrice, la EL, ed avevano copertine di colore diverso a seconda del livello di letture raggiunto dal bambino. E proprio in questa collana ho scoperto quella che è stata l’autrice che ha caratterizzato la mia infanzia e ha scritto uno dei miei libri preferiti a distanza di più di 20 anni. Parlo di Bianca Pitzorno, la scrittrice sarda che ha passato gran parte della sua vita a scrivere libri per l’infanzia e, se ricordo bene aveva pure ideato il programma L’Albero Azzurro, e da poco è passata a scrivere per adulti (ho parlato de La vita sessuale dei nostri antenati in un post sulle mie letture dello scorso anno, se siete curiosi lo trovate qua).
Il libro che me l’ha fatta scoprire è L’incredibile storia di Lavinia, un retelling della piccola fiammiferaia in cui la piccola Lavinia non muore di freddo consumando tutti i suoi cerini (non ho fatto spoiler vero?) ma trova un magico anello in grado di trasformare tutto ciò che vuole in cacca! Da qui è stata quasi una richiesta continua alla mia famiglia di libri della Pitzorno fino a trovare il libro preferito ovvero Ascolta il mio cuore, storia di Prisca, Elisa e Rosalba e della loro epica battaglia lunga tutto un anno scolastico contro l’incarnazione di tutti i soprusi, la loro maestra classista e ipocrita Argia Sforza (simpaticamente rinominata Arpia Sferza).
Ovviamente non leggevo solo libri della Pitzorno, ma sono sicuramente quelli che hanno segnato la mia infanzia perché avevano delle protagoniste femminili, delle ragazzine che pure in situazioni difficili, spesso sono orfane o presunte tali, non si piangono addosso e fanno di tutto pur di trovare il loro posto nel mondo, si sforzano in ogni modo di migliorare la propria vita e combattono contro le ingiustizie (vere o presunte) che incontrano. Sono libri ricchi di messaggi assolutamente attuali anche a distanza di 30 o 40 anni dalla loro scrittura, ci sono messaggi contro il razzismo, un profondo sentimento ecologista, un ribaltamento del concetto della fiaba classica. Tutte cose che vengono dipinte nel 2017 come estremamente moderne e invece, se sapute cercare, si possono trovare nella letteratura per l’infanzia degli scorsi 40 anni.

In realtà ho letto anche diverse edizioni dei classici, spesso quelli più indirizzati per un pubblico più giovane, dai libri di Verne a La Piccola Principessa, però ammetto che a quella età preferivo seguire quelle storie sotto forma di cartoni animati, perché lo ammetto ero una ragazzina che adorava guardare i cartoni animati e trovava questo tipo di storie, cariche di dramma (a volte anche oltre la soglia della sopportazione), più digeribili a puntate.
Poi un giorno, appena quattordicenne, ho scoperto Ken Follett e le mie letture d’infanzia sono finite lì, scontrandosi e perdendo contro il desiderio di un’adolescente di sentirsi adulta e di voler leggere cose che la distanziavano da tutto ciò che aveva letto fino a quel momento. Se ci penso ora, a distanza di quasi 20 anni, sono stata un po’ stupida perché i libri per l’infanzia conservano quel fascino e quella purezza e oggi, ogni tanto, li rileggo o ne scopro nuovi con immenso piacere. Spesso ci si trova dentro un coraggio che nei libri per adulti (e in modo particolare negli YA) è completamente sconosciuto, camuffato dietro a rappresentazioni poco più che macchiettistiche che vanno a soddisfare in maniera poco più che superficiale il nostro bisogno di diversità e rappresentazione, ma non vanno a scalfire in maniera graffiante ciò che realmente conta.

Ok doveva essere un post carino e leggero e invece è diventato un pippone…
Fatemi sapere quali fossero le vostre letture da bambini o se foste dei bambini che si rifiutavano categoricamente di leggere e se questo tipo di post vi interessa e magari un giorno vi potrei parlare delle mie letture ribelli da adolescente (ribelli un corno, ero super da diamoci un tono e mostriamoci alternative). Al prossimo post e buone letture!

 

PS. L’ho fatto pure io. Ho aderito al programma Amazon di affiliazione. Se cliccate sui link dei libri vi porta ad Amazon e se fate degli acquisti attraverso quei link va a me una piccola percentuale che mi aiuterà a mandare avanti il blog comprando altri libri. A voi non verrà caricato neanche un centesimo in più. Ovviamente se non vi interessa, fate pure senza, ma ci tenevo ad essere trasparente con voi.

8 pensieri su “Le letture della giovane MariaSte

  1. Io della Pitzorno adoro La bambinaia francese *-* Bellissimo, vorrei anzi ritagliarmi due secondi per rileggerlo.
    Comunque il mio libro per l’infanzia per antonomasia è sicuramente Piccole Donne. L’ho amato e lo amo ancora adesso come poche cose al mondo. Mi piacevano tutte e 4 le sorelle e ricordo volevo essere buona e dolce come Beth (mentre mio malgrado ero quasi del tutto uguale a Jo, che pure adoro da sempre).

    Alle elementari poi, dalla seconda, cominciammo a leggere un libro all’anno nelle ore di narrativa. Finimmo Pinocchio, Matilde ( <3) , Cuore e I Pattini d'Argento, tutte storie che porto nel cuore, così come la mia maestra d'italiano, in parte "colpevole" del mio amore per i libri.

    Menzione speciale anche per "Nina, la bambina della sesta luna", Il Piccolo Pricipe, qualcosina del Battello a Vapore, Harry Potter, che all'inizio, dopo un lungo periodo di diffidenza, mi terrorizzò con la faccenda del Basilisco, per poi farsi adorare solo un po' più tardi.

    Quasi tutti regali delle mie zie o della mia vecchia vicina di casa, ora che ci penso, come anche altri libri classici per bambini che ancora custodisco gelosamente.
    I miei invece non investivano molto nella mia passione ahahahah e anche oggi, mia madre dà di matto se spendo i risparmi in libri e fumetti 😥

  2. Dimenticavo, concordo anche io sul coraggio di molti libri per bambini o anche di fiabe e favole.
    Penso a 7 minuti dopo la mezzanotte, o a Momo e La storia infinita di Ende.

    YA… ricordo che alle medie lessi Twilight e… niente mi lasciò addosso sentimenti contrastanti. Lo finii velocemente ma ricordo non mi piacque per niente la storia d’amore, la trovavo vuota. Mi sembrava che lei, Bella, “amasse” Edward solo per via della di lui figaggine e basta, in fin dei conti.

    Mi sono arresa invece di fronte ai libri di John Green. Ero partita super prevenuta e invece, mio malgrado, mi sono dovuta ricredere parecchio. Trovo che comunque il suo stile renda molto di più in lingua originale. Lo slang inglese, tradotto in italiano, mi fa involontariamente ridere 😥

    • Io non ho mai letto nulla di John Green, non tanto perché sia un autore di YA, bensì perché le sue trame non mi ispirano. Non ho uno straordinario interesse a leggere avventure di adolescenti speciali ma normali e cose simili. Mea culpa. Non farmi partire il pippone sulle traduzioni che in questo momento ho il dente assolutamente avvelenato a riguardo.

      • Arriverà prestissimo un post a riguardo. Teoricamente ce l’ho un po’ con tutti, in particolare con la traduttrice di Uprooted, in italiano Cuore Oscuro (cielo che titolo orrendo).

  3. Oddei, L’Incredibile Storia di Lavinia! L’ho letto anch’io, così come Ascolta il Mio Cuore!! Volevo chiamare Dinosaura la mia tartaruga, ma purtroppo la mia migliore amica dei tempi aveva un rettile omonimo (aveva una sorella che aveva letto la Pitzorno prima di me, mannaggia!), così mi sono dovuta accontentare di un diminutivo… Saura non rimandava al mio libro preferito dei tempi, ma per una testuggine palustre era un nome azzeccato. 😉

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