Ti consiglio tre… Classici

Benvenuti al primo appuntamento con i miei consigli (che nessuno ha chiesto) di lettura. Ho pensato di consigliarvi a più riprese tre libri dello stesso genere o con qualcos’altro che li accomuna (come potrebbe essere il tema) e di iniziare con un qualcosa di poco entusiasmante, perché evocatore di letture obbligatorie scolastiche, ma quantomai sterminato da farmi perdonare se non nomino il vostro preferito.
Come avrete sicuramente capito dal titolo, oggi vi consiglio 3 classici* della letteratura mondiale che sono tra i miei libri preferiti di sempre (due su tre si trovano nelle prime cinque posizioni).

Prima di cominciare però le tre semplici regole, perché da queste parti la fa da padrone il numero tre, che la faranno da padrone in questa serie di post (sempre che io riesca a farli diventare una serie, è chiaro):

Regola n°1: un solo libro per autore/autrice all’interno dello stesso post (altrimenti il giorno che mai vi dovessi consigliare tre libri per l’infanzia diventerebbe vi consiglio tre libri di Bianca Pitzorno).

Regola n°2: i libri devono essere disponibili in lingua italiana perché nessuna legge di questo universo dice che dobbiamo leggere in lingue diverse dalla nostra lingua madre e se vi consiglio dei libri lo faccio con la speranza che qualcuno li legga.

Regola n°3: “consigliato una volta, consigliato per sempre”. Non potrò fare alcuna ripetizione nei consigli (questo perché altrimenti lo so già che non mi sforzerei minimamente e vi proporrei sempre e comunque gli stessi 4 libri a rotazione, visto che con la regola due mi sono mutilata abbastanza).

Ah sì, attenzione agli spoiler (lettore avvisato mezzo salvato, anche se non è nelle mie intenzioni spoilerare nessuno, voglio invitarvi alla lettura non farvi un riassunto per evitare la lettura in classe!).
Detto ciò, iniziamo con i consigli!

   Eccoli qua in tutto il loro splendore, con tanto di Hypster Jane e Behemot che conquista San Basilio!

In uno slancio di fantasia e assoluta imprevedibilità da parte mia, il primo classico che voglio consigliarvi è Il Maestro e Margherita di Michail Afanasevič Bulgakov. (Chi se lo sarebbe mai immaginato vero?)
Di questo libro vi ho già parlato in abbondanza già diverse volte ma essendo uno dei miei libri preferiti di sempre non potevo non metterlo. In un mix perfettamente riuscito di satira, critica sociale, fantastico, storia e religione, Bulgakov ci regala una meravigliosa storia d’amore che però può essere solo il contorno di una storia molto più grande e ampia, un cast di personaggi assolutamente esilarante e il grandissimo rimpianto della sua morte prima di poter revisionare l’intero libro. Per quanto mi riguarda è uno dei libri della mia vita, un’esperienza di lettura travolgente che ha lasciato il segno, un libro che ha sfidato il fuoco e ne è risorto perché “i manoscritti non bruciano”, che è stato violentato e smembrato dalla censura per poi essere ricostruito pezzo per pezzo e donato a noi lettori.
So che tutti quando parlano di Russia nominano Tolstoj e Dovstoevskij ma fidatevi di me, Bulgakov non è da meno e, essendo un medico, è molto più chirurgico e meno prolisso dei suoi più famosi compatrioti ottocenteschi. Poi c’è un gatto nero enorme parlante di nome Behemoth (in russo Бегемот, cioè ippopotamo) che vuole pagare il biglietto del tram, fatelo per lui, leggete Il Maestro e Margherita.


Il secondo libro che vi voglio consigliare è Jane Eyre di Charlotte Brontë. Anche questo è uno dei miei romanzi preferiti di sempre (anche se non ricordo di averne parlato da queste parti), nonostante sia pervaso da una vena gotica e presenti alcuni cliché tipici del genere, lo trovo rivoluzionario nella presentazione della figura della protagonista. Jane è un’orfana che vive con la zia e i cugini, viene maltrattata e privata dell’amore che ogni bambino meriterebbe e spedita in un collegio che definire orrido è essere magnanimi con la struttura e gli insegnanti. Nonostante ciò cresce con una forza e una consapevolezza incredibili. Una volta diplomata decide di andare a servizio di un ricco signore, Mr. Rochester, per essere l’istitutrice della pupilla dello stesso, ovvero la piccola Adele.  Nel contesto sociale della metà del XIX secolo Jane è una femminista ante litteram: vuole scegliere per sé, vuole il controllo della sua vita, delle sue emozioni nonostante sia “poveraoscurabrutta e piccola”. Nel corso della storia, nonostante venga messa di fronte a cose che dovrebbero far spaventare e ammutolire, Jane impara a far sentire la sua voce, diventa protagonista e sceneggiatrice della sua storia, si impunta, si impone e decide di ottenere ciò che vuole. Il racconto finale degli eventi ad opera della stessa protagonista è un inno a questo suo essere padrona di sé stessa, la scelta dei verbi usati da parte dell’autrice è squisita anche se spesso passa inosservata. È Jane la protagonista, per quanto tutti attorno a lei provino a dimostrare il contrario e farà sentire a tutti noi la sua voce.
Se non ve la sentite di leggere il libro provate almeno a vederne qualche trasposizione filmica/seriale (anche se non l’ultima perché Fassbender è veramente troppo bello per essere Mr. Rochester e non c’è molta chimica con Mia Wasikowska), poi vorrete leggere il libro.


Infine il terzo consiglio è Il Signore delle Mosche di William Golding. Letto lo scorso anno questo libro ha il grandissimo pregio di ricordare agli adulti la verità riguardo i bambini. Solitamente quando un bambino dice qualcosa di estremamente inopportuno o cattivo gli adulti ci ridono su sostenendo la tesi dell’assoluta innocenza della voce degli infanti. Non sono mai stata d’accordo con questa tesi, i bambini sono piuttosto dei piccoli esseri umani senza i filtri che vengono acquisiti durante la crescita grazie all’educazione e ad un’esposizione crescente alla vita sociale. Se dei ragazzini prepuberi finiscono su un’isola deserta senza alcuna figura autoritaria a indicar loro la via, non si può certo pensare che instaureranno una sorta di comune hippie in cui la condivisione e l’amore la faranno da padrone. Il Signore delle Mosche racconta proprio di un gruppo di ragazzini poco meno che adolescenti che, per fuggire agli orrori della seconda guerra mondiale, vengono portati in aereo lontano dai luoghi delle battaglie e dei bombardamenti. Il loro aereo però precipita e loro si trovano soli e naufraghi in mezzo al pacifico. Decideranno quindi di riunirsi e governarsi in una qualche forma democratica ma, la fame e altri istinti prendono il sopravvento mostrando tutto l’orrore che si trova nascosto nell’animo umano a prescindere dall’età. L’invidia è ciò che anima il branco, la legge del più forte è l’unica che vogliono riconoscere e i deboli devono essere schiacciati perché non c’è nessuna figura autoritaria che può imporsi dall’alto dell’esperienza. Ovviamente Golding usa l’espediente dei bambini orfani per criticare i regimi totalitari e mostrare l’influenza sulle masse di un certo tipo di comunicazione, insomma una critica a 360 gradi della società che ancora oggi è estremamente attuale.

                                                       Ops, due su tre li ho anche in inglese…

Bene per oggi è tutto, a presto con il “ti consiglio tre…”
Fatemi sapere voi in un commento quali sono i classici per voi assolutamente da leggere o se avete letto i libri che vi consiglio e se vi sono piaciuti!

* Dato che la definizione di classico è sempre strana e fumosa, per me classico è ciò che viene venduto dagli editori nelle collane classici/classici moderni.
Per chi si chiedesse dove sono i classici italiani, è nelle mie intenzioni trattarli in separata sede. Per tutti gli altri classici invece non è detto che un domani possa fare un parte II o addirittura III con magari qualche autore francese o sudamericano.

 

8 pensieri su “Ti consiglio tre… Classici

  1. Il Maestro e Margherita mi “manca” e so che è una gravissima lacuna che spero di colmare quanto prima.
    Circa Jane Eyre, credo che sia una lettura praticamente imprescindibile per ogni ragazza, e Il Signore delle Mosche lo renderei una lettura obbligatoria per tutti gli studenti delle medie, insieme a Il buio oltre la siepe (non ringrazierò mai abbastanza la mia prof. di italiano della seconda media per avermelo fatto leggere).
    A presto

    • Jane Eyre è amore. Il Signore delle Mosche è necessaria inquietudine.
      Il Maestro e Margherita è nel mio cuore. C’è talmente tanta profondità, magia, sofferenza, pazzia, messa in piazza delle contraddizioni e dello schifo delle società del tempo che non può fare altro che rapire il cuore di chi legge.
      Nonostante l’ultima parte sia di livello più basso rispetto alla prima perché Bulgakov non l’ha ricorretta ma l’ha vista la moglie.

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