Liebster Award 2017 Edition!

Per il secondo anno consecutivo mi è stato conferito questo bellissimo premio e, come sapete benissimo dallo scorso anno io sono un disastro con i premi! Urrà!

LiebsterAward_logo

Ringrazio tantissimo Alessandra di Aliena come te per avermi conferito questo premio e per la motivazione, anche se non ho mai creduto di possedere una spiccata sensibilità. 

Le regole questa volta sono un po’ diverse e io mi troverò comunque a piegarle perché ragazzi io sono una pessima blogger, mi rendo conto di avere pochissima interazione con altri blog e probabilmente è questo che mi impedisce di crescere all’interno della community come autrice (ovviamente di blog, non certo di libri). Comunque riporto in maniera certosina le regole per poi infrangerle senza ritegno alcuno.

Le regole:

  1. pubblicare il logo del liebster award sul proprio blog
  2. ringraziare il blog che ti ha nominato e seguirlo
  3. rispondere alle sue 11 domande
  4. nominare a tua volta altri 11 blogger con meno di 200 followers
  5. formulare altre 11 domande per i blogger nominati
  6. informare i blogger della nomination

Benissimo, rispetterò 4 su 6 delle regole. Suvvia è più del 50%, assolutamente meglio di niente.

Ho già ringraziato Alessandra, ma lo faccio nuovamente con piacere perché il suo è uno dei blog che seguo con costanza e di cui apprezzo i post sia per contenuti che per il tono con cui sono scritti e sono sinceramente contenta di essere stata nominata e con quella specifica motivazione. Alla fine questo spazio viene aggiornato a intermittenza ed è una sorta di “monumento” alla mia incostanza e incapacità di dedicarmi seriamente a qualcosa che ho deciso io di far “nascere” e sul quale ogni tanto ripongo ambizioni che vengono regolarmente sepolte sotto una montagna di pigrizia e autostima franante e tendente allo zero.

Il logo del Liebster Award campeggia in alto a inizio post (e per fortuna non è cambiato da quello del 2016 e quindi ho spudoratamente riciclato quello, a riprova della pigrizia di cui parlavo giusto qualche riga fa).

Iniziamo a rispondere alle domande, che 11 sembrano poche e invece sono tante:

  1. C’è una citazione libresca rimasta indelebile nella tua memoria?
    Una sola? Sono tantissime le citazioni che potrei tirar fuori dai meandri del mio cervello, finali di libri a mio parere spettacolari, incipit meravigliosi, ma vi citerò qualcosa dall’ultimo libro da me letto (Words of Radiance di Brandon Sanderson per la cronaca) perché, all’interno di un libro fantasy tira fuori qualcosa di veramente potente dal mio punto di vista.

    A woman’s strength should not be in her role, whatever she chooses to be, but in the power to choose that role.

    Una sottile quanto fondamentale differenza.

  2. In quale pellicola cinematografica vorresti magicamente entrare?
    Ehm, non lo so. Cioè non vorrei mai vivere all’interno di un film (la visione di The Truman Show mi ha segnata per sempre in quel senso), ma se potessi essere una sorta di entità che può entrare e uscire a suo piacimento e sbirciare, allora sarebbero innumerevoli le pellicole. Uno spiritello che cavalca nel Far West con Clint Eastwood nella Trilogia del dollaro, osservatore ma al riparo dalle conseguenze.
  3. C’è un personaggio di una serie tv che ti assomiglia?
    Non sono una grande fruitrice di serie TV, quindi magari me lo sono persa. Non credo però vengano rappresentati in TV personaggi noiosi e poco interessanti come me. Sarei la protagonista di  uno show che non verrebbe mai rinnovato oltre la prima stagione per bassissimi ascolti.
  4. Hai inventato qualcosa che salverà il mondo. Di cosa si tratta?
    Un congegno che fa riflettere prima di parlare a vanvera.
    Sì credo proprio possa essere una cosa del genere. Come ho idea di costruirlo? Non sono mica un ingegnere io, posso avere l’idea generale mica il progetto in testa in un secondo. Ma neanche in un secolo.
  5. Puoi visitare Marte, cosa porti con te?
    Compagnia. Strumentazione scientifica adeguata, ma prima di tutto la compagnia. Per quanto io possa amare la solitudine non ci tengo particolarmente a essere l’abitante unica di un intero pianeta.
    E sì, anche i libri cartacei, non credo che il Wi-Fi lì prenda abbastanza bene per risparmiare spazio e portarmi dietro il Kindle.
  6. Gli alieni comunicano solo con la musica. Quale strumento scegli?
    So che, suonando il sassofono da quando avevo 10 anni tutti si aspettano una risposta che lo contempli ma vi deluderò. Io comunicherei con gli alieni col violoncello che ritengo uno degli strumenti col suono più caldo e sensuale che possano esistere. Nulla a che fare con la stridula sonorità del violino (universalmente amato e protagonista in lungo e in largo delle composizioni orchestrali) o con il suono stesso del sax, sensuale sì (ragazzi insomma il sax era il simbolo che stavano arrivando le scene d’ammmmmore nelle Soap Opera) ma con una freddezza metallica di sottofondo propria della sua natura.
    Il violoncello invece mi dà una confortevole sensazione d’amore e calore tipica del legno (e poi potrei suonare seduta e non porterei nulla al collo vogliamo mettere?). Un vero peccato che io non abbia la minima idea di come si suoni un violoncello ma dopotutto è un particolare insignificante, o no?
  7. Se fossi una fiaba quale saresti?
    Se dico che non ne ho la minima idea vale come risposta? Non mi sento di essere una di quelle fiabe che finiscono male perché no, mi rifiuto di crederlo, ma non sono neanche una di quelle storie in cui arriva qualcuno dall’alto a risolvere i miei problemi (niente fate madrine da queste parti). Quindi boh, non saprei proprio.
    Però se volete vi dico qual è la mia fiaba preferita, sempre se si può considerare una fiaba e non un mito. Comunque La favola di Amore e Psiche di Apuleio. Fine.
  8. Se fossi una poesia?
    Ancora peggio. Non sono una grandissima esperta di poesie, tutto il contrario, diciamo che le mie escursioni in ambito poetico ad esclusione dell’ambito scolastico sono limitate e non entusiasmanti.
    Però se c’è una poesia che mi piace tantissimo, che mi dà un’idea assoluta di libertà, potere, leggerezza e amore questa è La pioggia nel pineto di Gabriele D’Annunzio. Ma no, io non sono La pioggia nel pineto, io sono la poesia a rima baciata che i bambini vengono spinti a comporre durante le scuole elementari. Insomma qualcosa tipo “le rose sono rosse, le viole sono blu, sto andando a pranzo, vieni anche tu?”
  9. Il tuo blog è…?
    Il mio blog, come potete vedere benissimo tutti da quanto e come viene aggiornato, è un monumento funebre alle mie buone intenzioni che cadono una dopo l’altra sotto i colpi della pigrizia, della paura e dello scoramento. Nonché delle erratiche vicissitudini della mia vita offline.
    Nella mia mente sarebbe dovuto essere un bello spazio in cui parlare di libri e ogni tanto di chimica e invece è uno spazio in cui parlo ogni tanto (principalmente a vanvera).
  10. Hai in programma dei cambiamenti per il tuo blog?
    Nella mia mente tantissimi, lo scorso anno avevo provato a metterne in campo più di uno e i tentativi del 2016 sono falliti uno dopo l’altro (sia i Best & Worst che hanno iniziato a puzzare di stantio sin dal secondo o terzo post, che i post di aggiornamento settimanali sulle mie letture) quindi per ora i cambiamenti nella testa esistono, sul blog no.
  11. Hai scritto un racconto/poesia/altro che vuoi farmi leggere?
    No mi spiace. Non sono una scrittrice, nella mia mente ogni tanto nascono tantissime storie ma vivono il tempo di un pensiero più o meno articolato, da qualche secondo a qualche ora, non di più.
    Alle scuole elementari avevo scritto un racconto sul tema dei cavalli e l’uomo che era stato addirittura pubblicato all’interno di un libro-raccolta ma non ho idea di dove sia finito il libro e mi vergogno tantissimo alla sola idea che quella fiaba su una principessa salvata da un cavallo sia stata pubblicata.

Ehi, ho risposto a tutte le domande, incredibile!
Comunque io assegno questo premio a chiunque voglia portarlo sul suo blog e che mi legge e quindi lascio a questi intrepidi/e (e forse inesistenti) lettori/ici le mie undici domande.

  1. Caffè o tè? Con o senza zucchero?
  2. Qual è il vostro più grande pregiudizio letterario?
  3. Avete un Guilty Pleasure televisivo/letterario? Quale?
  4. Avete un animale domestico?
  5. Prestate i vostri libri o ne siete profondamente gelosi?
  6. Quale epoca storica vi affascina di più?
  7. Vi lasciate influenzare dalle copertine dei libri nella scelta dei titoli da leggere?
  8. Qual è il vostro rapporto con i fumetti?
  9. Qual è il vostro genere musicale preferito? Avete cambiato gusti rispetto all’adolescenza?
  10. Come avete scoperto il mio blog?
  11. Quanto sono stupide queste domande da 1 a 10?

Ecco qua le mie intelligentissime domande. A voi la scelta se rispondere o meno. Io non mi offendo mica.
Grazie per aver letto fin qua e alla prossima!

2 pensieri su “Liebster Award 2017 Edition!

  1. Mi piacciono le tue risposte! La 3 mi ha fatto ridere, la citazione è molto bella e anche la scelta del violoncello. Ti auguro di mettere a frutto tutte, o almeno alcune, delle idee per il tuo blog; io di certo sarò qui a leggere. 🙂

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