2016 – Un anno di letture parte II – I Fumetti

Buon Anno!

Eh sì, il 2017 è arrivato e, per festeggiarlo a dovere oggi parliamo delle migliori letture fumettistiche dell’anno che si è appena concluso. Non sarà una classifica nel vero senso del termine bensì una raccolta dei 6 titoli (più uno) che più mi hanno colpita e accompagnata lungo i 12 mesi appena trascorsi.

Da che ho memoria mi è sempre piaciuto leggere i fumetti. L’acquisto e la lettura di Topolino sono stati un appuntamento settimanale imprescindibile per più di 10 anni, con in mezzo volumi speciali, un po’ di Paperinik e i grandi festeggiamenti per il numero 2000 del magazine dedicato al topo forse più famoso al mondo. A un certo punto, se non ricordo male ero in prima liceo, però ho scoperto i manga e ho iniziato a leggere solo quelli fino ai 18 o 19 anni. Con l’inizio dell’Università è iniziato un lungo periodo nel quale i fumetti sono totalmente usciti dalla mia vita, la condizione di studentessa fuori sede non mi concedeva la lettura di fumetti (anche i libri arrivavano con molta moderazione) e io per prima ero impegnata nello studio. Solo dopo la laurea ho ricominciato a leggere fumetti, dapprima con i manga e poi, pian piano, allargando i miei orizzonti. Ancora oggi però non sono un’avida lettrice di fumetti, ammetto la mia predilezione per i libri e mi rendo conto di essere molto più pignola nella scelta di un fumetto rispetto a quella di un libro. Sono tantissime le storie a cui, in formato libresco, potrei dare una possibilità e che invece come fumetti non riesco a leggere o comunque non apprezzo.
Anche in questo 2016 i fumetti da me letti non sono stati tantissimi, circa 25 volumi e, come dicevo a inizio post i miei preferiti sono 6+1 (il più uno è dato da qualcosa che mi piace talmente tanto che anche se l’ho già letta anni fa si meritava di star qua a mio parere). Se per caso pensate che manchi qualcosa di fondamentale fatemelo sapere nei commenti, dopo tutto le possibilità sono due: o non ho letto quel particolare fumetto (altamente probabile) o l’ho letto e non mi è piaciuto abbastanza da meritarsi un posto in questa classifica (non numerata) rigorosamente in ordine alfabetico, che mescola manga e graphic novel.

  • Bellezza di  Hubert & Kerascoët, edito in Italia nel 2015 da Bao Publishing al prezzo di 21 € in un’edizione cartonata in b/n & inserti oro.
    Graditissimo dono del Natale 2015, letto nei primi giorni del 2016 Bellezza è un piccolo gioiello che, sfruttando l’ambientazione e il registro della fiaba, inserisce un messaggio quanto mai attuale e per nulla scontato.
    Baccalà è una ragazza dall’aspetto letteralmente ripugnante, vittima continua di scherno e abusi di vario genere che, in seguito a un fortunato episodio salva una fata e riceve da essa un dono: non tanto l’agognata bellezza del titolo quanto la mutazione della percezione del suo aspetto agli occhi del mondo. Pur rimanendo brutta, Baccalà diventerà per tutti la donna più bella del mondo e scoprirà, sulla sua pelle, quanto la bellezza possa essere una maledizione. A voi scoprire come si risolverà questa fiaba per adulti.
    Dire che ho apprezzato questo graphic novel sarebbe ridimensionare il mio gradimento dell’opera, che trovo eccellente sia a livello di trama che di disegni; ritengo però che il suo aspetto migliore risieda proprio nel messaggio che trasmette ai suoi lettori, adulti oramai avulsi dall’ambiente delle fiabe e immersi nella società moderna che assegna all’esteriorità e all’immagine un valore ben superiore a quello reale.
    Interessantissima anche la scelta della colorazione che affianca al classico bianco e nero i toni dell’oro che rende molto più della versione a colori tedesca che ho avuto l’occasione di ammirare quando sono stata a Innsbruck.

  • Golden Kamui (vol.1) di Satoru Noda, edito in Italia da J-Pop Manga al prezzo di 6.90 €. Ultima lettura fumettistica del 2016, un vero fulmine a ciel sereno. Avevo più di un sospetto che questo seinen potesse essere un’opera valida (forse per gli ottimi risultati di vendita in patria o per i diversi premi vinti lo scorso anno, tra cui spicca il Manga Taisho Award) ma la lettura mi ha mostrato che questa corsa all’oro tra le nevi dell’Hokkaido possiede il giusto mix di ingredienti per farlo rientrare tra le letture fumettistiche preferite del 2016 e a farmi dire, senza alcun dubbio, che proseguirò nella lettura (perché sì io non ci metto molto a interrompere senza rimorsi le serie che non mi piacciono più). C’è l’umorismo, ci sono gli organi interni in bella mostra e almeno un paio di personaggi assolutamente accattivanti, cosa posso volere di più? Un po’ di informazioni sulla cultura Ainu e il secondo numero tra le mie mani in questo stesso istante.

  • Kasane (voll. 1-4) di Daruma Matsura, inedito in Italia e che io seguo in francese grazie all’editore Ki-Oon al, non proprio economico ma probabilmente giusto, prezzo di 7.65 € (o almeno a questo prezzo io lo trovo su Amazon perché sui manga in francese il prezzo mica c’è, rimanda solo a un codice di prezzo di cui ovviamente io non conosco la chiave di lettura).
    Quanto io possa aver amato Kasane forse ve lo può far immaginare il fatto che io abbia dedicato un intero post al primo volume di questo manga seinen che dà una diversa declinazione, tono e ambientazione allo stesso tema affrontato in Bellezza. Vi basterà fare due più due per capire che sì, questo è un tema che mi piace particolarmente affrontare nelle mie letture.
    Kasane come Baccalà è brutta, di una bruttezza così spiacevole da attrarre maltrattamenti e far covare i sentimenti peggiori a quella che, all’inizio della storia, è solo una bambina. A fare da contraltare a tutta questa cattiveria ci sono il talento cristallino e l’amore sconfinato di Kasane per la recitazione e il teatro. In un mondo in cui non c’è alcuna figura di riferimento o priva di “peccato”, una creatura come Kasane è condannata a diventare un personaggio grigio e quasi machiavellico, consumato da pulsioni comprensibili e forse pure condivisibili in linea di principio, ma totalmente esecrabili nei metodi di esecuzione. Il voler mostrare il proprio talento al mondo e il disperato desiderio di calore umano la porteranno a macchiarsi di crimini indicibili per una ragazzina che diventa una donna ma anche chi subirà le sue scelte non può certo dirsi libero da ogni colpa. In questo mondo nessuno è solo una vittima, nessuno è solo un carnefice, ma tutti si fanno male a vicenda in una sorta di circolo vizioso da cui uscire è quasi impossibile.
    Durante la lettura sarà facile immedesimarsi nelle sofferenze e dubbi di Kasane, lei ci prova ma non sempre ci riesce e, più userà il dono di sua madre più percorrerà la strada che porta a diventare l’attrice che ha sempre sognato essere ma l’essere umano che ha sempre detestato.
    In Europa (lingua inglese a parte che però si regge sul mercato americano) siamo l’unico paese a non aver annunciato/pubblicato Kasane; a mio parare una gravissima mancanza che spero verrà rettificata nel corso di questo 2017. Io, avendo letto 4 volumi e possedendone 6 continuerò, probabilmente, a leggerlo in francese.

  • Kobane Calling di Zerocalcare, edito in Italia da Bao Publishing al prezzo di 20 €. Zerocalcare va in Siria e Iraq e ci racconta, con il suo solito tono che o si ama o si odia, la sua esperienza di viaggio. Il suo stile è sempre lo stesso e i riferimenti a personaggi “storici” e alla cultura pop anni ’80 e ’90 sono presenti ma qui si cambia registro rispetto alle divertentissime strisce che mi hanno fatto appassionare a questo autore praticamente mio coetaneo. Il tema è spinoso, le implicazioni sono tante e anche lui ha “pagato le conseguenze” di questo viaggio e della sua distrazione (leggi il mancato viaggio negli USA dello scorso autunno) ma, a mio modestissimo parere, questa è una lettura da fare.
    Inutile che vi parli della trama, sta a voi immergervi nelle pagine e scoprire come si vive in Turchia al confine con la Siria, cosa sia il Rojava e cosa c’entrino i sardi con lo sperduto deserto iracheno.
    Una lettura assolutamente apprezzata, consigliata un po’ a tutti e che si discosta dal tipico filone di Zerocalcare ma, il mio graphic novel preferito dell’autore resta Dimentica il mio nome, in cui si sentiva fortissimo il legame con la nonna e sembrava avvolto da un’atmosfera più intima più sulle mie corde. Tutto senza niente togliere a questo impegnato Kobane Calling che mostra quanto di bello l’umanità possa creare anche in mezzo a uno degli orrori più grandi a cui assistiamo quasi in silenzio, oramai quotidianamente da circa 6 anni.

  • Himitsu – The Top Secret (voll. 1-2) di Reiko Shimizu, edito in Italia da Goen (quando se ne ricorda) al prezzo di 5.95 euro. Io adoro Reiko Shimizu. Io sono una, seppur ritardataria, principessiana che, anno dopo anno, sperava che Planet Manga portasse a termine La Principessa Splendente e che quando ha letto il finale ha pianto di gioia e rabbia, ha riposto in liberia l’ultimo volume e non lo ha più aperto (altrimenti il suddetto volume sarebbe esploso a causa dell’edizione tra l’orrido e l’indecente). Ora vi starete giustamente chiedendo chi o casa cavolo sia una principessiana; presto detto un/a principessina/a è un/a fan di Reiko Shimizu che adora le sue opere in maniera praticamente incondizionata e patisce le più atroci sofferenze in attesa della pubblicazione di un nuovo volume dell’autrice, attesa che spesso di rivela vana a causa del costante insuccesso che hanno le sue opere in tutti i paesi occidentali (in contrasto con l’enorme successo che suscita in Oriente).
    Quando Himitsu è stato annunciato nel nostro paese sono rimasta contenta ma non troppo: sia per l’editore che, guardiamoci in faccia, non è il massimo in quanto a puntualità e spesso anche per adattamento ed edizioni  sia per il fatto che,  con le sofferenze tipiche della principessiana DOC io Himitsu lo avevo già letto tutto in francese. Sì nella mia libreria spiccano i 12 volumi che compongono quest’opera nell’edizione Tonkam ma, per il mio amore sconfinato per la Shimizu, ho deciso di leggerlo anche in italiano. Le buone intenzioni c’erano tutte peccato che la pubblicazione si sia arenata al volume 2.
    Himitsu è un manga josei* a tematica sci-fi/poliziesca. Siamo in un futuro non troppo lontano ed è stato scoperto un macchinario (la risonanza magnetica tomografia) che è in grado di trasformare in immagini gli impulsi elettrici del cervello dei morti. Questo viene sfruttato dalla polizia per risolvere i più efferati casi di omicidi, creando però una serie di domande sia sull’eticità della pratica sia sulle conseguenze che andranno a patire coloro che per mestiere non faranno altro che entrare in contatto con immagini disturbate e, nella maggior parte dei casi, disturbanti. Disegnato in maniera stupenda e non risparmiando assolutamente i dettagli più cruenti, Himitsu è un manga originariamente pensato per un pubblico femminile (che andrà anche a entrare nel tunnel del fangirlismo più becero) che può essere apprezzato senza alcun tipo di problema da un pubblico maschile che storce il naso per le storie d’amore.
    Date uno sguardo almeno al numero 1, contiene due casi distinti, con protagonisti differenti e che vi faranno riflettere sul concetto di segreto e su quanto chiunque, anche la persona più aperta e trasparente, possegga dei segreti che non osa rivelare a nessuno.

  • Nimona di Noelle Stevenson, edito in Italia da Bao Publishing al prezzo di 24 € ma che io ho letto nell’edizione statunitense paperback della Harper Teen. Nimona è un gioiellino, un gioiellino troppo spesso ignorato e mi chiedo il perché. Forse per il prezzo, veramente troppo elevato dell’edizione italiana, forse perché a molti piace leggere cose che rendono intellettualmente più profondi (ma solo in apparenza) o forse per motivi che ignoro. Nimona è una giovane mutaforma che vuole diventare l’assistente del cattivo della storia, Lord Ballister Cuorenero e combattere i buoni dell’Associazione e dell’arcinemico di Lord Balliser ovvero Sir Ambrosius Lombidoro. Ma siamo sicuri che i ruoli siano così definiti in questo regno un po’ fantasy, un po’ sci-fi?
    Nimona è un fumetto nato per web, diventato un volume cartaceo con una storia coinvolgente e appassionante, uno stile di disegno non convenzionale e una storia assolutamente non banale, seppur figlia dei nostri tempi. Inoltre, per chi ha l’occhio allenato (ovvero fangirl a rapporto) c’è un coefficiente ship tra i due arcinemici che va sempre più fuori scala più che ci si avvicina al finale. Finale dolceamaro ma perfetto per una storia moderna con un’ambientazione punk-medioevale assolutamente irresistibile.
    Assolutamente consigliato, anche se mi rendo conto che il prezzo sia, per molti, proibitivo.

Bonus:

  • Ushio e Tora Perfect Edition di Kazuhiro Fujita, edito in Italia da Star Comics al prezzo di 8 euro a volume. Letto anni fa in una sorta di corsa contro il tempo a casa della mia migliore amica, amato alla follia anche se dimenticato in parte. Ho divorato l’anime andato in onda a cavallo tra il 2015 e il 2016. Ho fatto i salti di gioia quando ho saputo della pubblicazione italiana e lo scorso anno sono riuscita a incontrare l’autore e mi godo con la gioia e la trepidazione di una dodicenne le avventure del giovane Ushio e dello yokai Tora (ok più Tora che io trovo adorabile). A mio parare 4 o 5 spanne superiore alla media dei manga shōnen che girano per l’Italia e hanno anche 25 anni in meno. Bellissimo e super consigliato.
Per concludere una foto dei volumi in ordine (come no) sulla libreria. Ovviamente foto brutte by me continua anche nel 2017!

E direi che non i fumetti abbiamo finito. Stay Tuned per i miei libri preferiti del 2016.
Ancora auguri a tutti!

 

6 pensieri su “2016 – Un anno di letture parte II – I Fumetti

  1. Secondo me Bellezza e Nimona non hanno avuto il successo che si meritavano quindi mi fa un enorme piacere vederli fra i tuoi preferiti dell’anno! Applausi anche per Himitsu, sperando nell’uscita dei rimanenti volumi.

  2. Himitsu vorrei tanto acquistarlo, ma essendo della GOEN con loro ci vado con i piedi di piombo, perché sto seguendo altre serie di questa casa editrice, e il mio unico pensiero è che vedano una fine in futuro.

    Golden Kamui è tra i miei acquisti futuri, ora sto dando priorità ad altre serie, ma sicuramente lo recupererò.

    Kasane è una piccola pietra preziosa che deve essere custodita e protetta a dovere. Se solo la Star Comics o la Planet si dessero una svegliata…

    • Ti direi di prendere almeno il primo volume di Himitsu perché contiene due casi che si concludono e la storia poteva finire lì (cioè in teoria doveva finire lì e ricominciare con nuovi protagonisti a ogni episodio ma Maki e Aoki hanno conquistato il pubblico e quindi si è rimasti con loro). Come avrai capito però per me Himitsu by Goen è un atto d’amore dato che lo ho già letto in francese.
      Golden Kamui lo seguirò con molto piacere e la speranza che non svacchi.
      Kasane mi chiedo cosa aspettino a pubblicarlo, probabilmente che io lo finisca in francese.

      • Per Himitsu ci penserò!

        Kasane lo sto seguendo in inglese, avendo un po’ di familiarità con la lingua, non è “faticoso”, però sarebbe gradito se vedesse luce in Italia. La Planet in questi ultimi anni si sta concentrando solo su serie più… commerciali(?), la Star invece cerca di accontentare un po’ tutti, e quindi spero che LEI porti questo titolo.

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