September 2016 Wrap Up

Scrivere questo wrap up è un po’ una sofferenza perché di quasi tutto ciò che ho letto durante il mese di settembre avrei voluto parlarne in separata sede e, quindi, questa sarà più che altro una veloce panoramica sulle mie letture dello scorso mese.

In realtà ho già parlato di qualcosa che ho letto a settembre ovvero Il suono del mondo a memoria, anche se in maniera un po’ confusa e con in mezzo riflessioni totalmente estranee alla graphic novel (ma oramai è palese che la chiarezza non è propriamente la mia caratteristica migliore). Vi lascio il link alla recensione qui e pure quando vi parlerò di questa graphic novel.

Come è andato settembre dal punto di vista delle letture?

Meglio di agosto ma neanche lontanamente come luglio. Niente manga bensì due graphic novel e 5 libri. A parte le due graphic novel, che sono di lettura più veloce grazie alle immagini, ho letto solo libri con più di 400 pagine, due in italiano e tre in inglese.

Attenzione la copia in inglese de Il Maestro e Matgherita è stata usata SOLO a scopo illustrativo, il libro è stato letto sul Kindle ma nella foto il Kindle ci stava proprio male. Sì la foto è storta, fate finta di niente.

*Pippone inutile ON*

Qualcuno si chiederà perché leggo inglese; la risposta non è semplice come si può pensare. Di certo non lo faccio perché fa figo anche perché, nonostante io sia in possesso di una certificazione, leggere in inglese comunque comporta uno sforzo maggiore rispetto a leggere nella mia lingua madre. Ovviamente se il libro che mi interessa leggere non è stato tradotto in italiano la scelta ricade sulla lingua inglese. Se il libro è edito in Italia diciamo che ciò che mi spinge a comprare la versione inglese si può riassumere in due punti: il primo è il prezzo (personalmente mi viene difficile giustificare differenze di prezzo tra un’edizione originale e una italiana che superano la decina di euro), il secondo è venire a sapere che la traduzione è fatta male, se il libro fa parte di una serie sapere che la serie è interrotta ecc.
Ho voluto spiegarlo una volta per tutte, probabilmente lo metterò anche nella pagina FAQ (sapevate che c’è una pagina FAQ in questo blog, non aggiornata dal paleocene ma fa niente), perché capiterà sempre che compaiano libri in inglese dal nulla (eccezionalmente potrebbe comparire qualcosa in francese tipo i manga ma di più non mi spingo vista la mia conoscenza non certo enciclopedica della lingua dei nostri cugini gianfransuà).

*Pippone inutile OFF*

Iniziamo, come tradizione oramai, con i fumetti. Questo mese di settembre ho letto due graphic novel, entrambe in italiano ed entrambe edite da Bao Publishing, approfittando della promozione che è finita lo scorso 25 settembre e che vedeva tutto il loro catalogo, nuove uscite incluse, col 25% di sconto.

In primis ho letto Paper Girls 1 di Brian K. VaughanCliff Chiang, so che tutti lo hanno adorato che si è urlato al capolavoro, sulla scia di Stranger Things, un richiamo a tutti quei bellissimi film degli anni ’80 tipo i Goonies ma eccomi qua, la pecora nera, la signora bastiancontrario. A me non ha colpito, anzi mi ha lasciato proprio con la sensazione di storia a cui mancano i pezzi, un po’ come se avessi letto una copia fallata a cui mancassero delle pagine. Aggiungeteci che la scelta cromatica non è di quelle che mi colpiscono di più, troppo “acida” per i miei gusti. Darò sicuramente un’altra chance a questa serie che vede alla sceneggiatura l’autore di Saga, che invece mi piace abbastanza, ma non sono affatto convinta.

Mi è piaciuto? Più no che sì.
Lo consiglio? No. Anche se poi, magari a voi piace tantissimo.

Paper Girls 1 è edito in Italia da Bao Publishing al prezzo di 18 euro.

 

L’altra graphic novel che ho letto a settembre è Il Suono del Mondo a Memoria di Giacomo Bevilacqua, l’autore noto a tutti per A Panda Piace, qui alla sua prima prova con la colorazione. Ho dedicato un intero post a questa graphic novel e alle sensazioni che mi ha provocato la lettura. Se siete curiosi la trovate qui, nel regno della confusione. Se invece non siete interessati, giusto due parole per dirvi che l’ho trovata una storia adattissima a essere letta da un certo tipo di pubblico con una determinata predisposizione mentale ma che soffre della sindrome della coincidenza forzata che emerge alla distanza.

Mi è piaciuto? Più sì che no.
Lo consiglio? Sì, ma non a tutti. Astenersi cinici e non amanti di storie a forte rischio hipsteria.

l Suono del Mondo a Memoria è edito da Bao Publishing a un prezzo di 21 euro.


Passiamo ora ai libri.

Prima, però, vi racconto una storia: a settembre ho deciso di fare una TBR, ho guardato i libri che avevo e mi ero convinta a leggerli senza dare alcuno spazio a nuove entrate. Sentite il suono delle risate in sottofondo che diventa sempre più forte, fino a coprire qualsiasi suono o rumore che vi circonda? Ecco quelle descrivono perfettamente come è andata tra me e la mia TBR libresca. Dei libri che mi ero ripromessa di leggere, ne ho letti solo due. Certo avevo messo 4 libri in TBR e poi ne ho letto 5 ma resta il fatto che non l’ho rispettata.
Applausi a scena aperta per me. Fine della storia. Sipario.

Il primo libro di cui vi voglio parlare è il classico, il famoso classico che dovevo leggere ad agosto e poi ho letto a settembre: ovvero Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov. Un libro bellissimo, pieno di ironia, umorismo, satira e messa alla berlina della società sovietica dell’epoca. Woland (uno dei nomi del diavolo in tedesco) arriva a Mosca e si innesca una vicenda fatta di profezie e pazzia indotta, di messa in mostra della meschinità degli uomini, di streghe e follie assortite. Con in sottofondo la storia d’amore bellissima tra il Maestro e Margherita che, nonostante siano i protagonisti del titolo del romanzo, impiegano un bel po’ a comparire, in un gioco di incastri, coincidenze e racconti. In più, un romanzo nel romanzo col la storia di Ponzio Pilato e Jeshua scritta su un manoscritto che neanche le fiamme possono distruggere perché “i manoscritti non bruciano”.

Nota a parte: il mio personaggio preferito è Behemot, l’enorme gatto nero che fa parte della “carovana” di Woland. Grasso e indolente, sarcastico e super affettato è protagonista di una delle mie scene preferite e di cui ho parlato nel quotes challenge (parte III) ovvero quando cerca di salire sul tram e viene cacciato urlando dall’autista e dai passeggeri che non si accorgono del fatto che la cosa strana non è tanto la presenza di un gatto su un tram, bensì il fatto che il gatto stia su due zampe e voglia comprare il biglietto.
Sono stata felicissima di aver letto questo che mi sento definire un capolavoro della letteratura russa del secolo scorso. Un romanzo dalla genesi travagliata e sofferta, di cui una stesura è stata data alle fiamme proprio dall’autore,  un po’ come il romanzo del Maestro. Per fortuna, in un modo o nell’altro, anche nella vita reale i manoscritti non bruciano e possiamo leggerlo ancora oggi.

Mi è piaciuto? Assolutamente sì.
Lo consiglio? Assolutamente sì. Però magari un po’ di background di classici potrebbe essere necessario, anche perché sono 500 pagine ed è pur sempre letteratura russa.

Io ho letto Il Maestro e Margherita nell’edizione Einaudi tradotta da Vera Dridso per un costo di 2.99 euro in formato Kindle.


Poi ho letto il libro che ha vinto quest’anno il prestigiosissimo premio Hugo: ovvero The Fifth Season di N.K. Jemsin. Lodato da più parti è il primo volume di una trilogia dal titolo The Broken Heart. In un pianeta in cui tutte le terre emerse fanno parte dello stesso continente chiamato The Stillness, la vita è scandita da stagioni che non sono come quelle che conosciamo ma sono un susseguirsi di eruzioni vulcaniche, terremoti e catastrofi naturali assortite (ah l’ironia della vita e di questo mondo). Attualmente il continente è dominato da un impero che ha per capitale Yumenes ma, all’inizio della storia, la città viene completamente distrutta da un personaggio che in questo modo scatena una stagione, una che sembra destinata a durare per tantissimo tempo, promettendo la distruzione dell’impero. Protagoniste della storia sono tre donne, Essun, Syenite e Damaya,  unite dal fatto di essere delle Orogene (Orogenes in lingua originale) creature umane in grado di “sentire” la terra e scatenare o bloccare i movimenti tellurici e per questo ostracizzate, temute e controllate dall’impero. In un susseguirsi di capitoli dai diversi POV, situati su linee temporali differenti, con stili di scrittura diversi, tra cui un POV in seconda persona singolare che all’inizio ho faticato a mandare giù ma che ha un senso che si capirà solo alla fine del libro. Attorno alle protagoniste ruota un quadro di personaggi maschili che sono più delle spalle (ma non nel senso negativo del termine) e che mettono in moto la vicenda delle tre donne.
Questa è stata una lettura sfinente e sconfortante. Il libro è bello, la trama è solida, le scelte tutte giustificate ma signori miei la depressione universale. Questo libro è fondamentalmente senza speranza, non vedo alcuna via d’uscita alla distruzione e alla fine di tutto, non c’è nulla a cui aggrapparsi, la ricerca di Essun sembra non avere alcun senso, anche se riuscisse a raggiungere il suo obiettivo che pianeta potrebbe accoglierla? Che futuro può avere un mondo in piena stagione? La risposta nei prossimi libri della trilogia; il secondo, The Obelisk Gate è già disponibile, ma credo che lo leggerò quando avrò un umore molto allegro.

Mi è piaciuto? Sì ma mi ha lasciato una sensazione di tristezza e sconforto molto forti. Io sono la persona che spera sempre in un finale più felice possibile, o comunque con un filo di speranza nella tristezza. Qui mi sa che ho sbagliato indirizzo e pure di tanto.
Lo consiglio? Sì, ma solo se siete nello stato mentale giusto, se siete tristi girate alla larga da questo libro. Almeno finché non ve la sentite.

Un appunto, con questo libro ho litigato. Nel senso che quando mi è arrivato da amazon era in condizioni pietose e l’ho rimando indietro ma, come potete vedere dalla foto, non è che la seconda copia sia proprio venuta meglio. O la sfiga mi perseguita o veramente è un’edizione proprio fatta male.

The Fifth Season è edito da Orbit e io l’ho preso su amazon a 10.43 euro per l’edizione con copertina flessibile.


Scusate la foto sfuocata pt.1

Avevo questo libro in TBR da diversi mesi ma solo a settembre ho trovato il coraggio di leggerlo (con questa copertina veramente ma veramente brutta direte voi, bisogna proprio trovarlo il coraggio). Si tratta di uno Young Adult (cavolo due YA in tre mesi, cifre da far girare  la testa) ovvero The Diviners di Libba Bray.
The Diviners è uno Young Adult è inutile girarci intorno, in un modo o nell’altro ricade negli stilemi di questo “genere letterario” però si vede lontano un miglio che è scritto da una persona che ha un bagaglio di esperienze molto più ampio della maggior parte degli scrittori di questo genere, ovvero che ha un’età molto più elevata della media. La trama è avvincente, l’aspetto degli omicidi a sfondo rituale è molto interessante anche se, per un pubblico giovane o particolarmente sensibile, potrebbe riservare qualche momento un po’ difficile da affrontare (insomma i più sensibili potrebbero impressionarsi perché ci sono scene esplicite), l’ambientazione della New York degli anni ’20 è vincente, sono convinta che in molti subiscano il fascino di un’epoca talmente decadente e di divertimento sfrenato, incapace di accorgersi dell’imminente collasso (o chissà magari consapevole ma volontariamente indifferente). I problemi però vengono fuori sulla caratterizzazione dei personaggi: in primo luogo la protagonista è insopportabile (probabilmente volutamente) così vuota e fatua, così insopportabilmente leggera e presa da se stessa, senza prestare il minimo pensiero alle conseguenze delle sue passioni; d’altro canto altri personaggi sono molto più interessanti (anche se SPOILER quando compare Robocop un po’ ti cadono le braccia, come direbbe Vegeta “c’è stata una svendita di gente coi poteri al supermercato” FINE SPOILER) . L’autrice poi è molto attenta alla famosa “social justice” tanto discussa negli USA, quindi il cast di personaggi è particolarmente variegato.
Ci sono però alcune cose che mi hanno fatto un po’ storcere il naso (che però sono leggermente spoiler e quindi non ne parlo.). Tutto sommato una buona lettura e anche bella corposa, la mia edizione ha quasi 600 pagine. Di certo non è il libro della vita però è qualcosa di diverso rispetto al solito Young Adult. C’è da dire però che è il primo di una serie, il secondo intitolato Lair of Dreams è uscito lo scorso anno ma ci sarà da aspettare per il terzo perché la Bray è una scrittrice abbastanza lenta.

Mi è piaciuto? Abbastanza.
Lo consiglio? Ai fan degli YA senza alcun dubbio, agli altri con riserva.
PS: Il libro è edito in italiano da Fazi col titolo La Stella Nera di New York. La sua disponibilità è però limitata (è un’uscita del 2012)

The Diviners è edito nel Regno Unito da Atom e lo potete trovare su tutti i principali siti online. No, non mi ricordo quanto lo ho pagato ma il prezzo di copertina è di 6.99 sterline.


Questo libro è stato, da un certo punto di vista un “rischio”, una sorta di tuffo nel vuoto. Leggere qualcosa scritto per un pubblico adulto dalla tua autrice preferita durante la tua infanzia è qualcosa che potrebbe farti rivalutare completamente il tuo giudizio nei suoi confronti. Quindi, con un po’ di paura e tantissima curiosità (e approfittando dell’uscita dell’edizione economica che ha delle pagine che la carta velina è più spessa) mi sono avvicinata a La Vita Sessuale dei nostri Antenati di Bianca Pitzorno (sì proprio lei, l’autrice di Ascolta il mio Cuore, Clorofilla dal cielo blu, L’incredibile storia di Lavinia, Polissena del Porcello ecc.)
La Vita Sessuale dei nostri Antenati racconta della vita della famiglia e degli antenati di Ada Bertrand Ferrel, professoressa precaria dell’Università di Bologna alla fine degli anni ’70 del secolo scorso. Orfana di guerra e cresciuta da sua nonna paterna e suo zio (figlio di primo letto del nonno) Ada è diversa dalla maggior parte delle ragazze della sua cittadina e farà impazzire la rigida nonna sin dall’adolescenza. Nessuno però è privo di segreti e, in un luogo in cui la reputazione è il valore più grande di una persona, il fatto che possano venire a galla è la minaccia più grande per una famiglia che si porta dietro il mantello della nobiltà.
Leggere questo libro, a primo impatto, è stato straniante. Un po’ come tornare nella pasticceria preferita di quando si era bambini e trovare tutto diverso. Ci si chiede che ne è stato di ciò che amavo, cosa gli è successo? Eppure, tra i tavolini nuovi e i neon ci si fa coraggio e si assaggia un pasticcino; a quel punto ci si rende conto che il sapore è lo stesso, la sostanza e la bontà sono le medesime seppure in un nuovo contesto.
Il libro non è perfetto, la risoluzione non è quella lineare e netta che caratterizzava i libri per ragazzi e bambini della Pitzorno e, verso la fine il libro diventa molto intricato. Io però lo adorato, è sempre Bianca Pitzorno, è sempre il suo stile, seppure adattato per un pubblico adulto. E poi i suoi ritratti della Sardegna, seppur con nomi fittizi, sono tra i più vividi e veritieri che io abbia mai letto. Le stesse gelosie per cose prive di senso, l’invidia tra famiglie, l’arroganza nel pretendere qualcosa che non ci spetta, tutte cose che ho visto dal vivo con i miei occhi. Inoltre il suo modo di descrivere il sesso e la sessualità femminile è veramente notevole.

Mi è piaciuto? Sì
Lo consiglio? Sì

La Vita Sessuale dei nostri Antenati  è edito da Mondadori al prezzo di 12.50 euro (su Amazon e su altri siti online lo trovate al 15% di sconto).


Scusate per la foto sfuocata pt.2

L’ultimo libro che ho letto a settembre è quello di cui vorrei parlarvi a parte, quello che (insieme a Il Maestro e Margherita) mi è piaciuto di più. La mia prima esperienza con Brandon Sanderson che me lo ha fatto amare. E sì l’ho letto in inglese perché mi rifiuto di spendere 26 euro per comprare il libro in italiano con una cover bruttissima anche perché con 24 euro ho comprato l’intera trilogia nell’edizione UK.
Come avrete capito ho letto Mistborn The Final Empire (in italiano Misborn L’ultimo impero) di Brandon Sanderson.
Di cosa parla Mistborn? Parla di Vin, una ragazzina skaa (la ragazza schiavizzata dal Lord Reggente che da 1000 anni domina il pianeta) che vive con una banda di ladri, abbandonata dal fratello (unico membro della sua famiglia) che l’ha tradita come tutti quelli che ha conosciuto durante la sua giovane esistenza e del suo incontro con Kelsier, un uomo e un allomante con la folle idea di rovesciare la tirannia del Lord Reggente. Cosa sono gli allomanti? Sono esseri umani in grado di ingerire e bruciare dei metalli che conferiscono loro poteri differenti a seconda del metallo che ingeriscono. Esistono inoltre altri esseri umani in grado di bruciare un singolo metallo e che possiedono un solo potere. Vin entrerà a far parte della banda, scoprirà che dentro di sé si nasconde un grande potere e, col coraggio e l’incoscienza tipica di un’adolescente si infiltrerà tra i nobili che ruotano attorno a Lord Reggente per scoprire che… E basta che inizio a far spoiler e non va bene.

Che dire di questo libro? L’ho adorato. Indubbiamente e assolutamente. Il sistema magico è spiegato benissimo e facilmente intuibile. I personaggi sono coinvolgenti. Vin è una ragazzina eppure non è insopportabile come la protagonista di The Diviners e, in alcuni frangenti, è facile empatizzare con lei. Kelsier è completamente folle, eppure nella sua follia è un vero leader e i suoi tormenti interiori sono facilmente comprensibili. Non è solo una questione di allomanzia o magia, è questione di libertà, schiavitù, diritti e volontà di lottare e ribellarsi. I personaggi, anche quelli secondari, sono ben caratterizzati. Il finale non ha un cliffhanger ma è chiaro che la storia non finisce qua. Sono curiosissima di leggere il secondo volume ma, visto che ho fatto il pieno di libri di Sanderson (tutti in inglese per una precisa presa di posizione che si chiama in inglese i libri costano meno) credo leggerò altro prima di addentrarmi con il secondo e terzo volume che, a quanto ho capito, sono quasi una lettura obbligata uno dietro l’altro.

Mi è piaciuto? Ahahahahahah dire sì è dire poco.
Lo consiglio? Sì. A tutti. Innamoratevi del fantasy e superate i pregiudizi.

Mistborn – The Final Empire è edito nel Regno Unito da Gorillancz al prezzo di 8.99 sterline. Io però ho preso il cofanetto con i primi tre volumi (che completano la prima trilogia della serie) a meno di 24 euro. In italiano Mistborn – L’ultimo impero è edito da Fanucci al prezzo di 30 euro.


Uhhhhhh sono riuscita ad arrivare alla fine. Mi sa proprio che, nonostante meno libri all’attivo rispetto a luglio, questo sia stato il mio wrap up più lungo.
Un applauso a chi è riuscito ad arrivare fino in fondo. Grazie mille!

Ci vediamo a novembre per il wrap up di ottobre!

 

PS: È altamente probabile che vi parli a parte almeno di Mistborn! Ho in mente un’idea che potrebbe portare qui sul blog diverse recensioni di libri letti durante l’anno.

4 pensieri su “September 2016 Wrap Up

  1. Ho letto sia Il suono del mondo a memoria che Il Maestro e Margherita e sono assolutamente d’accordo con te! Su Paper Girls ho qualche riserva, infatti ancora non l’ho comprato: Stranger Things mi è piaciuto tantissimo, ma temo un po’ il paragone e ho paura che un fumetto del genere possa deludermi, poi non conoscevo La Vita Sessuale dei nostri Antenati e mi hai incuriosito molto! 😀

    • Io spargerei il verbo di Bianca Pitzorno ovunque. Ascolta il mio cuore, dopo 20 anni è ancora tra i miei libri preferiti di sempre (anche se devo ammettere che non ho il coraggio di rileggerlo per paura che non piaccia più).
      Il Maestro e Margherita è stata una sorpresa (seppure non a livello di trama che il mio professore di russo mi aveva abbondantemente rivelato durante una lezione) era da tempo che non amavo un classico a questo modo.
      Per le graphic novel Bao, farò un discorso abbastanza impopolare ma mi sembra che tutte, siano esse più o meno valide, vivano di un hype creato ad hoc dall’editore.
      Nel senso, loro sono bravissimi a farlo e giustamente lo devono fare perché così vendono di più (e gli editori mica sono enti di beneficenza), ma spesso sembra come che nel lettore di graphic novel ci sia il filtro è Bao allora è bellissimo. Secondo me non è così, cavolo è impossibile anche perché da una parte c’è sempre il gusto personale.
      A me Paper Girls non ha convinto, questo non significa che non sia un fumetto valido, penso però che chiamarlo capolavoro sia esagerato.
      Lascio il capolavoro per altre cose, che altrimenti non saprei proprio come definire.

      Grazie mille per il commento!

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