Best & Worst: September 2016

Anche ad ottobre, non puntuale come sempre ecco per voi un nuovo appuntamento della rubrica meno attesa dell’universo, i preferiti 2.0 noti anche come best & worst. Sì io e Yue (sì proprio lui di SayAdieutoYue) anche questo mese vi raccontiamo i nostri preferiti (e non) letterari (e non),  lui è stato più bravo di me visto che il suo post è online da qualche giorno. No, neanche questa volta vengono rappresentate tutte le categorie, ma è questo il bello!

prova3

Probabilmente il meglio del mese se lo contendono due libri di cui parlerò nel wrap up (in realtà per uno dei due sto propri pensando di fare un post a parte) e tra cui non so scegliere. Si tratta di  Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov e Mistborn – The Final Empire di Brandon Sanderson.
Due libri totalmente diversi da loro, con toni e tematiche diverse e che comunque mi sono piaciuti tantissimo. Un classico e un fantasy direi che i miei gusti sono abbastanza incasinati.
Spesso leggo e sento di persone che non amano la letteratura di genere e la ritengono due, tre o anche quattro gradini al di sotto della narrativa (è questo il nome italiano della litteram fiction?) e mi chiedo il perché. Io sono del parere che, a prescindere dal genere letterario, la qualità di un libro la faccia lo scrittore, lo stile dell’autore e la trama. Un po’ come dire che si è stufi dei classici cliché: più che altro si è stufi del modo ripetitivo con cui questi vengono affrontati perché quando si trova una riscrittura originale e avvincente di temi triti e ritriti sembra invece di leggerli per la prima volta.
Insomma, a mio modesto parare il fatto che tu scriva/legga solo narrativa non ti metterà al riparo dalle porcate epocali che si annidano nelle librerie.


Meh

Lo hanno amato tutti, lo hanno osannato tutti, definito un capolavoro (e torniamo al discorso che facevo nello scorso post, sulla facilità con cui si urla al capolavoro) ma a me Paper Girls ha proprio lasciato MEH. A fine albo mi sono chiesta se avessi saltato qualche pagina io, se la mia copia fosse fallata e quindi, passato qualche giorno, ho letto il tutto per una seconda volta e l’impressione è stata esattamente la stessa: sembrava mancasse qualcosa. L’ambientazione è accattivante, quell’aria alla film anni ’80 da cui Stranger Things ha attinto a piene mani, l’idea di un cast tutto femminile anche ma, sarò ripetitiva, mi è sembrato di leggere una cosa “monca” come se ne mancasse proprio un pezzo. Inoltre la colorazione non mi ha fatto impazzire (ma io non capisco nulla di queste cose e non sono certo questi i criteri con cui scelgo cosa leggere). Sta di fatto che, quando uscirà, proverò a leggere il secondo volume perché bocciarlo dopo uno solo non mi sembra corretto.

Paper Girls è pubblicato in Italia da Bao Publishing al prezzo di 18 euro.


Per questo mese è tutto. Ci vediamo a novembre!

 

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