Il suono del mondo a memoria ovvero nelle domande si nascondono le risposte

La mia professoressa di inglese del liceo diceva sempre una cosa che per certi versi può sembrare assurda e invece, nella maggioranza dei casi, si rivela esatta. Il suo mantra era “Le risposte si trovano all’interno delle domande, basta saperle cercare” e per farcelo imparare spesso ci assegnava come compito quello di preparare un test a risposta multipla sugli argomenti studiati e poi farlo risolvere a un compagno.

Cosa ha a che fare questo aneddoto con Il suono del mondo a memoria di Giacomo Bevilacqua?
Molto più di quanto si possa pensare perché in questo caso la “risoluzione” della storia, il clic è proprio lì nel titolo ma se non si legge la graphic novel non lo si capirà mai. Ci vuole talento anche per dare un titolo a una storia, alcuni sostengono sia una delle cose più difficili. Giacomo Bevilacqua è riuscito a trovare un titolo perfetto per la storia, un titolo che sa attirare l’attenzione del lettore più di mille descrizioni.

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Prima di quest’opera io non avevo letto nulla di Giacomo Bevilacqua, sapevo solo che è l’autore di “A Panda piace” ma, a parte qualcosa vista su Facebook, non mi ci ero mai avvicinata. Questo titolo (sarà la persuasiva campagna dell’editore Bao Publishing, sarà il mio sesto senso da cose con aria un po’ hipster) mi attirava tantissimo e sono riuscita a recuperarlo col 25% di sconto della promozione Bao (che scade il prossimo 25 settembre, cioè domani perché il tempismo è tutto nella vita) in modo quasi rocambolesco, visto che per arrivare nelle mie mani è partito da Roma, con una lunga sosta a Napoli.


Di cosa parla Il suono del mondo a memoria?
Parla di Sam che decide di andare a New York per scrivere un articolo e fare foto per la rivista da lui fondata col suo amico e editor Jorge e si impone una sfida: non comunicare con gli altri per tutto il suo soggiorno tranne che con dei bigliettini per le cose essenziali come il mangiare o lo sviluppare le sue pellicole, l’articolo parlerà della sua esperienza. Da qui la storia si dipana tra le strane ossessioni di Sam, che sono praticamente la prima cosa che ci viene presentata, e una New York autunnale degna dei peggiori film strappalacrime che tutti abbiamo visto almeno una volta nella vita.
Qualsiasi cosa in più sulla trama sarebbe uno spoiler e credo che, nel bene o nel male, chi è incuriosito da questa storia debba farsi un suo parere tramite la lettura e non attraverso ciò che posso dire io.


Cosa penso de Il suono del mondo a memoria?
Da parte mia devo dire che il volume mi è piaciuto, a fine lettura sentivo quella sensazione che spesso identifichiamo come “è una cosa che mi ha scaldato il cuore”. Capisco però che per altri possa sembrare pretenzioso e “hipster”, credo che dipenda molto dal carattere di chi si approccio alla lettura e dallo stato mentale del momento. Tutto questo polpettone per dire che a me Il suono del mondo a memoria è piaciuto tanto sia perché ritengo abbia della qualità come storia sia perché ho affrontato la lettura nello stato mentale adatto. Avevo bisogno di un certo tipo di storia d’amore e di (ri)scoperta confortevole e che, se volessimo fare un paragone un po’ azzardato con un genere letterario, va a collocarsi all’interno del realismo magico (o realismo fantastico che dir si voglia) che non è un genere che va giù a tutti. L’ambientazione newyorkese, riflesso dell’immaginario collettivo che a New York non ha mai messo piede e l’ha vista solo attraverso uno schermo, e la scelta della rappresentazione delle stessa, la sicuramente non casuale scelta di ambientare il tutto in autunno per fare un esempio, danno un tono all’opera che può allontanare un certo tipo di lettore con gusti nettamente differenti.
A mio modestissimo parere però, ci sono un paio di passaggi che possono risultare forzati e un simbolismo molto (forse troppo) forte. [SPOILER quando si sceglie di usare un certo tipo di figura così forte per rappresentare le voci, il rischio di far pensare a unabsuo della figura di Giovanna D’arco è molto alto e alla fine della fiera il legame tra figura e personaggio sembra ridursi a un sentire le voci FINE SPOILER]
Quindi, pur esprimendo un giudizio altamente positivo sull’opera non me la sento di identificarla come un capolavoro per due motivi: il primo è che, già durante questi 9 mesi del 2016 ho letto altre graphic novel che mi sono piaciute senza alcuna riserva (una su tutte Bellezza di KerascoëtHubert, sarà che io sono quella che quando legge qualcosa di fiabesco ci casca dentro con tutte le scarpe, sarà che il tema di fondo mi toccava di più); il secondo è che, secondo me sia chiaro, ultimante c’è un abuso del termine capolavoro, tanto da svalutare e privare la parola stessa del suo significato. Se qualsiasi cosa che leggiamo e ci piace o ci trasmette (badate bene, in quel particolare momento) sensazioni positive è un capolavoro, come possiamo definire ciò che va oltre?  Per carità, è pur sempre vero che “de gustibus non disputandum est” ma non possiamo negare l’esistenza di qualcosa che vada oltre il nostro gusto e che faccia spiccare un’opera sulle altre (Qui sto ovviamente parlando in generale, non de Il suono del mondo a memoria in particolare).


Perché leggere Il suono del mondo a memoria?

Leggetelo se volete una storia di riflessione più che di azione, se apprezzate il realismo magico, le coincidenze che non sono tali, New York e un filo di hipsteria non vi fa storcere il naso.
In caso contrario il mondo dei fumetti è talmente vasto che sono sicura riuscirete a trovare ciò fa per voi e sarà in grado di farvi emozionare.


Il suono del mondo a memoria di Giacomo Bevilacqua è edito in Italia da Bao Publishing al prezzo di 21 € con un’edizione cartonata totalmente a colori. Fino a domenica 25 settembre lo potete trovare scontato del 25% sui principali siti, nelle grandi catene di librerie e in tutta una serie di piccole librerie/fumetterie disponibili sul sito Bao.
Ah La Feltrinelli vende un’edizione variant, quella però non rientra nella promozione, quindi al massimo la troverete scontata del 15%.

Buona lettura!

 

3 pensieri su “Il suono del mondo a memoria ovvero nelle domande si nascondono le risposte

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