Quotes challenge: Part I of III

Sono stata taggata in questa sorta di sfida da Alessandra del blog Aliena come te.
Le regole sono relativamente semplici ma, ancora una volta, io non sono in grado di rispettarle e sempre per lo stesso motivo (non mi va di taggare troppe persone perché penso che non ne siano contenti).
Le regole sono queste: bisogna postare per 3 volte (anche in giorni non consecutivi) 3 citazioni ogni volta e per ogni post invitare altri 3 blogger. Io farò così, taggerò i 3 blogger alla fine dell’ultimo post e senza alcun obbligo di rispondere.

Per il resto avevo deciso di dividere le citazioni a seconda dal mezzo in cui erano tratte ma poi è andato tutto a quel paese, quindi arrivano in ordine puramente casuale

Senza ulteriore indugio partiamo quindi con le prime tre citazioni di questa challenge:

  1. We are dead. Again.” Rory Williams – Doctor Who Season 6.  Come non adorare Rory the Roman e la sua totale rassegnazione nei confronti della morte che sembra colpirlo una puntata sì e l’altra pure (fino a quando… Spoilers XDD e sì questa sarebbe un’altra citazione ma non conta.
  2. C’è una cosa che mi sono sempre chiesta. Gli amori che non diventano realtà hanno un significato? Le cose che svaniscono sono uguali a quelle che non sono mai esistite?” Ayumi Yamada – Honey & Clover vol.10 di Chika Umino. Io ve lo dico, se non avete letto Honey & Clover avete fatto malissimo. Ora è praticamente irrecuperabile e vi siete persi un signor josei, uno slice of life pressoché perfetto, una storia di crescita, di sentimenti, di amicizia e di pazzia. Un manga che a distanza di anni continua a commuovermi (sì quel finale è straziante e non è un finale in tragedia).
  3. “Okay” Someone said, “but why are you crying? ” “I’d thought I was the only one,” he said.” Clark – Station Eleven (Stazione Undici) di Emily St.John Mandell (Ok – disse qualcuno- ma perché stai piangendo? – Pensavo di essere l’unico [sopravvissuto] – disse). Trovo che questo scambio di battute sia terrificante e, allo stesso tempo altamente significativo. Anche i più solitari tra noi hanno questa paura, a volte penso faccia parte della nostra stessa natura. Cosa c’è di più terrificante della morte? Della fine di tutto? Probabilmente il rimanere, senza più nessuno attorno. Stazione Undici è un libro BELLISSIMO e dovete leggerlo (ovviamente se volete). È stato il primo libro che ho letto in questo 2016 e, dopo quasi 7 mesi, si contende la palma di migliore lettura dell’anno con altri due titoli.

Direi che per questo primo appuntamento ho finito (e mi rendo conto solo ora che sono partita con una citazione abbastanza “scema” per finire con una abbastanza pesante, ma tant’è). A presto con la seconda parte!