Day Seventeen: A Map as Your Muse

L’altro giorno ho aperto il cassetto del mio comodino. Quel cassetto non lo apro praticamente mai stipato com’è di cose di un passato oramai remoto, che non ho mai avuto la forza di sistemare nel vero senso del termine. Ci sono i quaderni usati per chiacchierare in silenzio durante le lunghe ore di scuola, ci sono gli anelli presi a San Marino durante la gita scolastica di terza superiore, biglietti di aereo, treno, metropolitana (tutti feticci di un muro dei ricordi che non sono mai riuscita a costruire) e poi, vecchia e mezzo rovinata c’è lei. La mappa della metropolitana di Parigi.

MetròParis
Parigi, la città al centro delle cronache tra le più cupe del 2015 dell’Europa, la ville lumière, la città così sfacciatamente snob eppure così bella (e in questi giorni pure un po’ sott’acqua), il ricordo del viaggio del 2002, tra allarmi bomba e strani incontri in metropolitana, tra una Tour Eiffel vista da vicino ma non scalata e un giro un bateau mouche, dieci giorni per festeggiare 18 anni. Che bella Parigi. Che bella la stazione Arts et Métiers della linea 11 della metro, tutta ricoperta di pannelli di rame, tanto che ti sembra di essere finito all’interno del Nautilus, ventimila leghe sotto i mari.
Ricorderò sempre la voce che in francese annuncia Chatelet, scendi dal treno, sali le scale e sbuchi in città. C’è la Senna, ci sono i parigini, c’è l’atmosfera che è propria di Parigi. Le auto, il traffico, la modernità ma la città se ne frega. E anche tu decidi di fregartene, per una volta Google Maps può attendere e ti puoi perdere a guardare la mappa della metropolitana che si snoda per l’enorme città alla ricerca del treno che ti porterà a vedere ciò che ti affascina di più sulla città.


 

Disclaimer: Continua la mia sfida con la #everyday inspiration di WordPress. In teoria dovrei scrivere per 20 giorni di fila… Giorno diciassette. Meno tre. Inizio a crederci, ma non troppo.