Day Sixteen: Mine Your Own Material

Riguardare la timeline del mio profilo Facebook è una cosa mi ritrovo a fare di tanto in tanto, quindi il compito di oggi mi risulta meno difficile di tanti altri. A volte cancellavo post, altre li nascondevo, ora non più. Il tutto è diventato un ambiente più trascurato e meno frequentato (in realtà commento e interagisco molto meno anche con gli altri, è un periodo un po’ così non ci posso fare molto) dove la fanno da padrone le condivisioni dei post di questo blog e di mangabase. Anni fa mi lanciavo in considerazioni filosofiche, in papiri di lamentele e, a rileggerli oggi, penso solo che siano stati sfoghi inutili.
L’eco che può darti un social network è nulla, è un po’ come fosse aria; in compenso porta a tanti rischi. In molti non la pensano come me, ma non mi importa. Preferisco una bacheca scarna e anonima a una piena di frecciatine ben indirizzate, pullulante di commenti poco lusinghieri nei confronti di personaggi pubblici o persone che mi hanno fatto del male in privato. Considero Facebook come un luogo di svago/luogo attraverso il quale mettersi in contatto con persone lontane, non certo come un diario segreto (tra parentesi, non sono mai riuscita a tenerne uno. Iniziavo e dopo un paio di giorni non avevo proprio più voglia di scrivere).
A dimostrazione del mio scarso interesse oggi rimane la notifica che mi invita ad aggiornare la mia immagine del profilo perché è da oramai troppo tempo la stessa.
No grazie, signor FB, a me va benissimo così. Provi con qualcun altro perché in me trova una sua pessima utente.


 

Disclaimer: Continua la mia sfida con la #everyday inspiration di WordPress. In teoria dovrei scrivere per 20 giorni di fila… Giorno sedici. Meno quattro.