Day Thirteen: Play with Word Count – Una storia in 50 parole

 

“Gli attimi prima di un concerto sono i peggiori, l’ansia ti assale, pensi che tutto possa andare a rotoli, ti sudano le mani e hai lo stomaco sottosopra. Mentre sei in balia di pensieri catastrofici il sipario si apre, prendi fiato e inizi a suonare. Addio ansia, benvenuta musica.”


Disclaimer: Continua la mia sfida con la #everyday inspiration di WordPress. In teoria dovrei scrivere per 20 giorni di fila… Giorno tredici. Meno sette.

 

Liebster Award 2016 Edition!

Sono stata nominata per un premio e io sono un disastro con i premi! Urrà!

LiebsterAward_logo

Ironia a parte ringrazio sentitamente Caroline de Le manga-pagelle di Caroline per questa nomination, sono sempre stata fuori da questo giro perché una pessima blogger, la mia natura di lurkatrice inibisce la mia capacità di commentare gli altrui blog. Insomma sono contenta che qualcuno si sia ricordato di me XD

E ora seguiamo le regole (più o meno)Continua a leggere…

Day Eleven: A Cup of Coffee

Teoricamente questo dovrebbe essere un post di aggiornamenti impostato come se io fossi al tavolo di un bar con chi mi legge a bere un caffè. Diciamo che ci sono un paio di problemi che precludono ciò:

  1. Sono appena rientrata a casa e sono stanca morta
  2. Non bevo il caffè

Il punto 2 è facilmente risolvibile, voi prendere un caffè io un tè e mi aspetterete perché a bere il tè io ci metto un po’ per il primo mi spiace ma non ho grandi aggiornamenti da farvi, né sulla mia vita “offline” anche perché non ne parlo praticamente mai, sia per progetti o avventure sul web. Continuo a scrivere di uscite e classifiche su mangabasealpha (mangabasealpha.wordpress.com in caso foste interessati) e poco più. Vorrei trarre qualche insegnamento da questa maratona di scrittura sul blog e cercare di essere più costante perché avrei tanto voluto parlarvi di alcuni dei libri che ho letto negli scorsi mesi ma devo vedere un po’ perché tutta la situazione (off e online) è in divenire e, soprattutto, devo assumere una maggiore consapevolezza in ciò che scrivo (non intendo convincermi che sia bello, solo che nel mio piccolo, senza alcuna pretesa e senza voler imporre la mia opinione posso anche io parlare di ciò che leggo. Il discorso della chimica  è un po’ più complesso, io all’inizio ci avevo puntato ma per scrivere di scienze non si possono mettere in fila le parole, non ci si può basare sulle emozioni, bisogna riportare riferimenti bibliografici corretti e possibilmente peer reviewed, è un processo molto più complesso, ma chissà che prima o poi non mi venga in mente qualcosa).

Niente, voi il caffè suppongo l’avrete già finito, io ora taccio e finisco il mio tè (virtuale, perché a quest’ora se voglio dormire non è proprio il caso di bere niente

 

 


Disclaimer: Continua la mia sfida con la #everyday inspiration di WordPress. In teoria dovrei scrivere per 20 giorni di fila… Giorno undici. Per un pelo, forse anche meno.

 

Day Ten: Let the Scene Write Itself

L’idea che molti hanno della mia isola è che sia totalmente dipendente dal mare, che i suoi abitanti vivano perennemente al mare e via dicendo. In realtà, come ogni isola, il mare è ciò che la delimita ma, è fatta di terra, alberi, animali, montagne, poca pianura e tanta colline.
La finestra della mia stanza dà a est e quindi, al mattino, è inondata di luce e d’estate è una vera rottura se scordo la persiana aperta perché dalle cinque (per qualche giorno pure qualche minuto prima) non si dorme.

Stamattina però il sole ha fatto fatica a fare capolino tra i monti del Gennargentu che delineano l’orizzonte. Tutto era coperto da una coltre di umidità che si è sollevata solo dopo diverse ore, lasciando spazio a una giornata calda e nuvolosa con un leggero venticello.

Ok, mi fermo. Oggi avrei dovuto osservare per un certo periodo di tempo una scena e descriverla. Purtroppo non ho avuto il tempo materiale e ho pensato, con scarso successo di descrivere cosa ci fosse fuori dalla mia finestra stamattina, ma parte il cielo nuvoloso e le solite (finte) montagne, non c’era niente di straordinario. Spero che, chi leggerà, potrà almeno apprezzare lo sforzo.

Sorry

 


Disclaimer: Continua la mia sfida con la #everyday inspiration di WordPress. In teoria dovrei scrivere per 20 giorni di fila… Giorno dieci. Oggi giorno molto faticoso, ci vediamo domani.

 

 

Day Nine: Writing and Not Writing

 

Non sono una scrittrice di professione e sul blog scrivo poco quindi oggi devo usare il piano B (regolarmente concesso da WordPress) ovvero “Se avessi una macchina del tempo che ti concedesse più tempo, come organizzeresti le tue giornate? Cosa faresti col tempo in più?”

Non so come dire, io non vorrei del tempo in più perché conoscendomi riuscirei a sprecarlo. Quindi meglio tenermi il poco che ho. Per quanto possa sembrare affascinante in linea teorica tutta questa faccenda dei viaggi temporali, a conti fatti a me fa un po’ paura, perché sono convinta che per ottenere qualcosa in più (in questo caso il tempo) si debba pagare un prezzo troppo alto.
Poi, se avessi del tempo in più, sono sicura farei quello che già faccio. Mi perderei in mille cose inutili, per arrivare a fare ciò che devo fare all’ultimo momento. Sono una procrastinatrice cronica e avere più tempo a mia disposizione renderebbe solo le cose peggiori. Certo avrei più tempo per leggere (giusto settimana scorsa ho perso la cognizione del tempo e sono rimasta sveglia fino alle tre a leggere) ma, a conti fatti, preferisco rimanere così come sono.

Mi spiace, rifiuto l’offerta della macchina del tempo e vado avanti, cercando di migliorare le mie abitudini e di non arrivare sempre all’ultimo momento.


Disclaimer: Continua la mia sfida con la #everyday inspiration di WordPress. In teoria dovrei scrivere per 20 giorni di fila… Giorno nove. Dal titolo pensavo fosse tipo un giorno di pausa e invece nulla. Peccato.

A domani.

 

 

Day Eight: Reinvent the Letter Format

Cara Maria Stefania di 8 giorni fa, ma chi te lo ha fatto fare a iniziare questa sfida?

Senti me, ascolta il consiglio di una che è stata nel futuro. Lascia perdere questo impegno e prova a scrivere qualcosa di più costruttivo, non avrai scadenze pressanti e non ti ridurrai a scrivere lettere stupide che tentano di essere ironiche ma non lo sono per niente.

Con affetto
Maria Stefania (sì, te stessa)

 


Disclaimer: Continua la mia sfida con la #everyday inspiration di WordPress. In teoria dovrei scrivere per 20 giorni di fila… Giorno otto. Oggi ho rischiato di mancare l’appuntamento, non per mancanza di voglia, bensì per mancanza di tempo. Sono riuscita a sedermi sul divano giusto qualche minuto fa.

A domani.

 

 

Day Seven: Let Social Media Inspire You

 

Oggi il “Signor WordPress” mi ha messo davanti 5 tweet e mi ha chiesto di lasciarmi ispirare da uno di loro per parlavi di qualcosa. Il tweet che ho scelto è questo:

Mi rispecchio in maniera totale in questo tweet perché di natura sono volubile. Timorosa ma volubile. Ho aspettato i primi capelli bianchi (giunti per carità in età precoce) per cambiare colore di capelli ogni volta che mi andava, esplorando svariate sfumature di rosso prima e castano poi (no, bionda non mi faccio, con le sopracciglia nere che mi ritrovo non è il caso, se non voglio spaventare i bimbi) giusto per fare un esempio. So, sin da piccola, che cambio idea facilmente, che mi “innamoro” di cose per poi disinnamorarmi facilmente. Non potrei mai fare un tatuaggio, mi stancherei in fretta e impazzirei per riuscire a toglierlo, ne sono certa.
Potrò sembrare superficiale, forse lo sono per quanto riguarda gli oggetti, ma faccio una profonda distinzione tra ciò che mi tocca e ciò che mi sfiora. Gli affetti, i rapporti, i traguardi, gli errori, le vittorie e le sconfitte, solo questi meritano di restare, di mettere radici il resto, per quanto mi riguarda, può volare via. I tweet si possono cancellare, i tatuaggi pure (anche se con più difficoltà) ma preferisco avere sulla pelle qualche segno o cicatrice rispetto a un disegno che sono sicura prima o poi inizierei ad odiare. Sia chiaro che questo non è un giudizio sui tatuaggi o tantomeno sui chi decide di tatuarsi, sono io che proprio non ce la faccio, cioè sono una che riesce a farsi richiudere i fori delle orecchie regolarmente, ma dove voglio andare XD


Disclaimer: Continua la mia sfida con la #everyday inspiration di WordPress. In teoria dovrei scrivere per 20 giorni di fila… Giorno sette. Detto con sincerità, oggi è uno di quei giorni in cui ho scritto con somma fatica.

A domani.

 

 

Day Six: The Space to Write

In quale situazione è più facile scrivere? Credo che non ci sia una risposta oggettiva a questa domanda, ognuno ha un ambiente in cui preferisce lavorare.

Per quanto mi riguarda non esiste un luogo fisico ideale, per riuscire a scrivere mi serve uno stato mentale che si potrebbe definire come “ispirato”. Se leggete i post dei giorni precedenti credo che emerga in maniera chiara quando ho scritto perché sentivo di avere qualcosa da dire, quando le dita si sono mosse senza esitazione sulla tastiera, e quando invece le parole sono venute fuori perché questa è una sorta di sfida e io voglio assolutamente uscirne vincitrice, per dimostrare a me stessa che posso e quindi mi sforzo. La differenza di risultato però, ai miei occhi, è palese.
L’ispirazione però giunge inaspettata, a volte è notte, altre volte è pieno giorno. Capita che io abbia necessità di assoluto silenzio per scrivere, ma sono casi rari. Sono nata e cresciuta in una famiglia numerosa, che nel corso del tempo ha perso elementi per inglobarne altri. Il silenzio si raggiunge solo a notte fonda quando si è in 8.
Spesso e volentieri i miei post sono accompagnati dal rumore di fondo della tv in un’altra stanza, dalla musica o dal vociare delle persone che sono a casa con me.
La cosa più importante è che io non molli il post a metà e ci torni qualche giorno dopo. Quello segna l’inesorabile fine del post, il suo ingresso nel cimitero dei testi che non vedranno mai la luce.
Anche per questo motivo tutti i post di questa serie vengono buttati giù di getto e praticamente neanche riletti.

Prima di lasciarvi ho una domanda per voi, di cosa vorreste parlassi prossimamente su questo blog? Quando questa sfida sarà finita, che sia io vincitrice o sconfitta? Fatemelo sapere scrivendomi! Andate sulla pagina “Contattami” e lasciate i vostri pensieri nel form apposito, ve ne sarò grata!

 


Disclaimer: Continua la mia sfida con la #everyday inspiration di WordPress. In teoria dovrei scrivere per 20 giorni di fila… Giorno Sei. Non ci credo, domani siamo già a una settimana.

 

 

 

Day Five: Hook ’Em With a Quote

“If you don’t want a man dead, don’t buldge on him over the head repeatedly.”

Naomi Novic Uprooted

Sì, continua la fissa con Uprooted tanto che odierete questo libro e non lo leggerete mai solo per farmi un dispetto.
In realtà questa frase mi fa venire in mente il fatto che molto spesso ci ostiniamo a fare cose che sappiamo benissimo essere controproducenti rispetto ai nostri scopi. La protagonista del libro qui ha colpito qualcuno alla testa per difendersi, ma lo ha fatto con fin troppa forza e ora si becca una bella ramanzina a riguardo.
In realtà morivo dalla voglia di condividere qualche citazione di questo libro e questa è tra le meno spoilerose.


PS: Continua la mia sfida con la #everyday inspiration di WordPress. In teoria dovrei scrivere per 20 giorni di fila… Giorno cinque. Dai che ce la facciamo XD Anche se oggi siamo veramente al limite dell’aver barato. Ho avuto il blocco, al momento di scegliere la citazione si è formato il vuoto pneumatico all’interno della mia scatola cranica e questo che avete appena letto è il risultato…

A domani.