Lo SpecialONE di fine anno 2.0: I preferiti di MariaSte del 2015

Il 2015 ci ha salutato da una decina di giorni scarsi e lascia come ultima vestigia (ma ne siamo proprio sicuri?) della sua presenza su questo blog, la versione 2015 dello SpecialONE, ovvero i preferiti tra i preferiti di 365 giorni. No quest’anno niente ridicolo post sulle mie letture che vi sono piaciute di più (vogliamo davvero farlo per 4 libri in croce? Il bilancio è presto fatto, tra Kindle e libri cartacei ho letto più di 50 libri e ho parlato solo di 4, che tristezza).

Come per lo scorso anno, a differenza dei soliti post mensili (o bimestrali) non ci saranno tutte le categorie classiche ma in più ci sarà un bonus. Quindi nessun indugio, ecco per voi lo SpecialONE reloaded. E sì, questa volta ve li sciroppate in solitaria V.v


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Serie TV: Daredevil (disponibile in streaming legale su Netflix). Per una volta non è Doctor Who a primeggiare, nonostante una nona stagione a livelli molto più alti rispetto all’ottava su cui spicca un episodio (Heaven Sent) da personale Top 5 assoluta. Il mio telefilm preferito del 2015 è la serie sul diavolo di Hell’s Kitchen, a mio parere ottima anche per chi non ha mai letto le sue avventure cartacee (e non intende farlo). Niente a che vedere con tutti i tentativi precedenti in campo di superoi e serie TV che ho visto (prima che mi diciate quanto è bello Agent Carter, mi riferisco a Smallville & co). Nonostante l’uso “sdoganato” della violenza, ho trovato la serie molto coinvolgente e poco disturbante con degli ottimi interpreti, su tutti Vincent d’Onofrio con il suo Wilson Fisk – Kingpin.

Propositi per il 2016: More Netflix for me! Nella speranza di scoprire nuove e serie e vedere quelle che ho promesso di vedere (Sense8 anyone?)


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Libri: Ancillary Justice, Ancillary Sword & Ancillary Mercy di Ann Leckie.
Libri letti con un coefficiente di esaltazione (e fangirleggiamento) crescente. L’intenzione di lasciar passare un po’ di tempo tra Ancillary Sword e Ancillary Mercy è andata beatamente a farsi benedire. Le avventure di Breq, della Justice of Toren, di tutti i personaggi che popolano il Radch di cui non sappiamo l’identità sessuale (e, in realtà, poco ci interessa) mi sono piaciute tantissimo a prescindere dall’ambientazione fantascientifica (per la precisione credo della Space Opera) e ciò che mi ha colpito di più è stata la riflessione sull’identità, sull’essere significativi, sul confine tra ciò che è “essere” e ciò che è “cosa”. Poi di Seivarden ammmmmore magari ne parleremo un’altra volta.

Propositi per il 2016: Diventare una blogger seria (non ridete troppo di me per favore), oltre che una lettrice compulsiva. Ah sì, imparare che leggere il terzo libro di una trilogia quando gli altri sono indietro di un libro è una tortura e forse vale la pena attendere…


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Film: Mad Max Fury Road con la regia di George Miller.
Qualcuno vuole veramente che io parli di questo film? Se non l’avete visto avete fatto male. Guardatelo. Punto. E ve lo dice una che si è presa calci alla poltrona per tutta la durata causa esaltazione del ragazzino seduto dietro di lei (cosa che normalmente mi avrebbe fatto odiare il tutto). L’unica problema di non vederlo al cinema credo sia la difficile riproposizione domestica del magnifico comparto audio del film.

Propositi per il 2016: Il lettore blu-ray l’ho comprato e ci ho visto film che avevo già visto (Ritorno al futuro?). Il cinema che doveva aprire nel 2015 non ha aperto, speriamo che almeno lui ce la faccia a darmi una mano nel mio proposito, o in alternativa il sostanziale ampliamento del catalogo film del già citato Netflix (con i conseguenti problemi di “ritardo” nella visione)…


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Fumetto: Sul blog non ne parlo mai (o quasi mai) ma io sono una lettrice di fumetti, nata come precoce fan di Topolino, furiosamente letto per una decina d’anni con annessi e connessi sin da prima di andare alle scuole elementari (non bastava l’uscita settimanale a saziare la mia sete di avventure di topi e paperi, con una predilezione per i secondi). Negli anni dell’adolescenza passai ai manga, letti in un’epoca in cui su internet non bazzicavo affatto (e nella quale per entrare su internet si sentiva la simpaticissima nenia metallica del modem) e mi basavo solo sul mio gusto, noto anche come “questa copertina mi piace e quest’altra no”. In concomitanza con l’Università c’è stato qualche anno di allontanamento dal fumetto, complice una vita rinchiusa in facoltà e altre priorità,  per poi ricaderci, prima con i manga (reloaded) e poi con le graphic novel (no, non sono una persona da supereroi, non nego il loro valore ma non fanno per me). Attualmente leggo pochi fumetti, però cerco di leggere cose di riconosciuto valore. A volte capita che il riconosciuto valore non corrisponda al mio gusto (il caso del 2015 è Il cane che guardava le stelle), altre invece corrispondono perfettamente. Tra queste spicca la mia lettura fumettistica preferita del 2015 ovvero Il Porto Proibito, graphic novel italiana scritta da Teresa Radice e illustrata da Stefano Turconi, pubblicata in Italia da Bao Publishing. Malinconico e poetico, mi ha travolto e portato fino alle lacrime sul treno (ok io sono tra i primi produttori al mondo di lacrime da commozione, ma questa volta erano pienamente giustificate). Consigliato a tutti. Attendo con ansia di leggere altro di questo livello.

Propositi per il 2016: Chi lo sa, magari il nuovo anno porterà l’ispirazione a parlare delle mie sparute letture fumettistiche che vengono continuamente alimentate da buoni amici, con un elevato senso del gusto e che conoscono il mio.

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